MEDITARE E’ COME PISCIARE… SE NON LO FAI, SCOPPI


meditare assolve molte funzioni:

-ripulisce i corpi sottili così come una doccia toglie le impurità fisiche
-fa luce sulle proprie condizioni vitali, come fare un esame medico alla propria coscienza
-rilascia sostanze indesiderate, un po’ come andare di corpo
… e molto altro.
insomma, la meditazione è una cura per la mente e il corpo. Per sentirne i benefici è sufficiente ritagliarsi qualche minuto ogni giorno. Non vederlo mai come un obbligo. Fingi che sia come bere un sorso d’acqua o andare a fare la pipì, vedrai che così l’approccio sarà più semplice e stimolante.

OGGI MI IMPROVVISO POETA


strisci sulla terra da anni
come un bruco smemorato
del supporto alare
nell’involucro incorporato
che stenti a squarciare
così a miseria sei destinato
se non ti sbrighi a volare

frutto sapiente
rimani vivo
mai per chiedere
sempre per dare
sapore!
all’insipida favella

 –

1+1=3
la soluzione è sintetizzare due occhi in uno, il terzo

IO SONO LI’ CON TE


io sono lì con te:
nei momenti di sconforto
medita sapendo che non sei solo
sei circondato da tanti praticanti
lontani ma vicini
pratica sempre con questa consapevolezza
io sono costantemente accanto a te
sto praticando assieme a te
ci stiamo armonizzando con Quello
tienilo a mente
e rimani sereno

IL NEONATO PURO SPIRITO


Segui questa visualizzazione:

stringi al petto, dolcemente, il neonato ([di] puro spirito)– il tuo bambino interiore —
rimani così appagandoti di questo contatto
egli è la tua anima: la conosci e sai che tu sei lei.
Ora sei responsabile della sua sopravvivenza, oltre che della tua.
Ascolta la sua voce:
“se tu potessi vedere la luce e l’energia che nascono dal mio spirito cercheresti di nutrirmi, proteggermi, apprezzarmi e amarmi per il resto dei tuoi giorni”

LIBERA TE STESSO E GLI ALTRI SARANNO LIBERI


quando l’oppresso si rende conto della natura (interna) dell’oppressione libera sia se stesso (l’oppresso) sia l’altro (l’oppressore)… (Paulo Freire)

in un solo atto liberi te stesso e tutti gli altri!
è un atto di una semplicità e immediatezza stupefacente, forse troppo semplice per una mente piena di complessi

IL VIAGGIO INIZIATICO DEL SALMONE


Riporto alcune riflessioni di un certo Wandering Wi (http://www.wanderingwil.com).
Se leggi con attenzioe troverai molti punti in comune tra il ciclo vitale del salmone e il tuo cammino di vita.
Buona lettura:

“I salmoni selvaggi nascono tutti nella parte alta di un fiume, poi lentamente ne scendono il corso
Passa qualche anno, poi un giorno si svegliano, e si accorgono che in loro è nato l’irresistibile desiderio di riprodursi (niente battute per favore, è natura!)
A quel punto inizia qualcosa di incredibile in loro. Il corpo inizia a trasformarsi.
Completamente digiuni, cominciano il lento ritorno verso il loro luogo di nascita. Riattraversano quindi l’oceano, orientandosi con il campo magnetico terreste e con il sole (questa è l’ipotesi dei ricercatori), poi distinguono la foce del fiume in cui sono nati con l’olfatto sensibilissimo.
Riconoscono l’”odore di casa”, in pratica.
A quel punto inizia la parte più dura del viaggio: nuotano controcorrente per centinaia di chilometri, anche migliaia nel caso dei fiumi più lunghi, e giunti alla parte alta, iniziano a risalire rapide e cascate, in cima alle quali rischiano anche di trovare predatori affamati, come gli orsi, in attesa di un pasto molto calorico e saporito che salti letteralmente loro addosso.
Una volta arrivati a destinazione, sempre se ci arrivano, si riproducono, generando finalmente un nuovo ciclo di vita e di migrazione. La missione è infine conclusa.
L’unico modo che hanno per risalire una cascata è quello di spiccare un balzo enorme alla cieca, nuotando contro la corrente violentissima. Quando sono fortunati e cadono nell’acqua fonda, dove la corrente è meno forte, possono proseguire. Quando non lo sono, atterrano su un sasso, o dove la corrente è troppo forte o l’acqua troppo bassa, e vengono respinti indietro.
I salmoni hanno una missione nella vita. Non banalizziamola dicendo che è “solo” l’istinto a riprodursi, che è qualcosa di codificato nei loro cromosomi. Loro hanno una missione nella vita, e sanno che è giusta.
Non gli interessa altro.
Attraversano migliaia di chilometri di oceano, poi risalgono i fiumi, affrontano i predatori, sfidano le correnti e le rapide, stremati dalla fatica e dal digiuno.
Quando hanno una cascata davanti la saltano, sbagliano, vengono sbattuti giù, tornano sotto e ci riprovano una, due, dieci volte, finché non ci riescono.
Magari non ci arrivano nemmeno a destinazione, magari muoiono prima di fame, di fatica, o mangiati da un orso, ma loro vanno avanti lo stesso, sapendo dentro di loro che è la cosa giusta da fare, che è la loro missione.

E alla fine dei conti, o ci riescono, o muoiono provandoci.
“Nella vita, dovremmo tutti essere un po’ salmoni”.

COSCIENZA COLLETTIVA


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