QUEL CHE STAI FACENDO/PENSANDO PORTA ALL’ESTINZIONE DELLE TUE ILLUSIONI SENSORIALI?


Chiediti frequentemente (ogni giorno) una delle seguenti domande:

  • Questo (comportamento, discorso, video, pensiero, luogo, libro…) contribuisce alla fine dell’illusione sensoriale dell’ego?
  • Vale la pena fare un’azione che mi farà godere per un min. e poi soffrire per le successive 24 ore?

Applica uno di questi interrogativi ogni volta – o meglio ancora “prima” – di fare una scelta decisiva. Applicala soprattutto ai vizi, a quelle abitudini inutili e nocive che continuano a ripetersi nella tua giornata.

Perché dovresti familiarizzarti con queste domande?

Un mezzo rapido per giungere direttamente e pragmaticamente (senza troppe formalità spirituali) ad una condizione di chiarezza e pace interiore consiste nel porsi questo genere di domande in grado di mettere fine alle tattiche subdole e autosabotanti prodotte dalle mente. Queste domande fungono da algoritmi , cioè vere e proprie operazioni finalizzate ad ottenere un particolare risultato, in questo caso l’interruzione di pensieri/emozioni perturbanti. E’ sufficiente porsi una domanda del tipo “questo discorso contribuisce alla fine delle mie illusioni/afflizioni mentali o le rafforza?”- e attenersi “sinceramente” alla relativa risposta.

Se la risposta è “no, non contribuisce alla sua fine” occorre evitare di compiere quell’azione, se invece la risposta è “sì, questo contribuisce alla fine di questo vizio” allora dovresti agire in quella direzione.

La frequenza di questa domanda chiave determina lo stato d’animo che andrai a sperimentare: più applichi la domanda strategica alle tue vicende quotidiane (soprattutto quelle viziose o spiacevoli), più potente sarà il suo effetto sull’andamento della tua giornata e – a lungo andare – sul resto della tua vita.

IL MEZZO PIÙ RAPIDO E DIRETTO PER L’ETERNA BEATITUDINE – Cap. 9


Il Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare

1. Se il tuo ego non ti permette di praticare il Metodo della Consapevolezza che
Osserva la Consapevolezza, il Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare è la
seconda migliore scelta.
2. Il Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è più efficace
del Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare.
3. Perciò se il tuo ego ti permette di praticarlo, il Metodo della Consapevolezza
che Osserva la Consapevolezza dovrebbe essere la tua prima scelta.
4. Se guardiamo alle migliaia di pratiche spirituali che sono state insegnate
all’umanità in passato, la Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il
mezzo più rapido e diretto per portare il dolore, la sofferenza e l’ego alla loro
fine ultima, qui ed ora, in questa vita.
5. La Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza è il mezzo più rapido e
diretto per vivere nell’infinita-eterna-consapevolezza-amore-beatitudine, qui
ed ora, in questa vita.
6. Se si guarda alle migliaia di pratiche spirituali che sono state insegnate
all’umanità in passato, il Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare è il
secondo mezzo più rapido per portare il dolore, la sofferenza e l’ego alla loro
fine ultima, qui ed ora, in questa vita.
7. Se si guarda alle migliaia di pratiche spirituali che sono state insegnate
all’umanità in passato, il Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare è il
secondo mezzo più rapido per vivere nell’infinita-eterna-consapevolezza-
amore-beatitudine, qui ed ora, in questa vita.
8. Il Metodo dell’Abbandono, del Lasciare Andare è più facile da praticare che il
metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza, persino quando
sei stanco o assonnato.
9. Se il tuo ego non ti permette di praticare il Metodo della Consapevolezza che
Osserva la Consapevolezza, potresti praticare il Metodo dell’Abbandono, del
Lasciare Andare per un anno e poi tentare di passare al Metodo della
Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza e quindi rimanere col Metodo
della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza. Leggi il seguito di questo post »

IL DESIDERIO PER LA LIBERAZIONE TI LIBERERA’


Immagina tutti i desideri umani come fossero dei tronchi, pezzi di legno che bruciano al contatto con il fuoco. Ogni desiderio generato dalla tua mente rappresenta un tronco. Esistono infiniti tronchi-desideri, eppure uno soltanto di essi ha un potere che lo distingue da tutti gli altri. Questo tronco è l’intenso desiderio per la liberazione. Questo tronco è differente perché è fiammeggiante. Arde di Luce propria. Quando viene posto vicino agli altri tronchi (altri desideri), la luce ardente di questo desiderio speciale li divora tra le proprie fiamme. Gli altri desideri non possono nulla contro esso. Non sono in grado di sopportare il contatto con questo Desiderio, per cui vengono ridotti immediatamente in cenere.

Appena sorge un desiderio futile sposta rapidamente la tua attenzione sul “desiderio per la liberazione” o il “desiderio per la beatitudine”.

Altri sinonimi di questo “desiderio speciale” sono: “desiderio per la fine della mente”, “desiderio per l’estinzione dell’ego”, “desiderio per la dissoluzione di ogni illusione sensoriale (ovvero di ogni desiderio mondano)”.

Patanjali lo chiamava “citta vritti niroda” ovvero  “desiderio per l’annullamento dei vortici della coscienza”.

Coltiva questo desiderio durante qualsiasi momento della giornata. Inizia e concludi ogni giornata ripensando a questo desiderio. La prima cosa che devi pensare al mattino, appena apri gli occhi, è “desidero intensamente la liberazione”. L’ultima pensiero che la tua mente deve formulare di sera prima di andare a letto è “desidero intensamente la liberazione”.

Di fronte alle resistenze della mente rammentale che “la soddisfazione di quest’unico desiderio di liberazione o beatitudine vale più della soddisfazione di tutti gli altri desideri messi assieme!“.

IL MEZZO PIÙ RAPIDO E DIRETTO PER L’ETERNA BEATITUDINE – Cap. 8


Ulteriori Chiarificazioni sul Metodo della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza

1. Queste ulteriori chiarificazioni appaiono in un capitolo separato perché le
istruzioni per la pratica del Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza sono semplici e devono rimanere semplici.
2. Non è di aiuto portare concetti con te nella pratica.
3. È meglio concentrarsi solo sulle semplici istruzioni per la pratica.
4. Una delle cose che potresti chiederti è cosa fare dopo che hai cominciato ad
osservare la consapevolezza.
5. Non c’è nient’altro da fare.
6. Continua semplicemente a osservare la consapevolezza.
7. Non ci sono oggetti da vedere.
8. La consapevolezza è vuota, non c’è nessuna cosa da osservare lì.
9. Continua semplicemente a osservare la tua consapevolezza durante la pratica
dell’intera sessione. Solo la consapevolezza che osserva la consapevolezza e
nient’altro.
10. Non aspettarti nessun tipo di esperienza.
11. Se ti stai chiedendo se avrai qualche tipo di esperienza spirituale, allora questo
tuo chiedere significa che hai aggiunto qualcosa alla consapevolezza che
osserva la consapevolezza.
12. Non aggiungere mai niente alla consapevolezza che osserva la consapevolezza.
13. La chiave è di accontentarsi semplicemente di osservare la consapevolezza,
non muoversi da lì e non aggiungere niente a questo.
14. Puoi avere o non avere qualche tipo di esperienza spirituale, ma non dovresti
mai stare ad aspettarti nessun tipo di esperienza spirituale.
15. Se ti chiedi se il tuo stato sta diventando più profondo, proprio questo
chiederti significa che hai aggiunto qualcosa alla pratica della  Consapevolezza
che Osserva la Consapevolezza.
16. Non aggiungere mai niente al Metodo della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza.
17. Sii semplicemente contento della Consapevolezza che Osserva la
Consapevolezza.
18. Dovresti avere l’approccio che la consapevolezza che osserva la
consapevolezza è tutto quello che c’è, non c’è nient’altro.

19. Nel Metodo della pratica della Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza
non stai cercando niente.
20. Stai osservando, non cercando.
21. Se stai cercando qualcosa, allora c’è “il cercare” più la consapevolezza che
osserva la consapevolezza.
22. Questo significa che hai aggiunto “il cercare” alla pratica della consapevolezza
che osserva la consapevolezza.
23. Non aggiungere mai niente alla pratica della consapevolezza che osserva la
consapevolezza. Sii semplicemente contento della consapevolezza che osserva
la consapevolezza senza aggiungerci niente.
24. La migliore sessione di pratica si ha quando non ci sono pensieri.
25. Se ci sono pensieri, togli la tua attenzione dai pensieri e volgila verso la
consapevolezza che osserva la consapevolezza.
26. Non incoraggiare i pensieri.
27. Non cercare di completare un pensiero.
28. Non rivolgere la tua attenzione verso i pensieri.
29. Non pensare al fatto di pensare.
30. Se si presentano dei pensieri, non fartene un problema. Semplicemente togli
l’attenzione dai pensieri e volgila alla consapevolezza che osserva la
consapevolezza.
31. Rimani solo con la consapevolezza che osserva la consapevolezza.
32. Quando la consapevolezza osserva la consapevolezza sta accadendo qualcosa
di straordinario.
33. Per la prima ti stai volta volgendo all’interno. Leggi il seguito di questo post »

IL MEZZO PIÙ RAPIDO E DIRETTO PER L’ETERNA BEATITUDINE – Cap. 7


Istruzioni sulla Pratica della  Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza

ISTRUZIONI PRELIMINARI:
1. Ogni giorno metti da parte per la pratica del Metodo della Consapevolezza che
Osserva la Consapevolezza tanto tempo quanto sei disposto a metterne da
parte.
2. Ogni giorno rinuncia a tante attività non necessarie quanto sei disposto a
rinunciarne per creare più tempo per la pratica della Consapevolezza che
Osserva la Consapevolezza.
3. Se non sei disposto a rinunciare a tutte le attività non necessarie per creare
ogni giorno la quantità massima di tempo per la pratica, allora puoi leggere
ogni giorno il Capitolo 5 e il Capitolo 13, fino a che non si risvegli in te il
desiderio estremamente intenso per la liberazione.
4. Mangiare e fare la doccia sono esempi di attività necessarie.
5. Alcune persone devono lavorare per guadagnarsi da vivere, questo è un
esempio di attività necessaria.
6. Alcune persone devono prendersi cura dei loro figli, questo è un esempio di
attività necessaria.
7. Esempi di attività non necessarie sono svago, hobby ecc.
8. Pratica per almeno 2 ore al giorno, tutti i giorni.
9. Se sei in pensione e puoi fare 12 ore di pratica ogni giorno, sarebbe molto più
efficace.
10. È meglio che tu non sia disturbato durante la tua pratica.
11. Se pratichi a casa puoi chiedere alle persone che vivono con te di non
disturbarti quando stai praticando a meno che non ci sia un’emergenza.
12. O puoi trovare un’altro posto per praticare in cui non sarai disturbato.
13. La postura del corpo non è importante nel Metodo della Consapevolezza che
Osserva la Consapevolezza.
14. Tuttavia, poiché non si vuole dare attenzione al corpo, è importante che il
corpo sia comodo e rilassato e non produca né dolore né tensione.
15. Puoi praticare seduto a gambe incrociate o su una sedia, su un divano o su una
poltrona, o persino sdraiato sul letto se sei capace di farlo senza
addormentarti.
16. Fa sì che la postura sia comoda e che non provochi dolori, tensioni né
scomodità.

17. Fa sì che la postura ti aiuti ad ignorare il corpo e a distaccare la tua attenzione
da esso.
18. Per gli scopi di questa pratica, si devono usare le seguenti definizioni per le
parole “consapevolezza” e “pensiero”:
19. “Pensiero” (19 – 21): I pensieri sono parole del tuo linguaggio nativo che
stanno nella tua mente.
20. Se il tuo linguaggio nativo è l’italiano, il linguaggio in cui pensi è l’italiano, i
pensieri sono queste parole in italiano che stanno nella tua mente.
21. Se pensi in due lingue, allora i pensieri sono le parole di queste due lingue che
stanno nella tua mente.
22.  “Consapevolezza” (22 – 46): Quando ti svegli al mattino la consapevolezza è
quella coscienza che si è svegliata al mattino.
23. I pensieri vanno e vengono, ma lo sfondo della consapevolezza rimane durante
tutte le ore di veglia, fino alla sera quando ti addormenti.
24. La consapevolezza sei tu, la tua consapevolezza, proprio la tua consapevolezza
che sta guardando attraverso i tuoi occhi proprio in questo momento.
25. Le parole consapevolezza, coscienza, attenzione, osservazione, osservare,
guardare, vedere, concentrarsi hanno tutte lo stesso significato nelle istruzioni
per la pratica.
26. La consapevolezza non è il pensiero.
27. La consapevolezza è ciò che è consapevole del pensiero.
28. Che i pensieri ci siano o che non ci siano, la consapevolezza che si sveglia al
mattino è consapevole, perché la consapevolezza che si sveglia al mattino è
ininterrotta durante tutte le ore di veglia, fino a che non ti addormenti.
29. La consapevolezza non è le emozioni.
30. La consapevolezza è ciò che è consapevole delle emozioni.
31. Che le emozioni ci siano o che non ci siano, la consapevolezza che si sveglia al
mattino c’è sempre, perché la consapevolezza che si sveglia al mattino è
ininterrotta durante tutte le ore di veglia, fino a che ti addormenti di nuovo.
32. La consapevolezza non è gli oggetti visti dai tuoi occhi.
33. La consapevolezza è ciò che è consapevole degli oggetti visti dai tuoi occhi.
34. La consapevolezza che si sveglia al mattino c’è sia quando gli occhi sono aperti
e vedono oggetti che quando gli occhi sono chiusi e non vedono oggetti, perché
lo sfondo della consapevolezza è ininterrotto durante tutte le ore di veglia, fino
a che ti addormenti di nuovo.
35. La consapevolezza non è il pensiero «IO».
36. La consapevolezza è ciò che è consapevole dei pensiero «IO». Leggi il seguito di questo post »

BRINDA, IDIOTA


idiota = dal greco idios “proprio”, cioè individuo che si dedica liberamente alla “vita privata” astenendosi spesso e volentieri da faccende pubbliche da egli ritenute non necessarie o insensate.
Idiota – per gli antichi saggi – voleva dire essere se stessi.

In pratica l’idiota era un individuo che godeva di una libertà e un’indipendenza maggiore rispetto al resto della comunità, non era vincolato agli obblighi o alle convenzioni sociali a cui erano sottoposte le altre persone e proprio per questo non era visto di buon occhio ma anzi disprezzato dai più.
Idiota era (ed è) un’anima nobile che godeva di una conoscenza e di un potere d’azione che gli altri cittadini non possedevano. Col tempo ha assunto un connotato dispregiativo soprattutto a causa della crescente ignoranza e dell’asservimento di un maggior numero di persone alla tribù di appartenenza.
A dispetto dei giudizi della massa, l’idiota è il vero saggio che rimane stabile nel suo centro, ben radicato in sé stesso, indifferente ai loro buffi rituali sociali e ai loro meccanici movimenti gregari.
Facciamo “Un Brindisi a tutti gli idioti”

IL MEZZO PIÙ RAPIDO E DIRETTO PER L’ETERNA BEATITUDINE – Cap. 6


La Scoperta della  Consapevolezza che Osserva la Consapevolezza

1. Nel 2001 l’autore aveva studiato per 27 anni – dall’età fisica di 15 anni fino ai
42 – gli insegnamenti di quasi tutte le religioni e i sentieri spirituali.
2. Aveva letto più di 2000 libri spirituali.
3. Aveva trascorso tempo con molti maestri spirituali sia in America che in India.
4. Gli era chiaro che l’essenza della maggior parte degli insegnamenti spirituali
consisteva nel concentrare la propria attenzione sull’«IO SONO».
5. Il punto in cui l’ebraismo, il cristianesimo, l’islam e l’induismo si incontrano è
nel volgersi verso l’interno e concentrare la propria attenzione sull’«IO SONO».
6. Il mezzo più diretto e rapido per raggiungere l’eterna beatitudine, il regno
interiore, l’autorealizzazione, è volgere l’attenzione verso l’interno e
concentrarla sull’«IO SONO».
7. All’interno dell’induismo, un moderno esempio di questa pratica  è costituito da
Nisargadatta Maharaj.
8. Il Guru di Nisargadatta gli disse di fare attenzione all’«IO SONO» fino a
escludere tutto il resto.
9. Nisargadatta seguì l’insegnamento del proprio Guru per tre anni.
10. Dopo aver praticato per tre anni nel tempo libero che gli rimaneva,
Nisargadatta realizzò il suo vero Sé.
11. Nisargadatta doveva lavorare per mantenere la propria famiglia, perciò poté
praticare solo nel proprio libero.
12. Nisargadatta ogni giorno passava delle ore stando a scrutare il vero Sé.
13. Focalizzare l’attenzione sull’«IO SONO», mentre si esclude tutto il resto dalla
propria attenzione, è una pratica antica nell’induismo.
14. L’importanza di guardare dentro e conoscere l’«IO SONO» si ritrova anche
nell’insegnamento giudaico-cristiano (15 – 19):
15. E Dio disse a Mosè: «IO SONO quell’IO SONO ». Poi disse: «Dirai così ai figli
d’Israele: “IO SONO mi ha mandato da voi”» (Esodo 3, 14).
16. «Siate quieti e conoscete IO SONO Dio» (Salmo 46, 10).
17. L’intero libro “La vita impersonale”, un libro di misticismo cristiano [di Joseph
Benner ndt], è scritto intorno alla singola frase: «Siate quieti e conoscete IO
SONO Dio».
18. Gesù disse: «Prima che Abramo fosse, IO SONO» (Giovanni 8, 58).
19. Gesù disse: «Il Regno di Dio è dentro di voi» (Luca 17, 21).

20. Gesù non disse: «Il Regno di Dio sarà dentro di voi dopo che il vostro corpo
morrà».
21. Gesù disse: «è». «È», presente indicativo, significa «ora».
22. Il profeta Maometto disse: «Chi conosce il Sé conosce il suo Signore»
23. Ci sono molte altre tradizioni e insegnamenti spirituali che hanno messo in
risalto che focalizzare l’attenzione sull’«IO SONO» è il più diretto e rapido
mezzo per la liberazione.
24. Un’altro esempio moderno nell’induismo è dato da Ramana Maharshi.
25. Ramana Maharshi ha insegnato per più di 50 anni che il solo mezzo efficace per
portare l’ego e la sofferenza all’estinzione, e diventare eterna gioia, è
concentrarsi sul Sé, sull’IO, sull’«IO SONO».
26. Nel 2001 l’autore aveva tentato di praticare per 27 anni il metodo di
concentrare l’attenzione sull’«IO SONO».
27. L’autore aveva fatto pochissimi progressi con questo metodo così come con
altri.
28. In dicembre l’autore si recò in India, a Tiruvannamalai, con l’intento di
ascoltare un insegnante della tradizione di Ramana Maharshi.
29. L’autore stava nella sua stanza nella casa degli ospiti Sesha Bhavan.
30. L’autore stava pensando a tutti i possibili significati di «IO» e «IO SONO» e a
tutti i possibili approcci all’«IO» e all’«IO SONO» che aveva letto durante gli
anni. Leggi il seguito di questo post »

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