IL POTERE DI NON RISPONDERE… NON REAGIRE


Mère faceva notare che l’immobilità interiore, il potere di non rispondere, può anche fermare il braccio dell’assassino o lo scatto del serpente. Solo che non si tratta di mettersi una maschera di impassibilità mentre dentro tutto ribolle: con le vibrazioni non si bara, come lo sentono benissimo gli animali; non si tratta di inalberare una ‘padronanza di sè’ che è solo padronanza delle apparenze, ma di un vero dominio interiore. E’ un silenzio che può annullare qualsiasi vibrazione: per la semplice ragione che tutte le vibrazioni, di qualunque tipo, sono CONTAGIOSE (sia le vibrazioni più basse che le più alte, si badi bene: ecco come mai il guru può trasmettere al discepolo le proprie esperienze spirituali o i propri poteri). Dipende da noi o meno accettare il contagio: se abbiamo paura, vuol dire che abbiamo già accettato il contagio e quindi abbiamo già accettato il morso del serpente o il colpo dell’assassino.

le vibrazioni sono vere e proprie ENTITA’.

Lo stesso accade per le sofferenze fisiche: come si può farsi contagiare da vibrazioni dolorose, così si può circoscriverne il punto e magari, a seconda del grado di padronanza raggiunto, annullare la sofferenza, cioè disinnescare la coscienza dal punto del malato. La chiave della padronanza è sempre il silenzio, a tutti i livelli; nel silenzio infatti è possibile distinguere le vibrazioni; e distinguere vuol dire averne il dominio. Numerosissime sono le applicazioni pratiche e numerosissime le occasioni di progresso. Quella vita di tutti i giorni che viviamo tanto incoscientemente può diventare così un immenso campo di esperienza e di uso consapevole delle vibrazioni. Ecco perchè si insiste che il luogo dello yoga sia la vita stessa: stando soli è facilissimo illudersi di aver raggiunto il dominio di sè.

il ricercatore che ha coltivato il silenzio non si lascia più intrappolare da questa FALSA IDENTIFICAZIONE e finisce per sentire intorno a sé quello che chiameremo il circumcosciente, ovvero COSCIENZA CIRCOSTANTE.

E’ una specie di atmosfera individuale o di GUAINA PROTETTIVA abbastanza sensibile da farci sentire ad esempio che si sta avvicinando qualcuno, o da farci evitare un incidente nell’istante in cui sta per piombarci addosso; ed è proprio in questa coscienza circostante che potremo sentire e fermare le vibrazioni psicologiche PRIMA che ci entrino dentro.

Di solito sono così abituate ad entrare dentro di noi come a casa propria, per affinità, che non le sentiamo neanche più arrivare: il meccanismo attraverso cui ce ne appropriamo e ci indentifichiamo con loro scatta immediatamente. Ma il silenzio interiore produce una trasparenza sufficiente a vederle arrivare, sicchè allora uno può fermarle e respingerle.

A volte le vibrazioni respinte restano a vagare nel circumcosciente, aspettando la prima occasione per precipitarsi dentro di noi, al punto che potremo sentire con estrema chiarezza la collera, il desiderio, la depressione girarci attorno; ma, a forza di essere respinte, perderanno vigore, finchè ci lasceranno in pace. Il collegamento è stato finalmente interrotto.

E con sorpresa un bel giorno constateremo che certe vibrazioni che ci sembravano ineluttabili non ci toccano più. Ci passeranno davanti come uno schermo cinematografico, svuotate di qualsiasi potere di fascinazione (IRRESISTIBILE ATTRAZIONE); e potremo osservare con curiosità le piccole malintenzionate ritentare il loro gioco.

Le esperienze possibili sono migliaia, è tutto un mondo di osservazioni; ma la scoperta essenziale che avremo fatto è che in tutta la faccenda, di NOI c’è ben poco, tranne L’ABITUDINE DI RISPONDERE.

Scoperto il meccanismo, avremo contemporaneamente trovato il giusto metodo per dominare il vitale, un metodo non di tipo chirurgico ma pacificatore.

La pace è qualcosa di pulito di per sé, perciò essere in pace è un modo positivo di assicurarsi il risultato, la purificazione o liberazione

AubMckenzie: Wim Hof Method Animation


 

PISTOLS SQUAT COMPLETO TUTORIAL: SQUAT AD 1 GAMBA ESERCIZIO


 

RESPIRAZIONE COERENTE


Il respiro è una comunicazione istantanea, diretta, spontanea
Ogni soffio contiene le nostre emozioni/pensieri/sensazioni fisiche attuali e reali (non filtrate dal giudizio mentale)
Fornisce informazioni in tempo reale tramite un interscambio sincronizzato con l’ambiente
E’ un linguaggio universale, comprensibile da ogni essere vivente
Con la semplice respirazione possiamo stabilire connessioni e relazioni autentiche con chiunque

inspira in salita (4 battiti del cuore)

espira in discesa (4 battiti cardiaci)

La disciplina, il percorso diretto


dal blog di Andrea Panatta: http://maghierranti.blogspot.it/
Abbiamo bisogno di una disciplina pratica. Abbiamo bisogno di uno sforzo costante e continuo in direzione dell’intensità, della centratura, che col tempo diviene sempre più semplice, quasi automatico. Personalmente non posso credere a chi dice che siamo già perfetti e che dobbiamo solo accorgercene, anche se in ultima analisi ciò può risultare vero. Non posso aderire a filosofie spirituali quali che siano, poichè è sempre una esperienza reale che sto cercando. E una esperienza spirituale deriva sempre e solo dallo sforzo che ho fatto per arrivarci. Non posso sapere come, non posso sapere quando.. eppure la ‘grazia’ è direttamente proporzionale alla disciplina che mi sono dato nel preparare il terreno. Ci saranno sul percorso un milione di deviazioni, di ‘tentazioni’. Ci saranno momenti disperati in cui penserò che tutte queste fandonie non portano a  nulla e sono       solo masturbazioni mentali, e proietterò la fuori ‘altri’ che tenteranno di riportarmi alla via  razionale, la via dell’ego, giustificandola come l’unica possibile. Ho imparato a mie spese che queste sono solo resistenze, di quella parte di noi che non vuole morire. E, detto fra noi, quella parte DEVE morire. Ho provato a essere più soft per qualche tempo perchè a qualcuno dà fastidio il concetto della morte dell’ego, tuttavia il tempo della delicatezza per me è finito. Se non si capisce che il 99 per cento del percorso spirituale riguarda l’eliminazione totale del proprio egoismo, delle proprie proiezioni e fissazioni, è quasi impossibile progredire. Se non si capisce che il 99,9 per cento della nostra sofferenza sta nell’identificazione con la nostra personalità, risulta anche difficile capire perchè è necessario uno sforzo, che controbilanci quella forza attrattiva verso il basso che è l’ego. Molti di noi non cercano questo, cercano il miracolo, cercano l’esperienza nella luce, o altri fenomeni psichici, il contatto con lo spirito guida o con l’angelo custode. Sono senz’altro tutte cose che io stesso ho cercato e in parte trovato, ma, ahimè, sono solo ‘accessori’ per quel lavoro decisamente meno appetibile che è la trasformazione della propria sfocatura. E non basta un workshop di uno, due, o dieci giorni per raggiungere lo scopo. Serve una intera esistenza dedicata a questo solo scopo. Serve tutta una vita nella quale miriamo alla pace anzichè tutto il resto. Molti cercatori ad un tratto si sono resi conto che non c’era nulla di più importante. Hanno gradualmente abbandonato tutto il ‘superfluo’, tutti gli obiettivi secondari, tutti gli attaccamenti non necessari, le passioni ingombranti, le tendenze che agivano come un freno e sono andati dritti dritti al centro di quella pace perfetta. Questa dedizione arriva solo quando vedete la futilità di ogni altro ottenimento, quando ne vedete la temporaneità. Quando vedrete che amici, e affetti intorno a voi i si ammalano e muoiono, che periodi finiscono per non tornare più, quando l’impermanenza verrà davvero a farvi visita e la smetterete di fuggire (si anche attraverso uno di quei percorsi spirituali che vi raccontano quanto siete potenti e che potete ottenere tutto) allora forse vi sveglierete. Allora forse vedrete che quasi tutto quello che fate nella vita sono tentativi di fuga, di rincoglionimento per non sentire il vuoto che la morte  e la fine delle cose sembrano rappresentare. Se arriverà questo fondamentale momento e lo vivrete in piena centratura, questo momento vi darà il carburante necessario,  la dedizione per abbracciare integralmente quello che io chiamo il ‘percorso diretto’. A quel punto molti dei libri, dei maestri e degli insegnamenti che fino a un giorno prima vi ispiravano saranno lettera morta, mentre altri tipi di libri, maestri e insegnamenti , che magari avevate avuto sotto gli occhi per tutto il tempo, inizieranno a chiamarvi, con un suono irresistibile. A quel punto , e solo a quel punto saprete qual’è la disciplina che dovete darvi e inizierete spontaneamente a darvela.

CRISTO ALLA CHITARRA


Credi di essere tu a controllare la mente?- David Simurgh


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