IL BELLO DEL “NON TRARRE CONCLUSIONI”

La conclusione è la parte più effimera del processo conoscitivo, eppure la maggior parte delle nostre esperienze partono da un pre-giudizio che preclude di fatto l’esperienza stessa.
Ancora prima di incontrare qualcuno abbiamo già tratto una conclusione lapidale: questo o quello è sicuramente fatto così!
Siamo frenetici con tutto e tutti: ci manca persino la curiosità di verificare la nostra prematura valutazione.
Una volta messa l’etichetta non vediamo più l’oggetto o la persona in sé, ma solo ed esclusivamente l’etichetta che vi abbiamo appiccicato sopra e la tratteremo non per quello che è ma per come è stata etichettata – naturalmente lei reagirà di conseguenza confermando involontariamente la nostra frettolosa valutazione.
La realtà si comporta allo stesso modo, conferma le nostre frettolose considerazioni.

“La vita fa schifo… questo non mi piace” –> ed ecco una sfilza di situazioni che convalidano la tua caustica osservazione.
“La vita è bella… questo mi piace” –> ed ecco una sfilza di situazioni che convalidano la tua felice osservazione.

In entrambi i casi non abbiamo fatto esperienza della vita – che in sé è neutra – ma della nostra “idea” di vita.
Per fare davvero esperienza dovremmo imparare a trattenerci dalle conclusioni affrettate, dovremmo fare meno i critici d’arte e più gli osservatori imparziali, essere meno opinionisti e più turisti per caso che sperimentano ogni cosa come fosse apparsa dal nulla.

Mettiamo così: la conclusione è la tomba dell’esperienza.

Pre-giudicando hai inconsciamente interrotto il viaggio esplorativo, hai arrestato il processo conoscitivo: che si tratti del sapore di una pietanza mai mangiata prima o di una persona bizzarra, quando la inquadri in un tuo schema l’hai già fatta fuori.
La tua prematura valutazione (per quanto possa sembrarti legittima) ti impedirà di entrare realmente in contatto con gli altri e soprattutto con te stesso.
Se vuoi crescere, apprendere, evolvere, goderti la “vera” vita devi sbarazzarti delle conclusioni a cui sei giunto fino ad oggi.
Fingi che tutte le informazioni che hai accumulato sul mondo e su di te siano fasulle e ingannevoli.
Fai tabula rasa!
Ricomincia ad esplorare la tua vita con una mente completamente aperta e appena fai esperienza non etichettarla subito ma aspetta che si sviluppi, attendi la comparsa di nuovi scenari, cogli le diverse sfumature che nessuna tua vecchia conclusione avrebbe potuto comprendere.

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