DIVERTENTE COMMEDIA SUI LOOP SPAZIO-TEMPORALI


LEGGERO E FACILE COME ALZARE UNA MATITA


E’ faticoso alzare una matita?
Dovresti riuscire a muoverti nella vita con la stessa facilità e leggerezza con cui muovi una matita.
Non fare più la vittima di quel cattivo condizionamento di massa che spinge a credere che tutto sia difficile e pesante.
Ogni giornata può avere lo stesso peso di una matita.
Se riesci ad avere questa percezione della vita ti sembrerà un gioco da ragazzi: ogni attività/relazione/lavoro può essere svolta con questa giocosa semplicità.

NON DIFENDERE LE TUE STORIE


dal blog di A. Panatta:

Istruzioni per maghi erranti

Perchè fai un percorso ‘spirituale’, di crescita? Perchè studi materie esoteriche, metafisiche? Perchè cerchi lo sviluppo interiore, pratichi un lavoro su di te, ti dedichi alla meditazione? La risposta a questa domanda è forse la più importante di tutta l’impalcatura che hai costruito e che chiami spiritualità. In generale perchè fai quello che fai? Quando faccio questa domanda alle persone, molti mi rispondono con idee astratte o vaghe, ma a mio sentire tutti noi abbiamo iniziato per una ricerca di senso, e per una sofferenza che non riuscivamo a gestire o superare. Nella ricerca interiore cerchiamo soluzioni, a volte consolazioni,. Cerchiamo storie che mettano a posto la parte assetata di ‘senso’. Ma. Finiamo quasi sempre per accontentarci delle storie che altri ci hanno raccontato, e sposiamo principii per il solo fatto di essere d’accordo con loro. Ci fermiamo alla superficie di un qualcosa che ha bisogno invece di essere esplorato, approfondito, praticato. Leggiamo, studiamo, pratichiamo un po questo e un po quello ma difficilmente arriviamo ad una esperienza stabile delle cose che stiamo cercando\studiando, e quindi parliamo, parliamo, parliamo. E quel che è peggio è che ci impegnamo in crociate per convincere anche gli altri. Ognuno di noi sostiene una teoria che sottolinea un probabile pezzetto di realtà, e cerca costantemente di difenderla, di attaccarcisi come se fosse vitale,  raccontandone la storia. Queste storie ci seducono, ci instupidiscono come una droga che progressivamente ci allontana da una esperienza diretta. Le storie sono utili fino a un certo grado di sviluppo interiore, ma prima o poi dobbiamo deciderci a ricercare una esperienza diretta. E l’esperienza sorgerà in primo luogo dalla coltivazione di una mente serena, di una mente silenziosa priva di storie. Una mente che possa accogliere qualcosa di vivo e reale . Ma non possiamo avere una mente silenziosa fintantochè nutriamo e ci attacchiamo alle nostre storie, alle quali crediamo con tutti noi stessi perchè l’ha detto quel guru, o quell’autore famoso. Non possiamo essere silenzio se siamo occupati a difendere un’idea o un’opinione. Il silenzio sorge dal non difendere più nessuna opinione perchè è chiaro che ogni opinione è corretta per il suo portatore, e ogni esperienza è genuina per chi la fa, ma completamente errata per chiunque altro.
Perchè difenderla? Una mente silenziosa passa per l’innocuità. E L’innocuità diventa una scelta di vita ad un certo punto del vostro percorso. Una scelta Radicale. Probabilmente non adatta a tutti. Fattostà che una volta viste le conseguenze di qualsiasi azione scaturita dall’ego e dall’attenzione al proprio esclusivo beneficio, una volta toccati con mano i disastri perpetrati in nome di ciò che è giusto (che è giusto solo per noi e per chi la pensa come noi), e delle storie che ci raccontiamo in proposito, l’innocuità o almeno il tendere verso essa, diventa una scelta irrinunciabile, diventa in effetti l’unica scelta possibile. L’innocuità è non attaccare. Mai. E ancor meno difendersi da eventuali attacchi. E’ uno stato di resa interiore, uno stato passivo,  possibile solo e soltanto una volta che hai visto l’inutilità di qualsiasi altro gesto, pensiero, parola. E’ possibile solo quando smetti di raccontarti qualsiasi storia su cosa sia la spiritualità, a sganciarti da ciò che alti ne hanno detto, e inizi a cercare e ad avere in coraggio di fare esperienze dirette.

FELICITA’ ORGANICA


Vi è una felicità organica e normalissima di cui raramente siamo consapevoli.
Se vuoi farla dipendere da qualcosa supponi dipenda semplicemente dall’ossigeno che respiri: al tuo organismo più sottile basta respirare la giusta quantità di aria pura per sentirsi bene; gli basta poco per sentirsi vitale e quindi felice .
Quando ne diventi consapevole ti accorgi che la felicità è più vicina di quanto credessi, ti rendi conto che la condizione naturale del corpo non è il disagio ma l’agio, non è lo stress ma il benessere. Non un benessere passeggero, bensì costante: un organismo sano è immerso nella felicità, il suo benessere non viene mai interrotto da niente e da nessuno. Non è una condizione mistica riservata a pochi individui (anche se per l’attuale società può sembrare così).
E’ (o dovrebbe essere) la tua condizione diurna e notturna, il tuo spontaneo modo di sentirti in qualunque ambiente, in ogni momento. Se così non è (cioè se non avverti quotidianamente questo benessere e questo senso di abbondanza-pienezza-quiete presente sin dal giorno della tua nascita) significa che non sei in contatto con la tua innata natura.
In tal caso ritorna in contatto con essa e ricordati che il percepirla è molto più semplice di quanto si creda.
Il bello è che tale agio soppianta ogni forma di disagio: il malessere o la SOFFERENZA non possono farsi vive quando la sensazione di fondo è il puro benessere.
Non puoi sentirti un po’ bene e un po’ male: o ti senti bene oppure male!
Non esiste il benino, il maluccio, l’abbastanza bene o il benissimo: c’è solo ‘un’ benessere.
Siamo soliti rispondere in maniera vaga proprio perché non siamo connessi a questa dolce sensazione di fondo: se fossimo connessi ad essa sapremmo di sentirci sempre da Dio.

FAI LUCE SUL PIACERE


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Di solito l’attenzione illumina un campo ristretto della tua esistenza (che riguarda piccoli malesseri/dolori/difficoltà economiche, etc.), così facendo però è come se tu vedessi solo la parola “dolore, dolore dolore…”  .
Se allargassi la tua visione noteresti che intorno/vicino a “dolore, dolore, dolore…” c’è anche “piacere, piacere, piacere…”
Spesso il “piacere, piacere, piacere…” non lo stai vedendo perché il campo dell’attenzione è troppo ristretto.
La soluzione consiste nell’illuminare una zona più ampia del tuo paesaggio esistenziale.
E’ come avere una tavola imbandita davanti ai tuoi occhi e non vedere soltanto le noccioline (come facevi una volta) ma notare anche l’arrosto e tutte le prelibatezze che ci sono dietro.
Si tratta semplicemente di spostare l’attenzione dalle noccioline e guardare le altre pietanze!

L’attenzione è un fascio luminoso (di coscienza) che tu puoi spostare dove vuoi!
Non è una lampadina fissa ma un faro che può illuminare qualunque angolo del tuo universo: puoi fare luce sulla miserie/dolore oppure sul piacere/abbondanza.
A te la scelta!

Per fortuna vivere è difficile: webinar con Alessandro Calderoni


CONTENITORI DI CARNE


Considera le persone (inclusa te stessa) come contenitori di carne che assumono solo il significato che tu gli attribuisci. Di per sè non hanno un valore particolare e quindi non esercitano un potere su di te. Ti influenzano solo quando tu stabilisci in loro un certo valore.

Se riduci psicologicamente la loro importanza ne riduci anche il potere che avevano su di te.

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