APPUNTI SULLA SEMPLICITA’


KISS (Keep It Simple & Short)
semplicità come punto di riferimento permanente

ciò che è s. è migliore -> la complessità è inefficiente e inutile perdita di tempo/en. -> non c’è alcuna valida ragione per mantenere complesso ciò che potrebbe essere semplice

c’è sempre un modo più semplice (… vale la pena investire un po’ di sforzo nella sua ricerca)

modello (mentale) standard = trama di base della percezione –> eventi immediatamente riconosciuti senza doverli rielaborare

la vita sarebbe lenta e complicata se dovessi ragionarci su tutte le mattine -> la routine ha un valore positivo -> i m. standard semplificano l’azione, però tendono a trasformarsi in una trappola (da cui puoi uscirne con un po’ di pensiero creativo)

il modo comune di agire è tortuoso, snellisci il piano d’azione

l’esperto distingue rapidamente gli elementi determinati dai trascurabili… da una gran massa di dati estrae i significativi, i fattori chiave -> fidarsi di certi particolari e dubitare/tralasciare altri

lasciate a se stesse le cose tendono a diventare sempre più complesse… l’evoluzione naturale non cammina verso la semplicità, le novità (obsolete) vengono sempre sommate

chi si abitua alla complessità finisce per non farci più caso e continua ad accrescerla aggiungendo ulteriori elementi (rompicapi)

la complessità disperde gli sforzi, la s. li concentra

* maniaci della complessità
* Divario tra chi può e non può… … nella semplicità, invece, tutti possono tutto
* se vuoi essere preso sul serio, comunica in una lingua aulica – poco conosciuta + il libro diventerà oggetto di culto + verrà naturale pensare che l’autore sia un pensatore profondo che cerca di esprimere realtà misteriose + il pubblico lo leggerà per mostrare la propria cultura + i filosofi potranno valutarlo come vogliono, dato che la complessità giustifica qualsiasi interpretazione + nessuno oserà criticarlo, perché non si sentirà mai sicuro di averlo capito fino in fondo + i docenti lo apprezzeranno, ci sarà bisogno della loro scienza per spiegarlo alla gente comune + i critici verseranno fiumi d’inchiostro, cosa che non succede mai per un libro semplice + un élite si sentirà privilegiata credendo di essere l’unica in grado di capirlo + se non sai davvero cosa dire, dillo nel modo più complicato, altrimenti gli altri se ne accorgeranno
il modo più facile per sentirsi superiori è fingere di capire quello che gli altri (plebe) non sono in grado di capire… Per questo serve la complessità

gli argomenti complessi creano un ruolo (lavoro) per gli interpreti della complessità. Quelli semplici, invece, lo rendono inutile

la mente è stimolata dalla complessità… quando le cose sono semplici, non c’è niente a cui attaccarsi, mentre la complessità offre sempre qualche appiglio per lanciarsi in fantasiose dissertazioni… se le questioni vengono presentate in modo da essere alla portata della gente comune sorge il rischio che il ruolo del traduttore/interprete diventi superfluo, i professori/politici sentirebbero franare la terra sotto i piedi.

poi c’è la marcata impressione di ingiustizia -> magari hai sudato 7 camicie prima di venir a capo di un problema intricato, perché mai quel medesimo problema dovrebbe essere reso semplice per gli altri? Non è giusto!

invidia e astio verso chi è riuscito con una brillante trovata a creare qualcosa di semplice ed efficace -> quindi si butta del fango (“chi potrebbe apprezzare una quisquilia?”)

la semplificazione diviene nociva quando è perseguita senza badare ai costi, perdite; è accettabile semplificare una cosa (es. salsa) per renderla più fruibile (prepararla più facilmente), ma attenzione a non annullarne il sapore ->  la simulazione mentale è più rapida ma meno efficace dell’addestramento fisico

un giudizio che non si basi sull’esperienza (gnosi) finisce solo per mettere a nudo l’ignoranza di chi lo formula

* simply way
* wishful thinking (parti da un processo ideale semplice, inizia a lavorare su quella base)
* affida alcuni compiti alle macchine
* incrementa un passo alla volta, al termine di ogni fase interrogati sul valore da creare nella fase successiva
* tieni in mente la visione globale, progetta ispirandoti ad essa. Poi aggiungi un tocco di praticità
* Sist. distributivo ad albero

* scopo primario (tronco) -> qual è l’elemento predominante e quanto?
* valori = frutti
* rami = dettagli delle singole azioni

* Sfrodare (sfoltimento)  –>  taglia il più possibile e non sostituire -> elimina i ghirigori (emoticon) con interventi drastici
* non potrei tagliare questo passaggio? … e lasciar perdere quest’altro? … proviamo a saltare questa operazione
* c’è proprio bisogno di farlo? … esistono altri modi di farlo? … ci sono elementi ridondanti, non strettamente necessari?
* sfida l’idea che sia assolutamente indispensabile farlo o che sia l’unico modo possibile… quella sfida non è mai un attacco o una critica

è importante premiare gli sforzi, non i risultati

premiando gli sforzi otterrai i risultati, mentre priemiando solo i risultati non otterrai gli sforzi

serve un riconoscimento a tutti i suggerimenti, anche i più inutili. In ogni caso si immette energia nel sistema

cambia periodicamente l’oggetto dell’attenzione (es. ogni mese)

di tanto in tanto focalizzati direttamente sulla semplicità come valore da perseguire

il fine delle idee è generare concrete alternative per l’azione

logica tradizionale è una l. dell’identità “che cosa è questo?”

la l. dinamica o acquatica è la l. del flusso: Dove porta questo?

ogni volta che prendi una decisione è sempre presente nella mente un concetto di fondo da cui prende avvio la tua ricerca

i concetti sono per forza imprecisi, sfocati, generici… la loro funzione lo esige… un concetto dettagliato e concreto costringerebbe all’immobilità

i concetti (valori-nominalizzazioni) sono ampi, vaghi quindi comprendono molte possibilità

altrettanto rilevanti sono le dettagliate modalità con cui tale concetto viene concretizzato

quando pensi di sponda, fai un passo in una direzione che sembra allontanarti dalla meta, poi, una volta giunto alla nuova posizione, di lì cerchi di muoverti verso l’obiettivo

lancia una provocazione e da essa prendi lo slancio per approdare a un’idea praticabile

chi si adatta con troppa facilità al sistema stenterà a volerlo cambiare (a capire che ce né bisogno)

il cambiamento genera conflitti, tensioni, rotture e la necessità di imparare di nuovo da capo a muoversi nei nuovi assetti… pochi amano cambiare. Dal momento che si è imparato così bene a giocare la partita in corso, perché dovrei desiderare un gioco diverso?

la comunicazione più efficace è chiara e semplice

verbalizzare costringe a precisare pensieri vaghi, confusi e apparentemente complessi

nel parlare visiti int. terrae

il subconscio è un luogo straordinario (in cui accade ogni stranezza) raggiungibile con la semplice abitudine di parlare a se stessi

mettere a verbale ogni cosa, le impressioni su quanto accade… rimani sincero con te stesso

spiegati con parole chiare le ragioni per cui hai preso una decisione particolare –>  faccio questa scelta perché “mi piace correre rischi + sono stufo.. è la scelta meno costosa… mi apre una serie di opportunità…”

è difficile far fronte a qualcosa finché rimane laggiù, fuori dalla nostra coscienza

il trucco è progettare piccoli/facili passi adatti alle tue gambe

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