La disciplina, il percorso diretto

dal blog di Andrea Panatta: http://maghierranti.blogspot.it/
Abbiamo bisogno di una disciplina pratica. Abbiamo bisogno di uno sforzo costante e continuo in direzione dell’intensità, della centratura, che col tempo diviene sempre più semplice, quasi automatico. Personalmente non posso credere a chi dice che siamo già perfetti e che dobbiamo solo accorgercene, anche se in ultima analisi ciò può risultare vero. Non posso aderire a filosofie spirituali quali che siano, poichè è sempre una esperienza reale che sto cercando. E una esperienza spirituale deriva sempre e solo dallo sforzo che ho fatto per arrivarci. Non posso sapere come, non posso sapere quando.. eppure la ‘grazia’ è direttamente proporzionale alla disciplina che mi sono dato nel preparare il terreno. Ci saranno sul percorso un milione di deviazioni, di ‘tentazioni’. Ci saranno momenti disperati in cui penserò che tutte queste fandonie non portano a  nulla e sono       solo masturbazioni mentali, e proietterò la fuori ‘altri’ che tenteranno di riportarmi alla via  razionale, la via dell’ego, giustificandola come l’unica possibile. Ho imparato a mie spese che queste sono solo resistenze, di quella parte di noi che non vuole morire. E, detto fra noi, quella parte DEVE morire. Ho provato a essere più soft per qualche tempo perchè a qualcuno dà fastidio il concetto della morte dell’ego, tuttavia il tempo della delicatezza per me è finito. Se non si capisce che il 99 per cento del percorso spirituale riguarda l’eliminazione totale del proprio egoismo, delle proprie proiezioni e fissazioni, è quasi impossibile progredire. Se non si capisce che il 99,9 per cento della nostra sofferenza sta nell’identificazione con la nostra personalità, risulta anche difficile capire perchè è necessario uno sforzo, che controbilanci quella forza attrattiva verso il basso che è l’ego. Molti di noi non cercano questo, cercano il miracolo, cercano l’esperienza nella luce, o altri fenomeni psichici, il contatto con lo spirito guida o con l’angelo custode. Sono senz’altro tutte cose che io stesso ho cercato e in parte trovato, ma, ahimè, sono solo ‘accessori’ per quel lavoro decisamente meno appetibile che è la trasformazione della propria sfocatura. E non basta un workshop di uno, due, o dieci giorni per raggiungere lo scopo. Serve una intera esistenza dedicata a questo solo scopo. Serve tutta una vita nella quale miriamo alla pace anzichè tutto il resto. Molti cercatori ad un tratto si sono resi conto che non c’era nulla di più importante. Hanno gradualmente abbandonato tutto il ‘superfluo’, tutti gli obiettivi secondari, tutti gli attaccamenti non necessari, le passioni ingombranti, le tendenze che agivano come un freno e sono andati dritti dritti al centro di quella pace perfetta. Questa dedizione arriva solo quando vedete la futilità di ogni altro ottenimento, quando ne vedete la temporaneità. Quando vedrete che amici, e affetti intorno a voi i si ammalano e muoiono, che periodi finiscono per non tornare più, quando l’impermanenza verrà davvero a farvi visita e la smetterete di fuggire (si anche attraverso uno di quei percorsi spirituali che vi raccontano quanto siete potenti e che potete ottenere tutto) allora forse vi sveglierete. Allora forse vedrete che quasi tutto quello che fate nella vita sono tentativi di fuga, di rincoglionimento per non sentire il vuoto che la morte  e la fine delle cose sembrano rappresentare. Se arriverà questo fondamentale momento e lo vivrete in piena centratura, questo momento vi darà il carburante necessario,  la dedizione per abbracciare integralmente quello che io chiamo il ‘percorso diretto’. A quel punto molti dei libri, dei maestri e degli insegnamenti che fino a un giorno prima vi ispiravano saranno lettera morta, mentre altri tipi di libri, maestri e insegnamenti , che magari avevate avuto sotto gli occhi per tutto il tempo, inizieranno a chiamarvi, con un suono irresistibile. A quel punto , e solo a quel punto saprete qual’è la disciplina che dovete darvi e inizierete spontaneamente a darvela.

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