OGNI VIA E’ LA VIA

le vie del Signore sono infinite…
il che significa che qualsiasi via è corretta
il che implica che la Via è una sola

Alla luce di ciò,
hai capito che sbatterti per cercare la strada giusta è una cazzata mastodontica?
hai realizzato che indicare agli altri un sentiero piuttosto che un altro è da svalvolati ignari del grande schema?

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10 Risposte to “OGNI VIA E’ LA VIA”

  1. pandemonios Says:

    Però siamo attratti dal bello, è una legge universale imprescindibile. Il brutto in sé serve a mettere in guardia da qualcosa. Serve a respingere. Il bello ad attrarre. I cuccioli ad esempio: sono splendidi, fanno tenerezza, ci estorcono sorrisi e commozione. È la legge della conservazione (escludendo la depravazione) con cui ogni specie nella sua fase di crescita iniziale si difende.

    • pandemonios Says:

      PS anche questa mantide orchidea utilizza la bellezza per conservare la propria specie, “copiando” dai fiori.

      • pandemonios Says:

        Scusa, volevo commentare il video “Non tutto quel che sembra bello e buono…..”

        • zew Says:

          no problem… avevo intuito

    • zew Says:

      la tua osservazione non fa una piega.
      Permettimi solo di una battuta al volo, vedila come una provocazione (volutamente assurda, quindi non richiede risposta):
      E se a me i cuccioli facessero ribrezzo e fossi attratto da qualcosa che comunemente è considerato riprovevole?
      A quel punto come distinguere il bello dal brutto? Avrebbe ancora senso fare una tale distinzione?
      P.s
      riallacciandomi alla mantide, tu scrivi (giustamente) che il bello attrae al fine della conservazione di una specie, ma in questo caso l’esemplare dell’altra specie (guidato dall’istinto del bello) non ha fatto una bella fine, anzi è stato letteralmente “ingannato” da qualcosa che in teoria avrebbe dovuto permettergli la sopravvivenza o perlomeno sollecitare in lui sensazioni piacevoli.

      A quel punto la natura mi pare piuttosto sadica e anche contraddittoria in termini di leggi universali.
      Della serie fidarsi del bello è bene, ma non fidarsi è meglio.

      • pandemonios Says:

        Quello che noi abbiamo definito “bello”, per certi esseri (animali, piante…) è solo richiamo, istinto. Le mosche sono attratte dalla carne putrefatta perché in questo c’è l’essenza del ciclo della loro vita. A loro serve. Anche “tu” ne sei attratto? Va bene, potrebbe essere, ma per un essere umano è assai fuori dal comune. Non credo ti serva, però de gustibus 😉 Il bello, forse, non è che ciò che in qualche modo ci “serve”. Nel caso della povera mosca catturata dalla mantide, direi che non è stata né ingannata, né ha fatto una brutta fine. Ha fatto la “sua” fine, la sua funzione, che non è una fine, ma un passaggio. Concludo dicendo che il “bello” non sempre salva, ma ha un senso profondo molto specifico che non ha a nulla a che fare con la crudeltà, almeno non come la intendiamo noi uomini mentalisti. Anche qui ci sarebbe da parlare all’infinito….

        • pandemonios Says:

          Parlare, sempre parlare. Scrivere, spiegare. A volte mi chiedo come sarebbe la comprensione/interpretazione di noi stessi e della realtà se non potessimo usare il linguaggio, la parola. Togli un senso (dei 5 o 6 che abbiamo…) e tutto va a putt. No?

          • pandemonios Says:

            Abbiamo scritto chilometri e chilometri di carta, nei secoli, per spiegare qualcosa che ancora non ci sappiamo spiegare e che non accettiamo di lasciare così senza risposte. 🙂

          • zew Says:

            il blablabla è semplice neurobica… tiene il cervello in forma così da dimostrare che il “mio” ha più neuroplasticità del “tuo”, che i miei neuroaddominali sono più scolpiti dei “tuoi”. Non serve mica a questo il linguaggio?
            Pensa che tempo fa ero così ingenuo da credere che noi comunichiamo per comprenderci a vicenda… ero proprio uno sciocchino! (adesso un po’ meno, forse)!
            Andavo pure in giro a “insegnare” come funzionano certe cose, mi permettevo di “correggere” le evidenti lacune gnoseologiche degli altri che ovviamente “non capivano” la vita come invece io, da saggio, avevo ormai “capito”.
            Noi comunichiamo, parliamo, scriviamo esclusivamente per mettere in mostra i nostri neuro-bicipiti.
            Ah già, non comprendiamo noi stessi, ma pretendiamo di comprendere gli altri e gli arcani della natura là fuori.
            Che fenomeni!
            Non ci comprenderemo mai, però non facciamone una tragedia.
            Rassegnamoci rasserenandoci.
            Non è mica un sollievo scendere “silenziosamente” dalla cattedra e non dover più fare i docenti cosmici, piantarla di seguire voli pindarici al fine di comprendere, “farsi comprendere” o più tragicomicamente essere “riconosciuti” dagli sconosciuti?

        • zew Says:

          Credo non sia squisita la carne putrefatta, però chi lo sa, non l’ho mai assaggiata.
          Ovviamente la buttu sul ridere e la mia era appunto una provocazione…
          Ad ogni modo proporrei un min. di silenzio in favore del bardo della mosca.


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