CHE SOLLIEVO!

Tentare/sforzarsi di accettare questo momento è come tentare di respirare. La respirazione sta già qui, e questo momento è stato già accettato… L’accettazione (amore, silenzio, connessione) è già avvenuta… avviene da sé.

* non “devo” imparare ad accettare, perdonare i difetti, coltivare compassione.
* Illuminazione (trasmissione/ricezione di luce) c’è già. Tutto è fatto di luce.
* Connessione (en. sottile, campo) è stabile ovunque, non occorrono saluti, sorrisi, abbracci etc per colmare distanza/separazione apparente a livello superficiale/sensoriale.
* tutti gli ogg. (corpi, pianeti) sono intessuti dello stesso filamento dorato che li collega a liv. profondo.
* mentire (credere di non poter accettare o ricevere luce) è una resistenza vana che produce sofferenza (è deleterio giudicare l’applicazione della corretta “forma” di accettazione, convenzionalmente ridotta e rappresentata come gentilezza, buona educazione).
* il corpo carnale “accetta” in maniera spontanea molte più cose di quanto si creda…
* il corpo di luce o la coscienza/spazio concede tutto (inclusa violenza, inquinamento)  – da la possibilità di esistenza/espressione a qualsiasi manifestazione. Senza criteri esclusivi.

Tu sei questa coscienza, questa accettazione illimitata… che ti piaccia o meno, che tu pratica o meno.

Il vero amore è semplice accetazione e questa c’è sempre stata indipendentemente dai sentimentalismi con cui l’intelletto ha distorto questa verità. Non riguarda coppie, anime gemelle, etc. Accettare un oggetto insignificate è un atto di puro amore come accettare un gesto da una persona particolare. Si tratta solo e sempre di accettazione. E’ facilissimo. Il tuo corpo sta già amando – cioè accettando –  tutti… il tuo intelletto invece si fissa su qualcuno di apparentemente speciale in basa a criteri fittizi… come se potesse “amare – accettare” di più la nonna rispetto all’amante. Non c’è gradazione nell’autentica accettazione. Il privilegiare (che implica l’escludere – il gradualizzare l’accettazione) provoca insensata frustrazione.

La prossima volta che dici o senti la fatidica frase “sei l’unico vero amore… la persona che amo più di tutti, quella con cui sento maggior connessione” rinsavisciti e accorgiti che hai fraintesto un mare di cose, in pratica tutto.

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