Konstantin Stanislavskij – Il lavoro dell’attore su se stesso (in pillole)

tutto il lavoro creativo si svolge non nella vita in “atto” ma in quella immaginaria (in potenza), inesistente ma che può esistere. Questa è la vera realtà (per l’attore)
recitare/agire senza niente  —>  con l’oggetto immaginario

cerca il falso, ma solo quel tanto che ti potrà aiutare a trovare il vero

sentito e creduto il vero dentro e fuori di te, anche l’impulso interiore all’azione (e quindi l’azione) verrà da sé
la falsità (concetti, fiction sociale) viene eclissata dalla verità delle impressioni (azione fisica) e dal fatto che tu ci credi.

Al subconscio non si può comandare.. ma si può creare con ispirazione lasciandosi condurre dal subconscio

Per sottomettere le forze libere della natura (elettricità, acqua, vento) servono ingegneri esperti… anche la forza creativa subcosciente non può fare a meno di una specie di ingegnere: la psicotecnica cosciente.

Solo quando l’io agente capisce e sente che la sua vita interna-esterna si svolge naturalmente i profondi segreti del subconscio si schiudono cautamente rivelando sensazioni non sempre comprensibili che ci guidano in una direzione imposta  da qualcosa che è celato (dentro di noi). Essendo ignota non possiamo darle nessun nome.

L’intervento migliore non è l’azione diretta ma indiretta della coscienza sul subconscio –> influire con la volontà sui processi psichici involontari (la nostra natura organica)

Quando il subconscio interviene non bisogna disturbarlo.

(le tecniche)… più semplici e accessibili sono, più facile è attaccarsi ad esse nei momenti difficili

non occorre sforzarsi, basta rispondere al “se…”
il “piccolo cerchio mobile” e la “solitudine in pubblico” (sentirsi in mezzo al deserto) come difesa (unica salvezza) contro spiacevoli incidenti sulla scena

il “se…” agisce in modo da escludere qualsiasi costrizione

provoca attività interiori senza artifici ma con mezzi naturali… è lo stimolo dell’attività creativa interiore
ti fa venir voglia di agire, non puoi resisterle

cerchio grande -> l’attenzione si smarrisce nell’ampio spazio (del teatro)

cerchio massimo = tutte le cose sono invase dalla luce, e io mi sento svanire nel nulla

concentrarsi su un punto luminoso al buio è facile. Prova alla luce del giorno!

individua degli oggetti-punto di attenzione chiari e visibili -> servirà a raccogliere l’attenzione e impedirle di disperdersi o allontanarsi
introduci abilmente (abbi sempre) un oggetto di attrazione su cui concentrarti (che non sia giù in platea ma qui in scena) -> più affascinante è l’oggetto, più tiene occupata la mente
procurati “giocattoli” che ti distraggano dagli spettatori –> un particolare in modo tale che, incontrandolo in scena, calamiti la tua attenzione… impara a rivolgere periodicamente lo sguardo ad esso.

passare automaticamente dal cerchio piccolo al grande e vice [ transitare da una scena all’altra] senza disperdere l’attenzione

tanto più smisurato è il cerchio d’attenzione scenica, tanto più fissi e precisi devono essere dentro di esso i cerchi piccoli e medi, tanto più ermetica la tua solitudine in pubblico
appena i contorni cominciano a oscillare e confondersi, devi subito restringere il cerchio, limitando l’attenzione agli oggetti a portata visiva. Devi riprenderti immediatamente: ricorri subito all’antidoto.
per abolire la presenza del pubblico diventa tu stesso spettatore -> osserva (interessati a quello che accade in scena o ai dettagli)
non sentirti in balia della platea e non farti prendere dalla smania di conquistare gli spettatori a tutti i costi

vi è attenzione utile e dannosa (distoglie dalla giusta linea di lavoro, trascina in platea, fuori)

non trascurare le piccole azioni fisiche. Impara ad usarle in funzione del vero per dimostrare (ri-credere) che ciò che fai è reale

Rilassamento fin dall’inizio

(l’autocontrollo e) il rilassamento deve diventare un’abitudine, un atto subconscio-automatico, un’esigenza naturale
contrariamente le contrazioni, i crampi, il disagio può moltiplicarsi … anche le contrazioni più irrisorie – di cui al momento non ti accorgi – possono paralizzare le tue facoltà espressive
la tensione emotivo-muscolare paralizza tutta l’attività e interrompe la continuità della linea conduttrice –> storpia la condotta più semplice, impedisce il movimento creativo

Decidi tu, e subito!

Meglio sbagliare che essere incerti… abbi Presenza di Spirito!

il materiale emotivo è il più prezioso. Da esso nasce la vita spirituale. Creare questa vita rappresenta lo scopo primario della nostra arte.

l’artista arde con ciò che gli succede intorno, è attratto/appassionato da ogni oggetto, si pasce avidamente di ciò che vede. L’attenzione è sensibile.
l’occhio vivo attira l’attenzione dello spettatore e la dirige dove vuole. L’occhio assente allontana l’attenzione dello spettatore.
le ore mi sembravano minuti e questa è la prova che ho lavorato in stato di autentica ispirazione

Perché fare tanti sforzi per guardare?

Niente tensione!
Ce n’è almeno il 95% in più… Rilassati ancora di più!

Senza tensione si vede tutto fino al particolare

il difficile è stare in scena senza far niente

in quei momenti si pensa sempre –> bisogna che mi guadagni la paga con qualche messinscena, devo divertire lo spettatore!

che bello invece star seduti tranquillamente… sentirsi questo diritto davanti alle fauci spalancate del boccascena

le parole disturbano l’azione e l’azione disturba la parola

mai insistere troppo a lungo… improvvisa qualcosa di nuovo su ogni battuta

solo le persone satolle vanno a teatro. Chi ha fame, è malato o è infelice a teatro non va… così come l’affamto o l’infelice non verrà mai voglia di cantare… Quando l’arte smetterà di svolgere questo compito (coinvolgere, stimolare, scuotere) diventerà vuoto divertimento per persone satolle

il sistema non si impara con un nuovo spettacolo/esibizione, è un lavoro ininterrotto. Non si possono trasformare le prove in lezioni. Essi chiamano lavoro provare un nuovo testo e imparare la loro parte, non la loro arte

A chi trasmettere le nozioni importanti… sogno di allevare una nuova generazione cui trasmettere ciò che so

L’attore è al primo posto. Tutto il resto è sfondo

alcuni non hanno un’idea chiara delle loro possibilità e creano per intuizione, senza un atteggiamento consapevole verso l’arte; altri al contrario capiscono cosa-perché-come si deve fare ma questo è il loro segreto, il loro brevetto che non sono disposti a cedere gratuitamente a nessuno.

la recitazione esteriore meccanica ignora la reviviscenza… occorre lasciarsi guidare dall’intuizione/sentimento, riempire il personaggio di contenuto interiore.

–> come fare per costringere il sentimento a manifestarsi, a prendere l’iniziativa nella creazione?

–> possibile che non esistano strumenti tecnici attraverso i quali si possa raggiungere questa condizione [la felicità di una creazione libera da cliché e forzature] non casualmente ma volontariamente?

emploi = tua vocazione – gamma di ruoli a te congeniali + senso della misura

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