ARTE DIETROLOGICA, intervista a Giovanni Pagnoncelli

fonte:  http://artedietrologica.jimdo.com

Domanda: Che cos’è l’’arte dietrologica?

Vanni: l’arte è l’espressione dell’anima essendo l’anima occulta cioè dietro ad ogni cosa è spiegata l’arte dietrologica.

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Domanda: Come è nata l’ispirazione?

Vanni: l’arte è nata in contemporanea quando è nato l’universo, la mia capacità di esprimere invece è cominciata nel 2009 … pienamente.

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Domanda: Ma come così all’improvviso?

Vanni: Come un colpo di fulmine sono stato impressionato.

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Domanda: Puoi parlarci delle tue opere?

Vanni: Le opere da me eseguite rappresentano il limite dell’umano nel comunicare ciò che è divino o umano non è. Per la legge di similarietà un uomo può vedere e descrivere solo la realtà umana. Per vedere oltre l’uomo deve trasfigurarsi in quello stato di coscienza che viene de-finito Dio. Se non avviene questo tutto il resto sono solo effetti collaterali di coscienza da circo. “Vitae in veritas” due parole che racchiudono tutto quello di cui ha bisogno un uomo. L’unico libro utile è il libro bianco della tua vita, tutti gli altri sono generatori di onde infrarosse. Cosa fanno le onde infrarosse? Scaldano, di bruciano, metafora del desiderio. Le scoperte consistono nel vedere ciò che tutti hanno visto e pensare ciò che nessuno ha pensato.

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Domanda: Come nasce un quadro?

Vanni: il quadro nasce con la costruzione della cornice. Una volta delimitato l’ambito in cui operare inizio a implodere la creatività verso il centro, c’è un implosione. L’evoluzione, la tecnica di evoluzione, è integrata da forme e colori, che via via descrivono il mio stato d’animo dell’istante. Ogni taglio è una descrizione di quell’istante, ogni pennellata è il colore in funzione dell’istante, ogni “unione” dei pezzi rappresenta l’unione dell’istante (eterno). Nelle mie opere non c’è uno studio preventivo, non c’è mente, c’è la mano che muove e l’occhio vigile sulla mano, l’occhio che vigila sulle mani, ma la mente ne è esclusa (quello che vuoi chiameresti presenza). La mente entra solamente alla fine dell’opera, in quel momento può solo prendere atto di ciò che è avvenuto in sua assenza …

… e per fissare i gancini!!!

I materiali da me utilizzati si dividono in 2 stirpi: una stirpe ancestrale che è l’uso del legno, che proviene dai miei avi, in quanto loro falegnami, e l’uso di minerali preziosi, che è la nuova stirpe. Il colore quale catalizzatore dei 2 elementi naturali … il colore che unisce le forme, che armonizza le forme … il colore quale mediatore tra la forma … Il legno dà la forma, il colore interpreta e dà la voce alla materia che non potrebbe comunicare senza colore.

L’utilizzo di colori così sempre abbastanza forti e contrastanti … l’elevata tonalità associata ad elevato contrasto indicano l’alta tensione conflittuale innescata tra Dio e Satana, che normalmente l’uomo chiama vita, che però deve essere tenuta in armonia dalla forza di coesione normalmente chiamata “amore”.

L’utilizzo di minerali preziosi oltre alla loro bellezza intrinseca rappresentano la parte più vera di noi cioè la parte statica immutabile, imperturbabile, proprio come il regno minerale è; ciò che cambia, proprio per questo fatto, non può essere vero. Le pietre, proprio perché non mutano, sono la rappresentazione più autentica che l’uomo possa avere dopo lo spazio, dopo il vuoto.

Per l’acquisto delle opere contattare direttamente l’autore all’indirizzo di posta elettronica: g.pagnoncelli60@gmail.com

 

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