SBARAZZARSI IN UN COLPO SOLO DI 79.900 PENSIERI

Supponiamo che la mente produca davvero 80.000 pensieri/immagini al giorno.
Di questi, soltanto un centinaio sono utili al nostro benessere, gli altri 79.900 non hanno alcuna utilità pratica: la loro unica finalità è alimentare l’egocentrismo.
A parte gonfiare l’importanza personale, questi 79.900 pensieri/emozioni non servono praticamente a nulla, quindi in una mente sana non dovrebbero esserci.
Cento pensieri-emozioni dovrebbero essere più che sufficienti per far fronte alle vicessitudini quotidiane e anche per godersi tranquillamente buona parte della giornata.
L’ideale sarebbe sbarazzarsi una volta per tutte, in maniera definitiva, dei pensieri suplerflui, ma questo non è semplice da fare e può richiedere molto tempo (disciplina, sforzi, metodi, ritiri, rituali, meditazioni, visualizzazioni etc.).

Più semplice, rapido e alla portata di tutti è invece il riconoscimento della futilità di quei 79.900 pensieri (praticamente tutte le proiezioni mentali).
Il riconoscimento è un atto che possiamo fare tutti, è facilissimo e veramente istantaneo (non richiede tempo). E’ una cosa banalissima e proprio per questo viene sottovalutato: si tratta solamente di accorgersi, notare o vedere chiaramente la presenza di qualcosa.
In questo caso si tratta di notare il contenuto della nostra mente: notare che ciò che frulla nella tua testa rientra quasi sicuramente nella categoria di quei 79.900 pensieri inutili.
Questo riconoscimento è semplice perché ci sono solo due categorie: quella delle idee funzionali (100 al giorno) e la categoria delle ideee insignificanti (79.900 al giorno).
Le idee funzionali le riconosci al volo perché sono risolutive, hanno un risvolto pratico quasi immediato, e anche se non puoi applicarle subito ti donano un senso di sollievo (non intendo fantasie ma reali sensazioni di benessere, magari ti fanno ridere di cuore e ti alleggeriscono dalla tensione).
Le idee insignificanti sono invece infruttuose, sterili e soprattutto dannose (inducono un senso di pesantezza, disagio, cupezza).

Fatta questa distinzione, il tuo unico compito è quello di testimoniare questo flusso di concetti/sensazioni, osservarlo senza intervenire. Se l’osservazione è consapevole – cioè se hai compreso che si tratta di concetti superflui e quindi non gli presti più attenzione, non gli dai energia, li guardi in maniera indifferente – essi passeranno all’istante.
Pian piano il loro numero si ridurrà (perderanno la forza attrattiva che esercitavano in passato) e alla fine rimarrà solo quel centinaio di idee/sensazioni/emozioni indispensabili alla tua salute fisica e mentale.

Ti accorgerai di fenomeni divertenti.

Alcune forme-pensiero trapassano all’istante (sono come dei defunti che si mettono in mostra nel tuo cervello, desiderano ri-vivere in te, grazie al tuo ri-sentimento), altre invece pascolano a greggi (come delle eggregorine appartenenti a qualcun altro). Ti limiti a captarle tramite i tuoi recettori. E’ questo che fa il tuo cervello, l’importante è non identificarti con esse.
—>  in te si formerà un sistema antifurto ->  i tuoi recettori-guardiani sono ora addestrati ad azionarsi (lampeggiare, “illuminarsi”), gli impostori – forme-pensiero vampirizzanti- (impauriti dalla luce e l’allarme) se la daranno a gambe.

Notare (la futilità) e librarsi così dalla carica dei 79.900 = basta uno —> per tutti = sollievo automatico per induzione (il processo curativo si avvia da sé)

 

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