ESEGUI GLI ORDINI DEL PIANO DIVINO


di giorno in giorno, mese in mese, anno in anno impara a riconoscere i SUOI segnali e limitati seguire le SUE indicazioni.

Attieniti al piano, non fare di testa tua.

VERSARE LSD NEGLI ACQUEDOTTI


propongo di versare litri di DMT, Ayahuasca, LSD (mescolando tutto con gocce di gioia e amore) in tutti gli acquedotti delle principali città del pianeta

VEDIAMO SE RIESCO AD ISPIRARVI ANCHE NELLA PRATICA


Vediamo se riesco ad ispirare qualcuno ad intraprendere una nuova abitudine.
Vi invito ad introdurre una delle mie routine così da ricevere una ventata di freschezza nella vostra vita quotidiana.
Selezionatene (almeno) una, applicatela per un mese (o più) e notate i benefici. Se non vi garba provatene un’altra, avete l’imbarazzo della scelta.
MATTINO:
– stretching (10 min)
– corsa (25 min.)
– doccia
– meditazione (15 min.)
– pranayama (15 min.)
– yoga (25 min.)
– qi gong (30 min.)
 ….
.
POMERIGGIO:
– nuoto (2000 mt)
– palestra
– bici (20 km)
– escursioni (visitare un luogo/gruppo/persona stimolante)
 ….
.
SERA:
– stretching
– corso (provate di tutto, dalla salsa cubana al tai chi)
– meditazione (10 min. prima di dormire)

QUANDO TI STANCHERAI DEI VENDITORI DI ACQUA CALDA…?


la tua situazione è questa:
sei un individuo immerso nel fiume (acqua gratis ovunque), ma compri “stupidamente” acqua da uno che te la rivende a caro prezzo, là fuori, su un’arida sponda.

Acqua è qui sinonimo di energia, verità, benessere, risposte, soluzioni, risorse, salute.

Trasponi la scenetta tragicomica in ogni settore della tua vita e avrai uno spaccato pressoché impeccabile della tua esistenza.
Nel lavoro, nelle relazioni sentimentali, nella politica, nell’economia, nella società, nella ricerca spirituale… Ovunque si ripresenta questa ridicola situazione.
Quando ti accorgi del raggiro e smetti di tollerare l’assurdità di tutto ciò, smetti anche di farti abbindolare dai venditori di acqua calda.
La fai finita con questa messinscena e cominci a nuotare liberamente, t’immergi e ti lasci trasportare dal flusso.

Puoi farlo subito oppure puoi continuare a mettere alla prova la tua pazienza subendo altri subdoli imbrogli.

ESERCIZIO DI DECOSTRUZIONE DEL FALSO


PER SPERIMENTARE IL VERO (REALTA’) DEVI PRIMA SBARAZZARTI DEL FALSO

La nostra testa è piena zeppa di costrutti mentali convenzionali, idee prive di fondamento e spesso prive di alcuna utilità.

Cosa accadrebbe se questi concetti venissero tolti dal tuo sistema cognitivo?

Per saperlo non devi far altro che abituarti a ragionare senza questi concetti o considerarli semplicemente falsi o immaginari.

Di seguito un elenco di convinzioni inconsce che puoi abbandonare o riconoscere come pura fantasia:

* il concetto “io esisto” o “io non esisto”
* il concetto “loro esistono”

* il concetto “io <—-> altri”
* il concetto “io sono coscienza-luce-Spirito-Dio”
* il concetto “esiste un io reale che può fare esperienza reale”
* il concetto “io sto soffrendo/godendo”
* il concetto “lui o lei ha il potere di farmi del bene/male”
* il concetto di “Tempo e Spazio”
* il concetto di oggetti separati
* il concetto secondo cui le apparenze hanno una qualche durata
* il concetto per cui i fenomeni hanno caratteristiche intrinseche, qualità peculiari
* il concetto che le costruzioni concettuali esistano

etc….

Una volta che la fase di decostruzione ha ripulito il tuo sistema cognitivo, le costruzioni concettuali cesseranno automaticamente di replicarsi. In altre parola smetterai di identificarti con i pensieri,  i giudizi, le fantasie, i sogni ad occhi aperti.

Noterai immediatamente la fiction di questi meccanismi mentali. Di tanto in tanto avvertirai anche dei momenti di irragionevole serenità, come se sprofondassi in un lago di tranquillità. Questo accade perché stai realizzando la finzione (la natura irreale) dei tuoi concetti mentali. Stai imparando a riconscere il falso e soprattutto lo stai sperimentarlo come tale.

Ti stai risvegliando dal sogno… Stai smascherando il mondo onirico di tutti i giorni che hai sempre considerato come “vero” e “reale” per la sola ragione che tutti gli altri “dormienti” lo considerano vero e reale…

Persisti nella decostruzione del falso e presto ci sarà la sperimentazione del vero

ESCI DALLA ZONA DI COMFORT


Via via che ti allontani da una zona comfort ti stai espandendo e rafforzando.

Il disagio che provi inizialmente (all’inizio di ogni cambiamento) non è un sintomo di debolezza ma la conseguenza del disinnesco di una vecchia abitudine.

Non farti intimorire da queste difficoltà iniziali, continua ad andare oltre le zone di comfort che si creano di volta in volta.

 

Questo non vuol dire rinunciare a ogni comfort ma solo spingersi di tanto in tanto al di là, allungare un piede oltre il confine allo scopo di sperimentare nuove esperienze. Si tratta semplicemente di non arroccarsi in qualche convinzione e coltivare sempre un briciolo di curiosità.

Che si tratti di una condizione fisica, emotiva o psicologica non fa differenza. L’importante è non considerare quella situazione (la condizione in cui ci troviamo al momento) come una condizione immutabile, statica… Per quanto sia idilliaca, stupenda, piacevole non va idealizzata.

Quando ci troviamo in una condizione di auto-realizzazione, in cui cioè crediamo di stare “troppo bene” (e forse siamo dipendenti da ciò che ci circonda) occorre ricordare che niente è permanente e soprattutto che il vero arricchimento non viene dall’adagiarsi sugli allori ma dal gestire sapientemente le proprie risorse, anche a costo di sacrificare dei beni o delle sicurezze a cui eravamo affezionati. Si tratta di fare qualche escursione qua e là, interiore o esteriore.

Ricorda questa equazione:

EGO = “PAURA” di uscire dal Comfort fisico-emotivo-psicologico

Buona escursione fuori dall’Ego!

Allego qualche immagine che renda il concetto di zona di comfort

 

 

PROVE DI NON-TEATRALITA’


prova per un istante a interrompere la tua recitazione sociale e prestare attenzione alla reazione degli altri.

Prova, solo per gioco, ad abbandonare la commedia quotidiana.

Cosa accadrebbe se ti togliessi la maschera e smettessi di recitare la parte dell’amico- padre-madre-figlio-fidanzato-etc.?

Per essere più esplicito, cosa accadrebbe se per 5 minuti considerassi le persone con cui passi la maggior parte del tuo tempo come degli estranei? Come dei perfetti sconosciuti?

Nota prima di tutto la tua reazione e poi quella degli altri.

Probabilmente ti accorgerai che la situazione è simile a quella di un attore che smettesse all’improvviso di interpretare la sua parte o si licenziasse senza ragioni dalla compagnia teatrale.

La reazione degli altri attori – pienamente immersi nei loro ruoli – passerà da uno sbigottimento iniziale a una forma di disprezzo e velenosa ostilità nei confronti di colui che ha osato abbandonare la commedia. Tra l’altro, così facendo, rischia di far perdere il lavoro agli altri attori.

(Per lavoro in questo caso si intende quell’insieme di attività quotidiane che tengono legati due o più individui… il lavoro della nonna affettuosa che porta a spasso il nipotino, il lavoro dell’amante che bombarda di sms sdolcinati, il lavoro del bulletto che fa il cretino per compiacere la sua compagnia, il lavoro della figlia che asseconda le aspettative dei genitori – o viceversa).

Quando il legame si spezza, i sentimenti che inizialmente venivano nutriti verso l’attore si ribaltano: la simpatia scema fino a ridursi in antipatia, il rispetto si tramuta in indignazione, l’affetto diviene ostilità.

L’attrito emotivo diverrà via via più intenso producendo una tensione sempre più palpabile.

O forse no, questa era solo una prima ipotesi.

Magari l’atteggiamento di fondo rimarrà quello di sempre… oppure ci sarà un coinvolgimento ancora maggiore con gli altri: qualcuno sosterrà la tua scelta e la difenderà, un altro si avvicinerà per comprendere la tua decisione, qualcun altro rivelerà aspetti nascosti del suo carattere, altri ti prenderanno d’esempio e proveranno anch’essi a togliersi la maschera.

Chi sa quale sarà la reazione degli altri attori.

Se ti incuriosisce prova tu stesso a non-identificarti per 5 minuti con la maschera (anzi le maschere) che indossi ogni giorno.

Più semplicemente limitati a smorzare la teatrilità del tuo comportamento generale: sii più pacato nelle tue reazioni, non enfatizzare nessun gesto, prova a contenerti almeno un pochino.

Ridurre la tua teatralità non significa reprimere le emozioni, anzi vuol dire proprio il contrario.

Non-teatralità significa profonda accettazione, libertà di espressione, comunicazione senza copioni prestabiliti.

Significa non esaltare le sensazioni immediate, non contaminare le percezioni con aspettative o pregiudizi.

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