SHIVASUTRA DI VASUGUPTA

Per lui tutto è accumulazione della sua propria potenza

Per chi (conosce il linguaggio o) s’identifica con la Coscienza il comune parlare è recitazione (di mantra), la gnosi è il dono, mantenere la forma corporea è convenzione… il quotidiano diviene un continuo stupore, un meravigliato assaporamento, uno sgorgare continuo di sbalordimento, una gustazione (che salvaguarda la natura dell’oggetto gustato e lo attrae verso il sé – soggetto)

… ogni impressione karmica è ridotta a un continuo fluire del succo (o sapore) di beatitudine… tale fruitore, pur fruendo (godendo intensamente della realtà), non viene macchiatto dalle fruizioni

(sii sfolgorante con) una continua applicazione al seme (suprema Potenza)
Bhairava è slancio
Sfolgorante è la sostanza del tutto… traboccante d’ambrosia… massa compatta di libertà e beatitudine… così il sé (in sé non duale) si manifesta nella dualità

considera piacere e dolore come esterni
.. una volta liberato da essi, egli è un “isolato” (non mescolato ad altro)
… colui che è avvinto dall’illusione resta soggetto al karma

Il sé è il creatore di uno spettacolo che è il libero gioco dei suoi movimenti

Anche nei diversi stati di veglia, sogno, sonno profondo si ha il prodursi del compiuto godimento

il visibile è il corpo –> io sono questo universo = tutto appare come il proprio corpo, niente è separato
come lì, così altrove

il sogno sono le rappresentazioni mentali… il non discernimento è Maya
legame (attaccamento?) = non conoscenza

raccogliendo la mente sul cuore si ha la visione
la limitazione si dissolve in virtù del raccoglimento del principio puro

Percependo il Sé nelle parti, si ha il risorgere di quel che s’era perduto

il potere di creare [gli si rivela] per personale esperienza

… tramite quel piano che è il primo rispetto ai tre egli dà vita

il mezzo è il maestro
il realizzatore è lo sforzo
il corpo è offerta sacrificale
La conoscenza è cibo

la veglia è conoscenza
la riflessione è conoscenza del sé

gli stadi dello yoga sono stupore
il samadhi è beatitudine nel mondo

grazie alla penetrazione intuitiva si ha la rivelazione dell’essere

fermamente compenetrato con questa forza, senza sforzo si immerge
Col corretto flusso  del prana si ha una visione uniforme

Diventa simile al Signore

chi ha la coscienza radicata in quello dissolve l’individualità limitata
… a quel punto diviene un liberato e gli elementi grossolani sono solo un guscio

il sé è coscienza… è un danzatore…
il sé interiore è la scena, i sensi gli spettatori

Gli infiniti mondi sono il prodotto dell’esperienza psichedelica di Shiva, della sua ineffabile ebbrezza, della sua danza giocosa.

L’Atman (Shiva) è il danzatore, l’atman limitato è il palcoscenico e i sensi sono gli spettatori!

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