FELICITà ???


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Non dipende da quello che fanno gli altri, ma solo dal vostro EQUILIBRIO VIBRAZIONALE ♥ … 

  E la felicità altrui non dipende da voi , ma solo dal loro EQUILIBRIO VIBRAZIONALE ♥

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il Libro della Spensieratezza…

Non Lasciarti Cadere: Buttati!L’accettazione è la strada che porta alla vera libertà + In Te non c’è Nulla di Sbagliato di Cheri Huber + Imperfetti e Felici di C. André + Il Cervello Quantico Di Jeffrey Satinover + Basta! Sapere Quando Restare Capire Quando Lasciare di Seth Godin


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34 precetti sulla Felicità


1. La felicita’ richiede l’accettazione degli altri, la semplicita’ del cuore, lo stupore dello spirito.

2. La felicita’ non e’ un paradiso chiuso, separato dal mondo. E’ al tempo stesso la fonte e l’oceano.

3. Non disperare della felicita’. Non ti aspetta all’altro capo del mondo o in una vita futura. E’ la’ dove tu sei. Aspetta il momento in cui sarai finalmente disposto a invitarla e a riceverla. Rivolgi i tuoi pensieri verso di lei. Ti basta semplicemente superare la paura.

4. Se vuoi essere felice, impara a desiderare nella gioia e nell’innocenza. Non c’ e’ felicita’ senza volonta’ di felicita’.

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IL CREDO DELL’OTTIMISTA (di Cristian D. Larson)


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Prometti a te stesso:

Di essere così forte che niente potrà turbare la tua pace mentale.

Di augurare salute, felicità e prosperità a tutte le persone che incontri.

Di far sentire a tutti i tuoi amici che in loro c’è qualcosa.

Di guardare il lato luminoso di tutte le cose e di fare in modo che il tuo ottimismo diventi realtà.

Di pensare solo al meglio, di impegnarti solo per il meglio e di aspettarti solo il meglio.

Di essere felice del successo altrui come se fosse il tuo.

Di dimenticare gli errori del passato e di tendere verso maggiori conseguimenti futuri.

Di essere sempre allegro e di donare un sorriso a ogni creatura che incontri.

Di dedicare così tanto tempo al tuo miglioramento da non avere tempo di criticare gli altri.

Di essere troppo grande per albergare preoccupazioni, troppo nobile per accogliere ira, troppo forte per provare paura e troppo felice per permettere che si creino problemi.

Di avere una buona opinione di te stesso e di proclamarlo al mondo, non con grandi parole, ma attraverso grandi azioni.

Di vivere confidando che il mondo sia dalla tua parte, finché segui sinceramente la tua parte migliore.

Vedi anche –> 17 vantaggi della Risata Salvifica

L’Ottimista e il pessimista

Ps.

SUL PESSIMISMO

Dal mio modesto punto di vista il pensiero pessimista è uno spauracchio che può assumere le più disparate sembianze, a seconda di come lo si guarda e di come lo si interiorizza.

Esistono diversi tipi di pessimismo:

Il pessimista per eccellenza interiorizza, cioè filtra, solo ed esclusivamente pensieri, sensazioni, emozioni, informazioni per l’appunto “pessime”…. Con il suo atteggiamento / comportamento “attrae” “inconsapevolmente tutto ciò che di negativo può capitare nella sua vita.
E’ la classica calamita di sventure… con la nuvoletta nera sempre sopra la testa.

Il pessimista moderato (in cui rientra la maggior parte delle persone) è in grado di filtrare anche gli aspetti positivi della vita, tuttavia non è in grado di gestire adeguatamente tali aspetti, e per questo motivo la negatività ha spesso la meglio sui suoi schemi mentali e sui suoi atti conclusivi…

Infine c’è il pessimista auto-ironico…
E’ colui o colei che sa prendere la vita alla leggera.
Sa (intuitivamente) che esiste un equilibrio, un principio di armonia che vive intimamente dietro ogni suo pensiero…
Non vede la vita come una lunga gara ad ostacoli, bensì come un viaggio in cui scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo e stimolante.
Si accorge che dietro le croci e delizie della vita si cela un filo invisibile, legato indissolubilmente al suo cuore .
Questo filo è attaccato a tutti gli individui… la differenza è che alcuni sono consapevoli della sua presenza, altri no…

… il segreto per vedere il lato giusto delle cose consiste nel percepire questo filo invisibile che ci unisce alla vita… Si tratta di vivere in simbiosi con ogni creatura…

… a volte, se si analizzano certe situazioni è inevitabile cadere in qualche pensiero pessimista… però non bisogna soccombere a questi pensieri, perché alla fin fine la maggior parte delle paure erano, sono e saranno delle mere illusioni…
Nei momenti bui meglio sorridere che piangersi addosso… dopo ogni salita c’è sempre una discesa… dietro ogni porta si cela sempre un mondo nuovo…
… sta a ciascuno di noi trovare la porta giusta…

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Un pò di saggezza umoristica :D


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17 vantaggi della Risata Salvifica

VEDI SEZIONE —> L’IDIOTA ZEN

CONFUCIO DICE:
1) La vera felicità sta nelle piccole cose: una piccola villa, un piccolo yacht, una piccola fortuna.

2) Se cerchi una mano disposta ad aiutarti, la trovi alla fine del tuo braccio.

3) C’è un mondo migliore… però minchia… è carissimo!

4) L’importante non è vincere. L’importante è competere, senza perdere né pareggiare.

5) Avere la coscienza pulita è segno di cattiva memoria.

6) Colui che è capace di sorridere quando tutto va male, è perché già ha pensato a chi dare la colpa.

7) Chi ride ultimo, pensa più lentamente.

8- Alcune persone sono vive solo perché l’assassinio è illegale.

9) Se non puoi convincerli, confondili.

10) Il denaro non fa la felicità… figurati la miseria!

11) L’amore eterno dura tre mesi.

12) Chi nasce povero e brutto ha buone possibilità che, crescendo, si sviluppino entrambe le condizioni.

13) Pesce che lotta contro la corrente muore fulminato.

14) Quando il sole si alza iniziano i problemi.

15) Chi se la tira troppo, rischia di strapparsela tutta.

16) Uomo molto saggio è colui che non gioca mai a saltacavallo con unicorno.

17) Non è la misura del trattore che conta, ma quanto tempo trascorri ad arare il campo.

18) Uomo che va a dormire con problemi sessuali si risveglia con la soluzione in mano.

19) La fine del giorno è vicina quando uomini bassi fanno lunghe ombre.

20) Se la montagna viene verso di te… cooorrriiiii!!! É’ una fraanaaaa!!!

(anonimo)

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I cinque strati dell’«inconscio»


In una lezione tenuta il 7 aprile 1973, Assagioli ci ricorda che “inconscio, cosciente sono ‘aggettivi’, sono cioè condizioni temporanee di un fatto psichico”. Questo va tenuto ben presente quando si cerca di comprendere la distinzione assagioliana tra inconscio inferiore, medio, superiore e collettivo. Al di là dell’accettazione o meno di questa terminologia assagioliana, è bene rimarcare che l’inconscio non è una sostanza, un’entità! É solo ciò con cui non siamo in contatto, qui e ora.
Cerchiamo di osservare i vari strati inconsci, penetrando profondità sempre maggiori.

Senz’altro lo strato più superficiale è rappresentato dal cosiddetto «preconscio», vale a dire tutto ciò di cui possiamo facilmente essere consapevoli ponendovi una certa attenzione. Ad esempio, quando è il momento, posso ricordarmi facilmente il mio indirizzo abitativo, che, normalmente, mi è inconscio. Come potremmo mai essere continuamente consapevole di tutte le nozioni e i ricordi della nostra esistenza? La mente andrebbe sicuramente in tilt.

Ad un livello appena un po’ più profondo vi è l’«inconscio comportamentale», cioè la maschera, i modi di fare e i comportamenti relazionali con i quali ci esibiamo al mondo e di cui siamo abitualmente inconsapevoli. Ciò costituisce una serie di tratti che costituiscono la struttura del nostro carattere, uno schema rigido e fissato fin dalla fanciullezza. Il carattere costituisce il nostro meccanismo difensivo per eccellenza, cioè il modo in cui poniamo una barriera fra noi e il mondo in modo da non sentirsi vulnerabili o indegni di amore.
É ovvio come siamo in grande difficoltà a diventare consapevoli di questa struttura (anche quando ad un occhio esterno sia perfettamente visibile), perché riconoscerla vorrebbe dire mettere in discussione ciò su cui fondiamo l’intera nostra vita relazionale e sociale… perderemmo improvvisamente il terreno sotto i piedi e dovremmo affrontare aspetti di noi che non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontare.

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