ESERCIZI SPIRITUALI , Piccolo Manuale di Auto-Aiuto [Guida Pratica per IMPARARE ad imparare a prendersi cura di sé]


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Potete consultarlo e scaricarlo in pdf da scribd  –>  QUI

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Oppure c’è la versione cartacea su lulù –>  QUI 

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Se non sapevate come iniziare il 2013,  ora lo sapete: non avete più scuse per trastullarvi nei consueti “Bla bla bla” che riempivano le vostre giornate. E’ giunta l’ora di passare dalle parole a vanvera ai fatti!

Mi auguro questo mio presente possa migliorare il vostro futuro.

Buon Principio!

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CAVALCA L’ONDA


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LETTURE CONSIGLIATE


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Questo mese vi consiglio due brillanti libri di Francois Jullien, che
piacerà sicuramente agli appasionati taoisti-confuciani del wu wei (e perché no, anche ai mitici fan della nuova moda del Transurfing).

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Partirei da quello più semplice, il TRATTATO DELL’EFFICACIA:

Piuttosto che spingervi in avanti, bisogna fare in modo che siano gli altri ad essere indotti a farlo per voi [...] 

Partendo dal principio dell’interdipendenza dei contrari, che costituisce ogni aspetto della reale, e contando sul fatto che le propensioni che ne derivano si attirano reciprocamente (dovendosi poi ognuna rovesciare nell’altra) , si potrà usare deliberatamente la logica compensatrice della realtà per far reagire la situazione nel senso auspicato: basterà per questo seguire una strategia a rovescio che ci conduca indirettamente al risultato al quale si vuole arrivare (così, ad esempio, ci si tira indietro per essere portati in avanti, ci si colloca in basso per poter salire, eccetera). 

Di conseguenza ” non si è ancora entrati” che già si ha “in vista l’uscita”, e senza che gli altri ne scorgano traccia, si raccoglie per sé l’intero profitto…

Non vi è più bisogno di “Volere, pretendere, lottare contro gli altri”,  di esercitare pressione sulle cose, ma basta inscriverle nella traiettoria più consona: in modo che , lasciati alla loro immanenza,  gli effetti risultino da sé, senza che si debba prodigarsi ,  difenderli o combattere

 

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Successivamente, se il primo è piaciuto, leggete anche IL SAGGIO E’ SENZA IDEE

 

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Buona comprensione dello sfondo (senza fondo) immanente della realtà

 

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STRATEGIE PER AGIRE SENZA AGIRE (COME APPLICARE IL WU WEI, IL NON FARE, NON AGIRE PUR AGENDO)


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http://files.myopera.com/rosariofan/blog/gatto%20rilassato.gifl

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 TENSIONE INTERIORE                                ATTIVITA’ ESTERIORE  (Comportamento)

TESO                       ——->                                      PASSIVO

RILASSATO             ——->                                  PASSIVO

TESO                        ——->                                             ATTIVO

RILASSATO     —(wu wei)—->           ATTIVO

 

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Nel primo caso, atteggiamento teso e comportamento passivo, la persona esplode interiormente, ma esteriormente il suo comportamento pratico non conduce a risultati. Al lavoro, di queste persone spesso si agitano e si preoccupano per un compito loro assegnato ancora prima di cominciare a impegnarvisi. Assomigliano a quei ragazzini che guardano malinconicamente dalla finestra l’erba che devono tagliare, desiderando di poter fare quel lavoro con una macchina telecomandata.

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L’individuo dall’atteggiamento rilassato e dal comportamento passivo è sereno e a suo agio, ma improduttivo. Questo atteggiamento è infantile. Può sembrare rilassato, ma essere rilassati non significa decidere di lavorare in modo meno valido o diventare pigri. Al contrario, essere rilassati significa ridurre la quantità di lavorio interiore e di stress muscolare e psicologico.

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Le persone che hanno un atteggiamento teso e un comportamento attivo riescono a concludere molte cose, e pensano che l’unica maniera per farle sia di essere sotto stress, cioè di sforzarsi in modo teso e ansioso per far andare le cose nel verso giusto. Credono di essere efficienti perché sono tesi, invece di comprendere che riescono concludere le cose nonostante la tensione.

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Infine, nelle persone dell’atteggiamento rilassato e dal comportamento attivo troviamo la combinazione migliore. Costoro vogliono vivere in modo gratificante, ma non sono continuamente bloccati da questioni di vita o di morte. Sono motivati invece che costretti, e riescono a combinare le loro grandi aspirazioni con un basso livello di ansia. Mentre alcuni usano la tensione per andare avanti, le persone del tipo rilassato-attivo usano l’intenzione. Hanno entusiasmo e capacità di resistenza, e riescono a concludere un mucchio di cose senza stancarsi. Siccome non vengono distratte le inutili ansie, sono frequentemente affascinate dal compito che hanno per le mani. Quando si lasciano assorbire da un progetto, non lo sentono come un peso, ma piuttosto come un rompicapo da risolvere, una meditazione, una gara sportiva o perfino un gioco. Le persone rilassate-attive sanno che lasciarsi andare non è la stessa cosa che denunciare. Non occorre che siano poco attive per rilassarsi.
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Lasciarsi andare e rilassarsi, non significa lasciarsi andare in balia delle correnti; Leggi il seguito di questo post »

RODERE LE CORDE DELLA SCHIAVITU’


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L’essere umano è legato a molte corde che lo impigliano a oggetti consumistici desiderabili ma non raggiungibili, ossia a dei Miraggi, cose animate da movimenti disordinati tali che egli sia continuamente in balia di tali movimenti e trascinato a seconda della resistenza che egli vi imprime; difatti tirando con forza e brutalità queste corde si finisce per essere respiti e catapultati violentemente nella direzione opposta a quella voluta.

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Esiste un rimedio che la gente comune trascura:

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Per sciogliere questi nodi è necessario RODERE a poco a poco i legami (spesso dissimulati e mascherati dalle autorità istituzionali) che stringono l’anima a questo Mondo.
Solamente rosicchiando minuziosamente ci si potrà svincolare da questi insulsi lacci.
Chi sa pazientare in mezzo al flusso caotico e irrequieto del divenire sa di cosa parlo: gli altri sono come foglie che si disperdono senza alcuna ragion d’essere

Simone Weil 

GLI UOMINI IN GRUPPO DIVENTANO GREGGE


La folla tende sempre a seguire una o due persone che danno l’impressione di saper dove andare

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Quando si trovano in mezzo alla folla, le persone tendono a comportarsi come le pecore, ovvero a seguire ciecamente colui o coloro (al massimo si tratta di due individui) che sembrano sapere esattamente dove stanno andando (anche se magari non è affatto vero).

A sostenerlo è uno studio dell’Università di Leeds che, stando al professor Jens Krause, potrebbe trovare importanti applicazioni soprattutto nella gestione di eventi catastrofici e nei comportamenti da tenere in questi casi. Il team di studiosi ha condotto una serie di esperimenti comportamentali su un gruppo di volontari, ai quali era stato detto di camminare attorno a una grande sala senza una meta precisa e senza parlare con gli altri.

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ANIMALI DA BRANCO Leggi il seguito di questo post »

Avanti nel Passato – Reality Transurfing , Vol.3 – Vadim Zeland

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