Raphaelproject, incontro 2

“Differenza tra l’Io e il Sé “

In questo incontro affrontiamo un tema fondamentale della crescita interiore e del cammino di Ritorno all’Unita’ Interna (l’unità increata che sottende tutte le molteplicità create), e cioè la differenza tra l’Io (Ego) e il.

Secondo la visione che sto esponendo ciascuno di noi origina da una Fonte immortale ed increata (variamente definita come Dio, YHVH, Allah, Padre dei Padri, Grande Architetto dell’Universo, Coscienza Assoluta in seno all’Energia Pura, Wakan Tanka, Brahman, Grande Vuoto, Onnipresenza, ecc…) e la nostra essenza più intima risulta essere della stessa natura divina di ciò che l’ha creata.

Questa essenza è il Sé.

Nel momento però in cui facciamo l’esperienza della manifestazione (in cui il Sé si immerge nella materia ed assume un corpo) ecco che nasce l’Io o Ego. L’Ego è l’illusione della separazione all’interno della Creazione, è l’oblio della Coscienza che dimentica la sua Vera Natura e che cerca di delimitarsi e difendersi da ciò che percepisce come “estraneo a se”.

L’Ego diventa cosI la nostra nuova identità, separata e bisognosa di protezione, piena di nevrosi e complessi, formata da molte sfaccettature (le subpersonalità – ved. incontro n°57) in contrasto permanente fra di loro.
L’Ego abbraccia la visione della dualità poiché è stato generato dalla e nella dualità, si dice infatti che Dio si sia specchiato in se stesso e abbia dato così origine alla Creazione.

Noi lottiamo quotidianamente con i fantasmi generati dall’Ego, che sono l’origine delle nevrosi personali, e non riusciamo a distaccarcene perché siamo talmente identificati in essi che abbiamo paura alla sola idea di affrontare la vita senza questa sorta di “seconda pelle” fatta di abitudini mentali.
Per quanto il nostro sistema di credenze possa essere malato, esso risulta per noi tutto ciò che siamo, cercare di cambiarlo equivarrebbe a morire.
Di fatto in un percorso di crescita (terapeutico o spirituale che sia) è proprio questo a cui andiamo incontro: una morte e rinascita continua fino a trovare quella purezza e semplicità originaria che ci ha lasciato nel momento in cui abbiamo iniziato a ragionare e a verbalizzare i nostri pensieri.

L’Ego è l’illusione più grande in un mondo per sua stessa natura illusorio (Maya), si basa sulla separatezza, ci fa sembrare la vita un gioco competitivo e genera una sensazione di ansia circa il nostro posto nel mondo.
L’Ego rappresenta la maschera che indossiamo quotidianamente (persona, da cui personalità, in latino significa proprio maschera), si rafforza attraverso l’approvazione degli altri, è sostenuta dal potere e vuole avere il controllo su tutto poiché vive nella paura.

L’Ego ci fa sentire soli e abbandonati, e per porre rimedio alle nostre angosce (il famoso disagio che abbiamo trattato nell’incontro precedente) cerchiamo compagnia ed approvazione in coloro che ci circondano, senza trovare mai un reale appagamento in questa ricerca destinata inesorabilmente a fallire.

Fintanto che cerchiamo all’esterno (in quella dimensione precedentemente definita come “orizzontale”) facciamo il gioco dell’Ego e, paradossalmente, ci allontaniamo sempre di più dal benessere e dalla serenità tanto agognati, quando invece ci rivolgiamo all’interiore di noi stessi impariamo a prendere come punto di riferimento la nostra intima natura divina o Dio stesso (ad un certo livello di coscienza le due cose si equivalgono) e risorgiamo a vita nuova.
Poco a poco cessa la paura e l’ansia, cessa il senso di competizione, non ci si sente superiori o inferiori a nessuno, nasce un sentimento di fiducia profonda nell’abbondanza dell’Universo ed impariamo a vivere fluidamente nella vita (quel “seguire il flusso” ed “essere nel Tao”, tanto cari alla filosofia orientale).
Sempre di più abbandoniamo l’Apparire e l’Avere e ci tuffiamo nell’Essere

La meditazione è sicuramente una delle metodiche principali per rientrare in contatto con il Sé, ed un esercizio straordinariamente utile è anche il “Ricordo di Sé” che consiste nell’interrogarsi su “Chi sono io?” e nello sforzo di percepire-ricordare la propria Essenza.

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