UN CORSO IN MIRACOLI – Spiegazione e applicazione degli esercizi


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https://www.facebook.com/groups/1839997672974753

L’intento del gruppo è quello di condividere idee, esperienze, consigli a proposito delle lezioni e degli esercizi presenti nella nota opera di Helen Schucman.

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Novità…


Ecco la novità di settembre:

“RISVEGLIO DAL SOGNO PLANETARIO”

Si tratta del mio primo libro.

Questo libro fa parte di una trilogia nella trilogia: ciascuna delle tre opere sarà infatti composta da tre volumi, uno teorico, uno pratico e uno poetico-didascalico.

A settembre vi fornirò maggiori informazioni.

1afo risv

Isabelle von Fallois, Thomas Torelli, Igor Sibaldi, Claudia Rainville, Claudio Trupiano, Maria Gabriella Bardelli, Giorgio Mambretti, Andrea Zurlini, Kryon, Angelo Picco Barilari,  Vadim Zeland, Davide Francesco Sada, Enrico Garzotto,  Salvatore Brizzi,  italo Pentimalli, J.L. Marshall, Andrea Magrin Zurlini Panatta… Ventuno Giorni per Rinascere -Il percorso che ringiovanisce corpo e mente, Il Potere del Cervello Quantico, Come far esplodere il potenziale nascosto del tuo cervello, Metamedicina 2.0 – Ogni Sintomo è un Messaggio, grandemente rinnovata e aumentata, Smettila di Reprimere tuo Figli, Roberta Cavallo,

 

LIBERAZIONE SCATENATA (http://www.liberationunleashed.com)


Come posso fare “esperienza diretta” di quella condizione conosciuta come “liberazione interiore” o “stato naturale”?

C’è un modo rapido per dissipare (non solo a livello intellettuale, m anche emotivo/fisiologico) l’identificazione, l’attaccamento – e quindi la schiavitù – ai pensieri, all’inganno sensoriale di un “io” che giudica o viene giudicato?

Sì, esistono molti mezzi rapidissimi… tecnicamente si chiamano “Direct Pointing”

Uno di questi è il metodo del “Direct Pointing”, utilizzato in questo sito (http://www.liberationunleashed.com) . Qui ci sono dei volontari che forniscono “gratuitamente” un approccio pratico, semplice, immediato a chiunque sia minimamente interessato a vedere la vita per quel che vermente è, al di là delle illusorie costruzioni mentali (o spirituali) che albergano abusivamente la nostra testa.

L’iniziativa è molto semplice: si viene guidati mediante una serie di semplici domande, in apparenza banali, e tutto ciò che dovete fare è rispondere in maniera “completamente sincera”.  L’onestà nell’autoindagine è l’ingrediente fondamentale al processo di liberazione dall’attaccamento/identificazione al concetto di “io”. Il bello è che sei tu a portare avanti l’intera indagine, in un certo senso ad auto-liberarti definitivamente,  senza venir influenzato minimamente dalle opinioni altrui.

In teoria è possibile avere un supporto anche in italiano. Mal che vada potete leggere le esperienze di altri utenti (http://www.liberationunleashed.com/nation/viewtopic.php?f=5&t=8) e constatare come avviene il processo. Buttateci un occhio, provate a rispondere alle domande con parole personali e persistete – basandovi sull’esperienza diretta/quotidiana – fino a quando non avvertite con fermezza che non esiste alcuen entità separata (io), se non come fantasioso concetto linguistico a cui avete aderito involontariamente già dall’età prescolare.

Chi volesse provare questo approccio con il sottoscritto mi mandi pure una mail.

Alcune domande del sito:

1) Is there a separate entity ‘self’, ‘me’ ‘I’, at all, anywhere, in any way, shape or form? Was there ever?

2) Explain in detail what the illusion of separate self is, when it starts and how it works from your own experience. Describe it fully as you see it now.
3) How does it feel to see this? What is the difference from before you started this dialogue? Please report from the past few days.
4) What was the last bit that pushed you over, made you look?
5) Can you talk about decision, intention, free will, choice and control? What makes things happen? How does it work? What are you responsible for? Give examples from experience.

IL MIO FORUM


Menti libere,

ho appena aperto un forum dove potete liberamente interagire, condividere, chiedere quel che vi pare [in ambito di crescita interiore, auto-aiuto, ricerca spirituale e compagnia bella…]

link —>   mente-libera.forumfree.it

QUAL E’ IL MIGLIOR INSEGNAMENTO?


QUAL E’ IL MIGLIOR METODO?

IL TUO ! (Forse)

Supponi che i metodi e i modelli siano come delle scarpe.

Il Buddha indossava un paio di scarpe che gli consentivano di camminare bene. Queste scarpe sono state chiamate “Buddhismo” e miliardi di persone stanno tuttora cercando di indossare le scarpe del Buddha sperando di sentirsi bene (raggiungere la pace dei sensi). Ovviamente i tuoi piedi non sono come quelli del Buddha, il tuo metodo – il tuo stile di vita, la tua pratica – cioè le scarpe appropriate a te sono diverse. Sembra banale eppure molti indossano le scarpe degli altri e sperano così di sentirsi meglio. E poi magari danno la colpa ad altri.

Cristo aveva un altro paio di scarpe (un altro tipo di insegnamento) e ad oggi miliardi di altri fenomeni ambulanti provano ad indossare le sue scarpe sperando nel “miracolo”.

Gurdjieff, Don Juan, Krishna  o un famoso pinco pallino qualsiasi indossava altre scarpe  – le aveva create da(l) Sé – ma poi sembrerebbe che le abbia vendute ad altri o meglio altri hanno voluto replicare quelle scarpe e camminare come i loro idoli.

Pensa a tutti i libri di auto-aiuto che hai letto e a come anche tu sei caduto in questo trabocchetto.

In parte è colpa degli autori stessi che promettono risultati strabilianti con titoli del tipo “come vivere felici e contenti in tre semplici mosse…”, ma per il resto la responsabilità è di chi compra e si beve quel che legge/ascolta da questi personaggi.

In tale ottica Buddha o Cristo stessi -sempre che siano esistiti – hanno errato nella loro missione fin dall’inizio, cioè nel momento stesso in cui si sono messi a raccattare discepoli che diffondessero la loro parola o la parola di Dio. Col senno di poi – osservando imparzialmente la storia – questi “personaggi” hanno contribuito più in peggio che in meglio. Basti pensare ai conflitti  (non ancora terminati) che si portano avanti per difendere una marca di scarpe (cristianesimo) contro un altra marca (islam).

Un vero saggio si sarebbe subito accorto della condizione dell’umano medio e sicuramente avrebbe evitato di “farsi un nome” allo scopo di insegnare come vivere in pace. Già l’idea che l’amore, la consapevolezza, la compassione vadano insegnante con un “metodo preciso” la dice lunga su quanto siamo superficiali.

L’unico che forse poteva salvarsi la faccia, cioè che sembrerebbe essere stato coerente con se stesso- era (in teoria) Lao tzu. Il libro a lui attribuito era cominciato bene – “Il Tao che puoi nominare non è l’eterno Tao”.  Peccato che poi si sia dilungato con 80 capitoli nel descrivere l’indescrivibile Tao. E comunque già nominare “l’innominabile” come “Tao” è un controsenso. Al di là di questo, lui sembra essere l’unico che non è andato in giro a fare miracoli e soprattutto a “suggerire” le sue scarpe agli altri. Anzi la prima cosa che ha fatto è stato licenziarsi, uscire dall’ufficio e imboscarsi nel nulla. Sembra che abbia scritto soltanto per accontentare le richieste di un tizio. Ma sopra ogni cosa non voleva discepoli. Si era solo divertito nello scrivere qualche strofa e stop. Tra l’altro non professava sentieri, esaltava poteri taumaturgici, non imponeva regole monastiche. Era troppo consapevole del fatto che ognuno deve indossare le “proprie” scarpe per suggerire agli altri le tecniche “giuste”, visualizzazioni, preghiere o mantra speciali.

Che scarpe stai indossando?

Quelle con la marca “Steiner, Krishnamurti, Tony Robbins, Castaneda, Roberto Re, Katie Byron?”

Se sono strette, se ti danno troppo fastidio (come è ovvio e naturale che sia) sappi che stai indossando quelle sbagliate. Fossi in te non aspetterei altri 10 anni prima di togliermele. Levatele subito di dosso e sentirai un sollievo incredibile.

Ecco come devi tradurre gli le frasi spirituali:

“come entrare nel qui ed ora” = “come non accorgersi che sei sempre nel qui-ora”

“come essere te stesso” = “come essere qualcun altro”

“come essere felice” = come essere infelice

CHIAREZZA SULLo STATO NATURALE, IL SENSO DI ESISTERE, il non-io, falsa identità, etc.


*Percezione di sé
* io = somma di sensazioni
* insime di impressioni vaghe

esempio pratico:

Immagina qualcuno che ti dica

  1. “hai un naso bruttissimo”,
  2. “mi fai schifo”
  3. “hai degli occhi bellissimi”
  4. “ti amo, sei un’anima speciale”.

Cosa accadrà?

Tu – il tuo presunto io  proverà particolari sensazioni (sempre diverse) e quindi continuerà a cambiare.

Emergerà un “io” irritato dalle prime due frasi e un “io” allegro grazie alle ultime lusinghe. Ma quali di questi “io” sei tu? Anzi, cosa sono questi io?

E’ ovvio che si tratta di semplici impressioni, sensazioni estemporanee. Ebbene se ci fai caso la tua vita è costellata di queste impressioni. La somma di queste impressioni costituisce ciò che in questa società chiamiamo stupidamente “io sono”.

L’io è una sensazione vaghissima che varia di momento in momento, in un certo senso non esiste un “io reale” cioè “stabile, immutabile”, esistono solo interminabili sensazioni con cui  “qualcosa di misterioso/indefinibile – il vero io” si identifica. In seguito all’identificazione (al credere/fidarci di quelle parole) finiamo puntualmente per rimanerci male appena vediamo che esse scompaiono oppure vengono rimpiazzate in un batter d’occhio da altre imprevedibili o indesiderabili sensazioni.

Quindi tu chi sei?

Quell’anima con gli occhi bellissimi o quella schifezza con il naso bruttissimo?

Ovviamente nessuno dei due… quelle sono solo impressioni – spesso appiccicate dal mondo – con cui abbiamo ingenuamente costruito la nostra identità.


* le percezioni sono illimate , quindi l’io non può essere una “precisa, unica” percezione, in inglese si dice che il sé è  no-thing (non una cosa “unica” e distinta)

* storia personale = luogo/periodo (spazio/tempo)
* ma qual è la 1° PERCEZIONE INIZIALE?
* come distingui una “vera, attendibile” Percezione (la mia percezione) dalla falsa (non mia, prodotta dall’immaginaz., da altri/esterno)?
* chiunque può indurre/stimolare percezione a chiunque altro
—> la mente stimola se stessa
* l’immaginazione produce impressioni
* vita è fatta di impressioni
* vita è frutto dell’immaginazione
* La Percezione è sempre impersonale (senza io –  cioè senza un costrutto secondario, es. linguistico o anche energetico)
* Falsa Personalità = identificazione con le percezioni = il famoso non-io, l’ego, cioè uno stato di coscienza sempre deludente perché si identifica con le percezioni che sorgono all’infinito e vi si aggrappa sperando che non scompaiano. Chi non comprende il meccanismo del sistema percettivo è destinato a soffrire inutilmente.

La spiritualità utilizza da sempre un presupposto ingannevole –> l’io allo stato naturale “è sat-cit-ananda, gioia/vitalità/entusiasmo incessante, pace eterna” (percez. naturale = percez. positive)
Questa affermazione – promossa da innumerevoli maestri – implica che le percez. semi-positive (imprecisabile contentezza, fioca serenità instabile, poca pazienza) oppure negative (torpore, vergogna, non beatitudine, emoticon)  siano (io) innaturali o non pienamente naturali.
In realtà un insegnante maturo dovrebbe semplicemente far notare che  lo stato naturale (che di preciso nessuno sa cosa sia) precede qualunque percezione e qualsiasi “io”.
* Allo stato naturale non c’è io, non percepisci né sat-cit-ananda né irritazione.

La mente ordinaria non può cogliere questo insegnamento e per questo continua ad osannare pseudo-maestri che promuovono le percezioni spirituali/sublimi rispetto a quelle carnali/inferiori. Involontariamente, come se chi non percepisse gioia non fosse degno di entrare nel regno. Così facendo alimentano ignoranza e confusione, il che porta ai soliti conflitti interiori/esteriori.

La vera liberazione è liberazione da queste distinzioni puerili ed astratte (tra la “mia” superiore percezione e la “sua” immatura percezione), su cui però si fondano non solo le religioni ma l’intera società e forse l’intero Magico Universo di Maya.

Diffida da chi ti vuol convincere a suon di “stimolazioni sensoriali”, costui non è un saggio ma un drogato di “percezioni”.

Ah già, se non hai colto il punto ti riassumo il discorso:

tu non esisti – l’io a cui hai sempre creduto non c’è, è puramente immaginario… esistono solo vaghe percezioni che emergono caoticamente in un mare di possibilità.

Rilassati, non c’è niente da fare e tu non hai mai fatto nulla, il tuo passato non esiste, si sono solamente susseguite delle impressioni.

Tu sei una semplice espressione vitale – che non ha niente a che fare con le cavolate addizionali (culturali o spirituali). Le teorie, speculazioni sui sentieri metafisici, la via di mezzo, la vacuità, le iniziazioni, lo sciamanesimo etc. sono solo parole vuote sognate da un incontrollato meccanismo di pensiero frustrante.

“I AM” MY WORDS?


Consideration about conceptual “I”, “fictional self”.
Where the verbal “I”, the sense of “me” is located?
How can simply communicate the conceptual “I am” in a down-earth terminology, to whom doesn’t “speak” the language of dzogchen?
An interesting support can come from neuroscience.
Let’s suppose that the conceptual “I” is a product of schooling and his roots are findible in the brain, precisely in the Broca-Wernicke’s area. If we understand that the linguistic brain section is involved in our limitated/distorted’s identification we are also motivated to pay more attention to the implications of our (or others) way of talking and thinking.
We will not be tricked by linguistic games (the main source of our confusion and delusions about many things, especially our identity).
Verbalization is the big deal, dialectic is the bound.
If we can point out that the neurotic mechanism (the auto-referential tendencies culminating in stories about a mitical “me”) are in fact a conseguences of a learning process (started in the primary school) we then can correct this misleading linguistic process by ourselves.
The localization of the “false self” is just an aid to point out a practical way to dissolve a dilemma that maybe with the mere spiritual’practice will never be solved.
It’s like Don Chisciotte: many teaching, books, forums and people talk a lot about non-self etc. without actually saying nothing important, useful or concrete.
In that sense a practitioner that doesn’t recognize this mental process will always be caught in this neuro-linguistic cheat, never be able to get rid of this deceptive pattern, even if he meditate for many lifes. His looking begins (unintentionally) from the wrong place. His is spellbound by the sound “me”, his sense of existence is associated to this word, therefore his fellings will always be unsatisfactory.
 
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