FOCUS —–> REALTA’


Se ti concentri sul corpo di dolore lo rendi reale.
Se ti concentri sul corpo di beatitudine lo rendi reale.

A te la scelta!

OGNI PENSIERO E’ UN IMPOSTORE


Ogni pensiero è un impostore.
* Non fa differenza se il tuo pensiero è buono o cattivo. Non rimpiazzare uno con l’altro.

* Abbandonali alla loro inesistenza, non fare niente con loro.
* Se li ignori se ne vanno per conto loro. E’ la fine della vostra amicizia (relazione immaginaria).
* I tuoi ex-amici immaginari andranno avanti e indietro ma non otterrano più nulla da te, non ti priveranno più di energia vitale.

(Robert Adams)

POTEVI “NON” RIMANERCI OFFESO


è il tuo coinvolgimento che rende reali le apparenze:
i sentimenti, la rabbia, le lacrime o le risate strappate da un film ne sono una lampante dimostrazione.
In assenza di un briciolo di lucidità, il tuo apparato psico-fisico scambierà sempre lucciole per lanterne: in queste condizioni di stordimento verrai abbagliato dalle apparenze senza mai sperimentare la realtà che vi sta dietro.
Proverai sofferenze inutili che potevi benissimo evitare: ti bastava un minimo di sensibilità discriminativa.

Avvenimenti insignificanti che ti potevano sfiorare o  colpire solo di sfuggita, sono diventate interminabili tragedie. A ciò va sommato il malessere dovuto alle emozioni riprodotte (e quindi rivissute) nel tuo subconscio. In pratica un episodio di per sé innocuo è diventato (anzi lo hai fatto diventare) una condanna a morte.

Chi ha trasformato tali eventi in una spietata condanna?

… troppo facile dare la colpa agli altri o al mondo!

Parafrasando una famosa battuta: “Potevi non rimanerci offeso!”

 

ESERCIZIO DI DECOSTRUZIONE DEL FALSO


PER SPERIMENTARE IL VERO (REALTA’) DEVI PRIMA SBARAZZARTI DEL FALSO

La nostra testa è piena zeppa di costrutti mentali convenzionali, idee prive di fondamento e spesso prive di alcuna utilità.

Cosa accadrebbe se questi concetti venissero tolti dal tuo sistema cognitivo?

Per saperlo non devi far altro che abituarti a ragionare senza questi concetti o considerarli semplicemente falsi o immaginari.

Di seguito un elenco di convinzioni inconsce che puoi abbandonare o riconoscere come pura fantasia:

* il concetto “io esisto” o “io non esisto”
* il concetto “loro esistono”

* il concetto “io <—-> altri”
* il concetto “io sono coscienza-luce-Spirito-Dio”
* il concetto “esiste un io reale che può fare esperienza reale”
* il concetto “io sto soffrendo/godendo”
* il concetto “lui o lei ha il potere di farmi del bene/male”
* il concetto di “Tempo e Spazio”
* il concetto di oggetti separati
* il concetto secondo cui le apparenze hanno una qualche durata
* il concetto per cui i fenomeni hanno caratteristiche intrinseche, qualità peculiari
* il concetto che le costruzioni concettuali esistano

etc….

Una volta che la fase di decostruzione ha ripulito il tuo sistema cognitivo, le costruzioni concettuali cesseranno automaticamente di replicarsi. In altre parola smetterai di identificarti con i pensieri,  i giudizi, le fantasie, i sogni ad occhi aperti.

Noterai immediatamente la fiction di questi meccanismi mentali. Di tanto in tanto avvertirai anche dei momenti di irragionevole serenità, come se sprofondassi in un lago di tranquillità. Questo accade perché stai realizzando la finzione (la natura irreale) dei tuoi concetti mentali. Stai imparando a riconscere il falso e soprattutto lo stai sperimentarlo come tale.

Ti stai risvegliando dal sogno… Stai smascherando il mondo onirico di tutti i giorni che hai sempre considerato come “vero” e “reale” per la sola ragione che tutti gli altri “dormienti” lo considerano vero e reale…

Persisti nella decostruzione del falso e presto ci sarà la sperimentazione del vero

KUNG FU PANDA 3 — Fantastico!!!


STUPENDO!!!

OGNI ESPERIENZA CHE NON E’ RIPETIBILE E FREQUENTE E’ SENZA VALORE


Ogni esperienza che non è ripetibile e frequente è senza valore.

 –

A scanso di equivoci spiego…
Di solito sprechiamo tantissimo tempo nel discutere il significato di una particolare esperienza (mondana o spirituale, normale o para-normale, fisica o metafisica, profana o sacra).
Sprechiamo letteralmente anni nel tentativo di riviverla o di analizzarla intellettualmente.
Vada pure per le esperienze che ci riguardano direttamente, ma non ha alcun senso farsi coinvolgere (e poi travolgere) da esperienze che non ci riguardano affatto: eventi del tutto insignificanti rappresentano d’un tratto il centro dell’attenzione.
Questo atteggiamento oltre ad essere un modo sciocco ed inutile di trascorrere il proprio tempo è anche altamente controproducente.
Per di più non si tratta quasi mai di autentiche esperienze: ciò che riteniamo essere un nostro vissuto (un ricordo emozionante, una storia sentimentale, una relazione fugace) non è altro che una serie di percezioni immaginarie o di impressioni contaminate da pregiudizi e aspettative. Crediamo di considerare l’esperienza “reale” mentre in verità stiamo considerando l’esperienza “immaginaria”, alterata dai nostri condizionamenti (parametri mentali come “giusto-sbagliato”, “stupido-intelligente”, “migliore-peggiore”). Raramente sperimentiamo l’esperienza per quello che è, la realtà così com’è.
Probabilmente non facciamo quasi mai esperienza della realtà. Siamo totalmente intrappolati in una matrice di mondi immaginari.
Comunque il punto non è la realtà o meno dell’esperienza quanto la mania di soffermarsi ossessivamente su tale esperienza (soprattutto su presunte esperienze spirituali).
Questa pessima abitudine di trascorrere il tempo ad investigare un avvenimento – per esempio un’esperienza mistica avuta dieci anni fa (cosa a cui così tante persone sembrano interessate) – è un vero consumo energetico.
Molti persistono in questo atteggiamento come se il recuperare quell’esperienza portasse fine alla loro ricerca e alla pace.  In realtà stanno solo fomentando un pericoloso processo di auto-indebolimento.
Visto che la quantità e qualità di esperienze che potete vivere è incalcolabile, perché dissipare o bloccare l’energia psichica focalizzandovi su un’unica esperienza (spirituale o non)?

Sbloccate l’attenzione da quel singolo ricordo (dimenticatevi per un attimo della vostra storia personale) e ridirigete l’attenzione verso l’infinito (le altre innumerevoli esperienze)!

Invece di perdere tempo con eventi irripetibili, concentratevi su semplici esperienze che potete facilmente ri-sperimentare.

GODI !!!!!!


Si può arrivare alla libertà del non-attaccamento in modo assai più pratico e meno tormentoso (delle rinunce o dell’auto-controllo): con un apprezzamento sempre più pieno, anziché negare l’esistenza di quell’attrazione dovremmo lasciare che ne nascano altre al suo fianco.

Imparando ad espandere la capacità di apprezzare attenuiamo gli attaccamenti fino al punto di indebolirli e perfino farli sparire.

L’errore moralista sta nel confondere il godimento con l’attaccamento: il godimento di qualsiasi genere è un evento psichico di per sé benefico, ma a complicare le cose interviene il desiderio di riprodurre la stessa situazione e così nasce l’attaccamento. Il godimento è puro e gratuito, l’attaccamento è avido e pieno di aspettative; il godimento vive nel presente, l’attaccamento si rifà al passato o si proietta nel futuro; il godimento è aperto alla vita, l’attaccamento la vuole programmare.

Gli attaccamenti sono inversamente proporzionali alla capacità di godere.

L’approccio radicale consiste nel godere di più.

Se si gusta fino in fondo un frutto, si può imparare a gustare tutti i tipi di frutta. Se si può imparare a godere di tutto non ci si attacca a nulla, perché si passa da un godimento all’altro.

Passi dal godimento di un frutto a quello di un libro fino al cielo stellato.

Se si apprezza tutto, si rimane liberi.

E se si sente un desiderio che non possiamo soddisfare, ci si può rivolgere immediatamente ad un altro godimento.

C’è sempre qualcos’altro di cui si può godere

Se vedi la bellezza solo in una persona o un oggetto, escludendo tutto il resto, ne rimani stregato. Cadi nella convinzione implicita e illusoria che quella sia l’unica persona o esperienza che possa farti bene.

 Cerca piuttosto la bellezza dappertutto, anche in cose apparentemente distorte e sfigurate: l’abitudine di penetrare la realtà per coglierne il “Bello” eleva la mente e stimola sentimenti che lasciano tracce profonde nella memoria emotiva.

Lavora con giocosità, cioè impegnati godendo dell’attività che svolgi

(R. Assagioli)

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