SCHIZOFRENICI NATI

nel grembo materno la sensazione di separazione è inesistente: madri e figli si sentono completamente uniti.
E’ un legame affettivo incondizionato: né la madre né il figlio si conoscono formalmente eppure tra loro scorre un amore totalmente informale
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Suona paradossale ma è proprio il non-conoscere che permette la vera conoscenza: il loro legame è assolutamente indissolubile proprio perché non è stato ancora  formalizzato e spezzettato in concetti. Non sorge alcun bisogno di “definire” ciò che li unisce. L’ossessione di selezionare, classificare, sezionare e suddividere in categorie sorgerà in seguito. Per il momento nessuna concettualizzazione li contamina o per lo meno il nascituro non è stato ancora contaminato da alcuna deviazione linguistica.

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Nessun concetto (pregiudizio, aspettativa) è presente. 

In un certo senso è come se non si conoscessero – o meglio non si conoscono nella maniera convenzionale del chiamarsi per nome o identificarsi con particolari caratteristiche fisiche.
Non c’è alcuna distinzione tra loro: il due è uno e l’uno è due. 
Anzi la Molteplicità si fonde biologicamente con l’Uno.
E’ uno degli esempi biologici – quindi più pratici e lampanti – della nostra intriseca inseparabilità.

 
Eppure quanto è facile dimenticarsi della nostra inseparabile natura?
Dopo quanto tempo diventiamo schizofrenici (cioè iniziamo a pensare in modo separativo, a dividerci, a sentirci distanti e sezionare o escludere dalla totalità ogni aspetto della vita)?

 
Il senso di una Coscienza Unitaria che ci lega a tutti gli altri esseri perdura per un paio di anni (al massimo). Dopo il 2° o 3° anno di vita subiamo un condizionamento talmente invasivo da sopprimere il senso di interdipendenza che lega gli uni agli altri. 
Praticamente siamo degli schizofrenici nati.
Come se non bastasse veniamo persuasi dell’esistenza di un “io” che può o addirittura deve distinguersi “a tutti i costi” dagli altri “io”. Riceviamo il perentorio ordine : per sopravvivere devi primeggiare sugli altri.
Mors tua vita mea sarà lo slogan del nascituro.


Nell’inconscio di miliardi di neonati vengono seminati ogni giorno velenosi messaggi che porteranno ad una inutile, spietata e interminabile competizione.
Anche nel mio e tuo inconscio sono cresciute erbacce che andrebbero sradicate sul nascere. La peggiore di queste erbacce, quella che provoca più danni di tutti, è sicuramente quella del “credersi” un’entità separata da tutto il resto. In altre parole ciò che (involontariamente) ci fa soffrire è il “sentirci” sconnessi, distanti, soli, disgiunti da qualsiasi altro oggetto desiderato o persona amata.
Estirpa questo senso di divisione e guarirai dalla sofferenza inutile e dalla schizofrenia indotta a partire dai tuoi primi anni di vita.
Buon Ricongiungimento con la tua vera natura!

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