TU SEI UN MOVIMENTO LIBERO


inspirando ed espirando cosa fai?

Sembrerebbe che tu prenda e butta fuori aria.

In realtà non prendi né dai niente a nessuno.

L’aria semplicemente fluisce nei tuoi condotti respiratori e per quanto uno si possa sforzare non potrà mai “trattenere” quell’energia vitale.

Essa non ha uno scopo, nessun indirizzo, nessuna meta, non deve raggiungere niente di specifico, è soltanto un movimento libero.

Questo movimento libero è la tua vera natura.Identificati con esso (che daltronde è ciò che sei realmente) e la tua (idea di) schiavitù finirà.Tutta la tua sofferenza è dovuta al voler contenere un’essenza puramente libera.La tua follia consiste nel voler trattenere la libertà.A un certo punto quest’essenza libera soppianterà tutti i tuoi goffi tentativi di auto-contenimento, distruggerà la tua ridicola corazza, ti farà letteralmente a pezzi. L’impatto di questo evento (di per sé liberatorio) potrà essere devastante solo se persisti nell’irrigidimento, se invece allenti pian piano la presa vedrai che sarà vissuta come una piacevole esperienza. Visto che è un processo inevitabile perché non fai in modo che avvenga nel migliore dei modi? Perché non cominci a sciogliere quella ristrettezza, quell’ottusità che ti reca continui disagi?

 Perché invece di sopprimerlo non assecondi quel sacro impulso che avverti in te?
Esprimilo come, dove e quando vuoi… ma esprimilo. La libertà vuole manifestarsi attraverso di te, lasciala esprimersi!


Ti hanno insegnato a sopprimere questo movimento interiore, ti hanno proibito di sprigionare la tua energia, ti hanno detto che quell’impulso è pericoloso e peccaminoso. Tu gli hai creduto. Hai negato quel sacro impulso. Quando esploderà farà un gran botto, stanne certo. Allora tu potrai finalmente festeggiare o disperarti.

Comunque vada, non dire che non eri stato avvertito.

ABBANDONATI ALLA QUIETE, NON FARE SFORZI


Vi saranno momenti in cui la calma diverrà così potente che renderà impossibile ogni sforzo da parte vostra. In tali momenti non siete più voi che cercate la quiete, è la quiete che prende possesso di voi e vi sopraffà. Quando ciò accade, potete senza pericolo, anzi con profitto, abbandonare ogni sforzo (che del resto è divenuto impossibile) e arrendervi al soverchiante silenzio.

A. de Mello

Henry Le Saux incontra Hariral (Poonja)



La prima volta che incontrai Harilàl fu nella grotta di Arutpàl Tìrtham, un venerdì 13 marzo.
Erano circa le quattro del pomeriggio. Ero seduto sul mio sedile di roccia fuori dalla grot­ta, quando vidi due uomini che venivano ver­so di me lungo lo stretto passaggio che stava tra la mia grotta e la casetta di Lakshmi Devi. Si presentarono e si sedettero accanto a me. Uno di essi era tamil, ma divenne subito chia­ro che era li solo per accompagnare l’altro, for­se anche solo per trovare il mio luogo di ritiro sul fianco della Montagna. L’altro era un bra­mino del Punjab, che ora viveva al Sud a Madras o Mysore, non mi fu chiaro dove. La sua famiglia l’aveva lasciato da qualche parte nell’Uttar Pradesh, nella pianura gangetica. Egli aveva conosciuto molto bene il Mahàrshi e aveva anche vissuto a lungo presso di lui. Ora era venuto a Tiruvannamalai per due giorni e stava vicino all’àshram in una dépendance del bungalow del dottor Syed.
Questo bungalow si trovava a circa tre chi­lometri dal mio eremo e i sentieri erano diffi­cili, perciò chiesi:
— Come siete arrivati fin qui? Chi vi ha parlato di me? Chi vi ha indirizzato alla mia grotta?
— Tu mi hai chiamato – rispose guardan­domi diritto negli occhi – e sono venuto.
Al che sorrisi con aria piuttosto scettica, ma egli continuò con assoluta serietà:
— Te lo ripeto: sei tu che mi hai chiamato. Il Sé attira il Sé. Cosa altro ti aspetti?
Parlammo del Maharshi, del suo insegna­mento e dei suoi discepoli. Era perfettamente al corrente di tutto. Accanto a me c’erano al­cuni libri, compresa la Bhagavad-Gìtà e le Upanishad, dalle quali facevo volentieri delle citazioni ai miei visitatori. Infatti l’anno prece­dente avevo avuto un’esperienza con un pe­dante bramino di Tanjore che aveva abbando­nato la sua aria altera solo dopo che gli ebbi recitato tutto in un fiato i nomi delle principa­li Upanishad. Allora non avevo ancora ricevu­to l’energica lezione dell’Avadhuta di Tìrthamalaì!
Come la nostra conversazione passò dal Mahàrshi alle Scritture, presi uno dei miei li­bri per citarne un testo, dato che non ho la memoria degli indiani che sono in grado di tenere tutto a mente. Aggiunsi che avevo co­minciato a studiare un po’ di sanscrito per riu­scire a comprendere meglio questi testi.
— Ma a che serve tutto ciò? – mi chiese Harilàl bruscamente -. Tutti i tuoi libri, tutto il tempo perso a imparare le lingue! Con quale lingua si conversa con l’àtman?
Mentre cercavo di difendere il mio punto di vista, egli intervenne di nuovo: Leggi il seguito di questo post »

NON RINUNCIARE A NULLA


Longchenpa “La nave preziosa”

 –

“Poiché non c’è altro stato al di fuori di me [la Presenza],
non devi coltivare alcuno stadio.
Poiché fin dall’inizio in me non ci sono ostacoli,
tu sei al di là di ogni ostacolo
… Non c’è nulla su cui concentrarsi o da interpretare.
Rilassati semplicemente nella realtà
…Stabilisciti in questa intrinseca chiarezza, priva di costruzioni e difetti, il più a lungo possibile. Osserva semplicemente ogni pensiero che sorge in questa dimensione. Rimani così. Poiché sei presente, il pensiero si libera senza che debba essere eliminato.
… Se sai che le cose stanno così,
sei libero da ogni idea di sforzo.
Nessun movimento mentale
ti distrae dalla dimensione non nata.
Se scopri che, anche quando non mediti, qualunque pensiero sorga è meditazione, non verrai più distratto. […]
La verità tanto cercata si trova senza cercarla.
[…] Quando entri in questa via pura,
i fattori negativi, che in altri casi sarebbero da eliminare […]
sono prodigiosamente la stessa (pura) cosa.

A nulla si rinuncia

NO REINCARNATION, NO CRUEL PARTY


non vi è alcun io trasmigrante soggetto a nessuna legge karmica,
la vita è un trasferimento continuo di energia dove non c’è nessuno a cavalcare l’onda di energia a parte l’energia stessa

COSA CI GUADAGNI DAL TUO SHOW QUOTIDIANO?


che reali vantaggi ti aspetti dal tuo show quotidiano?

cosa stai cercando di dimostrare agli altri, al mondo? e perché dovresti dimostrargli qualcosa?
cosa stai ancora difendendo?
quali aspetti del tuo “io sociale” immaginario stai proteggendo? che reali vantaggi ti aspetti dal tuo show quotidiano?

CREDI ANCORA AL MITO DEL “MIGLIORAMENTO”?


Il burattino di legno è già perfetto così com’è, non deve trasformarsi in nessun bimbo in carne ed ossa.
È solo l’arroganza che spinge qualcuno a ritenersi migliore di qualcun altro.
Pinocchio, rimani burattino che è meglio.

Gli umani non anno nulla di speciale.

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