CURVA DEL SUCCESSO


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dal blog   http://efficacemente.com/

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Vuoi conquistare il mondo? Vuoi realizzare i tuoi obiettivi più ambiziosi? Vuoi raggiungere il successo personale? Allora devi rispettare queste semplici regole (ho detto semplici, non facili).

Conquistare il mondo

“Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo, tentare di conquistare il mondo!”

Il Prof.

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La settimana scorsa abbiamo parlato delle 10 abitudini vincenti per diventare ricchi. Ora basta! Ritengo che questa ossessione per il successo e la ricchezza sia sbagliata e controproducente! Per questo motivo, nell’articolo di oggi vorrei fare un bagno di umiltà e condividere con te alcuni consigli pratici per… conquistare il mondo! Scherzi a parte, non posso garantirti che quanto leggerai nei prossimi minuti ti assicurerà il dominio globale, ma di una cosa puoi essere certo: applica questi semplici consigli e raggiungerai il tuo successo personale.

‘Mazza André, ‘na promessa da gnente?!

Prima di vedere come conquistare il mondo (o più semplicemente realizzare i tuoi obiettivi), vorrei farti una breve premessa e parlarti di un fenomeno della fisica quantistica noto come salto quantico. A fine post capirai il perché di questa (apparente) digressione e, come per magia, tutti i pezzi del puzzle andranno al loro posto…

Il salto quantico

Sai cos’è un salto quantico? In meccanica quantistica, il salto quantico (anche noto come quantum leap) è il passaggio immediato e discontinuo di un sistema da uno stato all’altro. Tanto per farti un esempio: quando all’interno di un atomo un elettrone passa da un livello di energia ad un altro, effettua un salto quantico.

Leggi il seguito di questo post »

APPUNTI SU DOLORE/PIACERE


la mente non può fare due cose contemporanee,
1-o canta (s. mentali positive – endorfine)
2-oppure formula in playback pre/re-visioni catastrofiche(s. mentali neg. – inibizione endorfine.)
Nel primo caso, come ormoni del piacere/felicità, i pensieri possono annullare/tramutare il senso di dolore (in piacere).
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Dolore (Male) = ASSENZA di PIACERE (Bene)?
Condizione naturale = Benessere, felicità
Condizione indotta (artificialmente?) = Riduzione-impedimento Salute

Lavoro in calma, lavoro nel mondo.


testo di Rocco Bruno

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“L’energia viene soprattutto spesa in emozioni inutili e sgradevoli, nell’ansiosa attesa di cose spiacevoli possibili ed impossibili, consumata dai cattivi umori, dalla fretta inutile, dal nervosismo, dall’irritabilità, dall’immaginazione, dal sognare ad occhi aperti e così via. L’energia viene sprecata da un cattivo lavoro dei centri; dalla tensione inutile dei muscoli, sproporzionata rispetto al lavoro compiuto; dal perpetuo chiacchierare, che ne assorbe una quantità enorme, dall'”interesse” accordato ininterrottamente alle cose che accadono intorno a noi o alle persone con le quali non abbiamo nulla a che fare e non meritano nemmeno uno sguardo; dallo sciupo senza fine della forza di “attenzione”; e via di seguito.” – frammenti di un  insegnamente sconosciuto

Tutto quello che è scritto in questo post ha un unica utilità: pratica. Inutile dire che trattandosi di uno strumento come tale dovrà essere assunto. Le premesse sono quelle che ci stiamo dando attraverso i video che state vedendo. E’ bene avere chiaro il “perchè”, ed il “perchè” è la libertà, un grado di libertà dalla mente non osservata, un grado di libertà dai suoi processi condizionanti e soprattutto dalla “paura”. La prima di queste pratiche (il lavoro in calma) serve o si propone di collegare la mente con il corpo; in noi la funzione intellettuale è staccata dalle altre funzioni e conduce tutti noi alla deriva, “blanblando”, con un dialogo inconcludente, e generando quelle reazioni tanto sgradevoli nel corpo che conosciamo col nome di “emozioni”. Si propone anche di dissolvere la “paura” irrandiando in noi la frequenza del colore “verde” e non aggiungerò altro, cercate “Rol” è lui che ne parla, è lui che parla del suo mistero, del mistero della luce verde, del calore e della quinta nota.

Per favore non intellettualizzate, non fatemi domande cretine, osservate le istruzioni e ascoltatene gli effetti, questo post lo sto scrivendo perchè alcuni del gruppo “uscire da matrix?” mi hanno chiesto di entrare un pò più nel dettaglio di una pratica (il lavoro in calma), che cito nei video e che di solito non tratto in questo modo, … ma solo se uno è presente. Le ragioni? Serve uno che trasmetta un minimo di presenza, ma siccome e forse ci potete arrivare anche da soli, sto scrivendo questo post. Vi invito a non condividerlo e a lasciare che la cosa resti nell’ambito del gruppo e semmai, forse, successivamente del blog.

Perchè? Perchè sputtanate il lavoro vostro e di quegli di altri che stanno lavorando con questa pratica proprio come i metodi di cui parlavo nell’ultimo video “9. l’inganno del cammino”. Alla prima rottura di p. o minchiata mentale chiudo tutto e non pubblico più niente. Sto condividendo solo il mio lavoro, quello che faccio per me, se non vi piace, se non lo trovate utile non fatelo, non c’è obbligo, non vi cambia nulla, ma non mettevi a discuterne o a scrivermi inutilmente. Se ci sono suggerimenti ben accetti, ma occhio a scrivermi per cercare la mia “approvazione”, non sono nessuno e questo mi permette di mandarvi dove avete già capito, con una certa facilità. Se non ci siamo capiti guardatevi il dialogo il auto scena x di matrix. “Non c’è tempo per giochetti ed indovinelli” …  non è in discussione il metodo, perchè non c’è nessun metodo, sono suggerimenti, …

Per il resto è possibile iniziare ad addestrarsi al lavoro in calma di cui parlo nei video lavorando in questo modo. Per porsi in calma bisogna imparare a lasciare andare. Procediamo. Nella calma della nostra stanza o dove sia, chiudiamo gli occhi ci prendiamo qualche respiro per lasciarci, appunto, un pò andare. E’ possibile farlo portando l’attenzione da dentro come se indossassi un guanto, prima dalla mano destra, porto l’attenzione al polso della mano destra passando in rassegna tutte le dita (prima il pollice, poi l’indice, poi il medio, l’anulare ed infine il mignolo), poi passo al polso della mano sinistra e faccio la stessa cosa sentendo come la mia attenzione, che è tutto ciò che “io sono”, si espende dalle mani alle braccia fino a ricongiungersi nel centro del petto all’altezza della regione cardiaca. Poi passo alla caviglia del piede destro, e mi sposto nella pianta, le dita, il tallone, sentendo ed immaginando di riempirlo da dentro come indossassi un calzino, e passo alla caviglia del piede sinistro e faccio lo stesso. resto in ascolto e percepisco le mie 4 estremità come rami di un fiume più grande che è il tronco e come questa attezione sia come la linfa vitale che riporta unità tra mente e corpo. Il resto che sperimentate è Spirito, è la terza forza.

Provare inoltre a sentire la schiena da dentro, nel midollo spinale, dall’interno… respirare naturalmente, senza sforzi. Sentire l’attenzione espandersi da dentro come un flusso, potere col tempo immaginarvi questa linfa, come qualcosa di luminoso e di colore “verde” correre le correnti del vostro torrente sanguigneo ed indossate così di fatto tutto il vostro corpo che come un contenitore vi ospita.

C’è poi tutta una parte di lavoro nel mondo che si sintetizza nei seguenti punti che vanno svolti senza aspettativa, accettando ogni genere di risultato, dobbiamo poter restare difronte alla nostra inadeguatezza e se ne soffriamo impariamo ad accettare quello che stiamo scoprendo e procediamo avanti; non dobbiamo aspettarci nulla, dobbiamo solo operare, non costruite idee, osservare è l’unica legge in questo caso. Ecco quindo come operare, quando ce lo ricordiamo e quando possiamo. La parola d’ordine è tentare, … noi tentiamo, ed ogni tentativo per il fatto che è stato fatto ci regala momenti di conoscenza. Solo così sviluppiamo potere personale, stando difronte alla nostra inadeguatezza, crolla l’importanza personale che ci portiamo con ardita pomposità. Quindi:

1) Essere presenti almeno ad un pasto al giorno, che sia la colazione, il pranzo, la merenda o cena. Essere presenti al sapore del cibo, alla sua composizione, all’aspetto che ha, al profumo, alla relazione con quello che mangiamo, al contesto in cui consumiamo il pasto.

2) Essere presenti al movimento delle proprie mani. Quando si ricorda fare lo sforzo di osservare il movimento delle mani, sia in relazione alla situazione, tipo di cosa stiamo parlando e come lo sottolineiamo con la gestualità, sia in relaziona alle azioni che compiamo con le mani come scrivere al computer o disegnare, mangiare, tagliare ecc. Osservare la parte bassa del corpo: gambe, piedi, glutei, bacino, il più possibile e per tutto il giorno.

2bis) Cerchiamo di osservare come camminiamo per la strada, se abbiamo la tendenza ad abbassare gli occhi. Questo è un sintomo che ci nascondiamo, … di cosa abbiamo “paura” (se ne abbiamo)? Che ci sentano? Che altri percepiscano quello che proviamo? Se osserviamo questa tendenza potremmo cercare di sforzarci di alzare lo sguardo quando camminiamo di guardarci intorno e renderci conto del luogo in cui siamo.

3) Essere presenti alle proprie tensioni muscolari, dove si trovano e in che collegamento sono con le posture che teniamo e i pensieri o le emozioni che attraversano il corpo.

Successivamente e dopo qualche tempo possiamo iniziare a “tentare” quanto segue:

1) Essere presenti al proprio pensiero, come associa e come genera emozioni e modifica il nostro stato emotivo; che quindi dovrei percepire; portare l’attenzione il più possibile e quando mi ricordo alla regione del corpo chiamata plesso solare dove si condensano o concentrano il più delle nostre reazioni fisiche note con nome di emozioni.

2) Quando entriamo in un nuovo ambiente cerchiamo di essere presenti all’impressione dell’ambiente stesso. Cerchiamo di prenderci un momento per osservare dove siamo entrati (anche se si tratta di un ambiente aperto come quando usciamo di casa) i colori e le sensazioni che ci trasmette. Non giudicate in nessun modo il luogo; siatene solo coscienti, e mi riferisco in particolare alle persone che iniziano, quando entrano in un luogo, con la storia dell’energia densa e cazzate di questo tipo, questo è giudizio ed è determinato dalla paura, viviamo il luogo come qualcosa di ostile, quindi: sveglia! … anche se lo è non è un problema della nostra anima, la presenza è come un vento che spazza via e rinfresca l’aria ovunque noi andiamo.

2bis.) In particolare prestiamo attenzione quando siamo nel bagno o sotto la doccia, cerchiamo di essere presenti alle azioni che facciamo, con particolare importanza al flusso dei pensieri che arrivano. Cerchiamo di osservare i pensieri e vedere dove ci portano e come ci portano fuori. Il bagno, soprattutto quando ci si lava è un momento di ristoro e di pulilzia in cui è molto utile essere presenti per aiutare l’acqua a purificarci profondamente, fisicamente ed internamente. Se invece di “blanblanare” con i pensieri su cazzate della quotidianità immaginiamo di entrare in contatto con l’acqua e di assercodarne il flusso ed il potere sottile di pulirci (soprattutto da pensieri distruttivi ed emozioni negative) lo farà.

3) Cerchiamo di essere presenti ai nostri intercalari, come il “no” pronunciato alla fine di una frase o “cioè”, “si, ma però”, … questa roba è un universo di cazzate, di ipocrisia e di conoscenza, allo stesso tempo. L’esercizio non è quello di non dirli, ma di accorgerci che lo facciamo. Cose tipo “ma come si fa ad essere” . così o cosà … si fa perchè si sonnecchia.

In assoluto cerchiamo di essere presenti, di accorgerci quando granelli di inferno entrano nel campo della nostra presenza, come certe cose che ci vengono dette, fatte, o sentiamo, in una parola stiamo attenti il più possibile a quali impressioni che riceviamo influenzano il nostro stato d’animo. Non preoccupatevi di catalogarle accorgetevene, accettatele per poi poterle rimuovere, sono la causa della nostra lenta decomposizione e morte. Allo stesso modo proviamo ad osservare cosa succede se facciamo dei cambiamenti in alcune impressioni, qualcuno suggerisce ad esempio sul posto di lavoro mettere a posto la scrivania o avere dei fiori in casa. Possiamo arrivare fino ai profumi, all’uso di olii essenziali (che siano puri, qui ci vorrebbe un post solo per questo) o bruciare incenso, o cose varie, senza diventarne fanatici o ascoltando un certo tipo di musica (classica ad esempio o meglio ancora con l’uso di frequenze tipo sta cosa del 432Hz o 8Hz, tutto sempre con equilibrio, sono strumenti, non sono il fine). Osservate come cambia la nostra ricezione quando cambiamo queste cose.

Per il resto, buona fortuna e buona vita.

CORRI !


Non ti muovi, La vita ti muove, il tuo corpo è mosso.

CREA VUOTO E INSTABILITA’


Per crescere devi creare del vuoto, cioè lasciare spazio per accogliere l’inaspettato o l’ignoto
e soprattutto devi creare “deliberatamente” instabilità nella tua vita quotidiana,
devi capire che essa è un campo minato colmo di incertezze:
imparerai così che intorno a te ruota un universo in continua rivoluzione,
un turbinio di sensazioni in incessante mutamento;
Solo nella tua quiete interiore
potrai attraversare con serenità tutti gli imprevisti quotidiani
osservando con disinvoltura questo caledescopico spettacolo
chiamato a volte Cosmo,
altre volte Caos

La teoria delle 10.000 ore


fonte:  http://www.coachingbreak.com

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E se il talento non esistesse?

Se fosse solo il risultato della moltiplicazione di PASSIONE per TEMPO?

Queste domande così “strong” mi sono venute dopo aver letto alcuni passaggi di “Fuoriclasse“, lo strepitoso libro di Malcolm Gladwell un giornalista del “The New Yorker”.

Lascia che ti spieghi: due settimane fa ho scritto un articolo intitolato “Talento e Mental Coaching – tra Sacro e Profano” dove ti ho raccontato due storie davvero molto diverse tra loro, una tratta dal Vangelo di Marco e l’altra molto più “terrena” su Jeremy “Linsanity” Lin il nuovo eroe di NY City.

Le due storie hanno mostrato i primi due step di una scala con tre gradini:

  1. A tutti è stato donato/dato del TALENTO;

  2. Il TALENTO da solo non basta, ma va coltivato.

Manca il terzo punto… e venerdì scorso ascoltando il grande Aldo Rock a Deejay Chiama Italia, mi si è chiarificato.

Il tutto sta nella Teoria delle 10.000 ore.

Per fartela brevissima, alcuni scienziati hanno seguito dei violinisti e, con esperti del settore, li hanno divisi in tre categorie:

  1. Quelli con un futuro brillante;

  2. Quelli bravi;

  3. Quelli scarsi.

Tutte e tre le tipologie di violinisti avevano cominciato a suonare il violino a 5 anni. I ricercatori hanno fatto delle analisi approfondite e hanno notato che:

  • Gli “scarsi” si erano esercitati per meno di 4.000 ore;

  • I “bravi” si erano esercitati per un massimo di 8.000 ore;

  • Quelli giudicati con un “futuro brillante” si erano esercitati per una media di 3 ore al giorno… per un totale di minimo 10.000 ore!10000 ore e mental caching e1330589857889 300x107 La teoria delle 10.000 ore

10.000 ore sono tantine… giusto per capirci sono:

  • 417 giorni 24h/24

Ma visto che non puoi fare un qualcosa 24 ore su 24, ma solo per qualche ora al giorno, i numeri diventano:

  • 27 anni per un’ora al giorno;

  • 13 anni e mezzo per 2 ore al giorno;

  • 9 anni per 3 ore al giorno.

Questa parte era facile. icon biggrin La teoria delle 10.000 ore

La parte difficile è pensare a quanto una persona possa fare un qualcosa per 3 ore al giorno per 10 anni!

Allora mi sono andato a documentare sul web e ho visto appunto che Malcolm Gladwell un giornalista del “The New Yorker”, praticamente un collega icon biggrin La teoria delle 10.000 ore , ha fatto degli studi e ha pubblicato il libro di cui ti ho parlato all’inizio: “Fuoriclasse“, ho naturalmente già ordinato la mia copia on-line, ma ho già trovato sul web degli spezzoni in inglese.

La cosa davvero divertente è che è stata analizzata la vita di persone che hanno avuto grande successo come Bill Gates, i Beatles, passando per sportivi ed artisti di fama mondiale, negli anni in cui “non erano nessuno”.

Ragazzi normali con un grande sogno nella testa.

La bellezza di questa teoria è che NON ACCETTA il “Eh sì, grazie… ma lui ha talento”. Anzi, dice apertamente che è una Balla!

Perchè, tornando a noi, per fare un qualcosa 3 ore al giorno per 10 anni… ci vuole qualcosa di speciale che brucia dentro

Ecco il terzo gradino: ci vuole grande PASSIONE!

10179161 e1330589753863 95x300 La teoria delle 10.000 oreLa passione è quella cosa che ti fa alzare un’ora prima la mattina.

La passione è quella cosa che ti fa spegnere la tv e accendere il cervello.

La passione è quella cosa che ti fa sentire terribilmente in colpa quando non fai ciò che ami.

La passione è quella cosa che ti fa star DA DIO mentre fai quel che ami.

La passione è quella sensazione strepitosa di benessere che senti dopo aver fatto ciò che ami.

La passione è quella cosa in grado di darti una forza pazzesca ad ogni rinuncia che fai.

La passione è quella cosa che ti fa essere il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via.

La passione è quella cosa grazie alla quale ogni ostacolo non ha un significato fine a se stesso, ma è parte integrante di un obiettivo

La PASSIONE è AMORE INCONDIZIONATO per ciò che fai!

So benissimo che qui sorgono un po’ di domande come:

  • Domanda 1: Sì, ma se una cosa non mi piace ma devo farla, come faccio a farla con passione?

La risposta sta nella BIG PICTURE: perché quel qualcosa la DEVI fare? Probabilmente c’è un MOTIVO più grandeappassionati a quello!

Twitter icons mental coaching e1330590384431 La teoria delle 10.000 oreSe vuoi fare una cosa con tutto te stesso ti serve un MOTIVO. Se vuoi ke quel qualcosa diventi PARTE DI TE, devi APPASSIONARTI A QUEL MOTIVO”.  Sono 140 caratteri… quindi twittabilissima!!! icon biggrin La teoria delle 10.000 ore

Concretamente chiediti: “Ok questa cosa non mi piace, come posso farla con passione?”, “Come posso far sì che io mi appassioni nel fare questa cosa?”, “Quali sono i denominatori comuni delle cose che mi appassionano? Come posso trasportare quegli aspetti in questa cosa?”.

  • Domanda 2: Sì, ma io non ho davvero tempo… credimi! Come posso fare?

No mi spiace, ma non ti credo! E te lo dimostro, non usando solo parole mie, ma facendomi aiutare da persone che stimo parecchio.

Andrea Grassi, capo, collega e amico è un grandissimo esperto di Tecniche di Vendita, Sviluppo Organizzativo e Teamwork, ha come grandissima convinzione che “Per fare meglio, tante volte, basta fare meno” e su questo mantra ha scritto un articolo illuminante: “3 Idee + 2 per gestire il tuo tempo!”.

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BREAKING NEWS: Giovedì prossimo su CoachingBreak ci sarà un articolo proprio di Andrea!

Stay Tuned!

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Bene, dopo la prima PICCONATA alla tua credenza di non avere tempo, eccone un’altra.

E stavolta è il sottoscritto a parlarti di come puoi risparmiare il tuo tempo DELEGANDO EFFICACEMENTE alcune attività che compi, ad altre persone. L’articolo è un sunto di esperienze personali dalle quali ho estratto i 6 step per “Creare Tempo Delegando”.

Se mai ce ne fosse bisogno, ecco l’ultima ed inesorabile mazzata al “Sì, ma io non c’ho micca tempo oh” da parte dell’Allenatore Motorio Marco Caggiati, che da buon “Fitness Coach” si è sentito dire tante volte il “Non ho tempo” e allora è andato a fare i conti in tasca alla “persona media” dopodiché ha arrotondato per eccesso e ha dimostrato che il tempo c’è eccome!  L’articolo è davvero interessante e si intitola “Il peggiore nemico dell’uomo: il tempo….”.

E per finire con la più classica:

  • Domanda 3: Sì, ma il mio allenatore/datore di lavoro/famiglia/amici non crede in me, come faccio?

Tu dai il massimo, ma non farlo per lui/loro… fallo per TE!

L’allenatore che non crede in te, il datore di lavoro che non ti premia, i tuoi amici che non si appassionano alle tue passioni (Fiiiiischia… questa quante volte che mi è successa!!)… sono cose che capitano, fanno parte del gioco, ma ricorda: “Se vuoi giocarti le tue Chance da CAMPIONE… devi allenarti da CAMPIONE”.

Occhio alle scuse che ti racconti… io me le racconto QUOTIDIANAMENTE! icon sad La teoria delle 10.000 ore Ma faccio di tutto per scovarle… e andare oltre!

Quelle sono le più grosse fregature che puoi fare a te stesso…

Un po’ di esempi concreti in piena filosofia CoachingBreak:

beatles e mental coaching 300x217 La teoria delle 10.000 oreI Beatles ai loro inizi hanno suonato per diversi mesi in un locale a luci rosse di Amburgo in Germania. Suonavano fino ad 8 ore al giorno! Credi che gli piacesse farlo? NO… però lo facevano da campioni e probabilmente proprio il dover suonare per così tanto li ha “costretti” ad ampliare il loro repertorio e creare quello stile che gli ha fatti diventare i Numeri Uno Indiscussi.

gattuso e mental coaching 300x183 La teoria delle 10.000 oreGennaro “Ringhio” Gattuso, che non credo si possa dire di avere i “piedi fatati”, se n’è sempre fregato ed ha VINTO TUTTO QUELLO CHE C’ERA DA VINCERE! Un giorno in una intervista in cui si parlava di doping lui ha risposto: “Il mio doping? Mangiare Peperoncino e farmi un CU*O COSÍ”.

jim carrey mental coaching 261x300 La teoria delle 10.000 oreJim Carrey, fin da bambino stava le ore a fare smorfie di fronte allo specchio ed era così esagitato che a scuola si era accordato con la maestra che lui avrebbe fatto il bravo durante la lezione, ma gli ultimi 5 minuti si sarebbe potuto esibire davanti alla classe… TUTTI I GIORNI! Oggi è uno degli attori più pagati, versatili e apprezzati di Hollywood e ha vinto tantissimi premi.

Haile Gebrselassie, probabilmente il più forte fondista della storia, è nato in una capannahaile mental coaching 300x225 La teoria delle 10.000 ore di fango in Etiopia: è figlio di contadini poveri e ha altri 9 fratelli. Ogni mattina percorreva tra andata e ritorno 20 km di corsa per andare a scuola (a piedi nudi e sulla terra). Oggi detiene 25 record mondiali e 2 ori Olimpici.

Ti servono altri esempi?

Ok… eccone uno, che ti cancellerà dalla testa anche le ultimissime tracce di “Sì ma… “. Questa è una bimba di 11 anni di nome Lola Walters che ha una grandissima passione per la ginnastica artistica… e fino qui non c’è nulla di strano.

Ma… lei ha un segreto

Ok ok… guarda il video… è in Inglese, ma ti garantisco che non serve sapere le parole, ti basta guardare!

video platform video management video solutions video player

Forse le uniche cose che serve sapere sono che:

  • Legal Blind: significa che lei è considerata CIECA, vede solo delle luci sfocate e non ha la percezione delle distanze;

  • She works twice harder than anybody: lo dice la sua allenatrice e vuol dire che lei si allena due volte più duramente di tutti gli altri e aggiunge che ha visto le sue cadute rovinose, ma ogni volta si è rialzata ed è tornata in pedana;

  • I didn’t tell anyone, because they didn’t need to know: è l’ultima frase del servizio, la dice lo Speaker, ma riporta le parole di Lola e significa che lei non lo dice a nessuno perche nessuno ha bisogno di saperlo!

A differenza della prima domanda (con la quale ho iniziato l’articolo), credo proprio che il talento esista… ma la Passione va OLTRE al Talento… e a prescindere da quello che è “il tuo” TALENTO e dal fatto che tu lo abbia identificato oppure no, quello che ti posso assicurare è che tutti abbiamo questi due ENORMI TALENTI:

  1. Il tempo;

  2. La possibilità di scegliere a cosa APPASSIONARCI!

Utilizzali… non li nascondere sotto la sabbia del “Sì, ma…”, ma falli FRUTTARE!!!

Prima di concludere… 10.000 ore sono effettivamente tante, ma se vuoi un “trucchetto” di Mental Coaching per abbattere quelle ore e allenarti anche mentre stai facendo altro e ottenere risultati strepitosi ti dico solo 2 parole: ALLENAMENTO IDEOMOTORIO! icon biggrin La teoria delle 10.000 ore

Le mie 10.000 ore?

Bè… io voglio diventare un runner… ma… hemmm… cioè… guarda il video va… icon wink La teoria delle 10.000 ore

Michael Jordan ha detto:

  • Maybe i let you to believe that Basketball was a God Given Gift and not something I’ve worked for every single day of my life

  • Traduzione: “Forse vi ho lasciato credere che il mio Basket fosse un Dono di Dio e non un qualcosa per cui ho lavorato ogni singolo giorno della mia vita”

Keep running

Giuse

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