LASCIAMI UN SEGNO DENTRO


che bella parola “in”-“segnare”,

tutto può essere un insegnante e lasciare un segno dentro di noi.

Affinché ciò avvenga occorre semplicemente l’apertura del cuore… in tal senso nella vulnerabilità c’è la massima potenzaialità.

Quei segni interiori sono delle iniziazioni, autentiche benedizioni.

Possano tutti gli esseri riconoscere gli in-segnamenti che lasciano negli altri e l’ iniziazione che avviene in loro.

Grazie a tutti quelli che mi hanno iniziato con i loro profondi segni

IMBOCCA L’USCITA DAL SAMSARA


Hai intenzione di girare a vuoto ancora a lungo?

Non hai la nausea a forza di vagare nella rotonda del samsara?
Non sei stufo di replicare le medesime fesserie giorno dopo giorno, vita dopo vita?
Quand’è che punti alla libertà?

Cosa aspetti ad imboccare l’uscita?

Superare gli ostacoli della vita: Il segreto della quinta vertebra


LA REGOLA DEL 40%


Quando sei al limite e pensi di non riuscire più ad andare avanti,  in realtà sei soltanto al 40% del tuo potenziale.  Quando vorresti mollare e gettare la spugna, ricorda che sei solo al 40%

LIBERTA’ INATTESA, Riassunto del libro di Munindo Achaan


a poco a poco, con sforzo costante, questi momenti diventano goccia e poi gocciagoccia fino a formare un fiume… si entra in una corrente continua di consapevolezza. I momenti di chiarezza e presenza sono di per sé gli stessi, ma sono ininterrotti.
Sforzo gioioso = ritornare a quei momenti o sforzarti di ricordarti di loro il più velocemente possibile.

come la pioggia non può penetrare un tetto ben protetto, così le passioni non affliggono un cuore ben addestrato – Dhammapada

* non importa che cosa passi nello spazio vuoto, sono solo granelli di polvere

prima di andare in profondità nelle vere cause, discerni il luogo e momento adatto… Se una persona soffre la fame va sfamata, prima di insegnarle il Dhamma. Non si insegna alle persone con la pancia vuota che la causa della loro sofferenza è l’ignoranza, prima vanno nutrite.

Non aspettare di sentirti con le spalle al muro e di avere un problema, prima di entrare in contatto ed iniziare una relazione con il Dhamma (insegnamento, Guida, luogo sacro)

come gli uccelli non lasciano orme nell’aria, così la sua mente non si aggrappa alle tentazioni che le si offrono. La sua rotta è lo stato di liberazione senza tracce, invisibile agli altri  – Dhammapada

alcuni insegnamenti sono come il coltello, se afferrati in modo sbagliato portano a un aumento della sofferenza

Chi vive in accordo alla Via raggiunge l’altra sponda, attraversando il burrascoso oceano delle passioni – Dhammapada

* dire di “No!” ai desideri, senza cadere in una lotta interiore o nella cieca rimozione —>  es. dire “No” a un desiderio al mese
* come risultato garantito della tua RINUNCIA, scoprirai una cosa interessante, avrai indietro la tua energia… All’inizio questa energia si manifesta come irrequietezza o rabbia… PERSEVERA!  –> RICONOSCENDO l’AGITAZIONE, eccoti al di là, riequilibrato!

* la mente non disturbata dai desideri riposa in pace. Quando sorge il desiderio sentiamo il prurito e grattandoci ce ne liberiamo momentaneamente, così il sollievo dall’irritazione vien percepito come piacere… ma se ci grattiamo subito, gratificando il desiderio senza fermarci e investigare, non noteremo quanto il desiderio sia irritante. Quando siam governati dai desideri non riusciamo a vederlo come veramente è.
* Il desiderio è soltanto un movimento della coscienza, un’onda sull’oceano. Ma generalmente quando sorge ci facciamo turbare.

* identificarsi ad un io concreto offre facile bersaglio ai dardi dolorosi dell’infatuazione, della rabbia, dell’orgoglio
* se un viandante esausto scoprisse che il sua bagaglio è pieno non di oro ma di inutile e pesante piombo, non se ne libererebbe volentieri?
quando cerchi l’io-mente tanto amata e protetta non riesci a trovarla, non l’hai mai vista, non ha una forma-colore, non è localizzabile, eppure sembra controllare le nostre azioni. E’ un po’ inquietante, come avere in casa un fantasma tuttofare. Sembra che in casa non ci sia nessuno sebbene le faccende siano sbrigate. Lo strano è che non ci poniamo mai domande. Diamo per scontato che debba esserci qualcuno o qualcosa che ci controlli, ma finora la vita è stata gestita da un fantasma fraudolento che non ha fatto i nostri interessi, istigandoci a fare cose indesiderabili, ordinando “Arrabbiati!… Aggrappati!”.

Per non farti schiavizzare ordina alla mente egocentrica di mostrarsi. Nessun fantasma apparirà su richiesta. Invece di gingillarti, sfidala a mostrarsi! … specialmente quando senti che sta avendo la meglio o ti minaccia. Raddrizza la schiena e sfidala. deciso ma pacato, acuto e non aggressivo—>  “Mente egocentrica, mostrati!”  “Fatti vedere!”

Quando nessuno salterà fuori dicendo “eccomi”, la mente perderà presa e il suo peso si allevierà… Quando la investighi direttamente, la mente si mostra per quel che è.

A quel punto resta una consapevolezza aperta. Rilassati in questa mente della saggezza primordiale.

* Libera il cielo mentale dalle nuvole dei pensieri e il sole della consapevolezza ti scalderà sempre. Stai lì e piglia il sole!
*  Sarà un sollievo portare alla luce i tuoi inutili sforzi di tenere in piedi l’io

guarda i pensieri in trasparenza, mentre emergono e si auto-dissolvono. Prendere sul serio l’irreale non fa che rendere apparentemente più reale. L’aspettativa che debbano cessare è un fraintendimento.

Lascia che tutto si manifesti spontaneamente senza interferire.

Tutto dipende dalla propria ricchezza innata. Questa r. interna magnetizza quella esterna. Questo stato mentale sorge dalla spaziosità della nostra natura fondamentale. In questa apertura scopriamo che c’è uno spazio illimitato che può contenere ogni cosa.

* Meriti
* il primo tipo di merito lo accumuli tramite azioni verbali-fisiche che riducono la presunzione. Creare condizioni favorevoli al benessere tuo e altrui. Sforzi e lavoro su di sé, sul corpo-ambiente. Questo merito procura circostanze desiderabili, porta prosperità –> atti esterni -comportament
* Il secondo tipo consente di godere effettivamente ed incrementare dei benefici ottenuti col primo merito. Di goderli e usarli bene anziché consumarli in ansia, confusione, stress, conflitto. E’ più difficile da accumulare –> Richiede il lasciar andare la presunzione. La presunzione distrugge la capacità di apprezzarne la preziosità. La mentalità meschina dell’indigenza non coglie il frutto, indugia su ciò che non ha, non ha mai abbastanza -> Lacerazione interna e insicurezza perché da una parte vuole tutto e dall’altro sente di non meritarlo. Richiede Lavoro sottile (gratitudine). –> atti interni – atteggiamento
Se rallenti noterai che c’è più distanza tra te e le tue reazioni emotive, magari reagisci ancora per abitudine ma non ti dominano realmente, non provi attaccamento e aggressione. Sei capace di separare la tua vera natura dalle abitudini grossolane. Le abitudini (qualunque azione o reazione) non sono la nostra vera natura. Guardale come quando guardi i bimbi giocano, sapendo che presto si stancheranno. Col tempo la tua fiducia cresce e non perdi più l’equilibrio interiore, non ti perdi nel caos emotivo, non diventi le tue reazioni. Sei più autentico in tutto indipendentemente dal tuo stato mentale-emozionale.

* aggrapparsi all’io è solo un’abitudine “tenace”, non puoi aspettarti che sparisca dalla sera al mattino. Vedi la presunzione come un vecchio bulleto che non vuole lasciarti in pace. Ti segue tutte le volte che tu scappi, ma se decidi di stare fermo, prima tenterà di girarti intorno e poi – non sapendo cosa fare – se ne andrà.

* la sofferenza è dovuta al continuo sforzo dell’ego di adescare il mondo
* l’adescamento è la manovra con cui tentiamo di sedurre per preservare un senso di identità personale -> dovrebbe farci sentire auto-realizzati, soddisfatti di noi, felici… invece crea un rapporto malsano e difficile. Quando cerchi di far abboccare il mondo e i suoi abitanti, nascono molte speranze, paure, complicazioni, insicurezze… sofferenza dovuta all’incapacità di adescare il mondo e lasciarlo andare. Se vuoi liberarti dal samsara, che senso ha averlo al tuo amo?
* Quando noti i tuoi tentativi di adescare chiediti: “cosa sto facendo… ne ho davvero bisogno?” … o non farò altro che complicarmi e perpetuare cattive abitudini?
—>     sembra esserci sempre una buona ragione per adescare il mondo, se non lo facciamo ci sentiamo inutili, circondati da un arido deserto. Sentiamo di dover avere qualcosa, qualsiasi cosa, al nostro amo. E una volta pescato, il pensiero di lasciarlo ci terrorizza come se non avessimo più niente per cui vivere. Siam troppo coinvolti nel voler essere una certa persona –> Paura di perdere la propria identità. Questa insicurezza profonda è alla radice di ogni forma di attaccamento. Al posto dell’abitudine di edificare la vita sulle nostre insicurezze, conviene edificarla sul non-attaccamento

–> liberati dalla tendenza a mettere radici in questo mondo, dal PIGLIA-PIGLIA… e non c’è nulla di più radicante del senso dell’io, un sé da custodire. Da quel continuo sforzo scaturiscono tutte le sofferenze di cui tu sei l’origine.

* senza attaccamento, possedere uno o cento cosa non ti vincola comunque
* quando arrivi al non-attaccamento interiore, le apparenze esterne non contano. L’adescamento di beni materiali può diventare un abile mezzo al servizio di uno scopo più alto e nel frattempo apprezzare tutto ciò che si incontra. Adescare ci mette in difficoltà solo quando è espressione di insicurezza di fondo -> “ne ho bisogno, lo voglio, non posso farne a meno” —> i desideri impercettibili che nascono ogni ora di solito non li prendi in seria considerazione. A volte non li vedi neppure. E se li vedi li prendi sotto gamba perché sono piccoli e ragionevoli (tazza di caffè, cioccolatino), ma questi minuscoli desideri assorbono più energia e spazio mentale di quelli grandi e generano molta più sofferenza. La sofferenza è già presente nel momento in cui li gratifichiamo e il risultato finale è rimanere bloccati in quel circuito doloroso. Se capissi in che ginepraio ti sei cacciato, non ti aggrapperesti mai. Saresti meno ingenuo e faresti tutto ciò che è in tuo potere per ritornare alla libertà   -> Es. avere una relazione con una super-star è un desiderio irrealistico e sicuramente non gli daremo seguito. Ma se si tratta di qualcuno che è comodamente alla tua portata, facile da attirare alla tua rete, allora quel desiderio terra a terra ti da filo da torcere.

* e quando dirai sinceramente “ho finito con la vita mondana”, avrai chiuso anche con la vita spirituale, perché lo scopo della vita spirituale è liberarsi dai legami terreni

* lasciar andare tutto richiede una fiducia audace, impegnativa ma liberatoria

* a noi piace pompare passione nel pallone cardiaco, sgonfiarlo ci deprimerebbe –> godendo solo delle passioni ordinarie ci isoliamo dal resto

* l’andirivieni dei pensieri non si può controllare, basta riconoscerli per creare una certa distanza: si sa di sognare e si resta presenti allo svolgimento del sogno.
* ma per lo più non vorremmo essere presenti -> come faremmo a perseguire i nostri obiettivi/sogni? cosa accadrebbe?

* trova un altro io con cui identificarti. Identificati con la tua vera natura.
* tratta l’ego come fosse un clown maligno che vuole danneggiarti con le suebuffonate. Un pagliaccio che diverte gli altri prendendosi terribilmente sul serio… NelMattoinvecenon c’è goffaggine nei sui scherzi, perchénon c’è goffaggine nella sua mente. Anche se rovesciasse un po’ di te, sarebbe sempre aggraziato.
* la ridarella vera, non la risatina nevrotica o imbarazzante, è un massaggio al cuore.

* risveglia la bodhicitta (saggia compassione) e ti tirerà fuori dal tuo egocentrismo(facendoti sentire in naturale comunione con gli altri)
* le benedizioni ci raggiungono solo quando il nostro egocentrismo comincia a sfaldarsi
* cerca di trasmettere agli altri più insegnamenti che puoi, allora sarai di qualche beneficio e non sprecherai la vita.

* trattiamo il mondo (e gli altri) come se fosse un mandarino, chiedendoci come potremmo spremerlo per ricavarne più succo… anziché impegnarci disinteressatamente

* ogni riscontro esterno che mette in crisi l’io è un regalo, per quanto sembri il contrario

il terreno della pratica è l’esperienza diretta

CERCA LE FRAGOLE


Cerca le fragole
—> La vita ci mette sempre di fronte delle tigri. La nostra missione consiste nell’imparare a cercare le fragole.

aneddoto —-> un monaco inseguito da una tigre scivola sull’orlo di un precipizio, si aggrappa a un ramo che si trova proprio sul ciglio: sotto di lui c’è l’abisso e sopra la tigre; entrambi pronti a divorarlo! Per giunta arriva un topo che inizia a rosicare il ramo. Ora la sua condizione è di precarietà assoluta, è sospeso nel vuoto. All‘improvviso però vede al suo fianco una fragola selvatica, il monaco la coglie e “senza più alcun pensiero la assapora”, esclamando: “E’ davvero squisita!!”
… Mentre il ramo si rompeva, condannando così a morte il monaco, egli diede il 100% della sua attenzione al sapore e alla consistenza della fragola che aveva in bocca. Mantenendo la sua concentrazione sulla fragola, impedì alla sua attenzione di vagare verso la sensazione dolorosa delle zanne e degli artigli che dilaniavano il corpo. Morì, ma senza soffrire.
Morale –> l’esperienza dipende da ciò a cui presti attenzione: puoi goderti una vita di fragole oppure sentirti intrappolato nella tana della tigre

LASCIA PERDERE I “MI PIACE”


Nella Vita reale lascia perdere i “mi piace” dell’Ego. Accordati semplicemente alle preferenze della Natura.

Quel che va bene a lei, che vada bene anche a te!

Solo così raggiungi la serenità

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