IL MEZZO PIÙ RAPIDO E DIRETTO PER L’ETERNA BEATITUDINE – CONTENUTI EXTRA

CHIUDI GLI OCCHI E SEGUI LA MEDITAZIONE

ESPERIENZE
• IL VIAGGIO
• LA META FINALE

1. Molti maestri spirituali hanno mappe e liste con stadi e segni di progresso
spirituale.
2. Tutte queste mappe e liste sono false.
3. Non esistono segni e stadi uguali per tutti.
4. Un aspirante può avere una mente molto agitata due istanti prima che l’ego si
dissolva, poi un momento di silenzio e quindi l’ego si dissolve completamente.
5. Un altro aspirante può sperimentare un lungo periodo si silenzio prima che
l’ego si dissolva completamente.
6. Un modo per comprendere ciò è con l’esempio del sogno o del sonno.
7. Quali sono i segni che ti indicano che ti stai per svegliare da un sogno o dal
sonno?
8. Questi segni ci possono essere ma sono differenti non solo da persona a
persona, ma anche da sogno a sogno. Mentre stai diventando consapevole di
un sogno, l’istante successivo sei già sveglio. In alternativa, stai
semplicemente sognando.
9. O stai sognando o non stai sognando. O stai dormendo o sei sveglio.
10. La nozione di segni di progresso verso il risveglio non è valida e non è utile
all’aspirante.
11. Durante gli anni della tua pratica spirituale possono avvenire un migliaio di
esperienze diverse.
12. Qualsiasi segno ci possa essere riguardo al fatto che l’ego si sta estinguendo,
lo puoi sapere soltanto un momento prima dell’estinzione dell’ego.
13. Perciò prestare attenzione a eventuali segni di progresso durante gli anni di
pratica non è utile né valido.
14. Il progresso spirituale può risultare impercettibile al praticante.
15. Uno stato di turbolenza può essere un segno di progresso se sei nella fase di
combattere una battaglia con l’ego.
16. Uno stato pacifico può essere un segno di progresso.
17. L’approccio più utile all’aspirante è quello di non prestare attenzione ai segni di
progresso.

18. Se viene data una lista di presunti segni di progresso, quelli che non
sperimentano quei segni saranno scoraggiati. Tale lista sarebbe falsa. Il sogno
umano è un’illusione. Cercare segni di progresso in un’illusione è un errore.
19. Quasi tutte le esperienze che avvengono durante la pratica spirituale sono
illusioni, quindi guardare a delle illusioni per cercarvi segni di progresso verso
il risveglio è folle. Ciò vale indipendentemente dal fatto che quelle illusioni
siano di beatitudine o di tristezza.
20. Quando non si dà una lista di segni di progresso, a cosa l’aspirante deve fare
ricorso? Cos’è che diede all’aspirante la fiducia che il metodo che sta
praticando è il più rapido e diretto mezzo all’eterna beatitudine?
21. Nel caso del Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il
fatto che la propria attenzione è concentrata esclusivamente sullo sfondo della
consapevolezza, la qualcosa rende questa pratica il mezzo più diretto e rapido.
In altre parole, in tuo vero Sé è Consapevolezza. Il mezzo più rapido e diretto
per percepire direttamente la tua consapevolezza è la tua consapevolezza.
Questo è ciò che rende questo metodo la pratica più diretta senza distrazioni
né deviazioni.
22. Il tuo primo anno di pratica potrebbe presentarsi per lo più turbolento e il tuo
secondo anno di pratica potrebbe essere per lo più pacifico e beato.
23. Oppure il tuo primo anno di pratica potrebbe presentarsi per lo più pacifico e
beato e il tuo secondo anno di pratica potrebbe essere per lo più turbolento.
24. A un certo punto l’ego cerca di interrompere la pratica e il progresso della
maggior parte dei praticanti. L’ego può far ciò quasi in ogni momento, anche
dopo che si è praticato per anni. Questa è una delle ragioni per cui metà di
questo libro è stato dedicato a presentare l’ego, i suoi trucchi e come ridurre e
finalmente porre fine a questi trucchi.
25. Alcune persone tendono a non dare molta attenzione alla prima parte del libro
(dal Capitolo 1 al Capitolo 5) e vanno direttamente alla pratica della
Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza. Va bene, ma quando l’ego
interrompe la pratica o la rende penosa, allora è tempo di andare all’inizio del
libro e leggere dal Capitolo 1 al Capitolo 5, con enfasi sul Capitolo 5

ESPERIENZE

26. Ci sono trilioni di possibilità riguardo a ciò che potresti sperimentare mentre
sei impegnato nella pratica spirituale.
27. Quasi tutto quello che sperimenti durante la tua pratica spirituale dovrebbe
essere ignorato. Alcune eccezioni di rilievo a questa regola sono ad esempio se
stai avendo un attacco di cuore, con dolori al petto ecc. Allora dovresti
interrompere la pratica e chiamare immediatamente un’ambulanza. Oppure se l’allarme del tuo rivelatore di fumo sta suonando, dovresti sospendere la
pratica e assicurarti che non vi sia un incendio a casa tua.
28. Con l’eccezione di questi eventi che sono un’emergenza e sono molto urgenti,
quasi ogni altra cosa riguardante l’ambiente, il corpo e le esperienze interiori
dovrebbe essere ignorata durante la tua sessione di pratica.
29. L’obiettivo è percepire l’osservatore.
30. Quasi tutte le esperienze che hai, incluse quelle che consideri esperienze
spirituali, si riferiscono a ciò che è osservato e non all’osservatore, sono il
percepito e non il percipiente, quindi dovrebbero essere ignorate.
31. Le esperienze possono essere create dal potere della suggestione.
32. Se a due gruppi spirituali diversi, all’interno di uno stesso insegnamento
spirituale, viene detto che possono aspettarsi tipi di esperienze spirituali
diverse, ogni gruppo tenderà ad avere esperienze corrispondenti a quelle che è
stato loro detto di aspettarsi, anche se stanno praticando lo stesso metodo.
Questo è un esempio del potere della suggestione. Questo è anche un esempio
del potere dell’illusione.
33. Non dovresti essere sorpreso che la mente può creare un’esperienza col potere
della suggestione, visto che proprio adesso stai sperimentando l’illusione che
c’è un pianeta chiamato terra, mentre in effetti non c’è nessun pianeta. Lo
stesso dicasi per l’universo ecc.
34. Dà alle persone una lista di segni di progresso spirituale e la mente potrà
creare queste esperienze. Tuttavia se l’ego vuole che quelle persone si
spostino a una pratica o sentiero diversi, si rifiuterà di produrre queste
esperienze.
35. Di’ alle persone che sorta di esperienze possono aspettarsi da una pratica e la
mente potrà crearle. Tuttavia se l’ego vuole che quelle persone si spostino a
una pratica o sentiero diversi, sarà indisponibile a produrre queste esperienze.
36. Quasi tutte le esperienze sono distrazioni e deviazioni. Alcune delle più
pericolose verranno qui elencate. Ora la domanda che si pone è: come elencare
alcune di queste possibili esperienze senza attivare il potere della suggestione?
La risposta è: ricorda che è probabile che non avrai mai nessuna delle
esperienze di seguito elencate nella tua pratica spirituale, così come invece
potresti averne alcune. Finché terrai in mente che queste esperienze sono
soltanto alcune delle possibilità, e che è possibile che tu non sperimenterai mai
nessuna di esse, allora il potere della suggestione potrà essere ridotto o
eliminato.
37. È possibile che tu sperimenti durante la tua pratica spirituale la presenza di
un’entità che comunica con te. Mentre stai seduto con gli occhi chiusi puoi
vedere questa entità con l’occhio della tua mente o udirla. Se la vedi, la lista
delle possibili forme che l’entità potrebbe assumere è quasi infinita; potrebbe
avere qualsiasi colore o aspetto.

38. Potrebbe essere un’entità a te completamente sconosciuta.
39. O potrebbe essere un’entità a te familiare. Così come un buddista potrebbe
pensare di comunicare col Buddha e un cristiano col Cristo. Con un indù ci sono
migliaia di possibilità: come Shiva, Krishna ecc.
40. Ricorda che è possibile che tu non sperimenti mai un’entità di nessun tipo
durante la tua pratica spirituale. Ciò che qui viene scritto è soltanto per quelle
persone che hanno tali esperienze nella loro pratica.
41. Se hai l’esperienza di contattare un’entità durante la tua pratica, la cosa
migliore è ignorare l’entità e non comunicare con essa. Il motivo è che
un’entità, anche se appare gentile, non è in genere ciò che appare d’essere.
Proprio come nel mondo le persone possono trasmettere un’immagine erronea
di se stesse ed apparire inizialmente gentili mentre poi scopri che in verità non
lo sono e che non hanno a cuore il meglio per te, lo stesso vale per le entità
che sperimenti nella pratica spirituale o in meditazione.
42. Qualsiasi cosa sperimenti durante la pratica spirituale ignorala e riporta la tua
attenzione allo sfondo della consapevolezza. Distogli la tua attenzione
dall’osservato e portala sull’osservatore. Sposta la tua attenzione dal
conosciuto e portala sul conoscitore. Sposta la tua attenzione dall’ascoltato e
portala sull’ascoltatore.
43. Tu puoi sperimentare un luogo, un regno o un’altra dimensione. Il luogo può
essere abitato da entità, potrebbe sembrarti il posto più meraviglioso,
amorevole, stupendo che tu abbia mai visto. Ignoralo.
44. Tutti i regni, tutti i luoghi e tutte le dimensioni sono illusioni temporanee. La
Realtà non è un luogo e non ha luoghi in essa. Perciò, anche se riesci a vivere
quello che sembra un trilione di anni terrestri in ciò che sembra essere un
fantastico meraviglioso regno o luogo, esso perverrà a una fine. Allora tu
ripiomberai nel ciclo di nascite e morti. Per esempio, potrai sperimentare cento
milioni di vite immaginarie di sofferenza in regni che non sono piacevoli.
45. Ci possono essere entità in splendidi regni che cercano di convincerti che
questi regni sono eterni. Non credere a queste entità. Nessun posto, nessun
regno è eterno. Tutti i regni e i luoghi hanno un inizio e una fine.
46. Ci sono entità che iniziano ciò che può sembrare un’affascinante relazione.
Esse ti convincono a lasciarti portare in un altro regno e poi sarai messo in una
prigione. La tua protezione è di ignorare tutte le entità, anche quelle che
sembrano molto benevole con te. Se incontri un’entità è improbabile che sia il
tipo di entità che ti fa prigioniero, perciò non è qualcosa di cui preoccuparsi. Il
punto chiave è di ignorare tutte le entità, che sembrino gentili o no.
47. Tieni in mente che puoi non sperimentare alcun regno, luogo o entità. Questo è
scritto per quelli che sperimentano un regno, o un posto, o un’entità.
48. Ciò che è temporaneo non è la meta. Ciò che è temporaneo non ti libererà dal
dolore.

49. Con ogni esperienza temporanea, anche le più beatifiche, finirai proprio da
dove sei partito: con la sofferenza.
50. La felicità temporanea, la beatitudine temporanea, l’amore temporaneo e la
pace temporanea non ti libereranno.
51. Un’esperienza temporanea non ti renderà libero.
52. Potrebbe sembrare che un’entità o un luogo temporanei ti aiutino, ma alla fine
essi non avranno prodotto alcun reale aiuto; alla fine producono solo danni
sotto forma di deviazioni dalla meta finale.
53. Quasi ogni cosa che sperimenti durante la pratica spirituale è una distrazione e
una deviazione. La cosa migliore è ignorare tutto ciò che sperimenti durante la
pratica spirituale, spostando la tua attenzione dall’esperienza a colui che fa
l’esperienza.

LA META FINALE

54. Qual è la meta della pratica? Portare l’ego e la sua sofferenza, e l’illusione che
da esso scaturiscono, all’estinzione finale, così che rimanga soltanto il vero Sé
la cui natura è Infinita-Eterna-Consapevolezza-Amore-Beatitudine.
55. La cosa più importante è già scritta sopra al capoverso 54. Si può fare un
ulteriore tentativo di descrivere ancora la meta finale, tuttavia queste
descrizioni non sono la cosa più importante. Il fatto che quando il falso sé
muore tutte le sofferenze si estinguono per tutta l’eternità e che il Vero Sé non
ha mai avuto nessuna sofferenze per tutta l’eternità ed è già assolutamente
perfetto Amore-Beatitudine, questa è la cosa più importante.
56. Supponi che stai cercando di descrivere il sapore di un succo d’ananas a una
persona che non l’ha mai assaggiato. Tu dici che è sia dolce che acido, ma
esistono molti succhi che sono sia dolci che acidi, e nessuno di questi è come il
succo d’ananas; quindi hai fallito nel tentativo di trasmettere quel sapore
attraverso le parole.
57. Se non puoi trasferire attraverso le parole il gusto del succo d’ananas, come
puoi farlo per la Realtà Ultima, che non è all’interno del sistema di riferimento
umano?
58. Descrivere la Realtà Ultima come Infinita-Eterna-Consapevolezza-Amore-
Beatitudine è la cosa più vicina che si può dire con parole senza andare troppo
lontano dal quadro di riferimento umano.
59. Nella Realtà finale, che è la sola Realtà, non ci sono mondi, né luoghi, né
dimensioni, né universi, né regni, né forme, né tempo, né cose, né esseri e
non c’è quasi niente che qualsiasi parola del dizionario possa definire.

60. Nella Realtà finale, che è la sola Realtà, non ci sono esseri umani, né animali,
né pianeti, né stelle, né c’è la terra.
61. La Realtà finale è consapevolezza infinita consapevole di infinita
consapevolezza. La Realtà finale, che è la sola unica Realtà, è consapevolezza
infinita consapevole di sé stessa, ed essa stessa è consapevolezza infinita.
62. In tutta l’eternità, la Realtà finale non è mai stata consapevole di qualcosa di
diverso da infinita Consapevolezza-amore-beatitudine. Consapevolezza-amore-
beatitudine non sono tre, è uno.
63. In tutta l’eternità, la Realtà finale, che è il vero Sé, non è mai stata
consapevole di un essere umano, né di un mondo, né di qualsiasi tipo di
sofferenza.
64. Esseri umani, animali, terra, pianeti, stelle, altri regni, entità, luoghi, tempo,
dimensioni, e quello che quasi tutte le parole del dizionario definiscono sono
parte del sogno dell’ego.
65. Quando l’ego arriva alla sua fine ultima il sogno finisce, e quasi tutto ciò che le
parole nel dizionario definiscono scompare.
66. Quando l’ego arriva alla sua fine ultima ciò che resta è Infinita-Eterna-
Consapevolezza-Amore-Beatitudine e niente riappare più. I pianeti, le stelle, e
quasi tutto ciò che le parole del dizionario definiscono non riappaiono più.
Erano tutte parti del sogno. Al risveglio il sogno scompare.
67. Lo stato che gli umani considerano essere la propria vita reale, cioè lo stato
che si manifesta quando si risvegliano dal sonno, è un tipo di sogno. Si
potrebbe chiamare il sogno da svegli. Il tipo di sogno che si verifica quando gli
esseri umani stanno dormendo potrebbe essere chiamato il sogno da
addormentati.
68. Ci sono molte differenze tra il sogno da svegli e il sogno da addormentati. Per
esempio c’è un senso di continuità nel sogno da svegli. Gli esseri umani si
svegliano nella storia nel punto in cui la storia si era  interrotta.
69. Quando l’ego giunge al sua fine definitiva, si concludono sia il sogno da svegli
che il sogno da addormentati.
70. Quando l’ego giunge al sua fine definitiva, non vi è più la percezione di un
corpo né di un mondo.
71. Supponi di avere un amico di nome Joe. Supponi che Joe sia una di quelle rare
persone, uno su un milione di esseri umani, che riesce a porre fine all’illusione
dell’ego. Dal momento della fine dell’illusione dell’ego Joe non ha più alcuna
percezione di un corpo né di un mondo. Eppure, dal tuo punto di vista,
ammesso che tu sia uno che sta ancora sognando il sogno umano, percepirai
ancora il corpo di Joe che funziona normalmente. Vedrai Joe camminare,
parlare, mangiare e affrontare le attività quotidiane.
72. Un esempio per rendere ciò più chiaro è il sonnambulismo. I sonnambuli
possono alzarsi dal letto, andare fino al frigorifero, prendere un bicchiere di latte e berlo sempre rimanendo addormentati. Lo stato di chi ha estinto l’ego
non è identico al sonnambulismo; è stato fatto questo esempio perché la
mente umana tende a partire con l’idea che sia incomprensibile che  il corpo
dei saggi sia percepibile a un osservatore terzo.
73. Ecco un altro esempio. Ci sono due amici di nome Sally e Joe. Joe è un
astronauta e prende un’astronave per la luna. Sally va a dormire e durante la
notte ha un sogno. Nel sogno lei sta parlando con Joe, ma Joe in realtà è sulla
luna. Perciò anche se Sally vede Joe camminare e parlare, e nel suo sogno lo
vede vivere ancora sulla terra, nella realtà Joe non è sulla terra. Anche questo
è soltanto un esempio per cercare di rendere più comprensibile ciò che gli
uomini trovano difficile da comprendere. Il saggio risvegliato non è andato in
qualche altro luogo. Nel caso di un saggio risvegliato il sogno, che conteneva il
luogo, si è concluso. Per il saggio risvegliato si sono conclusi sia il sogno da
addormentati che il sogno da svegli.
74. Spesso, quando un essere umano si sveglia da un sogno da addomentati, non
si ricorda più di quel sogno, o ne mantiene un ricordo solo per qualche minuto
al risveglio e poi non riesce più a ricordarlo. Il saggio che è risvegliato sia dal
sogno da addomentati che dal sogno da svegli non ha alcun ricordo di essere
mai stato umano, ma a chi è ancora nel sogno sembrerà che il saggio stia
ancora conducendo normale vita fisica. Chi sta ancora sognando crea un sogno
da svegli che include l’apparenza del corpo del saggio risvegliato.
75. Quando di notte vai a dormire e hai un sogno tutto quello che compare nel tuo
sogno mentre dormi è soltanto la tua coscienza; tutte le persone con cui
comunichi e tutti i luoghi sono in realtà soltanto la tua coscienza. Essi non
sono reali. Sono la tua coscienza che appare sotto forma persone, luoghi,
eventi e cose. Perciò ciò che sono in realtà tutte queste forme è soltanto una
coscienza unica che ha la capacità di apparire nel sogno sotto l’aspetto di tutte
le cose.
76. L’esempio al capoverso precedente (75) si applica anche per il sogno da svegli.
Tutto ciò che percepiamo nel sogno da svegli, ciò che gli uomini chiamano “vita
reale”, è una coscienza unica che ha la capacità di apparire sotto forma del
pianeta terra, di persone, animali, piante, stelle ecc. In altre parole, una
coscienza unica che ha la capacità di apparire come tutto, incluso quasi tutto
ciò che le parole del dizionario definiscono. Questa coscienza appare sia sotto
forma di cose che sotto forma di azioni.
77. C’è una descrizione che è ancora più vicina alla verità della Realtà finale: la
Realtà finale non appare mai sotto forma di pianeta terra, esseri umani e quasi
ogni cosa che le parole del dizionario definiscono. La Realtà finale rimane
sempre com’essa è e nella Realtà finale non c’è mai stato un essere umano, un
pianeta e quasi ogni cosa che le parole del dizionario definiscono.
78. Si può usare l’esempio del cinema. La luce dentro la lampadina del proiettore
rappresenta la realtà finale, in altre parole il Vero Sé. La pellicola rappresenta i
pensieri, i sentimenti, le emozioni, il corpo, i cinque sensi ecc. Sullo schermo si vede un mondo, ma nella luce che è dentro la lampadina all’interno del
proiettore non c’è nessun mondo, né film, né gente ecc.
79. Tutto ciò che è descritto qui può essere conosciuto nell’esperienza diretta,
portando l’ego alla sua fine ultima.
80. La differenza tra lo stato del sonno profondo senza sogni e la Realtà finale è
che nello stato di sonno profondo senza sogni appare che vi sia incoscienza.
Nella Realtà finale c’è consapevolezza che non cambia mai ed è sempre
consapevole.
81. Quando ti svegli da un sogno durante il sonno, dove vanno il mondo e le
persone che hai sognato? Non vanno da nessuna parte; non ci sono mai
veramente stati, anche mentre sognavi. Così è quando ti risvegli dal sogno
umano da svegli: i pianeti, le persone, gli animali, le piante, le stelle ecc. non
ci sono mai stati realmente. Sembravano veri mentre eri nel sogno da svegli,
proprio come ciò che sperimenti nel sogno mentre dormi sembra reale mentre
lo stai sognando. Quando ti svegli dal sogno da svegli – cosa che avviene
quando l’ego giunge alla sua fine ultima – i pianeti, le persone, gli animali, le
piante, le stelle ecc scompaiono, in modo simile a come qualsiasi cosa che
sogni da addormentato scompare quando ti svegli.
82. Al posto di un oceano d’acqua, immagina un oceano di coscienza, questo è un
oceano di coscienza. Quasi tutte le onde di questo oceano di coscienza hanno
sviluppato l’abitudine di non guardare mai in basso. Esse guardano soltanto
all’esterno in linea orizzontale. Poiché guardano solo orizzontalmente, tutto ciò
che vedono è ciò che sembra essere miliardi di onde separate. Esse presumono
che ci sia, non un oceano, ma solo onde separate. Un giorno una di queste
onde ha il coraggio di immergersi in profondità dentro di se stessa e scopre
l’oceano. Questa onda scopre che non esiste nessuna linea che la separi dal
mare. Questa onda scopre che non ci sono onde, c’è solo l’oceano.
83. Onda è un concetto creato immaginando che vi sia una linea di demarcazione
in basso che separa l’onda dall’oceano. Non ci sono onde, c’è solo l’oceano.
Questo può essere conosciuto nell’esperienza diretta.

PRACTICA SPIRITUALE

84. Poiché il vero Sé è eternamente perfetta consapevolezza-amore-beatitudine ed
è eternamente libero da ogni sofferenza, alcune persone pensano che non vi
sia alcun bisogno di una pratica spirituale. Questa idea è una strategia di
conservazione dell’ego. Lo scopo della pratica non è quello di ottenere il vero
Sé. Lo scopo della pratica è di rimuovere l’illusione di un corpo, di un mondo,
della sofferenza ecc., cosicché ciò che resti sia solo l’esperienza eterna del
vero Sé. 85. In altre parole, quelli che hanno lasciato che il trucco dell’ego li conducesse a
pensare che non è necessaria alcuna pratica spirituale in quanto il vero Sé è
eternamente libero dalla sofferenza ecc. stanno ancora vivendo l’esperienza
della sofferenza, di un corpo, di un mondo ecc. Perciò la loro esperienza non è
coerente con il concetto che il vero Sé è eternamente libero dalla sofferenza e
in perfetta beatitudine. Questo è un esempio di “spiritualità” intellettuale.
Questo è un esempio di chi confonde un viaggio attraverso concetti, idee,
credenze e opinioni con un viaggio spirituale autentico. La pratica porta
all’esperienza diretta di Infinita-Eterna-Consapevolezza-Amore-Beatitudine.
86. Un viaggio attraverso concetti spirituali, idee, credenze, insegnamenti e
opinioni è un viaggio attraverso l’illusione.
87. La pratica è essenziale. Non dev’essere una pratica spirituale creata per l’ego
al fine di preservarlo.
88. Con il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza la pratica è
progresso. Si è sviluppata l’abitudine di guardare sempre verso l’esterno, verso
ciò che è osservato. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza inverte quest’abitudine. Ogni volta che sorge un pensiero, o la
tendenza a guardare verso l’esterno, l’attenzione viene ritirata dal pensiero e
rivolta verso l’osservatore.
89. In questo modo con il Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza viene sviluppata una nuova abitudine, e la pratica costituisce
progresso.
90. Ci si potrebbe porre la domanda: per quale motivo il Metodo della
Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza focalizza l’attenzione sul
proprio ordinario e quotidiano sfondo di consapevolezza, invece che tentare di
cercare l’Infinita Consapevolezza? Ecco un esempio che può rispondere a
questa domanda: immagina di vivere in un palazzo che ha migliaia di camere
buie e tu stai cercando di trovare la luce del sole. Se concentri l’attenzione su
un raggio di sole che entra in una delle camere, segui quel raggio e risali alla
sua origine, tu puoi trovare la sorgente di quella luce – il Sole. Tuttavia, se ti
aggrappi al concetto del Sole e ignori il raggio di sole che entra in alcune delle
stanze, potresti aprire un migliaio di porte di stanze buie e non trovare mai il
Sole. In questo esempio il Sole rappresenta la Consapevolezza Infinita che è il
Vero Sé. Il raggio di sole rappresenta la tua coscienza ordinaria di tutti i
giorni. Se le persone mantengono un qualche concetto di consapevolezza
infinita e cercano di trovarla, non la troveranno mai. Il tuo sfondo di
consapevolezza di tutti i giorni è la strada verso l’Infinita Consapevolezza,
come la luce del sole lo è per il  Sole.
91. Un altro esempio: immagina un pianeta in cui tutte le persone sono nate,
cresciute e hanno trascorso tutta la loro intera vita in una sala
cinematografica. Quasi tutti credevano che il film che vedevano sullo schermo
fosse reale.

La loro attenzione era così attaccata allo schermo che non si sono mai
preoccupati di girare la testa di 180 gradi per vedere la luce del proiettore.
Uno di loro ha avuto il coraggio di voltare la testa di 180 gradi e ha visto la
luce del proiettore. Non sapeva cosa fosse, ma ha seguito quella luce fino a
che ha trovato il proiettore. Egli è tornato indietro e ha detto alla gente che
quello che vedevano sullo schermo non era reale.
Ha detto loro che per trovare il proiettore avrebbero dovuto girare la testa di
180 gradi. A causa della lunga abitudine di tenere l’attenzione sempre fissa sul
grande schermo, della paura dell’ignoto, della loro convinzione che il film fosse
reale, e della loro incredulità in ciò che chi ha visto il proiettore stava dicendo
loro, ben pochi si sono preoccupati di girare le loro teste di 180 gradi per
vedere la luce dal proiettore. Alcuni di quelli che hanno seguito le sue
istruzioni hanno immediatamente rigirato la loro testa verso lo schermo. Essi
erano abituati all’illusione e avevano paura della Verità. Altri non hanno
continuato nel loro tentativo di trovare il proiettore abbastanza a lungo per
trovarlo; dopotutto è difficile trovare il proiettore al buio. Si deve passare
attraverso un numero di porte per trovarlo. Di tanto in tanto qualcuno
persevera veramente abbastanza a lungo da trovare il proiettore.
92. Se sei in una stanza buia, la pratica spirituale è come aprire le tende. Se una
persona dice che là fuori c’è il Sole e perciò non è necessario aprire le tende,
quella persona vivrà sempre nel buio. Così è per coloro che dicono che non è
necessaria alcuna pratica spirituale.
93. C’e stato un maestro spirituale che per più di cinquant’anni tenne conferenze in
giro per il mondo. Diceva che non è necessaria nessuna pratica spirituale.
Diceva che qualsiasi movimento del centro “me” (ego) contribuisce a
perpetuare il centro “me”.
Ciò potrebbe sembrare logico, ma quali sono i risultati concreti? Verso la fine
della sua vita, l’opinione di questo maestro era che nessuna delle persone che
avevano frequentato i suoi discorsi o letto i suoi libri fosse riuscita a porre fine
al centro “me”. La pratica è essenziale. Il convincerti a lasciar perdere la
pratica spirituale è una strategia di preservazione dell’ego. C’è un altro modo
per capire la necessità di una pratica: la maggior parte della gente al mondo
non fa nessuna pratica spirituale e tuttavia non è liberata attraverso questa
non-pratica. Perciò è essenziale trovare una pratica che sia efficace.


IL METODO DELL’AMARE LA COSCIENZA

94. Questo è un nuovo metodo che è introdotto in questa sesta edizione di questo
libro. È un metodo principale, il che significa che dev’essere praticato ogni
giorno per molte ore al giorno, quante ne puoi liberare abbandonando tutte le
attività non necessarie. Le istruzioni preliminari sono le stesse del metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza, e la definizione di
Consapevolezza e Coscienza è la stessa (vedi Capitolo 7 per entrambe le cose).

Istruzioni per la Pratica
per il Metodo dell’Amare la Coscienza
(capoverso 95)

95. Chiudi gli occhi. Ama la tua coscienza. Continuare a sentire amore per la tua
consapevolezza per tutta la sessione di pratica.
Adora la tua coscienza.
Tieni a cuore la tua coscienza.
Stima la tua coscienza.
Se le istruzioni di adorare, tenere a cuore e stimare la tua coscienza non ti
trasmettono alcun senso o significato che puoi mettere in pratica, allora puoi
ignorare queste istruzioni e usare solo le istruzioni del sentire amore verso la
tua coscienza. La tua consapevolezza che ama la tua consapevolezza. Ciò che
rende unica questa semplice pratica è il modo in cui consapevolezza e
coscienza sono definite in questo libro. In questa pratica non stai amando
pensieri, sentimenti ecc. Stai amando lo sfondo della consapevolezza.
96. La domanda che può sorgere è quale delle tre pratiche principali – il Metodo
della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza, il Metodo
dell’abbandono, del Lasciare Andare, o il Metodo dell’Amare la Coscienza –
dovresti praticare? Prova a praticare per primo il Metodo della Consapevolezza
che Osserva la Consapevolezza. Praticalo per tutto il tempo che l’ego ti
permetterà di praticarlo. Se l’ego ti permetterà di praticarlo in modo
permanente, allora continua a praticare il Metodo della Consapevolezza che
Osserva la Consapevolezza.
97. Se l’ego tenta di impedirti di praticare qualsiasi metodo che stai praticando,
cerca di perseverare. Se l’ego vince la battaglia e tu smetti di praticare il
Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza, allora prova a
praticare il Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare. Se l’ego ti impedisce
di praticare il Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare, allora provare a
praticare il Metodo dell’Amare la Coscienza.
98. Con un po’ di fortuna potrai praticare ogni metodo per almeno un anno prima
di passare a un altro metodo. In questo modo puoi ottenere una certa abilità
con il metodo.
99. Puoi continuare a praticare il metodo che preferisci. Oppure, se sei stanco di
un metodo potresti provare ad alternare, praticando il Metodo della
Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza per un anno, e poi passare al
Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare  per il secondo anno, quindi per il

terzo anno passare al Metodo dell’Amare la Coscienza, poi per il quarto anno
ritornare al Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza. Tutti
e tre i metodi sono complementari. In altre parole l’abilità che acquisisci in uno
dei metodi ti aiuta a sviluppare abilità per gli altri metodi.
100. Può sorgere la domanda: chi o cosa fa la pratica? È l’ego che ci porta alla
pratica. Di solito l’ego induce a praticare un metodo che consentirà la
sopravvivenza dell’ego. In questo modo l’illusione e la malvagità degli uomini
continuano. Tuttavia è possibile che l’ego si renda conto della necessità della
propria estinzione. Il quinto Capitolo rivela molti modi per mostrare all’ego la
necessità della propria fine. Tra questi, uno dei più importanti è l’esercizio
descritto nel Capitolo 5 ai capoversi 14, 15 e 16. Questo esercizio ti mette di
fronte all’oceano della sofferenza, del dolore, della falsità, della crudeltà ecc.
degli esseri umani. Normalmente gli esseri umani riescono ad affrontare solo
alcune gocce di questo oceano. Di solito gli esseri umani impediscono alla
propria consapevolezza di accedere a questo oceano. Perciò la dimensione
della malvagità umana, o in altre parole della malvagità dell’ego, non viene
vista.
Un essere umano potrebbe essere disposto a guardare parte di una guerra,
ma è molto raro che un essere umano sia disposto a guardare ciò che
realmente significano quindicimila guerre negli ultimi cinquemila anni,
vedendo ciò che è successo a ogni singolo uomo in quelle guerre. Oltre alle
guerre si sono verificati migliaia di miliardi di atti di violenza; migliaia di
miliardi di bugie vengono raccontate ogni giorno, compreso oggi, dagli esseri
umani; migliaia di miliardi di atti di crudeltà si verificano tutti i giorni
compreso oggi. Eppure tutto questo è ancora soltanto poche gocce nell’oceano
della sofferenza e della malvagità umana. Questo è il caso in cui una foto vale
più di mille parole. Fotografie di corpi umani dopo che si siano verificati atti di
violenza sono in grado di trasmettere molto di più delle semplici parole.
Migliaia di miliardi di atti di falsità verbale, di doppiezza, e inganni avvengono
tutti i giorni, compreso oggi. Gli esseri umani non mentono solo gli uni agli
altri, ma mentono a se stessi ogni giorno.

101. C’è un ulteriore passo che si può intraprendere per contemplare l’estensione
della vasta rete di inganni, crudeltà, menzogne ecc. dell’ego, ed è quello di
osservare come di solito anche ciò che gli esseri umani chiamano “buono” è in
realtà la malvagità dell’ego in forma nascosta.
102. Le capacità del pensiero sono sconfinate. Tutte le informazioni in tutti i libri
che siano mai stati scritti sono state create dall’ego. Tutte le informazioni
dell’intero World Wide Web sono state create dal pensiero. Tutta la
tecnologia, dall’andare sulla Luna, ai computer ecc., è stata creata dal
pensiero. Persino in un singolo essere umano le possibili combinazioni che
possono prendere i pensieri, le idee, i concetti ecc., arrivano all’ordine delle
migliaia di miliardi. Se il pensiero umano fosse qualcosa di fondamentalmente
sincero, con motivazioni buone e pure, la vita sarebbe ben diversa. Però il pensiero non è qualcosa di fondamentalmente sincero con motivazioni buone
e pure. Il pensiero è un qualcosa di menzognero ed ingannevole con
motivazioni sinistre. Il pensiero ha migliaia di miliardi di strati di inganni.
Quando un qualcosa che è fondamentalmente ingannevole e disonesto
possiede una tale vasta rete di pensiero con cui lavorare, non è difficile
vedere come il pensiero sia riuscito a tener prigionieri quasi tutti gli uomini
per l’intera storia umana. Vedere l’estensione dell’autoinganno, quegli strati
sopra strati di autoinganni del pensiero, la disonestà, la falsità e l’abilità del
pensiero di nascondere al proprio falso sé quel che sta facendo, è la chiave
per capire l’antica trappola umana. È inoltre la chiave per capire come tutti gli
insegnamenti spirituali e religiosi del passato siano asserviti all’ego.
103. Il pensiero nasconde la propria vera natura. Il pensiero scherma la propria
natura sinistra e ingannatrice e imbroglia sé stesso fingendo di essere sincero
e buono. Ciò che ha prodotto 15.000 guerre negli ultimi 5000 anni, e trilioni
di menzogne, non è né sincero né buono.
104. L’inizio dell’onestà con sé stessi è il cominciare ad affrontare l’insincerità,
l’ingannevolezza, la malvagità e la crudeltà del pensiero.
105. Il progresso dell’onestà con sé stessi è vedere che l’estensione
dell’insincerità, dell’ingannevolezza, della malvagità e della crudeltà del
pensiero è ben più vasta di quanto si potesse mai sospettare. È qualcosa
come il riconsiderare la propria vita pensando che l’estensione di questa rete
di insincerità, di ingannevolezza, di malvagità e di crudeltà fosse grande come
un lago, e poi scoprire che la rete del pensiero non era un lago, ma un oceano
di insincerità, di ingannevolezza, di malvagità e di crudeltà. È importente
vedere questo oceano negli altri esseri umani, ma anche nella propria stessa
mente. Osserva la vasta rete del pensiero.
106. Se si fa un buon lavoro nell’osservare quel che è stato indicato tra i capoversi
100 e 105, allora affermazioni tipo “Tutti gli insegnamenti spirituali e religiosi
del passato sono asserviti all’ego” non sembreranno dichiarazioni troppo forti.
L’ego non ha lasciato intatti gli insegnamenti spirituali del passato. L’ego si è
assicurato che questi lo servano. Se guardi in faccia l’oceano della malvagità
e della sofferenza umana, includendo le quindicimila guerre negli ultimi
cinquemila anni, allora puoi renderti conto che gli umani sono dentro
un’allucinazione. Gli insegnamenti spirituali e religiosi del passato sono un
prodotto di quella stessa allucinazione.
107. Non è soltanto il pensiero religioso e spirituale che è asservito all’ego.
Praticamente tutto il pensiero umano ne è servo. Osservandone i risultati, ad
esempio la storia della malvagità umana, uno può capire che questo è vero.
Non è una qualche piccola isolata manifestazione di crudeltà, di inganno, di
menzogna ecc., sono migliaia di miliardi di atti di crudeltà, di inganno, di
menzogna ecc. 108. Una delle ragioni per cui è tanto importante diventare consapevoli dell’oceano
della sofferenza, dell’inganno, della menzogna, della crudeltà umana ecc., è
perché questo è uno dei passi necessari a bloccarlo.
Proprio il fatto che gli uomini fingono che l’insincerità umana non sia
onnipresente è uno dei fattori che ha sempre permesso all’insincerità umana
di prosperare. Creare scuse, elaborare spiegazioni e razionalizzazioni e
giustificazioni per la malvagità umana è stato uno dei fattori primari che ha
permesso alla malvagità umana di continuare. Se si dice di no a tutte quelle
scuse, spiegazioni, razionalizzazioni e giustificazioni ed invece si vede la
malvagità umana come vera malvagità, quello è un primo passo per porre fine
alla malvagità umana. Se non ti piace la parola malvagità, usa pure le parole
crudeltà, ingannevolezza, nocività, dannosità, menzogna, tradimento,
imbroglio, violenza (sia fisica che verbale), insincerità, disonestà, finzione,
apatia, odio.
109. Supponi che ci sia un uomo che si considera una persona assai logica,
razionale e dall’orientamento scientifico. Quest’uomo rigetta tutti gli
insegnamenti religiosi e spirituali. Egli pensa di essere un corpo e che quando
il corpo morirà sarà tutto finito.  Quindi dal suo punto di vista ogni  piacere
che egli riesca a cavar fuori da questa breve vita materiale rappresenta lo
scopo della sua esistenza. Gli insegnamenti spirituali del passato hanno
affermato che l’essere umano è più che il solo corpo-mente. Essi hanno
affermato che la vera natura dell’uomo è eterna. È comprensibile che
quell’uomo abbia rigettato quegli insegnamenti spirituali che si affidano alle
credenze per stabilire quel principio, e che affermano che se ne scoprirà la
verità quando il corpo muore, perché quegli insegnamenti sono una
distorsione degli insegnamenti originali dei fondatori di quelle religioni, e quei
cambiamenti agli insegnamenti sono stati fatti per ragioni religioso-politiche o
religioso-affaristiche. Tuttavia esistono anche gli insegnamenti spirituali
basati sull’esperienza che non sono fondati su credenze. Questi affermano:
“Esegui tal pratica in tal modo e ne potrai sperimentare i risultati.” Ora
quest’uomo ha una scelta: gli viene offerta la possibilità di eterno perfetto
amore-beatitudine o una temporanea, breve vita conclusa dalla morte. Il
potenziale vantaggio è così immenso che se quest’uomo fosse veramente
razionale, logico, sano ecc., allora prenderebbe la decisione di fare una
pratica spirituale che gli potrebbe rivelare il proprio vero Sé per vivere quindi
eternamente nell’amore-beatitudine, libero da ogni sofferenza. Ciononostante
egli crede che non esista un tale autentico ed eterno Sé. Egli non conosce con
certezza che non esiste un autentico ed eterno Sé. Egli semplicemente crede
che non ci sia un autentico eterno Sé. Egli non è razionale, logico o sano,
nonostante creda di essere razionale, logico e sano.
Che cos’è che lo conduce alla decisione di non perseguire una pratica
spirituale che ha il potenziale di rivelargli il proprio vero Sé e di lasciarlo
entrare nell’oceano della beatitudine eterna? È l’ego. Il credente pro-religioso ed il miscredente anti-religioso che pensa di essere tanto razionale, sono
entrambi persi nel credere. Il credere non è la Verità.
110. Se in qualche modo l’ego permette a colui che crede nella vera natura eterna
dell’uomo, o anche allo scettico, di vedere il grande valore che c’è nel
divenire un conoscitore (che ovviamente non è né un credente né uno
scettico), in quel caso ci sono un enorme numero di pratiche che si possono
provare.
111. Ci sono pratiche Indù, Buddiste, del Misticismo Cristiano e Sufi. Esistono
pratiche che non ricadono in tali popolari categorie. Spiegare nei dettagli
perché tutte quelle pratiche non conducano l’ego alla propria estinzione finale,
e come tutti quegli insegnamenti e pratiche siano asserviti all’ego
richiederebbe un grosso volume. Forse uno dei futuri volumi di questa serie
farà esattamente questo. Tuttavia quando uno fa i nomi di specifici
insegnamenti e comincia ad elencarne i difetti e a spiegare come siano
asserviti all’ego, molte persone tendono ad avere una forte reazione emotiva
a causa del loro attaccamento e del loro investimento in quegli insegnamenti.
Quindi è di maggiore aiuto evidenziare le citazioni provenienti da quelle
tradizioni che non sono schiave dell’ego.
Inoltre, anche se si indicano i difetti ecc., se il desiderio per la Verità e la
Liberazione non è presente, le persone non vedranno cosa viene loro indicato.
112. Se il desidero per la Verità e la Libertà è abbastanza grande, l’aspirante può
vedere come gli insegnamenti spirituali del passato siano asserviti all’ego
anche senza che glielo si evidenzi. Fatti la domanda: “Com’è asservito all’ego
questo insegnamento spirituale?”. Poi esamina quell’insegnamento per trovare
la risposta a quella domanda.
113. Differenti insegnamenti spirituali hanno obiettivi differenti. All’ego piace un
obiettivo che gli sia perlomeno familiare. In una delle religioni mondiali
l’obiettivo era quello di porre fine all’ego ed alla sofferenza e gli insegnamenti
originali affermavano che anche l’apparenza del mondo ed il ciclo delle nascite
e morti avrebbero avuto fine. Più tardi quella religione si frammentò in gruppi
di insegnamenti assai diversi ed in quegli insegnamenti si affermò che una
volta raggiunto l’obiettivo finale il mondo sarebbe ritornato. È molto facile
osservare la contaminazione dell’ego. L’ego vuole il suo mondo. Così l’ego ha
cambiato l’obiettivo in uno in cui il mondo ritorna. Il maestro originale di
quella religione tenne un sacco di discorsi e ne risultarono migliaia di pagine
di insegnamenti. Eppure quegli insegnamenti non furono messi per iscritto se
non centinaia d’anni dopo la sua morte. Quindi gli insegnamenti non possono
essere affidabili come rappresentazione accurata di quel che egli disse
veramente. Egli è molto prolisso e nei suoi discorsi non sembra mai arrivare
ad un punto essenziale. I suoi insegnamenti sono particolarmente complicati.
114. Più d’una delle religioni mondiali adora un’entità considerata l’Essere
Supremo. Secondo le loro scritture questo Essere Supremo fece annegare i
suoi figli (quasi tutta l’umanità) in un diluvio che egli (l’entità che quei religiosi considerano come l’Essere Supremo) scatenò deliberatamente. Nelle
loro scritture questa stessa entità ammette di aver creato il male.
Nelle loro scritture sono registrati molte altre azioni malvage perpetrate da
questa entità. L’obiettivo di queste religioni è spendere l’eternità in
compagnia di questa entità. Ma perché mai uno dovrebbe voler spendere
l’eternità con un’entità che è anche un omicida di massa, che pur usando il
massimo della propria intelligenza estremamente limitata non riesce a trovare
soluzione migliore al cattivo comportamento dei suoi figli che ammazzarli con
un diluvio creato deliberatamente?
Parte della risposta a questa domanda risiede nel modo in cui vengono diffuse
le idee religiose. Di solito alle persone vengono insegnate le idee di una
particolare religione fin dall’infanzia. Leggi dei libri sui Memi e la Memetica
per scoprire come i credi religiosi e di altri tipi si diffondano tra gli esseri
umani proprio come dei virus. In questo modo le credenze di una particolare
religione divengono parte fondamentale della mente della persona.
Normalmente in una persona c’è una parzialità che dura tutta la vita nei
confronti della religione che gli fu insegnata. A volte la religione contiene
terribili minacce di punizione eterna. In questo modo la persona non è più in
grado di pensare chiaramente al fatto che l’obiettivo della religione è di
passare l’eternità in compagnia di uno stupido e malvagio omicida di massa.
Tra l’altro, quegli umani che sono vissuti dopo il diluvio furono tanto malvagi
quanto quelli che lo precedettero e quindi la soluzione di quella stupida e
malvagia entità fu un fallimento. Tutta quella gente massacrata per niente. Il
pensiero umano riesce sempre a trovare una spiegazione o una giustificazione
per la malvagità. Ad esempio il pensiero potrebbe dire che il diluvio non era
letterale ma simbolico. Ma se questo fosse il caso, allora quella storia avrebbe
potuto specificare che era solo un simbolo. Il fatto che non venne specificato
che era simbolo di qualcos’altro, venendo invece presentato come un vero
diluvio creato da un’entità che essi considerano l’Essere Supremo, un’entità
che annuncia che lo scopo del diluvio è di uccidere quasi tutti gli esseri umani
della terra perché sono malvagi, rivela uno dei difetti in quell’insegnamento.
Se ogni volta che il pensiero tenta di trovare facili spiegazioni alla malvagità
ti rifiuti di credere alla spiegazione ed invece dici semplicemente “No!” alla
malvagità, allora ogni cosa per te comincerà a cambiare. Allora te ne andresti
via da una tale religione o insegnamento spirituale per non tornarci mai più.
Ci si potrebbe chiedere come fa una simile religione a guadagnarsi dei
convertiti. La risposta è che quelli che cercano di convertirti non vengono a
dirti: “Che ne diresti di passare l’eternità in compagnia di un’entità che
usando il massimo della sua limitatissima intelligenza pensò che la miglior
soluzione per i suoi figli maleducati, che erano quasi tutti gli umani viventi
all’epoca, era quella di massacrarli in un diluvio creato deliberatamente?” No,
quelli non dicono questo, ma invece parlano della vita eterna ecc.
115. Un’altra ancora tra le religioni mondiali ha molti diversi maestri e differenti
insegnamenti. Uno dei più popolari in questa religione è un’entità che essi considerano l’Essere Supremo incarnato sulla terra. C’è una battaglia. Ci sono
due opposti schieramenti. Il leader di una delle due armate dice all’entità che
non vuole combattere. Egli ha tanti parenti che si trovano nell’armata nemica.
L’entità, usando il massimo della sua intelligenza estremamente illimitata dice
al leader di andare avanti e combattere.
Se degli uomini si trovano in un campo di battaglia e non vogliono
combattere, rischiano di essere uccisi. È comprensibile come mai gli uomini
scelgano di combattere in una tale situazione. Però, quando un’entità che si
suppone l’Essere Supremo non riesce a trovare per gli esseri umani nessuna
migliore soluzione che massacrarsi a vicenda, allora puoi star sicuro che c’è
qualcosa di profondamente sbagliato in quell’entità, che quell’entità non è
l’Essere Supremo e che c’è qualcosa di veramente malvagio in
quell’insegnamento. Il pensiero può creare una spiegazione o una
giustificazione per qualunque cosa, non importa quanto sia malvagia.
Per esempio il pensiero può dire che quello non era un campo di battaglia
reale. Gli eserciti rappresentavano gli stati psicologici che era necessario
combattere. Ma se questo fosse il caso, allora la storia avrebbe potuto
renderlo chiaro. Il fatto che la storia non includa una tale spiegazione è la
prova concreta di uno dei difetti di quell’insegnamento. Se ogni volta che il
pensiero tenta di giustificare la malvagità tu ti rifiuti di credere alla
spiegazione o alla giustificazione del pensiero, allora comincerai a vedere
quello che non hai mai visto prima d’ora. Sarà allora molto più facile evitare
gli insegnamenti spirituali malvagi o difettosi. Allora ti allontaneresti da tali
insegnamenti spirituali o religiosi e non torneresti mai più.
116. Supponi di andare a letto questa notte e di avere un sogno. In quel sogno
mille scienziati presentano diecimila pagine di prove a favore di una certa
conclusione. Forse, per esempio, la conclusione che tutto quel che si
sperimenta nella meditazione, incluso le esperienze più profonde, è creato dal
cervello. Quando ti svegli dal sogno ti rendi conto che gli scienziati e tutte le
loro prove erano solo un sogno e ora sai che tutte le loro prove e conclusioni
non avevano alcuna validità. Mentre si sogna, i sogni paiono reali.
117. La scienza può essere di grande aiuto per navigare nel sogno che è la vita da
svegli e renderlo meno doloroso. Se il tuo corpo mostra segni di malattia, vai
a consultare un medico moderno.
118. Dove la scienza fallisce, è nell’aiutare a svegliarci dal sogno che è la vita da
svegli. L’ego nello scienziato è tanto dedito a mantenere la continuità del
sogno da svegli quanto lo è l’ego nel fedele religioso, nel filosofo e in quasi
tutti gli esseri umani.
119. Ci sono scoperte scientifiche attuali che supportano l’idea che ogni cosa è
un’unica coscienza.
120. Tuttavia, la scienza è in continuo cambiamento. Nell’anno tremila, le idee
della scienza dell’anno duemila parranno assurde. Nell’anno quattromila, le
idee della scienza dell’anno tremila parranno assurde. La scienza esiste per lo scopo di scoprire cosa è maggiormente vero, in senso relativo. La scienza non
esiste per lo scopo di sperimentare la Verità Assoluta che non è mai cambiata
in tutta l’eternità e che non cambierà mai per tutta l’eternità.
121. L’ego fa solo finta di volere la libertà, a parte casi rarissimi. Quindi la persona
religiosa non sta cercando la Libertà e l’esperienza della Consapevolezza
Infinita. La persona religiosa sta solo fingendo con se stessa di volere l’eterna
Libertà-Beatitudine-Amore. Lo scienziato sta solo fingendo di volere la Verità.
Quasi tutti gli esseri umani sono servi del falso ego.
122. Immagina che qualcuno inizi lo studio e la pratica di un insegnamento
spirituale o religioso. Il pensiero dice: “Io sono sincero, io ho davvero
intenzione di raggiungere l’obiettivo di questo insegnamento.” Tuttavia c’è un
altro strato più profondo di pensiero che in realtà sa di non aver alcuna
intenzione di raggiungere lo scopo dell’insegnamento spirituale. Quindi gli
aspiranti immaginano di essere sinceri quando nei fatti non sono sinceri.
Questo è un esempio di autoinganno. L’onestà con se stessi è la cura.
L’onestà con sé stessi inizia col diventare effettivamente consapevoli degli
strati su strati di autoinganni. Dedica la tua vita alla Libertà ed alla Verità.
123. Non è tutto squallido e deprimente. C’è qualcosa di meraviglioso ed
estremamente bello. Tu puoi svegliarti e vivere eternamente nell’Infinita-
Consapevolezza-Amore-Beatitudine, libero da ogni sofferenza. Il tuo vero Sé è
così, adesso. Ti sta augurando il successo nel portare l’impostore (l’ego) alla
sua estinzione definitiva. Avvia il giorno con l’amore. Riempi il giorno con
l’amore. Concludi il giorno con l’amore.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: