CHICCA DEL GIORNO

Se fai da specchio, gli altri vedranno in te il riflesso di se stessi e quindi – credendo di aver a che fare con se stessi – inizierai a piacergli, gli starai simpatico, l’energia tra di voi scorrerà naturalmente , etc. etc…

Esempio banale: la prima cosa che un cane fa appena ne vede un altro è corrergli incontro istintivamente, viene inconciamente attratto da quella figura familiare (lo fa senza chiedersi il motivo, avviene automaticamente, senza che lui sappia razionalmente il perché). Questo avviene anche su larga scala, poiché è un meccanismo che fa parte della natura di ogni cosa. Anche della tua natura.

Ma la cosa stupefacente è che se impari a rispecchiare l’Universo, lui ti tratterà nel migliore dei modi come se avesse a che fare con se stesso; non ti farà mancare niente poiché Egli è il Tutto e tu semplicemente fai da superficie riflettente, niente di più niente di meno. Guarda che non è poi così difficile…

L’unica difficoltà consiste nel livellare la tua superficie in modo che sia più liscia, trasparente, equanime… cioè spoglia di un Ego imperante, priva di filtri pre-Giudicanti, senza un’identità personale cristallizzata… Ovvero senza più identificarti con quello che eri, sei o vorresti essere.

20 Risposte to “CHICCA DEL GIORNO”

  1. pandemonios Says:

    La seconda parte mi convince, la prima no.

    • zew Says:

      mi fa piacere, di solito è il contrario 🙂
      … comunque ho appena aggiornato il post, con l’ispirazione mattutina di due cani che con il loro rituale “rapport” si fiutavano a vicenda le parti intime

  2. pandemonios Says:

    Carino l’esempio dei cani, tuttavia mi sento un po’ in confusione, perdonami.
    Se tutti ci livelliamo e “ci facciamo specchi” annullando l’ego, qual è l’immagine, ovvero il significato profondo, che ne esce?
    L’ego è necessario, non lo dobbiamo combattere, annullare, ma accogliere, considerare, fargli solo capire ce non è da solo.

    • zew Says:

      hai posto un bel quesito e sinceramente non avrei una risposta precisa… è un enigma assai affascinante.
      In teoria se divenissimo tutti degli specchi incolore, dovremmo considerarci infiniti nessuno che riflettono un Grande Niente.
      L’ego (forse) è ciò che da forma-colore-sapore a questo Grande Niente. In tal senso, come dici tu, non va considerato come uno spauracchio da annientare, bensì come qualcosa da rivalutare o (alla nietzsche) da trasvalutare.
      Bhà…

  3. pandemonios Says:

    Leggendolo più volte, torna. Ma insisto: l’ego c’è, sempre, l’ego si nutre anche di questi nobili intenti. L’ego è il Mr Hyde della Consapevolezza, va trasformato, accettato. Quello che continua invece a non piacermi della gente (e anche di me, perché c’è sempre qualcosa che non riesco a “vedere”) è proprio quell’identità personale che tu chiami cristallizzata, il non guardarsi da fuori, che se ci pensi è alla base di tutto. Quindi direi: facciamoci specchi, ma soprattutto per vederci.

    • zew Says:

      “facciamoci specchi, ma soprattutto per vederci”
      Dolcissimo pensiero… Con questa ciliegina hai decorato la chicca del giorno.
      In merito allo spogliarsi, è la condizione che consente di
      1- togliersi i propri panni, la propria maschera (es. di zew)
      2- rimanere completamente nudi (senza un “io sono”)… restare senza maschere (ontologicamente assurdo?!)
      3- infine sentire come si sta nei panni altrui (ad es. di pandemonios), per poi nuovamente indossare altre maschere, ad libitum

      Lo specchio, il secondo step (ma forse anche il preliminare), è una tappa intermedia (e primordiale?) forzata che funge da (innesco alla) ineffabile transizione dal “!” a “?”… dall “io sono!” al “ehm, chi sarei veramente io?”.
      Stoicamente dico spesso (tra me e me) che farei volentieri a meno di me stesso, della mia maschera, però sotto sotto devo ammettere che mi piace na cifra questo balletto in maschera universale.

      Ps.
      Non so perché ma mi vien sta battuta:
      L’io è D.io mentre gioca a nascondino con se stesso. Chissà dov’è la Tana che libera tutti 😉

      • pandemonios Says:

        Oh io non ho la tua cultura e conoscenza tecnica dei termini, ma che Dio non sia altro che d’io l’ho sempre sentito fortemente. 😉

        • zew Says:

          la mia cultura… hahah, io son sempre stato un gran somaro e un incurabile iconoclasta.
          diciamo che giocherello con le parole che mi capitano a tiro, mi limito a giustapporre simboli e figure retoriche al solo scopo di scompaginare ogni schema.
          spesso non so nemmeno io quello che dico o scrivo… qualora ciò che esprimo dovesse avere un senso, io sono il primo che non lo cogli… mi serve almeno mezzoretta per assaporare il frutto delle mie sinapsi.

  4. pandemonios Says:

    È strano, siamo solo io e te che parliamo in questo grande salone. Mi sembra di sentire le due nostre voci lontane che rimbalzano tra le volute. C’è nessun altro che ascolta? Eppure c’è spazio per una certa moltitudine di pensieri… Perché nessuno entra? Hai dato indicazione del luogo? Forse un sogno nel sogno del sogno. Tipo Inception 🙂

    • zew Says:

      sogno nel sogno!
      Inception!
      mettiamoci pure l’uomo-farfalla di chuang tzu che non guasta mai
      ma allora mi vuoi proprio stuzzicare… sono un drogato cronico di oniro/psiconautica. Ai poveri malcaptati che mi accennano qualcosa li sfinisco attaccandogli delle pezze infinite. Con te sarò clemente!
      Sinceramente credo che le precedenti versioni di questo blog abbiamo allontanato parecchi visitatori. I primi anni sono stati all’insegna della satira spietata verso (quasi) tutto e tutti – società, politica, religioni, pseudo verità spritzuali e niu agianate varie. Il promuovere materiale new age mi serviva per riempire un bacino di creduloni e poi disingannarli con articoli a sorpresa dove screditavo un po’ tutto. Non li trattavo con i guanti di velluto.
      Ultimamente ho perso il vizietto, sarà la maturità?!… Scrivo con un sentimento diverso, e sebbene il disincanto rimanga il mio perno, non faccio più il demotivatore in borghese.
      Comunque non saprei perché gli ascolti non siano al top, un briciolo di indicizzazione dovrebbe esserci. Anche se sono parecchio riservato, qualche piccola traccia per raggiungermi l’ho lasciata. Giusto per fare una chiaccherata con pochi (ma buoni) forestieri.
      Concludo con la minchiata autocelebrativa del giorno:
      probabilmente il campo morfico di questo blog impedisce a molte forme-pensiero “sgradevoli” di accedere in casa mia 🙂

      • pandemonios Says:

        Non dovresti vederla come “casa tua”. Di contro è anche vero che il senso della proprietà territoriale è talmente incistato nel nucleo dell’uomo/animale che sgretolarlo è improbabile. Quegli stessi cani che si incontrano al parco e si annusano per poi scodinzolarsi addosso a vicenda (ti cito), forse non si comporterebbero allo stesso modo se si trovassero nel giardino di uno o dell’altro. C’è riluttanza ad accogliere l’altro nei propri spazi, anche se si lucida il soggiorno dalla mattina alla sera proprio per poter accogliere, come c’è timore da parte dei viandanti ad entrare nelle case altrui, anche se la porta è spalancata.

        • pandemonios Says:

          I sogni lucidi eh? 😉 li faccio dall’età di 7 anni. È bello sperimentare la propria psiche, capire fino a che punto può spingersi e inoltre, avere successo in un’esperienza reiterabile (e non sempre facile) dá una botta di adrenalina mica da ridere. Un bel beverone vitaminico per il nostro ES. Ma…. A che servono? Quando ho cominciato a chiedermelo ho smesso quasi del tutto di farne. È il cubo gira, un’altra meravigliosa combinazione di colori, ma non si risolve. 🙂

          • zew Says:

            ecclalà, e almeno che non avevi esperienze. Lascià fa, te ne sai una più del belzebub.
            A che servono? A mescolare il cuba libre, renderlo più saporito, a farci ubriacare alla grande e a indurci allucinazioni a non finire.
            Mettiamoci il cuore in pace e consideraimo l’enigma del cubo bell’e risolto. Porello sto cubo, magari lui gira su se stesso soltanto per il piacere di fare stretching e noi lo vogliamo inchiodare in un unica combinazione vincente.

            • pandemonios Says:

              Questo è tristemente vero, hai ragione ed è una cosa che mi spaventa. Scoprire che alla fine non c’era alcun senso.

        • zew Says:

          il presupposto è che mis casa es tus casa,
          questo però vale fino a che gli ospiti di questo albergo usano le buone maniere, in caso contrario dovranno trovare un altra sistemazione. E magari perché no, smettere di vagabondare/bivaccare altrove e costruire da soli la loro accogliente casetta…

  5. pandemonios Says:

    Quello che penso è che siamo solo un tassello di un enorme, insolvibile cubo di Rubic. Millemilioni di combinazioni, di colori, strade, ma l’ordine non si ricrea. E allora, nel mentre, ci dilettiamo a creare meraviglie e orrori, per provare, per provarci, sperimentarci, vedere fino a che punto possiamo spingerci con la prestidigiribilizzazione. A volte ne escono meraviglie, pari a quelle della natura (poiché anche noi siamo natura), a volte abomini. E ci stupiamo anche dei nostri stessi abomini, o delle nostre glorie, come se ne fossimo al di fuori o, al contrario, in pieno diritto di possesso. Nel frattempo il grande cubo gira, ma non si risolve. Siamo materia disgregata di un tutto primordiale che tenta di ricompattarsi senza rimedio. Tutto ciò, non so perché, ha del ridicolo, del grottesco.

    • zew Says:

      la metanoia prodotta dal tuo esempio (cubo di Rubic) è vertiginosa… gulp!
      a me non riesce facilmente indurre metanoie così rafinate. Ho uno stile più grezzo nel rivoluzionare i punti di vista.
      avrai sicuramente sperimentato lucidamente innumerevoli combinazioni per giungere a una dichiarazione di quel tipo.
      tanto di cappello!

      • pandemonios Says:

        No, non ho sperimentato nulla nella vita. Ho pochissima esperienza in tutto, poco coraggio e tanta materia pesante addosso. Leggo pochissimo, non conosco i Saggi, tutto quello che dico, appellabilissime stronzate, sono solo frutto dell’intuizione. Non so come dire: le sento, non le deduco.

        • zew Says:

          conosci senza studiare… e ti pare poco?!
          guarda che questa è propro la via dei saggi… quegli altri, i colti/eruditi sono un’ottava inferiore rispetto agli intuitivi.
          Sul non aver esperito nulla non ti credo nemmeno se me lo giuri. Non ti crederei neppure se tu fossi un fastasma.

          • pandemonios Says:

            Buuuuuuuhhhhhhhhh! 😉


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