IL MEZZO PIÙ RAPIDO E DIRETTO PER L’ETERNA BEATITUDINE – Cap. 6

La Scoperta della  Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza

1. Nel 2001 l’autore aveva studiato per 27 anni – dall’età fisica di 15 anni fino ai
42 – gli insegnamenti di quasi tutte le religioni e i sentieri spirituali.
2. Aveva letto più di 2000 libri spirituali.
3. Aveva trascorso tempo con molti maestri spirituali sia in America che in India.
4. Gli era chiaro che l’essenza della maggior parte degli insegnamenti spirituali
consisteva nel concentrare la propria attenzione sull’«IO SONO».
5. Il punto in cui l’ebraismo, il cristianesimo, l’islam e l’induismo si incontrano è
nel volgersi verso l’interno e concentrare la propria attenzione sull’«IO SONO».
6. Il mezzo più diretto e rapido per raggiungere l’eterna beatitudine, il regno
interiore, l’autorealizzazione, è volgere l’attenzione verso l’interno e
concentrarla sull’«IO SONO».
7. All’interno dell’induismo, un moderno esempio di questa pratica  è costituito da
Nisargadatta Maharaj.
8. Il Guru di Nisargadatta gli disse di fare attenzione all’«IO SONO» fino a
escludere tutto il resto.
9. Nisargadatta seguì l’insegnamento del proprio Guru per tre anni.
10. Dopo aver praticato per tre anni nel tempo libero che gli rimaneva,
Nisargadatta realizzò il suo vero Sé.
11. Nisargadatta doveva lavorare per mantenere la propria famiglia, perciò poté
praticare solo nel proprio libero.
12. Nisargadatta ogni giorno passava delle ore stando a scrutare il vero Sé.
13. Focalizzare l’attenzione sull’«IO SONO», mentre si esclude tutto il resto dalla
propria attenzione, è una pratica antica nell’induismo.
14. L’importanza di guardare dentro e conoscere l’«IO SONO» si ritrova anche
nell’insegnamento giudaico-cristiano (15 – 19):
15. E Dio disse a Mosè: «IO SONO quell’IO SONO ». Poi disse: «Dirai così ai figli
d’Israele: “IO SONO mi ha mandato da voi”» (Esodo 3, 14).
16. «Siate quieti e conoscete IO SONO Dio» (Salmo 46, 10).
17. L’intero libro “La vita impersonale”, un libro di misticismo cristiano [di Joseph
Benner ndt], è scritto intorno alla singola frase: «Siate quieti e conoscete IO
SONO Dio».
18. Gesù disse: «Prima che Abramo fosse, IO SONO» (Giovanni 8, 58).
19. Gesù disse: «Il Regno di Dio è dentro di voi» (Luca 17, 21).

20. Gesù non disse: «Il Regno di Dio sarà dentro di voi dopo che il vostro corpo
morrà».
21. Gesù disse: «è». «È», presente indicativo, significa «ora».
22. Il profeta Maometto disse: «Chi conosce il Sé conosce il suo Signore»
23. Ci sono molte altre tradizioni e insegnamenti spirituali che hanno messo in
risalto che focalizzare l’attenzione sull’«IO SONO» è il più diretto e rapido
mezzo per la liberazione.
24. Un’altro esempio moderno nell’induismo è dato da Ramana Maharshi.
25. Ramana Maharshi ha insegnato per più di 50 anni che il solo mezzo efficace per
portare l’ego e la sofferenza all’estinzione, e diventare eterna gioia, è
concentrarsi sul Sé, sull’IO, sull’«IO SONO».
26. Nel 2001 l’autore aveva tentato di praticare per 27 anni il metodo di
concentrare l’attenzione sull’«IO SONO».
27. L’autore aveva fatto pochissimi progressi con questo metodo così come con
altri.
28. In dicembre l’autore si recò in India, a Tiruvannamalai, con l’intento di
ascoltare un insegnante della tradizione di Ramana Maharshi.
29. L’autore stava nella sua stanza nella casa degli ospiti Sesha Bhavan.
30. L’autore stava pensando a tutti i possibili significati di «IO» e «IO SONO» e a
tutti i possibili approcci all’«IO» e all’«IO SONO» che aveva letto durante gli
anni.
31. Il pensiero «IO», il pensiero «IO SONO».
32. La sensazione «IO», la sensazione «IO SONO».
33. La coscienza «IO», la coscienza «IO SONO».
34. Pensare all’«IO» o all’«IO SONO».
35. Sentire l’«IO» o l’«IO SONO».
36. Concentrare l’attenzione sull’«IO» o sull’«IO SONO».
37. Tutto il numero di differenti combinazioni degli approcci e le differenti
interpretazioni di cosa significa «IO» o «IO SONO».
38. Dopo 27 anni l’autore non era ancora sicuro di cosa significasse «IO SONO»
nell’Esperienza Diretta.
39. L’autore si chiedeva se c’era un modo per risolvere questi dubbi e avere
chiarezza sul significato di «IO» e «IO SONO» e cosa fare con essi:
concentrarvi l’attenzione, sentirli, pensarli, o che?
40. L’autore voleva una comprensione che fosse così chiara da non avere niente di
vago e nessuna alternativa.
41. L’autore voleva veramente conoscere la riposta.

42. L’autore non stava confinando la risposta all’interno di alcuna comprensione
precedente.
43. L’autore era disposto a che le proprie precedenti comprensioni fossero infrante,
se era necessario.
44. C’era la disponibilità a considerare: forse per le ultime due decadi e mezza
l’autore non aveva affatto capito che cosa fosse «IO SONO» e come
concentrarvisi.
45. Era una disponibilità a consentire che tutti i vecchi punti di vista fossero
spazzati via, se necessario.
46. Ramana Maharshi aveva detto che l’Autoindagine è più come una sensazione
che come un pensiero.
47. Chiedersi «CHI SONO IO?» o «A chi vengono questi pensieri?» sono istruzioni
facili da seguire finché si dimora nel regno del pensiero.
48. Eppure quando si tratta di percepire la sensazione «CHI SONO IO?» o di «IO
SONO», ciò era sempre stato un po’ vago; infatti: cos’è esattamente la
sensazione «IO SONO»?
49. Come posso conoscere «IO SONO»?
50. Nisargadatta Maharaj e molti altri avevano detto l’«IO SONO» è coscienza.
51. L’autore si domandava: l’«IO SONO» è il pensiero «IO», o è semplicemente la
mia consapevolezza presente?
52. L’autore pensò:
53. Se l’«IO SONO» è la mia consapevolezza presente, proprio la consapevolezza
che ora sta guardando questa stanza, allora portare l’attenzione sull’«IO
SONO» è semplicemente:
La mia consapevolezza che osserva la mia consapevolezza!
54. Fu una rivelazione!
55. Invece di avere delle pratiche vaghe in cui si dice di portare attenzione alla
sensazione «IO SONO», senza mai essere sicuri di cosa sia esattamente «IO
SONO» e com’è, ora c’era un’istruzione assolutamente chiara:
La mia consapevolezza presente che osserva la mia consapevolezza
presente.
La consapevolezza che osserva la consapevolezza.
56. Non qualche sconosciuta, apparentemente lontana consapevolezza etichettata
come “l’infinito Sé” o “Dio”.
57. Questa consapevolezza, la mia consapevolezza, qui ed ora che osserva se
stessa mentre ignora i pensieri, il corpo, il mondo ecc.
58. Immediatamente l’autore provò questa pratica (59 – 65):
59. La consapevolezza che osserva la consapevolezza mentre ignora i pensieri.

60. L’autore chiuse gli occhi perché si doveva ignorare anche il mondo.
61. Volgere l’attenzione, che normalmente va all’esterno verso il mondo, di 180
gradi e guardare all’interno.
62. Togliere l’attenzione dai pensieri e volgerla verso la consapevolezza che
osserva la consapevolezza.
63. Se l’autore notava un pensiero, ignorava il pensiero e portava nuovamente
l’attenzione alla consapevolezza che osserva la consapevolezza.
64. La consapevolezza che fa attenzione alla consapevolezza escludendo tutto il
resto.
65. La consapevolezza che fa attenzione solo a se stessa.
66. I risultati furono immediati!
67. Dal primo momento che si prova questa pratica, uno sta dimorando come
consapevolezza!
68. Non c’è nessuna attesa!
69. È così facile.
70. Questo non significa che l’ego sparisce dall’inizio.
71. Ci vogliono anni di continua pratica prima che l’ego incontri alla sua fine
ultima.
72. Tuttavia dal momento che si prova questa pratica, semplice e facile da capire,
si rimane come consapevolezza!
73. L’autore praticò il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza
per due anni, da dicembre 2001 a gennaio 2004.
74. Ci furono più giorni con una pratica di dodici ore che giorni con una pratica di
due ore.
75. A gennaio 2004, l’ego, i dispiaceri e le sofferenze dell’autore giunsero alla loro
fine ultima, e ciò che rimase è:
Infinita-Eterna-Consapevolezza-Amore-Beatitudine.
76. Così il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza fece
ancora una volta onore alla propria reputazione di essere il più rapido e diretto
mezzo per realizzare l’eterna beatitudine, qui ed ora, in questa vita.
77. Ramana Maharshi e Nisargadatta Maharaj avevano descritto entrambi
specificatamente il Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza, ma l’ego dell’autore non gli permise di vederlo.
78. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza era come un
tesoro sepolto, nascosto in mezzo a così tante altre citazioni su tanti differenti
argomenti.
79. I futuri volumi di questo libro, o il sito web della Religione della Libertà
[www.thefreedomreligion.com] presenteranno alcune citazioni in cui il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza viene descritto da Saggi
Risvegliati del passato, e altre citazioni che saranno utili agli aspiranti spirituali
o che supporteranno gli insegnamenti di questo libro.
80. Tutti gli insegnamenti spirituali del passato sono stati distorti e contaminati
dall’ego. Perciò il presente volume contiene molte poche citazioni.
81. Un’altra ragione per cui l’autore non realizzò prima il vero significato dell’«IO
SONO» è perché egli aveva letto che l’«IO SONO», il vero Sé, è Infinita
Ininterrotta Consapevolezza.
82. Questo lo fa apparire come qualcosa di differente dalla consapevolezza che si
risveglia al mattino.
83. Tuttavia è a causa dell’abitudine di guardare sempre all’esterno che si è
formato l’assunto che la consapevolezza che si sveglia al mattino sia limitata.
84. Se si osserva la consapevolezza per molti anni, alla fine si scopre che la
consapevolezza non è limitata ed è continua.
85. Il significato della scoperta del Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza sta nella comunicazione.
86. Si può dire a un essere umano di concentrarsi sull’«IO SONO» e quello, anche
dopo centinaia di milioni di vite, ancora non sa che cos’è l’«IO SONO».
87. Comunque, se gli viene detto che l’«IO SONO» è la consapevolezza che si
sveglia al mattino, che è lo sfondo della consapevolezza sempre presente
durante le ore di veglia, e poi gli vengono date istruzioni specifiche su come
spostare l’attenzione da pensieri, sensazioni ecc. e volgerla verso la
consapevolezza che osserva la consapevolezza, uno può portare ego, dispiaceri
e sofferenze alla loro estinzione, in questa vita, e rimanere eternamente nella
beatitudine.
88. Queste istruzioni specifiche sono nel Capitolo 7.
89. Ti verrebbe da pensare che la maggioranza degli esseri umani gioirebbe nello
scoprire il metodo più rapido e diretto per realizzare l’eterna beatitudine.
90. A causa dei giochi dell’ego, la maggior parte dell’umanità non gioirà di questa
scoperta.
91. Ecco perché questo libro comincia con l’identificare l’«impostore», esponendo
gli scopi e i trucchi dell’«impostore», mostrando l’importanza del desiderio
estremamente intenso per la liberazione, e come risvegliarlo.
92. Storicamente neppure uno su un milione tra gli esseri umani si è dedicato
all’Esperienza Diretta dell’Eterna Verità che vive dentro ognuno di noi ed è il
nostro vero Sé.
93. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il mezzo più
rapido e diretto perché un essere umano possa portare le sofferenze alla loro
estinzione e rimanere nell’Infinita-Eterna-Consapevolezza-Amore-Beatitudine.

94. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il mezzo più
rapido e diretto perché una persona di fede ebraica sperimenti direttamente
l’«IO SONO» che rivelò il suo Sé a Mosè.
95. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il mezzo più
rapido e diretto perché un cristiano scopra e viva nel Regno di Dio che è in lui
nella Esperienza Diretta, in questa vita.
96. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il mezzo più
rapido e diretto perché un indù ottenga la liberazione mentre è in vita
(jivanmukti) e viva nell’Essere-Consapevolezza-Beatitudine (sat-chit-ananda).
97. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il mezzo più
rapido e diretto perché un mussulmano conosca il proprio vero Sé. Il Profeta
Maometto disse: «Colui che conosce il proprio Sé, conosce il Signore».
98. Il Metodo della Consapevolezza Che Osserva la Consapevolezza è il mezzo più
rapido e diretto perché un buddista ottenga il Nirvana, e porti l’ego, la
sofferenza, il desiderio e la brama all’estinzione finale.
99. L’ego ha distorto tutte le religioni e gli insegnamenti spirituali del passato per
servire il proprio scopo di nascondere il mezzo più rapido e diretto alla
liberazione.
100. Quello che succede in tutte le religioni e in tutti gli insegnamenti spirituali è
che l’ego del lettore o dell’ascoltatore collabora con l’ego del sedicente
maestro spirituale per produrre un insegnamento che servirà all’ego stesso.
Poi il maestro e il discepolo chiamano il falso insegnamento “vero
insegnamento”.
101. Alcuni insegnamenti spirituali del passato erano autentici insegnamenti
spirituali dati da saggi risvegliati.
102. Tuttavia nel momento in cui un saggio risvegliato parla, l’ego dell’ascoltatore
comincia a distorcere quell’insegnamento.
103. Pertanto la distorsione non perde tempo a cominciare; comincia subito,
immediatamente.
104. Una volta che l’insegnamento è stato distorto dall’ego, esso serve l’ego.
105. La distorsione operata dall’ego diventa anche più grande col passare del
tempo.
106. È possibile estrarre utili citazioni dagli insegnamenti del passato, ma queste
devono essere estratte da un saggio risvegliato.
107. Se una persona che non ha risvegliato il desiderio estremamente intenso per
la liberazione estrae citazioni, in genere saranno quelle citazioni che sono al
servizio dell’ego.
108. Poiché è il mezzo più rapido e diretto per la fine della miseria umana e per
vivere nella Pace-Gioia, il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è di grande beneficio anche a coloro che non sono
spiritualmente inclini.
109. Quello che potrebbe apparire soltanto una leggera differenza nel modo di fare
la pratica, diventa in realtà un enorme, profondo, straordinario salto quantico
di differenza rispetto alla velocità con cui si realizzano i risultati.
110. Quello che potrebbe apparire soltanto una leggera differenza nel modo di fare
la pratica, può far risparmiare anni e persino vite di pratica.
111. Perciò la precisione con cui si descrivono le istruzioni relative alla pratica è
cruciale.
112. Un leggero cambiamento nella formulazione delle istruzioni produrrà un
leggero cambiamento nella pratica, rendendo la pratica indiretta e facendole
perdere la rapidità con cui si ottengono i risultati.
113. Ci sono altri metodi che sembrano simili al Metodo della Consapevolezza che
Osserva la Consapevolezza, tuttavia metodi apparentemente simili non
produrranno rapidi risultati e non vi faranno risparmiare anni o vite di pratica.
114. Questi altri metodi apparentemente simili contengono leggere differenze che
distruggono l’efficacia della pratica.
115. Nel Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza non è
necessario alcun maestro esteriore.
116. Tutto ciò che è necessario è che si abbiano le esatte istruzioni per la pratica e
che le si seguano attraverso la pratica.
117. Prima il maestro sono le istruzioni scritte, poi il maestro è la pratica stessa.
118. Le istruzioni scritte sono il maestro soltanto per quei pochi minuti che
impieghi a leggerle o ad ascoltarle, se decidi di registrarle su un nastro o su
un CD.
119. Perciò il maestro è la stessa pratica della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza.
120. In questa Via Diretta non hai mai il bisogno di vedere un maestro fisicamente.
121. Vedere fisicamente un maestro porterà la tua attenzione a volgersi all’esterno
il che sarebbe controproducente.
122. Le istruzioni per la pratica del Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza sono offerte gratuitamente e si trovano nel Capitolo 7.
123. Il solo modo per scoprire se il Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza funziona con te è di praticarlo.
124. Se senza provarlo giungi alla conclusione che non funzionerà, allora avrai
permesso (pensando) all’impostore di derubarvi di una grande opportunità.
125. Col pensiero potete avere una conclusione, un’opinione, una supposizione che
può essere corretta o no.

126. Ma con la pratica saprai con certezza se funziona per te o no.
127. Perciò considera di concedere a questa pratica una sincera, onesta prova.
128. Pochi mesi non sono abbastanza da costituire una sincera, onesta prova.

Leggi il Capitolo 6 molto lentamente per tre volte
prima di leggere il Capitolo 7

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