La vita da schiavo è comoda


CURVA DEL SUCCESSO


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dal blog   http://efficacemente.com/

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Vuoi conquistare il mondo? Vuoi realizzare i tuoi obiettivi più ambiziosi? Vuoi raggiungere il successo personale? Allora devi rispettare queste semplici regole (ho detto semplici, non facili).

Conquistare il mondo

“Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo, tentare di conquistare il mondo!”

Il Prof.

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La settimana scorsa abbiamo parlato delle 10 abitudini vincenti per diventare ricchi. Ora basta! Ritengo che questa ossessione per il successo e la ricchezza sia sbagliata e controproducente! Per questo motivo, nell’articolo di oggi vorrei fare un bagno di umiltà e condividere con te alcuni consigli pratici per… conquistare il mondo! Scherzi a parte, non posso garantirti che quanto leggerai nei prossimi minuti ti assicurerà il dominio globale, ma di una cosa puoi essere certo: applica questi semplici consigli e raggiungerai il tuo successo personale.

‘Mazza André, ‘na promessa da gnente?!

Prima di vedere come conquistare il mondo (o più semplicemente realizzare i tuoi obiettivi), vorrei farti una breve premessa e parlarti di un fenomeno della fisica quantistica noto come salto quantico. A fine post capirai il perché di questa (apparente) digressione e, come per magia, tutti i pezzi del puzzle andranno al loro posto…

Il salto quantico

Sai cos’è un salto quantico? In meccanica quantistica, il salto quantico (anche noto come quantum leap) è il passaggio immediato e discontinuo di un sistema da uno stato all’altro. Tanto per farti un esempio: quando all’interno di un atomo un elettrone passa da un livello di energia ad un altro, effettua un salto quantico.

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USCIRE DAL FIUME DELLA VITA


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by Claudio Lamparelli
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Con il karma che abbiamo avuto (genetico, fisico, psicologico, storico, religioso, familiare, ecc.) non possiamo far finta di nulla e scegliere un altro percorso. È come scendere un fiume: una volta in acqua, dobbiamo seguire la corrente e fare i conti con il percorso obbligato dell’alveo. E qui c’è la varietà dei nostri destini, delle nostre doti, dei nostri difetti, delle nostre esistenze, delle nostre morti.
Volenti o nolenti, dobbiamo seguire il fiume e andare là dove ci porta, fino in fondo, finché non sfocia in mare.
Poiché l’acqua compie sempre lo stesso percorso, dalla sorgente alla foce, il ciclo non s’interrompe: una volta giunta in mare si fonde con l’acqua salata, evapora, sale in alto, ridiscende sotto forma di pioggia e infine ricade ad alimentare quella sorgente o un’altra.
Come fare, allora, a cambiare il nostro destino?
Dobbiamo riflettere su questo ciclo che, pur nelle diversità individuali, è lo stesso per tutti. Magari in un’ansa particolarmente calma, dove l’acqua rallenta la sua corsa, possiamo provare il desiderio di rallentare o di fermarci. Lì possiamo ripensare a ciò che è accaduto, alle mille o ai milioni di volte che siamo ridiscesi da quel fiume o da un altro, e decidere che vogliamo interrompere quel ciclo di “va e vieni”. Ne abbiamo abbastanza.
Il più è rimanere consapevoli di questo stato di cose e di questa decisione, in modo da non farsi riafferrare dal desiderio di ritornare nel ciclo. Naturalmente, conta molto non aver lasciato nessuna esperienza incompiuta, provare un senso di sazietà o di noia, vedere la caducità di tutte le cose ed aspirare profondamente ad altro.

Così si compie il destino di qualcuno che non rientrare più in circolo. Evaporerà in alto, ma non discenderà più sotto forma di acqua.

COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO


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Poiché non puoi conoscere in anticipo le conseguenze di una tua decisione, non può esistere la scelta sbagliata.

- G. Pintaudi

LA TUA VERA NATURA


Proprio come tra lo stato di veglia e lo stato di sogno c’è uno stato di sonno profondo, in cui traluce il tuo vero sé, così tra una pensiero e l’altro c’è un momento di “vuoto ”in cui recuperi la tua vera natura.

Ma poiché lì non funziona più la tua mente abituale, non sai niente di quel che vi succede.

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Dunque, la tua vera natura è sempre presente. E sei tu che te ne tiri fuori con i tuoi pensieri.

APPUNTI SU DOLORE/PIACERE


la mente non può fare due cose contemporanee,
1-o canta (s. mentali positive – endorfine)
2-oppure formula in playback pre/re-visioni catastrofiche(s. mentali neg. – inibizione endorfine.)
Nel primo caso, come ormoni del piacere/felicità, i pensieri possono annullare/tramutare il senso di dolore (in piacere).
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Dolore (Male) = ASSENZA di PIACERE (Bene)?
Condizione naturale = Benessere, felicità
Condizione indotta (artificialmente?) = Riduzione-impedimento Salute

L’EGO E’ SOLO UN PENSIERO


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L’ego non è un’entità, ma un’attività.
E’ un pensiero abituale che sorge dopo il pensiero iniziale che reclama di esserne l’autore e il pensatore.
Motivo per cui non si può eliminare l’ego, dato che non è un’entità, semmai ci si accorge che nessun pensiero, emozione ed azione nascono a partire da un “io”, ma è il pensiero stesso che crea l’io, o l’ego.
L’ego, quindi, è solo un pensiero.
Il pensiero crea l’ego.
L’ego individuale ha bisogno di una situazione per esistere, e l’ego è diverso per ogni situazione. Se “io” sto camminando, appare un “io” che cammina. Se “io” sto meditando, appare un “io” che medita. Se “io” sto pensando, appare un “io” che pensa. Ma nel momento in cui la situazione si estingue, anche l’io sparisce. Così l’io relativo, o l’ego, proietta di continuo situazioni che gli consentono di sopravvivere e rassicurarsi, siano esse successi e vittorie, o sofferenze e sconfitte. Ma questo vale anche per azioni minime, come “io” ho spostato il braccio, quando nell’atto stesso di spostarlo non c’era nessun io.

- G. Pintaudi

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