E POI BHO’

E poi bhò

sei lì per i cavoli tuoi

arriva tizio che si avvicina con fare affabile

tu, essendo di buon umore, speri in una battua di spirito

ma appena apre bocca ti vomita una valanga di fandonie sulla pioggia bagnata

tu riconosci il linguaggio macchina che opera in lui

pertanto ti allontani cordialmente,

sorridi giusto per non dare nell’occhio

un po’ più in là trovi un bel posticino, per un po’ te la spassi

ma ecco che adesso arriva un altro tizio

e patatrac

si ripete la solita solfa

con fare sornione cerca, invano, di dissimulare le sue attitudini

ma come solito ti basta udire tre parole per riconoscere il monotono linguaggio macchina

uffi – pensi tra te e te – un altro automa in panne

questa volta, prima di svignartela, fai un tentativo

ti auguri che inducendo un cortocircuito possa scattare la scintilla, l’insight

ma nada… l’automa persiste nel suo linguaggio macchina. D’altronde si crede macchina e agisce come tale.

Rassegnato, abbandoni anche quella postazione.

A questo punto pensi bene di salire più in alto, su un piccolo colle distante dal caos urbano.

In teoria questo non è un posto facilmente accessibile agli automi,

la fatica per arrivare quassù dovrebbe avere effetto catartico anche in un’automa

se qualcuno ti raggiunge dovrà per forza superare delle prove,  attraversare un processo, sperimentare una trasformazione

quanto meno per lo sforzo e la concentrazione richiesta durante tale scalata.

Sei lì in contemplazione, poi senti un brusio

non uno, ma cinque tizi si avvicinano

Tu entusiasta gli corri incontri

è la volta buona, esulti!

ma ti devi ricredere ben presto

il linguaggio macchina ormai lo riconosci a distanza,

non servono neppure le parole, è sufficiente il non detto.

domandi loro come siano arrivati là e scopri che sono “saliti” in elicottero per godersi il panorama senza fare troppa fatica.

Fai l’occhiolino al fato buontempone, accetti il suo giochino.

Sai che il tizio di latta ha, in fondo, un gran cuore… come il tuo.

Rammenti la tua metamorfosi, tu non eri diverso da loro, non lo sei mai stato.

Il piombo è oro.

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16 Risposte to “E POI BHO’”

  1. pandemonios Says:

    La presunzione più grande dell’uomo sta nel credere che ci siano più piani e che il suo, guarda caso, sia il più alto. O meglio, io credo che i piani ci siano anche, ma è sbagliato presumere che chi sta più avanti o più in alto non abbia nulla da attingere da chi sta in basso, o indietro, dagli uomini di latta, insomma. Un tempo lo credevo anch’io e il risultato era che mi isolavo sempre più. Quanto possono essere utili, invece, certi incontri che fai dove il terreno declina verso il burrone? Perché dobbiamo riempirci di spocchia e di snobismo? Siamo nella nuova Babilonia, in fondo e mi sembra che tutto ciò che vedo abbia le fattezze di un disegno di Escher, senza alto, basso, cielo o terra.
    Cos’è l’umiltà secondo te?

    • zew Says:

      una nominalizzazione

      • pandemonios Says:

        Non so cos’è …

        • zew Says:

          hai rifiutato la pnl e adesso ti meriti di non sapere cos’è, tiè 😛
          scherzo
          una nom… rappresenta il 90% delle parole che utilizziamo quotidianamente, per lo più concetti romantici/morali che in soldoni valgono poco o niente, astrattismi inutili nella vita pratica quotidiana.
          Amore? una nominalizzazione
          Successo? una nom.
          Umiltà? una nom.
          Felicità? una nom.
          … tra l’altro non hanno una corrispondenza effettiva con la realtà.
          Per te Successo può avere 100 significati, per un altro ne ha 100 completamente diversi.
          Ragionare con le nom. è come discutere sul sesso degli angeli.
          Riducendo all’osso, la nom. la riconosci da questo slogan:
          se non puoi metterla dentro la cariola è una nominalizzazione.
          La Felicità puoi metterla dentro? No.
          L’umiltà? No.
          La Verità? No.
          Un hot dog? Sì
          Una carezza? Sì
          L’orgasmo? Sì.
          …. Ecco, questi ultimi esempi non sono una nom. Su questo vale la pena spendere due parole perché, più o meno, su questo abbiamo una base comune, sappiamo cos’è, possiamo, oltre al bamblanare, realizzare subito qualcosa di concreto.
          Con le nom. ci ricami le religioni, la politica, i poemi epici, le poesie, i canti, ma soprattutto le pippe mentali…
          Con il sostantivo amore, non ci fai l’amore… con l’atto del bacio sì.

          • pandemonios Says:

            Capito, ma scusa ma anche la felicità è una nominalizzazione allora. Ecco perchè della mia risposta al tuo test sei felice…. Tutto quello che scrivi quassù è una nom. È ovvio che io dia per assunto che per spiegare un concetto bisogna utilizzare metafore. Una metafora è ciò che rende “cariolabile” un’astratta nominalizzazione. Infatti mi potrai rispondere che l’amore per te è una carezza, un bacio. E il bacio e la carezza stanno nella carriola, no? Dai…. Non possiamo cavillare sulle parole! Hai capito perfettamente cosa significava la mia domanda. Poi se vuoi giocare ai significanti e ai significati è altra cosa.

            • zew Says:

              come direbbe una mia amica, qui stiamo entrambi a fà troppo i mentaloidi.
              prima di tutto le implicazioni delle nominalizzazioni e di quella “cariola” sono assai interessanti ma non le ho avevo accennate. Non si può fare un corso online di neurosemantica 😀 , con al posto di diapositive solo commenti scritti di passaggio.

              secondo punto, la tua domanda, dal mio modesto punto di vista, non ha senso, non ha funzionalità, non porta da nessuna parte. Non voglio dire che in assoluto non ha senso ma che qui, in un blog del genere, mi sembra fuori luogo
              ora, al di là della tua legittima domanda, io ritengo che in linea di massima chi parla di umiltà o giutizia o è un sempliciotto a cui hanno dato da bere troppa acqua santa o è un fanatico moralista che vuol dimostrare la presenza di una legge sacrosanta che opera secondo principi inviolabili. Da qui (cioè dalle guerre di idee – cos’è per te e per me questo e quello) alle guerre sante non c’è molta distanza.
              mo’ l’ho messa sul religioso, ma vale anche sul piano politico, economico, etc. etc…
              Solitamente, noi mortali, di che ci occupiamo concretamente? C’è uno spreco di parole da far paura, e tutto solo per complicarsi la vita in tortuose e torturanti psicoanalisi.
              ma godiamocela così com’è sta breve parentesi su madre terra, con o senza umiltà. Fra un po’ inventeranno pure i master in “umiltologia” (il neologismo poi è d’obbligo).
              io sono dell’idea che se conosci in profondità certe dinamiche, non ti fai più certe domande… passi direttamente oltre.
              io ormai non ci proverei neanche a chiedere / rispondere (né a me, né agli altri) cosa sia la giustizia, perché ho un briciolo di cognizione sui meccanismi psico-socio-neurali che muovono il modus operandi di una creatura. Ed è semplice, i meccanismi di base sono elementari, altro che umiltà e giustizia. Dovremmo tornare più alla semplicità… più fatti meno pugnette, direbbe il saggio cevoli 🙂
              terzo punto: mettila più sul ridere…
              smettila di dare retta a quello che scrivo ^_^ … perché attaccarsi così tanto a una sfilza di scarabocchi inanimati?
              per me questo blog è solo un murales, una parete da pasticciare, non un laboratorio filosofico-alchemico. Le domande troppo difficili dovrebbero essere bandite in uno spazio ricretivo 🙂
              qui le parole servono solo per giocare con la mente (o al massimo per semplificarsi la vita), mai per spiegare qualcosa.
              much love ❤

              • pandemonios Says:

                –> smettila di dare retta a quello che scrivo ^_^
                Sì, hai ragione. Anche tu però, perché per rispondermi così devi aver dato molta retta a quello che ho scritto.
                Buona continuazione, torno nel girone degli ignoranti, quello che sta nei sotterranei, se ti serve una bottiglia di vino fai un fischio, sai quaggiù resta più fresca 😉

                • zew Says:

                  1-sì, ho dato retta perché ammetto di essere un po’ narciso ed essendo questo il mio blog ci tenevo a fare bella figura ^^, e ovviamente a contraddirmi, la coerenza linguistica non fa per me
                  2- l’importante è dare retta a quello che c’è dietro le parole, non tanto alle parole in sé che da semplici veicoli si trasformano spesso in ventose dalle quali impieghiamo secoli per staccarci

                  much love (… d’ora in poi il nuovo saluto)

                  • pandemonios Says:

                    Ma…. devo dare peso a queste parole (much love) o no? Perché sai non ci sto capendo molto a questo punto… Devo andare oltre? devo prenderle per il significato che hanno o no? fanno parte del murales o no? Love, che è love? se è difficile definire la nominalizzazione “Amore” figurati Love…. mi sembra il nome di un profumo o una marca di preservativi.

                    • zew Says:

                      hahhaha.. questo è lo spirito giusto 😀
                      la verità è che
                      certi messaggi vanno sussurrati accuratamente in mezzo ad una “selva” oscura, mentre gli occhi rimangono socchiusi, la mente assorta nel fruscio di foglie.
                      il blog è il posto più profano, caotico, rumoroso che ci sia per fare certi approfondimenti… approfondimenti che richiedono per loro stessa natura, moooolta quiete, silenzio, suoni e atmosfere particolari.
                      P.s.
                      facciamo una dimostrazione pratica con questa frase:
                      “I demoni si nutrono di alcune forme-pensiero”

                      Adesso dimmi quali acrobazie verbali dovrei inventarmi per cercare di spiegare il significato di questa frase 😀
                      vale la pena rimanere 3 mesi a scrivere l’inscrivibile?
                      non è mica meglio comunicare dal vivo certe informazioni?

                    • pandemonios Says:

                      Potrei anche trovarti un significato accettabile, a me le parole piacciono troppo….

                    • zew Says:

                      sono delle sostanze psicostrope da maneggiare con cura
                      possono essere terapeutiche o creare tossicodipendenza
                      … dentro ogn parola c’è una vibrazione sottilissima, un vero potere.
                      quelle scritte hanno un potere infinitamente inferiore a quelle che vibrano attraverso la viva voce,
                      per questo il mio dissuaderti dal dare troppo peso allo scritto
                      … insomma, la strada per l’iniziazione è per di “là”, “oltre” la soglia delle semplici parole scritte, nell’oltre c’è il non conosciuto dalla mente comune
                      la strada profana si ferma molto prima di quella soglia.
                      [Non è questione di serie a o b, il profano è peggio, l’iniziato meglio etc… , ma si tratta di spirito indagatore]
                      Voler sapere senza fare esperienza diretta di certe realtà è sconveniente, sia per chi parla che per chi ascolta.
                      Al momento giusto quel che dobbiamo conoscere ci verrà rivelato, ma non attraverso parole.
                      Mo’ baaasta però con ste dissertazioni esoteriche :)… Ho già detto che la sede non è quella opportuna!
                      se uno vuol davvero conoscere deve imparare ad ambulare ab intra.
                      Nient’altro.

                    • pandemonios Says:

                      Mhm…non mi dissuaderai con facilità. Le parole, specie in una sede di discussione come un blog, sono tutto. Non puoi (o meglio puoi, ma non ha senso per chi legge…) costruire uno spazio di articoli, pensieri, parole, consigli, senza attribuire alle parole significati precisi. E infatti è quello che fai… non sono farneticazioni le tue, sono frutto di pensieri e riflessioni ben pesati. È solo ai commenti di un lettore qualsiasi (in questo caso io) che tu rispondi dicendo di non dare peso alle parole… questo è un bel grattacapo, voluto e costruito apposta per confondere l’interlocutore. Sadismo, delirio di onnipotenza (senza offesa).
                      Come se io entrassi in un blog di cucina, facessi delle domande su una ricetta e il blogger mi rispondesse di non dare troppo peso al chilo di farina, che se anche ne uso 3 è uguale. Eh no. Se utilizzi la parola, della parola ti devi prendere responsabilità… Se no sono solo turpiloqui con te stesso, masturbazioni pubbliche. A meno ché tu voglia postare una regola generale, in rosso come ti piace fare e a caratteri cubitali: tutto quello che scrivo è da interpretare come al contrario di quello che sembra. Se dico anima intendo anche unghia del piede, se dico entusiasmo posso voler dire forchetta e così via. Basta scrivere un foglietto illustrativo e il malinteso è risolto, così il malcapitato che legge non si sforzerà di dare un senso a nulla, ma si farà leggero una grassa risata. 😉
                      È questo il tuo intento? Liberissimo.

                      Aggiungo, dici che la sede giusta per discutere di “certe” cose e comunicare “certe” informazioni non è questa… ma allora perché hai strutturato il blog con la possibilità di commentare? Sai, finché nessuno commenta è facile scrivere… poi magari, rispondere e sostenere una conversazione sensata diventa anche pesante.

                      Ultima cosa: —> Voler sapere senza fare esperienza diretta di certe realtà è sconveniente, sia per chi parla che per chi ascolta.
                      Assolutamente d’accordo, ma infatti credo che sia io che te trascorriamo la nostra vita in mille altri modi compreso quello dell’esperienza diretta. Stai forse presumendo che non ne faccia?

      • pandemonios Says:

        Mi son documentata… Umiltà –> umiltezza? Umiliazione?

  2. zew Says:

    sembri un caso irrecuperabile 😛
    certe conversazioni vanno fatte a voce. Stop.
    Altre, quelle da bar, puoi invece farle ovunque.
    Stai probabilmente confondendo molti livelli di lettura…
    Tra l’altro è naturale che a certe domandi si debba rispondere dal vivo, non virtualmente . Non fare la finta tonta, lo sai bene anche tu…
    Chi è davvero interessato al contenuto del pacco regalo, sa benissimo cosa e come fare a comunicare…
    Gli altri semplicemente , quelli che si soffermano all’apparenza del pacco, non meritano di sapere cosa c’è dentro, non perché siano indegni ma proprio perché non si sforzano di cercare il contatto diretto e corretto.
    Io ho dato delle indicazioni, se vuoi vedere dove portano bene, allora prova a seguirle…. se invece vuoi soltanto continuare ad allietarti con infinite analisi sui simboli da me utilizzati, sei liberissima di farlo.
    Oguno usi il tempo come vuole. Perdelo, investirlo, lasciarlo in sospeso.
    P.s.
    Vedo che questo spazio ti ha parecchio disorientata 😀
    io non presumo niente…
    Rammenti i 4 accordi di Ruiz?
    1-Sìì impeccabile con le parole
    2—> Non prendere nulla in modo personale
    3—> Non fare supposizioni
    4-Fai sempre del tuo meglio…


    Mi permetto di sottolinerare il 2° e il 3° accordo… vedrai che ti faranno comodo.
    (a proposito della tua ultima domanda “Stai forse presumendo che non ne faccia?”)
    o come direbbe castaneda, impara l’arte di “perdere l’importanza personale”.
    Much Love ❤

  3. pandemonios Says:

    Va bon dai è lo stesso, mollo la pezza, sei troppo iniziato per me…. Io troppo terra terra, amo prendere le cose così come sono senza tanti sottintesi e arzigogoli mentali. 👋


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