RACCOLTA DI KOAN ZEN

—>>>    SE PER LA VIA INCONTRI UN MAESTRO , UCCIDILO !

Siamo tutti un po’ Cre-dì-ni

STRATEGIE PER AGIRE SENZA AGIRE (COME APPLICARE IL WU WEI, IL NON FARE, NON AGIRE PUR AGENDO)

La verità si rivela nella sua nudità
nel momento in cui
non si ha più nessuna idea
nè di avere,  nè di non avere  
nè di affermare,  nè di negare

Nello Zen si dimostra come spesso è l’allievo che sta dando un insegnamento al Maestro ;  
Questo serve per far comprendere che i ruoli (Maestro – Discepolo) si possono invertire

l’universo è un ricorrente turbinio spaziotemporale di amnesie e  ricordi sparsi qua e là


Fermati,
non parlare.

La verità ultima
non va neppure
pensata

Dovete arrivare a comprendere e rendere reale che il centro dell’universo è il vostro Ombelico! – Harada-roshi

UNA GRANDE RIFLESSIONE (illuminazione)
NASCE
DA UN GRANDE DUBBIO

VIVO CON IL NULLA DIETRO OGNI COSA

DIFFIDO DI TUTTO,
QUINDI,
NON DIFFIDO DI NULLA

Non esiste nè errore
nè felicità,
nè perdita
nè guadagno.

Nella pace di questa perfezione assoluta,
non dobbiamo cercare nulla.

_

Se non lo trovi in te stesso  dove andrai a cercarlo ?


Er senso della vita è la vita – Er fine della vita è la fine ( Corrado Guzzanti)



LA PERCEZIONE  è  L’UNICO FATTORE COSTANTE DELLA VITA… è LA PERCEZIONE A RENDERE UNA PERSONA CONSAPEVOLE DELLA PROPRIA PRESENZA

“In origine la Via è priva di parole,
poi le parole illustrano la Via, ma,
quando si scorge la Via,
si dimenticano subito le parole”

( Se non diamo troppo ascolto alle parole possiamo sentire la voce del nostro intimo.  “La rete serve a catturare il pesce, quando il pesce e’ catturato si dimentica la rete” )

“Un sacerdote, incontrò un giorno, un maestro zen, e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò ”Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos’è la realtà ?”. Il maestro gli diede un pugno in faccia.”

( Questo si, che è un discorso che colpisce  :D)
 

Fai che lettere e parole non diventano gabbie del pensiero  Rinnova in continuazione!

< NELL’ISTANTE IN CUI PARLI DI UNA COSA,  ESSA   TI SFUGGE>

(Nel momento in cui  miri a qualcosa,  l’hai già persa)


non chiederti per chi suona la campana , essa SUONA SEMPRE per TE (ernest hemingway ..


“Che cosa significa non essere ingannati dalle cose?”
domando un monaco a Chao-chou

Il maestro rispose:
“Percepire ciò che è”

“E questa è l’essenza della verità?”

“Sei già ingannato” ,
rispose il maestro
….

Ovvero, appena pensi / credi di conoscere la Verità, ecco che lei ti è già sfuggita

“C’è qualcosa che sapete, ma che non sapete di sapere. Quando scoprite ciò che sapevate ma che non sapevate di sapere, sapete di poter incominciare.” Milton H. Erickson


Non è il maestro che porta alla luce il vostro risveglio, ma siete voi stessi che con il vostro risveglio interiore manifestate ciò che di solito viene percepito come maestro… [C.G. Walters]


Fermati,
dove corri?
Il cielo (il diamante, l’oro) è dentro di te!

Rimani,

se puoi,

là dove sei stato

colpito dal lampo,

che si chiama “verità”

( Agostino di Ippona)

L’abile viaggiatore
non lascia traccia;
l’abile parlatore
non dice una parola di troppo.

” La mente simile all’acqua,
cede a qualsiasi cosa vi venga immersa.

Giacchè si ritira sempre,
non può essere danneggiata:
potreste colpirla all’infinito con un coltello
senza lasciare neppure un taglio,
e non vi opporrebbe mai resistenza “

Tao

Se capisci,
le cose sono così come sono.

Se non capisci,
le cose sono cosi come sono

Contempla questo mondo
come una bolla d’acqua
osservalo come un miraggio

Meditare
entrando nella bolla
andando dietro alla bolla
immedesimandosi nella bolla


quando siamo troppo corti
veniamo stirati

quando siamo troppo lunghi,
veniamo accorciati

L’universo è una conchiglia vuota.
E la tua mente vi gioca all’infinito
( Tantra )


Trovare un diamante su una strada fangosa

“La vita quotidiana
è la via!”

Il millepiedi era felice, tranquillo;
Finchè un rospo non disse per scherzo:
“In che ordine procedono le tue zampe?”

Questo arrovellò a tal punto la sua mente,
che il millepiedi giacque perplesso in un fossato,
riflettendo su come muoversi

La destrezza del millepiedi nell’usare mille zampe
 si inceppa
quando si cerca di sostituire i movimenti spontanei e le azioni naturali
con altre studiate dalla mente.

Essere pronti a ogni evenienza…
In un colpo d’occhio
si può cogliere la totalità

( Un istante è tutto ciò che serve per esistere… )


Non appena avverti l’impulso a fare qualcosa,  Fermati!  
Così fermo, in quell’istante   
realizza..

un saggio non ha “io”, ma non c’è nulla che non sia il suo “io”

Se non lo trovi in te stesso  dove andrai a cercarlo ?

Quando le cose esterne  non ti disturbano interiormente,  allora la tua natura trova ciò che le è adatto.

Ogni verso
è,
di per sè,
un insegnamento

“Un giovane, si presentò davanti al maestro, e dichiarò “Vengo da te, perché cerco la liberazione”. ”Chi ti ha incatenato?”, gli domandò il maestro. “Nessuno” rispose il giovane.” Allora sei già libero”, sentenziò il maestro.


Un monaco chiese al maestro Haryo: “Cosa è la Via?”. Haryo rispose: “Un uomo che cade nel pozzo a occhi aperti”.
_

“Come fai a vedere le cose così chiaramente”
fu domandato ad un Maestro Zen.

E lui rispose:

“Chiudo gli occhi”


“Dove vuoi andare” chiese il Gatto
“Non lo so” rispose Alice
“Allora qualsiasi strada va bene” disse il Gatto


Con la sottigliezza del pensare senza pensiero, tornare alla fuggevolezza spirituale; quando il pensiero è esaurito tornare alla fonte dove la natura e le apparenze dimorano sempre e i fenomeni e il principio non sono due

Ogni cosa è intrinseca in un’altra

C’e una via di mezzo
in ogni cosa
e tutto sta
nel capirlo!

Affrontare la vita come un gioco
mettendo in gioco se stessi
assaporando la linea di confine
tra vittoria e sconfitta

la vita è la più grande avventura che l’uomo possa fare , peccato che nessuno ne esca vivo – Rouchefour

La VERITA’ non ha MAESTRI o SEGUACI…
Lei semplicemente:

” E’ “

_

… detesta le definizioni, i DIZIONARI, le scuole, le dottrine, le speculazioni materiali (es. il denaro)

.

ma soprattutto è allergica all’insensibilità,
e ovviamente alla sete di Successo ;)

 

vi do qualche altro indizio:

.

Lei è

.

” UNA “
e
” MOLTEPLICE “

 

_

Si trova contemporaneamente negli occhi:

“del Maestro”
e
“del discePollo”

.

“Nel Sole”
e
“Nella Luna”

.


 

è una bambina che vuole “eternamente” giocare a nascondino con se stessa:

.

 

_

 

Si trova ovunque,
ma Ama nascondersi Dappertutto

.


provate a coglierla 

di sorpresa,
se ci riuscite   :)

 

 

 

Qualcuno chiese a Lin-Chi:
“Per quale scopo Bodhidharma venne dall’occidente ?”
Il Maestro rispose:
“Se Bodhidharma avesse avuto uno scopo  non avrebbe potuto salvare neppure se stesso

Quando le oche volano sull’acqua e la loro immagine si riflette, non è loro intenzione proiettare la loro immagine sull’acqua,  ne l’acqua ha alcuna intenzione di trattenerla


Un maestro si stava facendo aria con un ventaglio
quando un monaco gli pose questa domanda:

“Visto che l’aria è dappertutto e visto che il vento
può spirare in ogni luogo, perchè ti affatichi a
sventolare quel ventaglio?”

“Tu sai che l’aria e il vento sono dappertutto” rispose il maestro

“Ma non sai in quale direzione spiri il vento”

“E come posso saperlo?”

Il maestro riprese a sventolarsi; e il discepolo comprese

——–

Un gesto, un comportamento, una parola diventano strumenti di insegnamento

Il monaco chiede, vuole conoscere…

Il maestro gli mostra che
la verità è dappertutto
ma soltanto una nostra decisione,
un nostro impegno concreto
ci permette di rivelarla !

“Tutte le cose ritornano all’Uno, ma quest’Uno, dove ritorna ?”

un saggio non ha “io”, ma non c’è nulla che non sia il suo “io”

Ogni cosa è la stessa; ogni cosa è diversa


 
” Chi parla di giusto e sbagliato è una persona giusta e sbagliata… Gioca con le cose senza preoccuparti dei loro nomi ”

Prima di studiare lo zen, i monti erano i monti e le acque erano le acque; quando cominciai a studiare lo zen, i monti non erano più i monti e le acque non erano più le acque. Dopo l’illuminazione, i monti sono tornati ad essere monti e le acque sono tornate ad essere acque. (Detto zen)

Un monaco chiese a Chao-Chou: “Sono appena entrato in monastero. Ti prego, dammi qualche consiglio. Rispose Chao-Chou: “Hai mangiato la zuppa di riso?”.
Il monaco: “Sì”. E Chao-Chou: “Allora va a lavare la tua ciotola”.


La legna non conosce la cenere  e la cenere non conosce la legna

Ogni giorno il Maestro Zuigan Shigen si chiamava
ad alta voce:

“Maestro!”

e si rispondeva: “Si!”

“Sei sveglio?”, si chiedeva e si rispondeva: “Si”

“Non farti illudere dagli altri,
in nessun giorno
e in nessun momento”

“No non mi farò illudere”

—-
“La maggior parte delle persone  è vissuta dal tempo,  io invece vivo il tempo.”     Maestro Zen

Ogni uno può essere il più grande  illusionista di se stesso  abile e scaltro a ingannarsi!


Rimanere in silenzio nello Zen significa   
“ascoltare con gli occhi  e vedere  con le orecchie”

“Questa è la mia unica meditazione:

quando mangio, mangio;

quando cammino, cammino,

quando ho sonno, dormo.

Tutto ciò che accade, accade.

Io non interferisco mai”

(Bokuju)
 

“La porta senza porta”.
Nella ricerca della verità, la nostra mente, si ostina incessantemente, a cercare una porta da attraversare, ma, non si rende conto, che, in realtà, la porta non esiste affatto.
L’unica barriera esistente, è la nostra mente, che si frappone fra noi, e la verità. Fino a quando, non rimuoveremo la mente, da questa ricerca, non arriveremo mai, all’illuminazione.

“Qual era il tuo volto prima della nascita di tuo padre e di tua madre?”


 
Nella mente del novizio ci sono molte possibilità, ma nella mente dell’esperto ve ne sono poche

Com’è rinfrancante il nitrito di un cavallo da soma liberato da ogni peso!


Liberati del sé e agisci a partire dal sé!


Se non puoi fare niente, che cosa puoi fare?

– “Se qualcuno ti mostra la luna, è questa che devi guardare, e non il dito che la indica”


Quale è il significato  di mangiare una banana?


Un monaco chiese a Chao-Chou: “Se viene un povero, che cosa bisognerebbe dargli?”.
“Non gli manca niente”, rispose il maestro.


Qualcuno chiese a Lin-Chi: 
“Per quale scopo Bodhidharma venne dall’occidente ?” 
Il Maestro rispose: 
“Se Bodhidharma avesse avuto uno scopo  non avrebbe potuto salvare neppure se stesso


  – “Puoi produrre, il suono di due mani, che battono una contro l’altra. Ma qual è, il suono di una mano sola ?”
 
 
L’illusione fondamentale dell’umanità consiste nel supporre che io sono qui e tu sei lì (Yasutani Roshi).

– Un filosofo si recò un giorno da un maestro zen e gli disse:
“Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi”.
“Posso offrirti una tazza di tè?” gli domandò il maestro. Ed incominciò a versare il tè da una teiera. Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.
“Ma cosa fai?” sbottò il filosofo. “Non vedi che la tazza è piena?”
“Come questa tazza” disse il maestro “anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture, perché le si possa versare dentro qualcos’altro. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”


Un monaco si presentò a un maestro Zen di Kyoto e gli
dichiarò:

” Cerco la via per risolvere il problema della vita e della morte “

Il maestro rispose:

” Qui da me non esiste nessun problema di vita e di morte “
 –

Nel momento in cui c’e la vita c’e la vita,
nel momento in cui c’e la morte c’e la morte

Che senso ha assillarsi con questa domanda ?

Scopriamo dentro e fuori di noi la “natura originale”
che ora si presenta sotto una forma e ora sotto un’altra

ora in una nascita e ora in una morte

il maestro Bakey di fronte alla richiesta di come prepararsi alla morte disse:

“Non c’e alcun bisogno, quando verrà per te il momento di morire, morirai”


 Un monaco si lamentò con il suo Maestro perchè
non riusciva a raggiungere il satori.

” La colpa è tua ” gli rispose il Maestro

” In che cosa sbaglio? Che cosa mi manca? “domandò l’allievo

” Vieni con me e te lo mostrerò “

Il Maestro chiamò un’altro discepolo, che era cieco,
e tutt’e tre si recarono in montagna, in un punto in cui
uno stretto tronco era stato gettato su un burrone.

” Attraversa! ” disse il Maestro al primo monaco.

Il poveretto guardò il fondo del burrone, il debole tronco e rispose
” Non posso: ho paura “

Allora il Maestro si rivolse al disciepolo cieco e gli diede lo stesso ordine.

Il monaco attraversò il burrone senza esitazione.

” Hai capito? ” domandò il Maestro al primo monaco

————

Quante volte la paura ci trattiene…

                                                    la paura delle responsabilità
                                                          la paura del proprio ego
                                                                 la paura di essere autonomi

Per raggiungere l’altra riva è necessario affrontare l’abisso !



Un monaco disse a Chaou-shu:
“Sono venuto a trovarti senza portarti niente, Che cosa mi dici ?”

“Gettalo via”

“Ma se non ho niente. Che cosa dovrei gettare via ?”

“Allora portalo via”

Al monaco c’era qualcosa di cui non riusciva a liberarsi

l’idea di non avere nulla

La verità del Maestro si rivela nel momento in cui
 non si ha più nessuna idea

nè di avere,  nè di non avere
nè di affermare,  nè di negare

”Il maestro del tempio Kennin si chiamava Morukai: tuono silenzioso.   
(… e ho gia detto tutto)
Egli aveva al suo servizio un protetto di nome Toyo che aveva appena dodici anni. Toyo desiderava fare anche lui sanzen e ricevere koan per arrestare il vagare del pensiero come i discepoli più anziani.
 – «Devi aspettare un pò» disse Morukai, «sei troppo giovane.»
Ma il fanciullo insistette, e infine il maestro acconsentì. Quella sera il piccolo Toyo si presentò all’ora stabilita sulla soglia della stanza sanzen di Morukai. Suonò il gong per annunciare la sua presenza, si inchinò rispettosamente tre volte e si mise a sedere davanti al maestro in religioso silenzio.
 – «Puoi sentire il suono di due mani quando applaudono» disse Morukai «ora mostrami il suono di una sola mano.»
Tante volte Toyo si presentò davanti al suo maestro con suoni differenti e per altrettante volte Morukai li rifiutò. Non era la musica delle geishe, né il suono dell’acqua che gocciola, non il verso del gufo né le cavallette: erano tutti sbagliati.  Per più di un anno si sforzò a trovare il suono di una sola mano, ma invano meditò per sentirlo.
Alla fine Toyo raggiunse la vera meditazione e trascese tutti i suoni chiedendo allora udienza a Morukai…”

La storiella si conclude nel solito modo edificante, ma sarebbe potuta benissimo andare a finire così:

“Una volta seduto di fronte a lui, Toyo stette per un pò in silenzio e poi, con uno scatto rapido, gli mollò un sonoro manrovescio, che risuonò per tutto il tempio e che fece volare l’ignaro maestro all’indietro.

 – «Non ne potevo raccogliere più di suoni» spiegò in seguito.
Toyo aveva infine realizzato il vero suono di una sola mano.”

Uno delle più belle storie Zen è quella veramente accaduta, ma raramente raccontata e poco pubblicizzata, di quel gruppo di monaci che stanchi di anni di abusi e di violenza esercitata su di loro dal proprio maestro, un bel giorno si risvegliarono, menarono di santa ragione il despota e abbandonarono a cuor leggero il monastero.

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Una Risposta to “RACCOLTA DI KOAN ZEN”

  1. pancrazio Says:

    conosco (ma non ne sono consapevole)

    conosco “la Raccolta della Roccia Blu”

    (tu ne sei consapevole ?)

    🙂


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