DISTORCERE LA PERCEZIONE DEL TEMPO

tempo: un’invenzione per manipolare la tua vita, uno strumento utile a raggiungere diversi obiettivi, un trucco di un illusionista cosmico per prendersi gioco di te…?
Lambiccarsi il cervello per trovare una risposta definitiva non serve a niente, meglio trovare dei modi per sfruttarlo in maniera stimolante.

Se vuoi estendere la piacevolezza di un’esperienza, segui questi consigli terapeutici:
viaggia di continuo,
introduci costanti varietà,
cambia i ritmi, modifica il percorso
prolunga o riduci la durata di ciò che stai facendo,
fai dei micro movimenti,
esplora qualcosa di nuovo, oggetti, persone, luoghi vicini o lontani
scava il terreno dell’immaginazione, è pieno di tesori nascosti
etc.

… Anche se dopo un po’ la freschezza comincerà a svanire, c’è la consolazione che il senso di novità irrompe ancora e ancora, ti basterà stimolare i tasti giusti.
Al sopraggiungere della noia puoi distorcere a piacimento la percezione del tempo.
Spetta a te rovesciare la tua clessidra.
Quando ogni cosa sembra perdere di senso, tutto acquisterà un nuovo significato, un nuovo sapore.
Se sei bravo, trasformerai un misero istante in uno spettacolo interminabile.
Se sei ancora più bravo riconoscerai che ogni fine è il tuo nuovo inizio, una rinascita perpetua.

P.s.
Digressione tecnica:
perché il movimento, il vaggio, il gioco rianima il nostro corpo? quale meccanismo permette di alterare la percezione del tempo?

In termini spirituali,
è l’andare e il venire dell’anima che esce da un sistema rigido ed accede a un nuovo spazio esistenziale… uno spazio in cui le tue emozioni si possono esprimere più liberamente.
Di solito la sensazione è transitoria e il piacere della novità dura relativamente poco. Questo accade perché c’è una tendenza atavica che ci fa rimanere attaccati al vecchio sistema (emozionale, mentale, relazionale, socio-economico).

In termini più esoterici,
una parte di te entra letteralmente in una dimensione alternativa.
qualcosa di sottile vibra in uno spazio più ampio di quello delimitato dal mondo fisico.
I più vivono questo processo come una banale fuga dalla monotonia.
Non sanno che dietro, anzi dentro, quei momenti c’è un’enorme opportunità di evoluzione personale…
Per loro è una settimana di vacanza, un allontanarsi dalle beghe quotidiane.
Non ne apprezzano il valore.
E sì che basta pochissimo per accorgersi che ogni attimo è la soglia di un viaggio iniziatico.

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