Appartenere alla realtà (John de Ruiter)


È così incredibile che non lo scoprirai mai,
non l’otterrai mai, non l’avrai mai
perché non è per te.
Tu sei  lo spazio per essa.
Tu le appartieni, non appartiene a te.
Questa è la ragione per cui non puoi averla.
È destinata a possedere te
invece che tu vivere per possederla.
È destinata a possederti totalmente
invece che tu a vivere per possederla totalmente.

È solo un semplice malinteso
ma ora tu sai che non ci sono più scuse.
Non c’è più nulla a cui dare la colpa,
non c’è più nulla da tentare.
Finalmente è finita.

Puoi solo arrenderti
e lasciare che quello che è reale
ti possegga e ti domini e ti controlli.
Puoi finalmente rinunciare a tutti i tuoi sciocchi poteri
per qualcosa che è reale.

Puoi finalmente lasciare che quello che è reale sia onnipotente,
che a quello che è reale venga conferito il potere che è
e che tu non hai più bisogno di attribuirti del potere.

Finalmente è finita.
Il peso di tutti i tuoi sogni è finalmente andato.
non devi più trascinare in giro i tuoi sogni.
Finalmente vieni controllato totalmente da quello di cui sei sempre stato più innamorato.
Quel piccolo minuscolo tocco che non puoi cogliere
questa è la realtà che parla e la realtà che ascolta.

Ora tutto quello di cui c’è bisogno è un semplice accordo
e allora tutto quello che rimarrà è la realtà.
È facile.
Tutto quello che ci vuole è la realtà che sente
e che dice teneramente:
“O.K., l’ho sempre saputo, l’ho davvero sempre saputo, O.K.”
e molto teneramente rimanere con quell’O.K.
anche se ti uccide,
perché lo farà.

Ricevi quello che è reale
e lascia che sostituisca tutto quello che hai avuto.
La realtà, nel modo più tenero possibile, ti sta chiedendo:
Posso essere io invece di te?”
e se c’è un qualunque guardarsi indietro
o un chiedersi ‘devo davvero?’
allora la realtà, nel modo più dolce,
si sdraia di fronte a te e aspetta.

Non deve fare nulla di grande
perché tu già sai, tu già vedi.
Semplicemente appoggia giù la testa di fronte a te
e aspetta un tuo sì.
Così non c’è un vero cercare.

Tutto quello che è mai esistito in te come coscienza
è un sì molto dolce o un no ombroso.
Non appena c’è un no ombroso cominciamo a fare promesse alla realtà
‘vieni da me a modo mio e io vivrò per te,
vieni da me a modo mio e ti parlerò’.
Quando c’è un no ombroso esistiamo per rubare,
per imbrogliare, per corrompere, per mentire, per prendere con la forza,
lottando, tentando continuamente qualcosa
per ingannare la realtà,
per imbrogliarla e convincerla ad entrare
per essere ‘mia’.
È solo con l’onestà, il vero vedere
e il completo arrendersi a quello che siamo sempre stati,
che tu e la bugia e tutto il loro peso
avranno fine.
Non hai più bisogno di te,
non ne hai mai avuto bisogno,
questa è la notizia più sconvolgente che mai hai potuto sentire.
È quello che hai sempre desiderato sentirti dire
e desiderato di non sentirti mai dire.
Chi potrebbe essere in disaccordo con qualcosa di così meraviglioso?
Chi potrebbe lamentarsi?
Chi potrebbe dire: “Ma io….”?
Chi potrebbe dire nulla se non il ‘va bene’ più gentile?
La verità, quando la sentiamo, è così irresistibile, così amabile,
che ci chiediamo dove abbiamo mai potuto essere,
come abbiamo potuto non vederla.
Possiamo vedere la Coscienza con gli occhi aperti,
questa è la bellezza reale.
Una volta che l’assaggi non potrai più rinunciarci.
Una volta che vedi e capisci quello che vedi
è finita.

PER VINCERE IL GIOCO (sesso, lavoro, relazione, sport) DEVI DIMENTICARTI IL GIOCO (sesso, lavoro, relazione, sport)


THE GAME = SAMSARA, problemi immaginari,  menzogne, lato oscuro della Forza, Sistema fallimentare, Matrix, l’identità sociale, vita ordinaria, ego, mente, stato limitato di coscienza

THE OTHER GAME = La Forza, il Regno, essenza, io reale/spontaneo, stato espansivo di coscienza

inizi a giocare quando ti interessi, prendi sul serio THE GAME: in quell’istante perdi.

se qualcuno chiede “cos’è un esagono”, sta pensando all’esagono anche se non sa cosa sia?

* Se non ha significato = non ci pensi, non ha peso/valore = non ti anima/emoziona = hai vinto
* la ragione la si da a chi ha perso la ragione. = chi la vuole non ce l’ha (l’ha persa, la crede assente)

Risultati immagini per THE GAME game

Immagine correlata

DIVENTA UN AGHORI


aghori = guerriero che attraversa l’inferno rimanendo intimamente immacolato

stato di coscienza di chiunque sia in grado di oltrepassare limiti e paure

facoltà di integrazione del lato terrificante con quello benevolente

superamento definitivo della dualità o distinzioni tra bene e male, lecito/legale e illecito/illegale, gentilezza e violenza

Risultati immagini per aghori

Immagine correlataRisultati immagini per aghoriImmagine correlata

Risultati immagini per aghori

 

Immagine correlata

 

SOFFERENZA VOLONTARIA


consiglio di rileggere tutto almeno un paio di volte

La sofferenza volontaria è moneta di scambio per la salute, l’arricchimento interiore/esteriore, la crescita personale, la pace interiore, la forza, l’intelligenza

sigilla nel cuore questo messaggio —> le persone più felici non sono quelle che hanno sofferto di più ma quelle che hanno saputo soffrire meglio.

  • l’auto-Realizzazione o “Liberazione” degli antichi saggi era semplicemente libertà dalla sofferenza.
  • Sofferenza Volontaria = Resistenza al sonno, alla fame, alla collera, alla stanchezza fisica, al desiderio sessuale
  •  ATTRITO
    • l’ideale sarebbe agire quando e dove c’è “attrito”, questo genera una trasmutazione interiore e favorisce un’accelerazione del processo. Il trucco sta nel fare qualcosa di utile proprio in quei momenti in cui hai meno voglia di farlo. In pratica devi riuscire a costringere il corpo a mettersi all’opera malgrado le resistenze della mente. Per superare l’attrito iniziale (resistenze dell’io pigrone o falsa personalità) devi affidarti alla forza di volontà e alla fiducia nel Lavoro sul corpo sottile o corpo energetico.
    • Es. di attrito = alzarsi presto quando non ne hai voglia; astenerti dal mangiare proprio quando desideri un dolcetto; fare una doccia fredda mentre sei appena sceso dal letto; fare una passeggiata o corsetta al mattino presto.
    • In soldoni, andare “consapevolmente” contro la via di minor resistenza, evitare la scelta più comoda, agire contro tutto ciò che è meccanicizzato (abitudinario) genera attrito e quindi “sofferenza volontaria” e infine trasmutazione da piombo in oro, salto ad un’ottava superiore ovvero un piano esistenziale migliore.
  • NON IDENTIFICAZIONE
    • Non scordare mai che la sofferenza è un mezzo e non il fine.
      •  con il crescere della tua consapevolezza, essa va scemando.
    • Renditi subito conto che non sei tu a soffrire bensì sono le emozioni negative, gli schemi di pensieri dominanti, le abitudini correnti, in due parole stai sacrificando la falsa personalità, l’identità con cui ti eri erroneamente immedesimato finora. Falsa personalità è sinonimo di sofferenza inutile, sofferenza immaginaria (provocata da preoccupazioni insensate, timori concettuali).
      • La soff. inutile  conduce soltanto ad un accrescimento della Falsa personalità. (l’io sociale, immaginario, ideale, concettuale)
    • Mentre pratichi rimani autoconsapevole, ricorda che tu sei solo un alchimista che controlla l’andamento del processo di trasformazione interiore. I processi che avvengono nel crogiulo umano riguardano le componenti del corpo. Sensazioni dolorose, emozioni sgradevoli, impressioni, pensieri e così via rappresentano il combustibile o la materia prima sottoposta al fuoco alchemico (fuoco = tua concentrazione/consapevolezza). All’emergere di queste sensazioni fastidiose non identificarti, rimani lucido, consapevole che tu sei l’osservatore “esterno” (non toccato da quei processi) che si prende cura della macchina biologica: la tua attenzione è necessaria alla riuscita dell’opera. Il principiante si fa del male (SOFFERENZA INUTILE) perché si identifica con il materiale che brucia. Il bravo praticante sa che non può scottarsi perché egli stesso è quel fuoco o meglio il generatore e manipolatore di quel fuoco.
    • Man mano che pratichi lucidamente acquisirai un incredibile potere personale. Carisma, autostima, capacità attrattiva, vigore, centratura, radicamento: queste sono soltanto alcune delle inevitabili benefici dello sforzo cosciente o sofferenza volontaria. Questa sofferenza “utile” si trasforma automaticamente – per una legge fisica infallibile – in nuova energia. La soff. inutile invece – per una serie di ragioni che non è il caso di analizzare – ti depriva di energia.
    • Es. di Soff. inutile =
      • dare istintivamente espressione alle emozioni negative (rabbia, gelosia, senso di colpa, senso di inferiorità, autocommiserazione, lamentarsi-criticare gli altri),
      • continuare a dubitare del lavoro interiore,
      • FANTASTICARE (evadere dalla realtà presente), desiderare di trovarsi altrove con una persona speciale, lontano da ogni difficoltà.
  • DOLORE = PROPELLENTE
    • la fatica, l’attrito, la tensione iniziale vanno visti come una molla che ci spinge ad uscire dall’indolenza: affinché questa molla funzioni è necessario esercitare una pressione verso il basso, al crescere della quale crescerà lo slancio verso l’alto. Considera questo meccanismo come un incentivo. Inoltre questo dolore consapevole ti scuote dal torpore abituale.
    • Spezza le colonne dietro cui il falso io (l’avversario, l’ego) ha edificato il suo nascondiglio
      • Più è grande è la sofferenza “utile” e maggiore sarà l“energia propulsiva” che hai a disposizione
    • eleva il tuo quoziente volitivo = sviluppi la facoltà di non arrenderti davanti a niente e nessuno
      • “la volontà è la quantità di sofferenza che siamo disposti a spendere per ottenere ciò che vogliamo”
  • Se pratichi correttamente puoi accedere alla sorgente vitale ed usufruire di una quantità inesauribile di energia

Leggi il seguito di questo post »

ALCUNI MIEI APPUNTI SUL TRANTRISMO SHIVAITA KASHMIRO


la conoscenza (liberatrice) non si conquista  negando/fuggendo/andando oltre le apparenze ma prestandovi attenzione da vicino (tramite una profonda contemplazione della natura)

I PENSIERI SONO ESATTAMENTE DEGLI SCIAMI DI MOSCERINI ETERICI:

ogni tanto entrano nelle cavità eteriche, neurali… non darti pena per la loro presenza, non credere di averli generati, sono volati lì o inseguono per un po’ la bio-macchina (corpo). Transita altrove e  lasceranno in pace la psiche (apparato corpo-mente).

NON OCCORRE FERMARE I PENSIERI [sciame moscerini] ma semplicemente riconoscerli come ogg. esterni a te (che sei consapevolezza) e attraversarli… “Sposta l’attenzione” altrove (ad. es. verso il respiro, le sensazioni/movimenti del corpo).

Come esiste un sistema immunitario fisico (costituito da un insieme di anticorpi impercettibili, micro-organismi, di cui non sei consapevole) così esiste un sistema immunitario psichico che può proteggerti da attacchi energetici di vario tipo. Questo sist. immunitario è formato dalle linee guida che puoi rintracciare in tutti gli insegnamenti. Affinché il sist. imm. psichico sia robusto è necessario che la tua attenzione sia posta su questi insegnamenti, occorre che in te si sviluppino i dovuti anticorpi (pensieri creativi, intenzioni, scopi, ideali, aspirazioni, sentimenti pacifici). Questi anticorpi sono impercettibili ai sensi grossolani e all’intelletto ordinario, ciò non toglie che esistano e che rappresentino un tuo potente alleato.

La perdita di un qualcosa di inutile non è mai una perdita bensì sempre un guadagno.

Questa perdita viene percepita come un sacrificio a causa della tua ignoranza o dell’identificazione con ciò a cui rinunci. Se ti rendessi conto che non stai perdendo una parte di te, un oggetto o una persona di valore ma qualcosa che non ti è mai appartenuto o che ti può solo danneggiare allora ti rallegreresti di tale perdita e saresti ben lieto di lasciarlo perdere il prima possibile.

La perdita a cui mi riferisco è il senso di “io sono” (questo corpo, questa mente, questi pensieri, queste sensazioni, quest’anima che si è reincarnata, etc).  Da questa sensazione esistenziale di essere un individuo limitato nel tempo-spazio derivano tutte le altre sgradevoli e ingannevoli sensazioni che hanno accompagnato il tuo viaggio. Il senso di scarsità, il vuoto interiore, la sensazione che manchi sempre qualcosa, il bisogno di qualcuno di speciale che possa riempire questo apparente vuoto sensoriale: questi sono tutti sintomi che indicano che sei prigioniero del senso di “io sono” qualcuno di particolare separato da qualcun altro. Essendo identificato con il tuo stesso aguzzino è praticamente impossibile trovare l’agognata libertà. Il problema non è che non puoi perdere questo io-fittizio, il problema è che “non vuoi” perché ne sei assuefatto. Sei assuefatto agli organi sensoriali, ai piaceri carnali, alle fantasie mentali, alle preoccupazioni dell’io-sociale. Sai che è così.

La perdita di tutto ciò è una goduria che al momento non puoi immaginare.

il liberato lo è dalle qualificazioni (tra Sé e natura) = si ritira nello stato originario non-manifesto
per egli i movimenti di ascesa/discesa rappresentano l’attività spontanea della coscienza
porre fine all’infruttuosa ricerca, liberi dalla falsa nozione che il corpo sia impuro

viravrata (voto dell’eroe) = vedere ogni cosa – per quanto disgustosa o attraente – con occhi equanime/lucido (sapendo che sono tutte manifestaz. della coscienza)

tuffandosi ripetutamente dentro di sé, anche quando esce dalla meditazione, vibrando [interiormente], ebbro per i postumi della contemplazione/comprensione, vede tutto dissolversi nello spazio della propria coscienza.

Anche quando riemerge dall’assorbimento, è una cosa sola con l’esperienza dell’assorbimento. Congiunge gli stati inferiori e superiori. Non necessita più di mezzi liberatori.

Tutto ciò che dice o fa genera istantaneamente in lui il più alto liv. di coscienza.

In che modo può colui che – sbalordito dalla propria natura e testimone di una coscienza che sostiene l’esistenza di tutto – rimanere soggetto alle afflittive opinioni dell’intelletto?

Si sorprende nello scoprire che l’individuo che si credeva – invischiato nelle pastoie dei pensieri, impigliato nella ragnatela dello spazio-tempo, non esiste affatto.

Una volta capito ciò da cui puoi trarre beneficio e ciò che non è di alcun valore e anzi ostacola (questa realizzazione), puoi iniziare a progredire verso la meta.

non può esserci relazione tra sogg. eterno e ogg. temporaneo

il saggio fissa l’attenzione sulla fonte del piacere (liberando così la mente/attenzione da tutti i fenomeni che la seducono/disturbano). Si prepara in tal modo alla transizione verso una condizione in cui le preoccupaz. son trascese nell’esperienza pervasiva del sommo piacere. Non è un edonista che brama i piaceri sensoriali, sebbene li usi come trampolino per lanciarsi oltre i regni della transitoria oggettività fisica.

Al piacere sublime si accede tramite la rimozione di ostacoli come l’aspettativa di un vantaggio personale… Liberata da questi impedimenti, l’esperienza è quella di un assaporamento  e un riposo incessante.

risveglio vitalità = Canzoni, profumi, carezze sono mezzi che possono ridestare da uno stato di torpore/distrazione, stimolando il cuore (coscienza) a pulsare più intensamente.

intenzione disciplinata mirante all’innalzamento del liv. di sensibilità ci avvicina alla prolungata meravigliosa pulsazione. Il sapiente riconosce questa pulsazione dentro sé anche di fronte a difficoltà dolorose, ogg. disgustosi. I sensi interni, divini, potenziati o superiori (sono le divinità) rendono l’intero universo una sola cosa con la coscienza.

Muore a se stesso in un atto di adorazione, pieno di devozione per questa realtà che si dispiega al suo interno. Padrone della vitalità che rinvigorisce mente-corpo, può rafforzarsi direttamente senza bisogno di cibi o abbandonandolo a piacimento per animare il corpo di un altro.

ogni piacere è essenzialmente spirituale/energetico = il piacere è stato interno esperito dal sogg. non una proprietà dell’ogg.

colui che desidera il piacere dei sensi percepisce l’apparenza estetica/formale/carnale/rajas-tamas

colui che desidera la quiete, beatitudine percepisce luminosità energetica senza forma

non devi far nient’altro che comprendere (accettare totalmente) il sempre rinnovato flusso/eruzione di coscienza sotto forma di apparizioni che si affaccia a te (consapevolezza)

deporre la molteplicità accumulata = scaricare il fardello “non-mio”

espansione incontrastata dei ridestati

salsi nel Supremo, si stabiliscono sul piano della beatitudine assaporando qualsiasi ogg. sensoriali che appaiono spontaneamente

ogni fase è ora luminosa: avendo consumato il senso di diversità, conserva l’auto-consapevolezza in ogni istante (sonno, veglia)…

riconosce la potenza pulsante della sua vera natura: lo scarto apparente  tra coscienza immanifesta e ogg. manifesto – si ricompone

il desiderio giocoso è la causa della differenziazione (tra sogg. percepiente, atto percepire e percettibile)

quando il d. giocoso è finito, quella differenza sparisce

Maya = potere/libertà creativa di apparire in forme incalcolabili – dare la “sensazione” di separazione tra sogg./ogg

distolto lo sguardo (dall’Unità della visione consapevole), ignori il tutto e rimani ossessionato dalla parti

l’anima danzatrice sebbene libera di lasciare la sala di ballo (il corpo, il mondo manifesto), si ritiene prigioniera perché si lascia in-trattenere dal guardiano (il pensiero) e così viene rigettata sul palco di Maya

nulla di nuovo viene conseguito, né si rivela (l’immanifesto), è soltanto sradicata l’idea che l’essere luminoso non splenda

il saggio percepisce direttamente lo sfolgorio del reale in quel luogo in cui non sorgono pensieri dicotomizzanti (nello spazio tra un pensiero o una percezione e il seguente). Viene all’istante assorbito nel vuoto vibrante e poi catapultato nell’attualità. In quell’attimo si libera dalla tirannia dello scorrere del tempo, rimane pienamente soddisfatto del presente (eterno): in quanto conquistatore del tempo, gode nel piacere di divorarlo. Ha capito che è l’eternità.

Rimani per ore – senza interruzione – nel tuo stato naturale e percepirai la libertà (assenza di contaminazioni limitanti)

il dubbio (circa lo stato naturale) è fonte di indisposizione (ostacolo al cammino)

coloro che dicotomizzano cadono ai liv. inferi e devono ricorrere alle pratiche.

Tutte le pratiche dipendono dalla coscienza e non possono servire come mezzo per realizzarla. In quanto coscienza, non puoi praticare per diventare cosciente o espander coscienza.

tutte le cose sono coscienza, quindi tutt’altro che irreali

 

 

BENEFICI DELLA DOCCIA FREDDA


 

 

LA PERNACCHIA CHE GUARISCE


Facile e rapido esercizietto per scrollarsi di dosso le sensazioni (spesso inutili o indesiderate) associate a situazioni-persone-oggetti quotidiani.

immagina l’evento o la persona speciale e contemporaneamente emetti una sonora rista, una pernacchia (dei suoni incomprensibili)

Alla presenza di quell’idolo (persona/oggetto significativo) proverai un grande senso di ilarità.

Non ti imbarazzerai, non ti sentirai minacciato da niente e nessuno.

Fai una veloce carrellata mentale di cose a cui hai dato molta importanza (ripensa ad amici, parenti, episodi del passato, traumi, colleghi, etc.) e nel frattempo produci delle stimolazioni insolite nel corpo. La tecnica funziona anche se la risata è forzata. L’importante è indurre una percezione inconsueta tale che sminuisca l’importanza dell’idolo, cioè di tutto ciò che prima ti provocava forti e spiacevoli sensazioni.

spiegazione del metodo:

Quando vediamo, ascoltimao o semplicemente pensiamo a qualcuno il corpo reagisce attivando il centro emotivo e producendo particolari sensazioni. Queste sensazioni dipendono dal significato che abbiamo inconsciamente attribuito agli idoli (l’idolo è – per semplicità – tutto ciò con cui entriamo in contatto). Dal momento che è improduttivo e pressoché impossibile intervenire per via razionale, il miglior stratagemma consiste nell’intervenire a livello cinestesico, cioè sul piano delle sensazioni fisiche. Il bello dell’intervento percettivo è che ottieni istantaneamente dei risultati; risultati che a liv. cognitivo avrebbero richiesto anni di operazioni mentali. Questo evita un noioso lavoro di scavo sulle proprie convinzioni.

In fin dei conti l’obiettivo finale di ogni interazione è sempre il medesimo: esperire la miglior percezione possibile della realtà.

Perché non rimanere costantemente in quella percezione, spontaneamente – senza la necessità di oggetti esterni (stimolanti)?!

Perché servirsi di mezzi macchinosi, lenti, ripetitivi quando hai già a disposizione gli strumenti efficaci per ottimizzare le percezioni del tuo corpo?

Lascio a te la scelta degli strumenti migliori, mi permetto soltanto di ricordarti che esistono sempre dei mezzi più rapidi ed efficaci. Ricercali, testali o semplicemente inventali sul momento.

Se una cosa (una relazione) funziona te ne accorgi subito: ti senti leggero, spensierato… non prendi sul serio niente e nessuno.

Se una cosa (una relazione) non funziona provi l’effetto contrario: tensione, diagio… prendi dannatamente sul serio tutto e tutti.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: