PRINCIPIO PRIMARIO

ARTICOLO DI ANDREA PANATTA —->  http://maghierranti.blogspot.it/2016/02/il-pensiero-primario.html

Sotto la coltre delle emozioni e dei pensieri casuali e dietro tutti i pezzi di vita che sembra ti ‘capitino’ uno dopo l’altro, esiste sempre un pensiero primario che li ha originati e ha dato il via a tutta quella sequenza di eventi. E quasi sempre non è un pensiero cosciente, non più perlomeno. Una volta, tempo fa, hai pensato qualcosa, e quel pensiero è diventato il piano originario di una missione che ti sei dato, un background costante e continuo che sottende ogni tuo sforzo, ogni tua ricerca e ogni tuo ottenimento. Ma tu non sei più cosciente di quel pensiero che nel tempo è diventato intenzione pura e che ora ti controlla senza che tu te ne renda conto. Ad esempio, ti sei mai chiesto quale sia stato il pensiero primario che ha dato origine alla tua ricerca spirituale? O il pensiero primario che ha fatto scaturire il tuo desiderio di fare il terapeuta, il counselor, il coach, etc.? E credi davvero ancora a questo pensiero? Io per esempio inziai per disperazione, per un senso di vuoto esistenziale e per una serie di segnali, coincidenze e visioni che mi furono poste davanti senza che ‘apparentemente’ le avessi chieste (ma chi di dovere mi spiegò chiaramente che le avevo chieste più volte, avendo aspirato a una conoscenza di un qualche tipo che desse significato a una vita che apparentemente non ne aveva). E mi spiegarono che era stato un grosso sbaglio. Che la mia ricerca era sbagliata da principio se pensavo ‘a monte’ che tutto il resto dell’esistenza terrena non avesse senso. Il mio pensiero primario era che la realtà 3d, illusoria, mi faceva soffrire ed era temporanea e incompleta, quindi cercavo la pace eterna, la felicità o cose ancora più ambiziose e assurde come la realizzazione dei miei sogni più sfrenati, ipnotizzato com’ero da alcuni bellimbusti della legge di attrazione. Questo permeava tutta la mia ricerca e i miei sforzi, ed è stato nella mia coscienza per anni e anni anche dopo che avevo capito la stupidità del cercare di astrarsi dalla vita reale attraverso una presunta ricerca spirituale. Perchè un pensiero primario è una intenzione di base della nostra esistenza, un motore inconscio che pilota ogni nostra scelta e decisione. E’ un addensatore di realtà. E’ ciò che decide se lavori per il bene o per il male perchè, sì, è anche possibile lavorare per il male ragazzi. E’ ciò che decide con cosa ti allinei quando ti metti in contatto con ‘forze’ più grandi delle tue, e che può decidere se cadrai vittima delle lusinghe di potere alle quali verrai inevitabilmente sottoposto, o meno. E’ ciò che decide se verrai fuori da una malattia o se te la terrai per un vantaggio secondario di qualche tipo. E’ ciò che proietta una serie di ‘eventi’ per farti vedere continuamente il risultato del tuo agganciarti al pensiero primario stesso, quel principio fondante della tua personalità. Ne hai migliaia che informano la tua realtà psichica e non ne sei cosciente. Per quanto tu possa credere di esserlo, se non fai un accurato e costante lavoro di rilascio e auto-osservazione non ne sarai mai cosciente. Ci sono pensieri primari che quando vengono visti ti lasciano sbigottito, perchè non avresti mai pensato di averne di simili. Tempo fa mi sono sorpreso a vederne uno dentro di me che voleva farmi credere di essere nel ‘giusto’ rispetto ad alcune materie spirituali, mi voleva dipingere come una specie di batman della spiritualità e mi faceva pensare a tutti gli altri come persone che non ‘capivano’, e questo pensiero era foriero di una serie di post su facebook solo in apparenza umoristici. La verità è che ci ero ricaduto di nuovo, come ogni volta che ho pensato di avere la verità in mano, di aver capito qualcosa, e come ogni volta che ho difeso un’opinione. Perciò se ti trovi ad essere in uno degli atteggiamenti succitati è probabile che tu non sia cosciente del pensiero primario che li sta generando. Allora ti prego di ricordare che ogni pensiero, convinzione e opinione sulla realtà in cui continui ciecamente a credere diverrà pensiero primario per tutta una serie di eventi e congiunture nella tua esistenza, nel bene e nel male. Piloterà le tue vicende e la tua attenzione. E in definitiva non ti renderà mai, proprio mai, intero, libero.

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