SEI UN CLEPTOMANE… MA NON LO AMMETTERAI MAI

Siamo dei cleptomani, dei ladri di idee, esperienze, di relazioni, di informazioni, di energia (libera e impersonale!!!).
Ci riteniamo i proprietari di avvenimenti che accadono impersonalmente (un po’ a tutti).
Abbiamo il vizio di attribuire a noi stessi ciò che non è nostro. Inoltre escludiamo a priori (dall’esperienza) chiunque altro.

Usiamo criteri insensati e contraddittori per distinguere il “mio” dal “tuo, suo, loro…”.

Non vogliamo percepire l’impersonalità dell’energia vitale che scorre per i caxxi suoi, dove le pare e piace.

No!

Da bravi e cocciuti ego-maniaci dobbiamo mettere il marchio “mio” anche nell’infinito flusso dell’esistenza.

Rubiamo e ri-vendiamo idee come fossero nostra proprietà, ogni giorno.
Il linguaggio che tutti inconsciamente usiamo ne è una chiara dimostrazione

Accade qualcosa e il ladro-ego (che c’è in noi) sigilla in un’istante il copyright (marchio “mio” – “a me”).

Qualcuno dal volto familiare (che “io” conosco, es. il mio vicino) “mi” fa una critica o si lamenta e subito “me” la prendo, diventa un “MIO problema”, “mi” preoccupo, “mi” arrabbio e inizio una lunga discussione.

Qualcuno che “io” non conosco (uno straniero, un immigrato, un vagabondo) mi fa la stessa critica però non mi fa né caldo né freddo, non mi arrabbio, faccio spallucce e non ci discuto nemmeno. Sono fatti suoi, non un “mio” problema.

Qualcuno ti guarda storto oppure ti spinge involontariamente istintivamente pensi —> come si permette di urtare il “mio” corpo

Vedi l’assurdità del meccanismo autoreferenziale? Ti accorgi di quanto è bastarda questa forma di attaccamento mentale? Di come produce una tempesta emotiva dal niente (cioè fondata sul fatuo senso dell’io-mio)?

La maggior parte delle tue sensazioni (irritazioni, paure, aspettative) sono fondate su qualcosa di infondato.

Non sottovalutare questo meccanismo perché è la sorgente di tutti i tuoi casini.

Vai da qualche parte e all’improvviso piove –> è colpa “MIA!!!!” che non mi sono informato sulle previsioni meteo.

Frequento da poco un ragazzo e (intimamente, anche se non lo ammetto) lo considero il “mio” ragazzo.

Mi sposo e lei diventa la “mia” donna. Per una regola  implicita e malsana, lei “mi” appartiene e io appartego “solamente” a lei. Lei deve provare amore solo per “me”, non può innamorarsi di altri, guai a lei. Come se l’amore fosse qualcosa che scegli “volontariamente”.

In quest’ottica, l’amore sembrerebbe unidirezionale e ovviamente la direzione l’avrebbe stabilita l’io e l’avrebbe sigillata nel momento del fatidico “sì”.

Ma ovviamente l’amore segue altre direzioni 🙂 , che l’io non può pre-stabilire e marchiare con un anello.

Vedete quanto è sciocca e insidiosa questa vocina che riferisce tutto a “me”.


C’è stata un’esperienza collettiva ma l’ego la fa diventare una “mia” “esperienza” —-> mia significa “riservata” solo ed esclusivamente a me

Sei stato graziato ed ecco una vocina che dice —> questo miracolo è accaduto “a me”.
—> ne consegue indirettamente (crede l’ego) che “io” sono speciale (non fortunato ma “prescelto”, il fico di turno!).

E’ avvenuta una disgrazia lì vicino (oppure qualcosa/qualcuno mi ha colpito) ed ecco che una vocina nella testa ti sussurra –> “io” ho fatto qualcosa di male per meritarmi questa punizione !
oppure –> “sto scontando karma negativo del passato”

Se invece avviene la medesima disgrazia lontano (dal me o dall’io), la vocina dice  –> “io” non me lo meritavo, gli altri sì.

Hai avuto una botta di culo e ladro-ego in te pensa —-> è una “mia” “sincronicità”. “Io sono speciale!”

Una coppia ha avuto un’esperienza e subito sostengono –> è stata una “nostra” esperienza (riservata solamente a noi due).

—>  E’ “mia” sorella, non “tua” sorella.

 

Non è può essere fratello o sorella di tutti, deve essere “mio” e “suo” ma non “tuo”.

Prima era un orfano e non apparteneva a nessuno, ma adesso che lo abbiamo adottato appartiene soltanto a noi, è “nostro” figlio. Prima non lo era e non ce ne fregava niente. Ora è la persona più importante.

Adesso abbiamo il timbro dell’ego, l’approvazione di un’istituzione egomaniacale che ha stabilito ciò che è “mio” e “non mio”.

Gli esempi quotidiani sono infiniti.

Vi rendete conto della moltitudine di implicazioni disumane nascoste in questi atteggiamenti così comuni e “normali”?

Educhiamo l’umano al disumano e poi siamo così ipocriti da stupirci e biasimare le azioni dei nostri figli.



Questo voler accaparrarsi tutto, questa abitudine a impossessarsi di ogni oggetto o persona, questa vocina  che dice “io-mio” è il peggior parassita che ci sia, e si nasconde nel  posto migliore che poteva trovare, nella tua testa.
La sua strategia è superba (bisogna ammetterlo):

farti credere di essere lui e fare leva sulla tua cieca fede in un “io” speciale e pseudo-padrone di ogni situazione.

Il 90% della tua sofferenza deriva dal fidarti di questa vocina malsana (ed eseguire i suoi comandi).
Lo hai fatto ciecamente e involontariamente per anni.
Sei stato un soldatino ubbidiente, ne sono certo!

Rari sono gli individui che mettono in dubbio questa vocina. Si fa la figura del pazzo quindi meglio tacere, ubbidire e insabbiare.

E se i pazzi fossero coloro che insabbiano questi insani atteggiamenti che per giunta devastano se stessi?

Fossero almeno funzionali e salutari, capirei… ma sono inutili e insani fino al midollo.
Non credi sia ora di indagare su questo meccanismo ego-centrico, su questa entità possessiva che dice costantemente “io-me-mio…”?

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: