ATTENTARE ALL’IO AFFINCHE’ EMERGA IL SE’

fonte: http://pensieroperante.altervista.org/schemi-e-vissuti/

Operazione centrale dell’opera di Carmelo Bene è “l’attentare a se stessi”, all’io, al soggetto. Nel quadro di questo discorso sarebbe, attentare alle nostre sicurezze, costringersi a fare esperienza, vivere scomodi, rinunciare, ridursi, sottrarsi.

Attentare all’io affinché emerga il Sé.

Tale operazione si colloca, a mio avviso, al pari della “manovra dell’agguato” di Castaneda, degli shock di Gurdjieff, e di altri strumenti, in quell’asse di solito definito come la contro-iniziazione.

Il senso dell’attentato è la decostruzione delle false identità: attraverso quegli sprazzi di vita, dati dalle congiunture apparentemente avverse, o comunque destabilizzanti, riscopriamo il nostro potenziale polimorfico, ci fondiamo nell’azione di impensabili esperienze, scorgendo, se ne abbiamo occhio, quel silenzioso testimone che guida ogni nostra vicenda interiore.

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