BHAGAVAD GITA – CAPITOLO II

Dell’irreale non vi è esistenza.

Chi non s’identifica con l’ego mortale (e il suo senso di ‘mio’) realizza la pace

Questo è lo stato di chi è ‘stabilito in Brahman’. Chi vi entra non cade più nell’illusione. Anche se uno vi si stabilisce nel momento stesso della  transizione (dal fisico all’astrale), ottiene lo stato finale di comunione con  lo Spirito.

 perché affliggersi per qualcosa che è inevitabile?
… ciò che nasce deve morire e ciò che muore deve nascere di nuovo.

Per  colui che conosce Brahman (lo Spirito) tutti i Veda (le sacre scritture) non gli  sono di maggiore utilità di quanto non lo sia un bicchiere d’acqua quando c’è un’alluvione.

Anche una minuscola parte di questo dharma protegge uno dalla grande paura (prigionia nella ruota di nascita e morte)

Quando il tuo intelletto, agitato dalla varietà di opinioni  differenti, rimarrà  immoto, fermamente ancorato nell’estasi della   beatitudine, allora  otterrai l’unione finale

Nel karma yoga vi è solo una risoluzione interiore unica e concentrata; mentre le argomentazioni della mente indecisa sono senza  fine e variamente ramificate.

Chi è disunito (perché non stabilito nel Sé) non ha saggezza. Per chi non medita non vi è tranquillità. E a chi è senza pace com’è (possibile) la felicità?

l’Uno che dimora nei corpi di tutti gli esseri è sempre  indistruttibile. Perciò non devi dolerti per nessuna creatura.

Non  considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni, e non permettere a te  stesso d’essere attaccato all’inattività.
Compi tutte le azioni abbandonando l’attaccamento (ai loro  frutti). Rimani indifferente al successo e al fallimento (mentre agisci). 

Chi è unito alla saggezza cosmica va oltre gli effetti di virtù e vizio di questo mondo. Dedicati dunque all’arte dell’unione divina 

Ciò che è notte (oscurità) per tutte le creature è veglia (luce) per l’uomo d’autocontrollo che percepisce il Sé.

Tutte le azioni (fatte con desiderio) sono di molto inferiori a quelle fatte sotto la guida della saggezza… prendi rifugio nella saggezza che ti guida sempre. Miserabili sono coloro che compiono le azioni solo per i loro frutti.

Come l’oceano calmo e traboccante non viene cambiato dalle acque che vi affluiscono – è pieno di pace chi assorbe dentro tutti i desideri

affronta la battaglia della vita rimanendo equanime nella felicità e nel dolore, nel guadagno e nella perdita,  nella vittoria e nella sconfitta,

I veri saggi però non s’affliggono né per i vivi né per i morti:
le idee di caldo e freddo, piacere e dolore, sono prodotte dal contatto dei sensi con i loro oggetti. Queste idee sono limitate da un inizio e  una fine, e sono di natura transitoria. Sopportale con pazienza… non farti turbare da queste cose, rimane calmo ed equanime nel dolore e nel piacere… non viene piacevolmente eccitato quando riceve il bene né disturbato quando sperimenta il male… può ritirare completamente i sensi [spostando il focus] dai loro oggetti di percezione, come la tartaruga ritira i suoi arti.
Chi s’astiene fisicamente dagli oggetti dei sensi vede che per un po’ questi si ritraggono, portandosi dietro solo il desiderio. Ma colui che contempla [senza bramare] il Supremo è liberato anche dal desiderio.
La saggezza intuitiva diventa ferma e stabile, in colui che ha i sensi sotto controllo… gli avidi ed eccitabili sensi afferrano violentemente anche la coscienza di un saggio (che lotta per la liberazione).

Pensare agli oggetti dei sensi causa attaccamento ad essi. Dall’attaccamento  nasce il desiderio, e dal desiderio scaturisce la collera, dalla collera nasce l’illusione; l’illusione genera perdita di memoria (del Sé) da cui deriva la rovina della facoltà discriminativa

Liberati dalle tre qualità e dalle coppie di opposti. Sempre bilanciato e libero dal pensiero di  ricevere e mantenere, stabilisciti nel Sé.
Nella beatitudine dell’anima scompare ogni dolore. E l’intelletto di chi è  calmo diventa presto saldamente stabilito nel Sé
L’uomo autocontrollato, muovendosi in mezzo agli oggetti materiali con i sensi  soggiogati, privo d’attrazione e repulsione, perviene ad una imperturbabile  calma interiore… quando un uomo abbandona completamente tutti i desideri della mente, del tutto soddisfatto nel Sé soltanto dal Sé, allora viene considerato stabilito  nella saggezza.
Chi  unisce il suo spirito a Me – Spirito-, avendo soggiogato tutti i sensi, rimane concentrato su di Me come il Supremamente Desiderabile. 

L’inizio di tutte le creature non è manifestato, solo la parte di mezzo è  manifestata, e la fine è di nuovo non percettibile. Che motivo c’è di dolersi  per questo?

Come l’anima incarnata nel corpo passa attraverso l’infanzia, la gioventù e la  vecchiaia, allo stesso modo passa in un altro corpo. I saggi non sono turbati da  questo

coloro che sono caparbiamente attaccati al potere e alle delizie dei  sensi, e la cui intelligenza discriminativa è fuorviata dalle fiorite parole  delle persone spiritualmente ignoranti, non possono conseguire l’equilibrio  mentale della meditazione e dunque non possono ottenere l’unione con Dio nel  samadhi (estasi)

Chi  considera il Sé come l’uccisore o pensa che Esso possa venire ucciso,  non conosce la verità

L’Uno che pervade tutte le cose è imperituro. Nessuno ha il potere di  distruggere lo Spirito Immutabile

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