Ma dove corri? posa il pennello – Gabriele Pintaudi


http://riscoprirsigabriele.blogspot.it

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Senza ispirazione l’artista non si muove. Neanche ci prova. Non decide prima. E uno che trova l’intera vita come una grande opera artistica? E’ chiaro, non si muove nemmeno quando si tratta di dover aggiustare un telecomando, se non ispirato. Allora rimane così, in attesa. A volte inquieto, altre volte meditativo. E tutti che gli dicono “dai muoviti, corri, vai, non importa se non sai dove, ma corri, muoviti, non stare fermo, la vita passa”. Tutte cazzate. Ti costringono a correre così non hai il tempo ne la voglia di renderti conto che fai ciò che non ami.

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A che serve correre a comando girando intorno a qualcosa che non si sente completamente? Preferisco star fermo. Anzi, non ho scelta. Non più ormai. E’ la fine delle inutili corse. Prima di mettere mano al pennello della vita attendo, e se non arriva nulla, morirò fermo. Ma mai, mai più correrò senza ispirazione, mai più sarò disposto a fare un solo movimento della mano se non totale. Mai più un sorriso fingendo buon umore, o curiosità fingendo falso interesse, o gratitudine per formalità. Mai più. Non è che non voglio, non posso.

OFFICINA ALKEMICA – Salvatore Brizzi


Officina Alkemica

Guardiamo dentro : cosa cerchiamo in realtà tutti noi? Un numero con tante cifre sul conto in banca, o la sicurezza e la tranquillità che derivano dal possederlo?

… Noi cerchiamo la felicità, il benessere incondizionato, e questa ricerca muove tutte le nostre azioni.
… Il problema è che fino a quando penseremo che tale benessere può essere raggiunto cambiando le condizioni esterne … esso ci sfuggirà all’infinito; camminerà sempre un passo davanti a noi.
… Nel momento in cui riusciamo a riprodurre in noi quella stessa tranquillità interiore – la certezza incrollabile che avremo sempre il denaro che ci serve – non è più necessario che ci affanniamo ad accumulare soldi sul conto in banca.
… la nostra attenzione sarà rivolta a modificare uno stato di coscienza, anziché concentrarci nel tentativo di cambiare l’aspetto materiale. Il risultato sarà che le condizioni esterne si adegueranno a questo nuovo stato di serenità interiore.
… è possibile muoversi nel mondo con la tranquillità interiore di un ricco petroliere, pur non possedendo il suo denaro.
… ci si può sentire potenti e invincibili pur non possedendo armi e non avendo studiato arti marziali.
… possiamo acquisire lo stato di coscienza della “ricchezza” e sentirci ricchi a tutti gli effetti. La quantità di soldi che avremo a disposizione giorno per giorno sarà solo la conseguenza di questo nostro sentirci ricchi, e non la causa.
… il fatto di aver generato una situazione di perenne innamoramento dentro di noi non renderà inutile il partner
… entrando nel Regno, ci accorgiamo che la gioia dell’innamoramento è slegata dalla presenza di un particolare partner o dal verificarsi di una certa situazione esterna.

Tutto ciò con cui la nostra coscienza entrerà in contatto si trasformerà in Oro/gioia
–> trovare una gioia indipendente dagli eventi esterni  (passati, presenti, futuri)

Molte frasi firmano la nostra condanna all’infelicità –> confondendo la causa con l’effetto -> Deleghiamo la nostra gioia al verificarsi di  eventi esterni, ma la causa della felicità deriva dall’interno

–> essere gioiosi in quanto abbiamo fatto della gioia il nostro stato di coscienza abituale
… Non come risultato di un’imposizione mentale, bensì solo come conseguenza della naturale percezione della realtà
Chi si sente ricco assume un atteggiamento di ricchezza, indipendentemente dalla quantità di denaro
La ricchezza interiore non è un concetto astratto, è la soluzione CONCRETA, è una ricchezza INESAURIBILE

Vediamo solo [i riflessi di] ciò che siamo
Tutto ciò che ci causa fastidio è ciò su cui dobbiamo lavorare per trasmutare il nostro piombo in oro
Tutto ciò che utilizziamo ci viene solo dato in prestito dall’esistenza, perciò ci può essere tolto in qualsiasi momento… E’ come se prendessimo in prestito un libro dalla biblioteca e poi piangessimo quando ci chiedono di restituirlo… gli adulti trascorrono i loro giorni alla ricerca di nuovi giocattoli (automobili, case) e di nuovi partner sessuali.
Chi dorme soffre
… mentre chi si sveglia (apre il suo Cuore e) vive nella gioia, perché vede  cosa realmente sta accadendo nell’Universo

creare il “testimone” che non si lascia risucchiare in basso, non giustifica le emozioni/immaginazioni negative… l’attrito prodotto durante l’osservazione/opposizione alle reazioni meccaniche della macchina biologica sviluppa un fuoco che consente di fabbricare il corpo dell’anima e astrarsi dalla personalità… il passo successivo consta nel mandare amore/accettazione all’emozione negativa… invece di soffrire ci immergiamo nella gioia delle emozioni superiori
Ogni volta che ci sentiamo preda di emozioni negative o pensieri indesiderati, portiamo alla mente il nostro obiettivo e lavoriamo per quello… deve essere il faro che dà un senso alle nostre azioni e separa quelle utili da quelle inutili (fughe di energia)
Cominciamo a contrastare le leggi fisiche a cui è sottoposta la macchina biologica (schiava di schemi reattivi, istintivi, cognitivi)
… In principio il testimone è debole e la sua voce fioca… solo un’infinitesima parte del nostro essere vuole sforzarsi di lottare contro i pensieri meccanici della natura animale. Quando il testimone diventa più potente, assume il ruolo di padrone di casa.
Puoi sbarazzarti dell’immaginazione negativa pensando di buttarla via lontano come se avessi sorpreso un pipistrello che ti succhia il sangue dal collo e lo strappassi via con forza.
-> come uno che d’un tratto si accorgesse di tenere legata al collo la carogna di una serpe e spaventato, raccapricciando e rabbrividendo, subito se la strappasse e la gettasse via – Abraxa

Lavorare alchemicamente consente di ridurre i tempi evolutivi, di liberarci prima dall’illusione della sofferenza, di rinnovarci… Gli atomi costituenti la personalità si ribella a questo lavoro, perché vengono costretti a fare qualcosa che per loro è innaturale. Non provare paura e sospetto è una condotta estranea alla costituzione del nostro apparato psicofisico.
Quando ci sforziamo di sentire che il mondo è bello, tutta la macchina biologica resiste, si rifiuta, si difende, perché per lei risulta pericoloso pensare in questa nuova maniera: va contro il naturale istinto di sopravvivenza.
Compiendo un’azione innaturale, una parte di noi vuole imporre un nuovo modo di pensare fondato sull’amore, collaborazione, fiducia.
La coscienza profonda vuole convincere quella animale che il mondo non è una fonte di pericolo da cui difendersi, ma una fonte di Bellezza, e che gli altri, qualunque cosa facciano, non sono pericolosi… ma belli
Ecco perché, all’inizio è necessario staccarsi dalle visioni passo-temporali della m. biologica, creando il testimone… liberarsi dall’asservimento con la Volontà ferrea dell’anima

Sforzarsi di amare i propri nemici genera un “fuoco” interiore che invariabilmente costringe la macchina biologica a convertire i suoi atomi e produrre nuove sostanze dalle vecchie. L’istinto di sopravvivenza della natura animale viene sopraffatto dalla Volontà e dall’Amore.
I nemici sono anche tutte quelle situazioni che ci causano fastidio o sofferenza
… Quando sentiremo un insulto,  saremo svegli, presenti e pronti a spostare il centro di consapevolezza nel Cuore, per cogliere lo stimolo attraverso i nuovi sensi. Verremo allora sopraffatti da un’emozione superiore che appartiene alla sfera della compassione, perdono… Il Veleno è divenuto Farmaco … Un Nuovo Uomo si sta impossessando del suo corpo di gloria e fa sentire i primi vagiti -
Nigredo (emoz. neg. -> emoz. sup.) … Albedo -> Passaggio dalla coscienza dell’io psichico al Sé (da piombo all’argento)… Il salto successivo (passare dal Sé allo Spirito è simboleggiato dall’Argento che si fa Oro)
… Ribadire l’INTENZIONE di amore qualcosa di sgradevole produce IMMEDIATAMENTE i suoi frutti a livello atomico (sebbene restino a lungo silenziosi e intangibili per la coscienza ordinaria)
In passato lo scopo era di allontanare il dolore (psicofisico), ma più lo rifiutavi (lottavi o lo rifuggevi) più esso tornava rafforzato… Ora sai che può venire utilizzato per accelerare la tua trasformazione

I guerrieri dello spirito esprimono la facoltà maschile di incidere efficacemente la materia, accompagnata dall’attitudine femminile ad accogliere chiunque nel Cuore.

La proiezione della coscienza verso l’alto ha lo scopo di creare temporaneamente un “varco”, cioè un passaggio  che può essere sfruttato dalle forze di ordine sup, per raggiungere i mondi inferiori
… Nella Grande Opera non si trasformano le sostanze grossolane come nella Piccola, ma si verifica una sostituzione in cui ogni singola particella viene rimpiazzata da una nuova, appartenente alla sfera dello Spirito Santo… Atomi con una maggior frequenza vibratoria, provenienti dal mondo del fuoco che risuscita il corpo (cadaverico, sonnambulo), lo rende vivo -> rendenzione della materia

… E’ l’allievo a dover sfruttare i maestri che di volta in volta incontra sul suo cammino, non viceversa!
… Trattenere per sé il fuoco è come condannarsi a bruciare stupidamente, è un suicidio, esso va espresso in qualunque attività che implichi un servizio agli altri; lo spirito deve circolare, altrimenti si accumula e consuma la forma che lo contiene.

… “La mia m. biologica vede un problema e sta male, ma non è affar mio. Questo per me è solo un laboratorio nel quale lavorare: un’officina alkemica”

Chi crede-non crede è ignorante. Il ricercatore serio, intelligente, non si limita a credere o meno ma accetta un’ipotesi come possibile e si prende il tempo di verificarla

… Nutrirsi di emozioni elevate, ricercarle anche nel quotidiano

Cardio-Apatici –> Ogni difficoltà origina dal nostro interno ed è sempre causata dalla durezza del Cuore, l’incapacità di vivere in costante innamoramento – non avvertiamo la vibrazione del Cuore, non la cerchiamo, non abbiamo fame di gioia… il nostro consueto stato di assenza di gioia, pur essendo un’aberrazione, ci appare normale; anzi lo percepiamo auspicabile rispetto al disagio in cui si trova la maggioranza delle persone… in un paese di ciechi, chi è guercio viene fatto re!

Noi non conosciamo mai gli altri, semplicemente ci costruiamo un’immagine mentale di loro e ci limitiamo a interagire con quella… Aprendo il Cuore, strappiamo questa immagine e ci lasciamo invadere dall’anima dell’altra persona: percepiamo direttamente la sua essenza andando oltre ogni filtro.
Muoversi con il Cuore aperto significa venire continuamente travolti dalla Bellezza delle persone/situazioni… Ci sentiamo protetti tra le braccia dell’esistenza.
Camminare per strada sentendosi sempre in un luogo sicuro, con la certezza che niente di negativo può mai accaderci!
… vibrare ad un’altra velocità e spostarsi senza mai uscire da quella calda vibrazione, sentire ardere il sacro fuoco lungo ogni momento della giornata.

I “demoni” che sarò riuscito a sconfiggere da questa parte, si terranno lontani da me dall’altra parte.   –

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RISVEGLIO – Con gli esercizi delle Antiche Scuole Esoteriche, libro di Salvatore Brizzi


Risveglio Brizzi

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RIASSUNTO ESERCIZI

Esercizio I
Ricordiamoci di noi mentre ci spogliamo e ci vestiamo.

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Esercizio II
Ricordiamoci di noi mentre ci spogliamo e ci vestiamo. 


Ricordiamoci di noi ogni volta che attraversiamo una porta. 

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Esercizio III
Ricordiamoci di noi mentre ci laviamo i denti, ci laviamo il viso,
facciamo la doccia, la barba, ci depiliamo. 

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Esercizio IV
Proseguiamo come Esercizio III. 

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Esercizio V
Ricordiamoci di noi ogni volta che attraversiamo una porta.

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Esercizio VI
Eliminiamo una parola dal nostro parlare.
Ricordiamoci di noi mentre ci spogliamo e ci vestiamo, come
all’Esercizio I.

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Esercizio VII
Mangiamo con consapevolezza. 

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Esercizio VIII
Mangiamo con consapevolezza.
Eliminiamo una parola dal nostro parlare. 

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Esercizio IX
Imitiamo la postura e i gesti del nostro interlocutore.
Ricordiamoci di noi tutte le volte che ci alziamo e sediamo. 

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Esercizio X
Rilassiamo i muscoli del corpo almeno 1 volta ogni ora.
Decidiamo di non assumere più una certa postura. 

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Esercizio XI
Ricordiamoci di noi mentre camminiamo per tratti di pochi minuti.
Ricordiamoci di noi tutte le volte che ci alziamo e sediamo. 

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Esercizio XII
Ricordiamoci di noi tutte le volte che squilla un telefono.
Ricordiamoci di noi mentre camminiamo, come all’Esercizio XI.

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Esercizio XIII
Mangiamo con la mano sinistra.
Ricordiamoci di noi mentre ci spogliamo e ci vestiamo, come
all’Esercizio I. 

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Esercizio XIV
Ricordiamoci di noi tutte le volte che accendiamo un interruttore.

Svolgiamo le attività della ‘zona bagno’ (barba, depilazione,
denti…) con la mano sinistra.

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Esercizio XV
Ricordiamoci di noi mentre espletiamo le nostre funzioni organi-
che (pipì e cacca). 

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Esercizio XVI
Proseguiamo come Esercizio XV.
Ripetiamo “Io sono”, almeno una volta ogni ora. 

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Esercizio XVII
Proseguiamo sempre come Esercizio XV.
Ricordiamoci di noi tutte le volte che iniziamo a parlare con qual-
cuno. 

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Esercizio XVIII
“Cammina sempre un metro dietro di te”. 

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Esercizio XIX
Proseguiamo come Esercizio XVIII.
Resistiamo a ogni desiderio di approvazione. 

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Esercizio XX
Ripetiamo “Io sono”, almeno una volta ogni mezz’ora.
Osserviamo quale emozione proviamo prima di rispondere al tele-
fono. 

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Esercizio XXI
Ripetiamo “Io sono”, almeno una volta ogni mezz’ora.
Non pensiamo a un dato argomento per l’intera giornata. 

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Esercizio XXII
Camminiamo immaginando di non avere più la testa.
Ricordiamoci di noi al momento dell’orgasmo
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Esercizio XXIII
Camminiamo immaginando di non avere più la testa.
Evitiamo di pronunciare il termine “Io”. 

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Esercizio XXIV
Ricordiamoci di noi mentre guardiamo la televisione.
Evitiamo di pronunciare il termine “Io”. 


Ricordiamoci di noi al momento dell’orgasmo. 

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Esercizio XXV
Ricordiamoci di noi mentre parliamo con altre persone.
Sforziamoci di cambiare andatura mentre camminiamo.

RISCOPRIRE SE STESSI


“Sii luce a te stesso” – Buddha … essere se stessi, qualunque cosa questo voglia dire, significa onorarSi. Magari non ti tutti ti ameranno quando sei sempre te stesso ed è possibile persino che si collezioni un po’ di nemici lungo la via. A nessuno piace fingere di essere quello che non si è, e quindi quando si trova qualcuno che non gioca quella finzione, si sarà un riflesso di quella contrazione. E quindi per alcuni potremmo essere fonte di ispirazione per esprimersi per quello che si è veramente e per altri invece saremo il doloroso ricordo di un tradimento ancora in atto. Non tutti quindi ci ameranno, ma tutti nel rispettarti, alla fine ti rispetteranno.

Se non ci tradiamo per compiacimento o per paura, riconquistiamo quel centro del sentire che resta spesso offuscato dalle mille voci del condizionamento. Il corpo ci dice continuamente la nostra direzione, ci dice sì e no, con segnali di espansione e contrazione. Ma abbiamo perso l’abitudine a seguirlo perché siamo stati addestrati a distogliere l’attenzione da quello che è immediatamente evidente, per andare su ciò che ci è stato insegnato come giusto o sbagliato. Accade a quel punto che ci sentiamo confusi e tristi e che non sappiamo più cosa sia quello che davvero vogliamo perché abbiamo perduto il contatto con quel centro interiore.

Abbiamo imparato in parole povere a tradirci e siamo stati premiati nel farlo. Abbiamo infatti imparato a fare quello che ci era stato insegnato come giusto e abbiamo scordato quello che sentivamo che fosse giusto per noi. Ci siamo persi. Interrompere questo meccanismo non può che generare inizialmente paura: paura di restare soli, paura di perdere l’approvazione etc se non seguiamo quello che ci viene insegnato come giusto. Ma non appena iniziamo a seguire quello che noi sentiamo come giusto per noi stessi, nonostante tutto, quella paura si trasformerà in gioia e senso di libertà. Quella paura era infatti la nostra stessa gioia che si era contratta attorno ad un senso del “me”, attorno ad un senso di separazione.

A volte sono proprio coloro che sembrano opporsi di più a noi che diventano l’opportunità per riconquistare quella parte di sé che si era perduta nel condizionamento. Infatti in quelle occasioni dopo aver barattato noi stessi in cambio di una finta sicurezza ci ritroviamo costretti quasi a dover riconquistare quella parte di noi. 

All’inizio potrebbe sembrare qualcosa di difficile, ma dopo una prima volta ci rendiamo conto che il prezzo da pagare nel non mostrare quello che veramente sentiamo e vogliamo è troppo alto, perché significa perdere se stessi. E dopo una prima volta la ricompensa di una ritrovata libertà e senso di espansione è tale che la svolta è iniziata. 

Il meccanismo del condizionamento si è rotto, e sebbene possano volerci anni a far sì che se ne vada del tutto, nulla sarà più come prima. Abbiamo assaggiato quell’apertura e sarà quell’apertura stessa a guidarci verso Casa.

Shakti Caterina Maggi

fonte:  http://www.avasashakti.blogspot.it

VIVI IN UNA PRIGIONE IMMAGINARIA PRODOTTA DALLA TUA MENTE


Fate attenzione soprattutto all’esercizio che inizia al min. 40
Viene spiegato al min. 48
E’ essenziale che lo comprendiate bene!!!

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“Conversazioni sul Cervello” di Enzo Soresi


QUANTO PESA IL TUO CUORE?


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SAPETE TUTTI COME MISURAVANO IL VALORE DI UNA PERSONA NELL’ANTICO EGITTO.

NON IN BASE AL SUO REDDITO, ALLE SUE RICCHEZZE ESTERIORI, AI SUOI AVERI,

MA IN BASE ALLE SUE RICCHEZZE INTERIORI, AL SUO ESSERE, IN FUNZIONE DEL PESO DEL SUO CUORE!

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EBBENE, TI SEI MAI CHIESTO QUANTO PESA IL TUO CUORE?

E’ PIENO DI RANCORE, RABBIA, ODIO, GELOSIA, INVIDIA, DESIDERIO DI VENDETTA E RIVINCITA?!

OPPURE E’ PIENO DI GRATITUDINE, GIOIA, COMPASSIONE?

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NEL PRIMO CASO SARA’ PESANTE COME UN MACIGNO, E STAI CERTO CHE PRIMA O POI SENTIRAI RICADERE SU DI TE TUTTA QUELLA PESANTEZZA CHE PER ADESSO CREDI DI POTER INSABBIARE SOTTO QUALCHE SORRISINO DI CIRCOSTANZA E QUALCHE CONSOLAZIONE MATERIALE. QUEL PESO SARA’UN’ACUTA AGONIA, UNA CROCE CHE PORTERAI FINO ALL’ULTIMO GIORNO.

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NEL SECONDO CASO SARA’ LEGGERO COME UNA PIUMA E ALLA FINE DEI TUOI GIORNI L’ANIMA TUA VOLERA’ VIA RINGRAZIANDO FINO ALL’ULTIMO BATTITO DI VITA.

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RIFLETTICI BENE E SII SINCERO:

QUALI SENTIMENTI CI SONO DENTRO IL TUO CUORE?

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QUANTO PESA IL TUO CUORE?

LOOP DISTRUTTIVO


CAMPI DISMORFICI


EGO E ANIMA


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