IL VIAGGIO INIZIATICO DEL SALMONE

Riporto alcune riflessioni di un certo Wandering Wi (http://www.wanderingwil.com).
Se leggi con attenzioe troverai molti punti in comune tra il ciclo vitale del salmone e il tuo cammino di vita.
Buona lettura:

“I salmoni selvaggi nascono tutti nella parte alta di un fiume, poi lentamente ne scendono il corso
Passa qualche anno, poi un giorno si svegliano, e si accorgono che in loro è nato l’irresistibile desiderio di riprodursi (niente battute per favore, è natura!)
A quel punto inizia qualcosa di incredibile in loro. Il corpo inizia a trasformarsi.
Completamente digiuni, cominciano il lento ritorno verso il loro luogo di nascita. Riattraversano quindi l’oceano, orientandosi con il campo magnetico terreste e con il sole (questa è l’ipotesi dei ricercatori), poi distinguono la foce del fiume in cui sono nati con l’olfatto sensibilissimo.
Riconoscono l’”odore di casa”, in pratica.
A quel punto inizia la parte più dura del viaggio: nuotano controcorrente per centinaia di chilometri, anche migliaia nel caso dei fiumi più lunghi, e giunti alla parte alta, iniziano a risalire rapide e cascate, in cima alle quali rischiano anche di trovare predatori affamati, come gli orsi, in attesa di un pasto molto calorico e saporito che salti letteralmente loro addosso.
Una volta arrivati a destinazione, sempre se ci arrivano, si riproducono, generando finalmente un nuovo ciclo di vita e di migrazione. La missione è infine conclusa.
L’unico modo che hanno per risalire una cascata è quello di spiccare un balzo enorme alla cieca, nuotando contro la corrente violentissima. Quando sono fortunati e cadono nell’acqua fonda, dove la corrente è meno forte, possono proseguire. Quando non lo sono, atterrano su un sasso, o dove la corrente è troppo forte o l’acqua troppo bassa, e vengono respinti indietro.
I salmoni hanno una missione nella vita. Non banalizziamola dicendo che è “solo” l’istinto a riprodursi, che è qualcosa di codificato nei loro cromosomi. Loro hanno una missione nella vita, e sanno che è giusta.
Non gli interessa altro.
Attraversano migliaia di chilometri di oceano, poi risalgono i fiumi, affrontano i predatori, sfidano le correnti e le rapide, stremati dalla fatica e dal digiuno.
Quando hanno una cascata davanti la saltano, sbagliano, vengono sbattuti giù, tornano sotto e ci riprovano una, due, dieci volte, finché non ci riescono.
Magari non ci arrivano nemmeno a destinazione, magari muoiono prima di fame, di fatica, o mangiati da un orso, ma loro vanno avanti lo stesso, sapendo dentro di loro che è la cosa giusta da fare, che è la loro missione.

E alla fine dei conti, o ci riescono, o muoiono provandoci.
“Nella vita, dovremmo tutti essere un po’ salmoni”.

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