CONTEMPLA i RAGNI

Il ragno una volta terminato il suo lavoro di tessitura si piazza al Centro e aspetta con calma l’arrivo dello spuntino quotidiano.
Passa tutta la giornata al Centro della sua trama, Riposa sempre al Centro, poi ogni tanto fa una passeggiata in periferia, si pappa qualche bocconcino e infine ritorna sempre al solito punto, il Centro.
Quella è la sua vera dimora, quello è il luogo in cui trascorre la maggior parte del suo tempo e della sua vita.
Rimane in quella posizione per ore ed ore, pazienta senza alcuna tensione, il minimo movimento scomposto turberebbe i filamenti del suo campo energetico, quindi le sue pesanti e sgradevoli vibrazioni turberebbero coloro che si posano nei paraggi e di conseguenza si farebbe scappare quelle ghiotte occasioni.
Una volta create le condizioni opportune, si limita ad osservare e a cogliere quel che di buono incontra sul proprio percorso.
In pratica anche un piccolo dettaglio (come un ragnetto) può offrire grandi lezioni di vita a chi ha occhi per contemplarlo.

P.S.

Nel disegnare la sua ragnatela il ragno si lascia guidare dall’intento,  lo serve per servirsene.

Una forza impersonale lo muove e gli fa tracciare precise figure geometriche. Se non si lasciasse condurre da questa Forza non potrebbe riprodurre le sue magnifiche rappresentazioni artistiche.

Ma come fa a tracciare queste trame?

Prima si appoggia a dei pilastri di circostanza (rami nel suo caso, molteplicità dei fenomeni nel caso nostro).

In seguito traccia dei collegamenti unendo i precedenti punti di riferimento. A quel punto individua il punto di intersecazione, il Centro che accomuna tutti i filamenti. Individuato quel punto non resta che dimorarvi e attendere la manna.

Tutto ciò rimanda ad alcune metafore come la trama di Maya, quell’insieme di fili invisibili nei quali rimane appiccica l’anima bramosa, succube di un attaccamento eccessivo per i fenomeni prodotti dalla sognivendola Maya. Allo stesso modo la nostra mente crea delle fitte trame di pensieri che ci ossessionano a causa di emozioni appiccicose. In questo caso noi siamo sia il ragno, sia la ragnatela appiccicosa, sia l’insetto catturato. Spetta solo a noi spiccare il volo libero fuori dalla nostra ragnatela mentale.

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