più di 500 RIFLESSIONI, PILLOLE DI SAGGEZZA E FRASI MOTIVAZIONALI SUL CAMBIAMENTO, L’EVOLUZIONE E L’APPRENDIMENTO DI NUOVE CONVINZIONI-ABITUDINI VINCENTI

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SEMPLIFICA LA VITA 3° PARTE

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La semplicità è la sofisticazione ultima (L. Da Vinci)

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Più di 50 rapide e pratiche indicazioni per semplificarti la vita:

-semplifica

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Non Bloccarti e spendere energia domandandoti: perché!?

Sbarazzati della paura di sbagliare, buttati e fallo!

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L’azione decisa precede la scomparsa della paura -> assumersi i rischi necessari -> andare avanti  comunque, in ogni caso, verso l’obiettivo … anziché ritirarsi e covare sensazioni sotterranee d’impotenza.

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Potere interiore sulle proprie percezioni del mondo-controllo delle reazioni alle situazioni = potere di agire, muoversi liberamente, senza esitare o tentennare.

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ESPANDI (la tua) ZONA (di) AGIO

(Impara a sentirti a tuo Agio OVUNQUE)

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✓    Estendi le alternative disponibili     

✓    distendi i margini di autocontrollo    

✓    allarga il  campo d’azione    

✓    ingrandisciti    

✓    amplia gli spazi di consapevolezza    

✓    alza disinvoltura, quiete    

✓    attraversa, oltrepassa, supera i limiti, i confini    

✓    esagera, incrementa, intensifica i ritmi mini-gratifica post-sofferenza/fatica    

✓    agevola il lato più luminoso del campo energetico, il nucleo attrattore, catalizzatore, attivatore    

✓    fondi, fissa nell’anima l’intento guida,     

✓    massimizza, nutri i corpi sottili, leggeri, i messaggeri significativi, portatori sani di saggezza    

✓    rinnova, sostituisci i vecchi schemi di apprendimento, liste promemoria, rituali, attività rinfrescanti di sostegno    

✓    forgia nuove chiavi di lettura    

✓    Slanciati verso  nuovi punti di vista, posizioni più elevate, altri settori di competenza    

✓    Spostati, mettiti in movimento, cambia direzione, rotta, vision

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    •    Partecipa, sperimenta, frequenta, contatta ciò che chi intimidisce, intimorisce
    •    Osa richiedere di più
    •    Assumi piccoli nuovi rischi ogni giorno
    •    investi più risorse, recupera il controllo delle situazioni
    •    programma i rischi da affrontare domani
    •    Simula, Prefigura le mosse
    •    Indaga, raccoglie, riconosci gli indizi
    •    mettiti alla prova, dimostra le tue qualità
    •    Ripara, rimedia agli sbagli

    •    Neutralizza gli scompensi

    •    localizza i segnali rivelatori
    •    soluzioni ottimali, scorciatoie
    •    Stravolgi, rovescia le notizie
    •    INIZIA !!!
    •    Trai sempre vantaggi, anche non immediati
    •    Elimina le condotte nefaste, i dispositivi frenanti – rompi i legami viziati
    •    comprendi gli ostacoli, i blocchi, il motivo delle paralisi
    •    scaccia, estrometti le mine vaganti della vocina demoralizzante

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    ▪    Circondati di meraviglie
    ▪    il 90% delle preoccupazioni non si avvererà mai; quelle realistiche sono solo il 10%
    ▪    Fai scoppiare le bolle nauseanti e dirada le nebbie tenebrose dei pensieri ossessivi
    ▪    dati una spruzzata di adrenalina (fiducia)
    ▪    asseconda intenzioni paradossali (ogni tanto datti alla pazza gioia del genio e sregolatezza)
    ▪    metti a fuoco le priorità, i tuoi talenti
    ▪    permettiti piccole trasgressioni, deviazioni dal programma
    ▪    una volta presa una decisione abbandona l’immagine che ti è fatto dei risultati, tuttavia l’aspettativa, il rammarico, la delusione, il dubbio (“e se”…; sarebbe stato meglio che…)
    ▪    Accetta, apprezza l’occasione mancata <> incoraggiati
    ▪    trova dei modi per tesaurizzare ogni esperienza
    ▪    smetti di spingere … il fiume della vita scorre da sera

[CONTINUA…]
    ▪    prima di preoccuparti di quello che si trova oltre la riva, occupati di immergerti e attraversare (incolume) la corrente
    ▪    guarda alla ciambella anziché al buco
    ▪    ascolta le intuitive istruzioni del subconscio
    ▪    integra l’energia universale
    ▪    Il piacevole consiste nel saziarsi di quello che è conforme alla propria natura-anima, riempirsi di realtà piene di sostanza vitale-luce
    ▪    a ogni occasione abitua l’anima a essere il più solerte possibile nel medicare le ferite e risollevare ciò che è caduto per effetto di dolore-malattia.

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A ogni fatale tiro di dado occorre conformare le proprie mosse all’esito della giocata secondo quanto l’intelligenza ritiene meglio, evitando di abbandonarsi ai lamenti, affliggersi per l’avversità
Dopo un’attenta disamina di ciò che è utile o dannoso, conferisci alla vita la capacità (pratica-teorica) di scegliere sempre la migliore alternativa possibile
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Fare un giusto e corretto utilizzo del tempo differenziale (cioè lo scarto, la differenza, il potenziale trascurato)… Sfrutta il tempo mentale inutilizzato -> recupera il tempo libero (discrezionale)
Cambia la marcia dell’atteggiamento (da attenzione passiva – schiavitù delle abitudini- ad attenzione attiva, partecipativa)

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Proporziona ciò che dici alla capacità di intendere di chi ascolta.
Proporziona ciò che fai alla tua capacità di conoscerti, accettarti, elevarti, osservare, creare o alla maturità nel saper sopportare, sentire, percepire, intuire, adattarti ai cambiamenti.

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Grazie alla capacità (maturità) di dare, diminuisci la paura di perdere.
donare-dare significa far fluire, far uscire, lasciar andare, traboccare di pienezza, gioia e potere. Se dare sarà il tuo nuovo scopo, nessuno potrà ingannarti perché chi prende sta usando ciò che tu offri intenzionalmente, sta solo adempiendo al tuo scopo  e merita ringraziamenti.
Agisci come fossi una fonte inesauribile, una forza della natura, una torcia umana che brucia per scaldare e rinnovare la fiamma da passare alle generazioni successive.
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Di di si al tuo universo, qualsiasi cosa accada, annuisci! alla vita.
Accettando, abbandoni le resistenze, i blocchi e le tensioni alle possibilità offerte… Le accetti a braccia aperte, ad ogni nuova sfida ti alzi e agisci con maggior entusiasmo.

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SEMPLIFICA LA VITA 2° PARTE —–>

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Una nuova transizione, I nuovi assunti! (di Rocco Bruno)

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Attuale Sistema di Convinzioni
VECCHI ASSUNTI

Un nuovo Paradigma
NUOVI ASSUNTI

E’ bene fare piani e programmare (falso!)

è convinzione comune che la vita debba essere ben programmata: studi, prospettive di carriera, agenda degli appuntamenti, (falso!) … essi sono tutti figli di questa idea. Ogni appuntamento che fissiamo, ogni incontro rafforza solo la nostra illusione, il nostro bisogno di crederci vivi: impegnare la vita serve a confermare le idee di questo sistema. Prima in assoluto tra tutte è quella certa idea di credere di poter pianificare qualcosa.

Pianificare e crederci significa automaticamente seppellirsi da soli. Preoccuparsipianificare,immaginare negativamente, dimenticare se stessi e lo scopo, il motivo che ci ha portato alla ricerca, al cammino della conoscenza di sé, sono aspetti della pianificazione. L’uomo pianifica perché ha paura, attraverso la pianificazione pensa di scongiurare gli “imprevisti”, e questo ci dà l’illusione di poter controllare gli eventi.

La vita ci accade e noi ne subiamo le conseguenze. Intenti a programmare non ci siamo accorti cosa stava accadendo. L’uomo dovrebbe imparare ed “addestrarsi” alla momentaneità.

La momentaneità:

la vera pianificazione è questo “istante”, è nell’istante; le decisioni sono frutto dell’attimo, l’istante è l’eternità, solo nell’istante esistono tutte le soluzioni; le soluzioni non possono essere trovate, le soluzioni sono, per questo che solo nell’istante esiste la pianificazione. Tutto è a nostra disposizione quando impariamo a vivere l’attimo nella sua totalità. Le “vere” decisioni sono frutto dell’istante. Il “guerriero” si addestra ad “essere presente”, fino a quel momento egli non sa, non agisce fino a quando l’istante non dischiude la sua eternità; solo allora il guerriero saprà ciò che deve sapere; essere presenti a noi stessi permette a “qualcosa” d’altro di esprimersi; la VOLONTA’ emerge dall’istante.

La vita ci accade e noi ne siamo partecipi, liberi da preconcetti e pregiudizi, ci muoviamo nell’immediatezza delle circostante. Stati e circostanze sono tutt’uno. Essere presenti è una “pianificazione verticale”, è l’abbandono totale all’”essere”:

sia fatta la tua volontà”, anzi “la tua volontà così è fatta”! Nulla a che vedere con l’”immobilismo” o il “fatalismo”; “fare” è “essere”; l’azione sta nella presenza, sta nell’”essere” presenti, “essere presenti” per noi equivale a promuovere, conseguire e mantenere “Presenza”.

“Fare” è non pianificare.

Gli altri vanno controllati, ci vuole educazione, ci vuole rispetto.  (falso!)

Ognuno si esprime come sente e crede, gli altri non sono un problema per me, ciò che ognuno fa risponde alla vita non a me; ci vuole “autenticità” e l’“autentico” rispetto. Il rispetto è verso se stessi, è l’amore che siamo in grado di esprimere verso di noi, è la capacità di comprensione e la capacità e di sentire di “essere”. Il rispetto è amarsi dentro.

Gli eventi causano gli stati (falso!)

maledico la vita, gli eventi e gli altri. (errore!)

Gli stati causano gli eventi:

mea culpa, gli eventi e gli altri sono attirati nella vita dai miei stati interni; imparo a perdonarmi. Le persone reagiscono ai miei comportamenti che sono determinati dai miei “stati” (emotivi).

La vita è la causa della nostra sofferenza (falso!)

La vita è l’effetto del mio livello d’essere, del mio grado di responsabilità.

La vita è la causa e l’uomo l’effetto (falso!)

L’uomo è la causa e la sua vita l’effetto della sua volontà di esistere. Poi discende in questo mondo nasce, prova paura e se ne dimentica.

Il mondo è un luogo ostile

(falso!)

Anche se l’uomo ordinario si sente costantemente sotto minaccia ed ha sempre paura di qualcuno o qualcosa, in realtà non c’è nulla e nessuno che possa nuocergli, non ci sono circostante negative o persone che possano causarci danno, o nulla di cui temere, se non di noi stessi; ci sono di fatto solo:

atteggiamenti negativiidee distruttiveconvinzioni malsane

di infelicità e catastrofe.

Il mondo è la proiezione, la materializzazione del nostro ‘sogno’ o dei nostri ‘incubi’. L’uomo è come un essere infelice, che circondato dalla perfezione e da ogni abbondanza, guarda il mondo con gli occhi di una rana e si lamenta di ciò che vede.

Il mondo è così, 

perché tu sei così: abbiamo paura di tutto. Prima ho paura e poi scelgo di cosa. L’Eroe è l’uomo in assenza di paura, in assenza di queste costanti piccole morti interne. Eroe viene da Eros, amore da a-mors.

Integrasi con questa meravigliosa forza ci permette di iniziare un processo che sfocia nell’emersione da una visione catastrofista e rovesciata del mondo. Serve una rinascita ad una nuova concezione del mondo, di noi stessi e della vita, di un nuovo sentimento o “sentire” o “percepire” che è quello che ci fa intuire che c’è molto di più nella nostra esistenza, questo sentimento è l’a-more. E’ ciò che emerge in noi quando siamo in assenza di dialogo ed in assenza di “odio”.

Gli altri sono la causa delle nostre infelicità (falso!)

La considerazione interna ed esterna è la causa della mia infelicità e sofferenza.

Il bisogno di considerazione limita la manifestazione della mia spontaneità.

Gli altri deludono continuamente le mie aspettative.(falso!)

Avere aspettative causa sofferenza. L’egoismo ed il controllo creano aspettativa sugli altri. Sono deludente, irrispettoso ed egoista a pretendere attenzione, atteggiamenti e cose dagli altri. Gli altri non mi devono nulla ed io non gli esigo e non posso e non ho diritto di esigergli nulla.

Sono una vittima delle circostanze e dei comportamenti altrui. Le persone mi mancano di rispetto. (falso!)

La vittima è sempre il colpevole. La mancanza di rispetto negli altri è dovuta alla mancanza di rispetto che noi stessi abbiamo di noi stessi, gli altri ci mostrano solo la nostra manchevolezza.

Le persone generano conflitto

(falso!)

La presenza di un dato conflitto è la ragione della presenza di date persone nella nostra vita! E’ la nostra psicologia ad essere conflittuale e non il contrario.

La vita è ostile, il corpo è cagionevole. (falso!)

La vita è potentissima e il corpo è indistruttibile.

La morte è inevitabile (falso!)

questa idea è la madre di tutte le paure. La morte mette al riparo l’uomo ordinario dallo “sconcerto dell’infinito”.

Dietro ogni pensiero distruttivo c’è l’idea inevitabile della morte;

pensieri distruttivi sono ciò che sta dietro ad ogni doloredubbiopaura, incertezza, stati negativi, etc…

pensieri distruttivi sono quelli che ci fanno arrendere prima ancora di iniziare un impresa crediamo all’inevitabile senza nemmeno provarci a fare qualcosa.

Trascorrendo il resto del tempo a trovare le prove per giustificare

non solo il nostro fallimento, ma la veridicità del fatto che l’impresa era impossibile, e che quindi il fallimento era inevitabile.

Sappi inoltre che la paura della morte si imprime artificialmente dentro di noi al momento della nascita, questo perché la prima sensazione che proviamo è di soffocare e di venire sopraffatti.

La morte è “immorale”. La morte è una fuga, è il mezzo per sfuggire all’”eternità”.

La rivoluzione della Coscienza è la conquista dell’immortalità.

A-mors, a (assenza) mors (morte), a-mors significa immortale, eterno; la paura equivale ad avere “morte dentro”, chi non ha morte dentro non può incontrarla. Elimina ogni pensiero distruttivo, individuato. Accorgiti come agisce, cosa cerca, come si nasconde, dietro quale tipo di giustificazione ed accetta l’ipotesi di smettere di: giustificarti, lamentarti, correggere gli altri, giudicare, remare contro, corrompere, pensare che le cose sia impossibili!

NULLA è IMPOSSIBILE su questo piano e in tutti gli altri piani, questo piano di realtà è il riflesso di un mondo più sottile, invisibile: visibilia ex invisibilibus.

Il mondo invisibile è il mondo di tutte le “possibilità” è il mondo dell’eternità, è il mondo della creazione, è il piano della Talità, il nostro unico vero compito (oggi) è portare questo mondo qui nel mondo visibile, anzi in realtà è accorgerci che già lo stiamo facendo, perché ciò che è visibile ed accade all’intera umanità, proviene dalle sue idee, proviene dal mondo delle sue credenze: credere è vedere. Purifica i tuoi pensieri, purifica le tue emozioni, purifica la tua mente, purifica la tua psicologia e tutto di questo nuovo paradigma può realizzarsi.

Non pensarlo,convincitene!

Vedere per credere(falso!)

Credere è vedere! Quello in cui credo si realizza, quindi vedo.

La rivoluzione è nel mondo,

(falso!)

La rivoluzione è individuale ed intima.

Tu sei solo il tuo corpo, una serie di processi biologici. Tutto ciò che sperimenti è frutto del caso e dei tuoi processi biologici e della genetica. (falso!)

Il Dna non domina la vita, ma la mente (epigenetica); e la mente non è il centro intellettuale, la “mente” è la modalità con cui siamo stati educati a dare forma alle cose, alle persone, circostanze, è il mondo che ci è stato messo davanti agli occhi per impedirci di conoscere il nostro autentico potenziale. La MENTE è un apparato artificiale, formatore.

Un surrogato del vero centro intellettuale, sviluppatosi a causa della prima educazione dei cattivi esempi e idee sbagliate, ovvero tutto quel complesso di credenze che fanno parte della verità degli uomini ordinari. Il pensare per associazioni, ovvero, il pensiero associativo è ancora un altra conseguenza, o funzionamento alterato delle qualità “intellettive”.

Rimuovere le idee false dalla nostra testa significa armonizzare il centro intellettuale e condurlo: metterlo nelle condizioni di ricevere il flusso potentissimo dell’energia del pensiero. Rimuovere le idee confusionarie e fallimentari significa imparare a trasformare le impressioni che diventano cibo per la nostra “presenza”. Solo un centro libero dalla mente fa emergere la volontà e la comprensione. L’uomo libero dall’idea del fallimento è un uomo od una donna in grado di comprendere la vita e riportare integrità, unità in sé.

Uni-verso = verso l’uno.

La tua presenza, ciò che tu sei e sperimenti è fatta di pensieri, emozioni, volontà e di un corpo energetico-planetario. I pensieri, le emozioni e la volontà influenzano questo corpo, ne influenzano i processi biologici e la genetica (il DNA, i geni si mettono in movimento su un ordine che proviene dai mondi interni di un individuo, dai sui pensieri e dalle sue emozioni).

Pensiero, emozioni e sensazioni attraversano il corpo, ma non sono del corpo. Pensieri distruttivi ed emozioni negative sono la causa di un avvelenamento costante del corpo planetario. L’indulgere in emozioni negative e in pensieri distruttivi è la causa dei nostri problemi.

SII VIGILE! E’ bene essere “vigili” e non permettere internamente neppure un atomo di dolore; usa qualsiasi mezzo (trasmutazione, respirazione, meditazione, esercizi, preghiere, rituali, teurgia) per chiudere all’istante ognuna di queste potenziali ferite mortali, non indugiare in queste 2 cose: Pensieri Distrutti ed emozioni negative.

Non pensare di riuscirci, convincitene, convinciti che in generale l’emozione che stai provando se è negativa a nulla vale ed a nulla ti serve, comprendi che ti sta avvelenando ed abbandona di fatto ogni suo pensiero, NON INDULGERE!

Come il pugile nel ring: “tirati fuori dall’angolo, abbandona le tue ragioni, esci prima di prendere altre botte”!”. Le tue ragioni sono viziate dai tuoi pensieri e dal tuo stato d’animo, cerca di riportarti in quota, alzati!

Sei sbagliato, non vali nulla, non puoi farcela, è impossibile! (falso!)

Ehie Asher Ehie = IO SONO QUEL CHE SONO, e quel che io sono, sono. Non c’è fallimento in me, non c’è nulla di sbagliato, c’è solo la ricerca della verità, il bisogno di integrità e la volontà di realizzarla. E’ importante rimuovere dalla nostra vita l’attitudine a giudicare, peggio se è “mal giudicarsi”.

Mal comune mezzo gaudio 

(falso!)

Godere del fatto che ci possa andare storta in compagnia è un altro modo per giustificare la nostra irresponsabilità. Siccome abbiamo creduto che è “impossibile”, questa idea ci consola e fa da ammortizzatore ai nostri fallimenti annunciati.

Annunciati perché con le idee che abbiamo non possiamo che confermare l’impossibilità di realizzare qualsiasi scopo; giriamo in tondo, cercando tutto il tempo, dandoci da fare per poi poter dire: “non mi è stato possibile farlo”.

Cerchiamo continuamente una giustificazione. “Mal comune mezzo gaudio” equivale ad una resa senza condizioni e senza lotta, equivale a fallire realmente il nostro intento; equivale a mollare la spugna.

Non c’è un mal comune, di comune c’è solo in sonno della coscienza. Il mal comune è il paese dei balocchi, ci deresponsabilizza e ci fa dimenticare lo scopo.

E’ bene imparare a mantenere viva l’urgenza esoterica, il bisogno di integrità e di autorealizzazione, non dobbiamo permettere a nulla ed a nessuno di distrarci, di raffreddarci; non dobbiamo, mai, dimenticare, dobbiamo RI-CORDARE continuamente il nostro “ESSERE”.

Devo correggermi! Devo essere perfetto”!

Non posso sbagliare! Non valgo abbastanza, non posso altro che “fare” per poi auto-commiserarmi. (falso!)

autocommiserarsi equivale ad deresponsabilizzarsi.

Quando mi osservo, quando mi auto-osservo tutto quello che è “giusto” comincia ad accadere, tutto ciò che è inutilesuperfluo, e persino dannoso inizia a dissolversi. La comprensione viene dal “presente”, il “presente” è la forza conciliante, la “coscienza” non è di questo piano di manifestazione. Osservarsi significa essere presenti a sé stessi, rendersi conto; ne più ne meno che rendersi conto; rendersi conto dei nostri processi, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, della nostra condizione umana.

Siamo disposti ad accettare l’idea che l’essere umano è uno schiavo, ma poi, quando lo sperimentiamo, e ci rendiamo conto della condizione in cui versiamo, giudichiamo e cerchiamo di chiudere “la bocca” alla verità che stiamo osservando. “Essere presenti” è l’unica vera azione possibile a questo livello di responsabilità.

Il Cristo è l’individuo che si fa carico dei suoi processi interni, dei processi di cambiamento, osserva, si auto-osserva, in silenzio riceve le frustate dalla visione perché sa che solo osservando, “qualcosa” d’altro inizia a farsi presente nella sua vita. Il Cristo è la persona che ha iniziato a “convincersi”.

Avere per essere!

Devi dare tutto, devi darmi tutto, anche la tua vita, devi lavorare fino a 12 ore al giorno, senza sosta, anche il sabato e la domenica se necessario. Il lavoro ti nobilita! Riempie le tue tasche di cibo per te e per la tua famiglia. (falso!)

Essere per avere!

Devi dare tutto, devi dare tutto per un solo mio bacio!” – queste frasi sono di un antico rituale che significano che dobbiamo dare tutto noi stessi allo sviluppo ed il risveglio interiore, dobbiamo dare tutto per un solo bacio della sapienza, della conoscenza interiore di ciò che siamo e cosa possiamo diventare.

Il denaro non è la soluzione ai nostri problemi, “Essere” è la soluzione. ESSERE per FARE e per poi AVERE, infine.

Il lavoro nobilita l’uomo

(falso!)

Di cosa abbiamo paura? Di diventare poveri? Di essere abbandonati? Di ammalarci? Di perdere una proprietà o il lavoro? Di cosa?

Qualunque sia la paura di un uomo o di una donna, essa si materializza in eventi che egli dovrà incontrare sulla sua strada per rendersi libero della schiavitù che volente o nolente ha accondisceso operasse su di lui.

La libertà interiore nobilita l’uomo ed è la sua autentica aspirazione: “quando capisci come è il gioco, non ci vuoi e puoi più stare!!!”.

Il lavoro è schiavitù

Il lavoro è dipendenza, è schiavitù ed è una conseguenza della perdita di dignità, è una conseguenza di un degrado interiore, di una mancanza di attenzione, di una disattenzione alla vita e verso sé stessi, di una cristallizzata abitudine a de-responsabilizzarsi.

Dipendere è l’effetto di una mente resa schiava dal timore immaginario di rimanere senza (di qualsiasi tipo di) nutrimento o sussistenza.

Il “lavoro” è solo quello su se stessi atto a conseguire un autentica indipendenza; è in questo che sta la vera nobiltà del lavoro, nel rendersi liberi, uscendo dai sistemi del mondo, liberandoci dalla paura, interrompendo il nutrimento di certi timori che ci impediscono di usare i sistemi senza farci usare. I sistemi del mondo sono le migliori circostanze per indurci a cercare la libertà; chi resta imbrigliato in esso è di fatto vittima della sua stessa paura, della pigrizia, della vita comoda, e dagli attaccamenti. L’uomo si è arreso alla sua stessa schiavitù, l’uomo che accetta la dipendenza dai sistemi del mondo si è venduto per un tozzo di pane ed un letto.

Usare i sistemi invece che esserne schiavi, questa è l’autentica indipendenza. Per farlo abbiamo bisogno di compiere un “lavoro” preparatorio, di eliminazione sistematica di tutte le idee contorte e distorte che il mondo ci ha regalato. La sola vera disciplina è: liberarsi dall’inferno interiore, dall’odio, dai pensieri distruttivi e dalle false credenze.

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FRASI CELEBRI DI MAESTRI SPIRITUALI E ALTRI PERSONAGGI FAMOSI

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GOCCE DI SAGGEZZA – 1° PARTE

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) AFORISMI SULLA LIBERTà

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CAPIRE SE STESSI PER CAPIRE GLI ALTRI

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RIFLESSIONI, CITAZIONI, MASSIME SUL “TEMPO”

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—>>>    SE PER LA VIA INCONTRI UN MAESTRO , UCCIDILO !

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AFORISMI SULL’ANIMA

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Siamo tutti un po’ Cre-dì-ni

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Raccolta Domande Crescita Personale

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 RACCOLTA DI KOAN ZEN

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STUPENDE LEZIONI DI VITA MENSILI…

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VIGNETTE  E  AFORISMI SU DIO E LA RELIGIONE

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Aforismi Spiritualmente Spiritosi e perciò illuminanti :)

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AFORISMI SULL’IMPORTANZA

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Aforismi sull’ INTENTO (INTENZIONE, INTENZIONALITà… )

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FRASI MOTIVAZIONALI

-GLI ILLUMINANTI PRINCIPI DELLA LEGGE DI MURPHY

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SUPERARE IL MAESTRO, SUPERARE SE STESSI, ANDARE OLTRE, SEMPRE, ESSERE SEMPRE OLTRE, ANCHE QUANDO NON LO SI E’ !!!

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52 PENSIERI PER VOLERSI BENE

1. SE PROVI DISAGIO IN ALCUNE SITUAZIONI E TI DICI: “IO SONO FATTO COSÌ, NON POSSO FARCI NIENTE”, RIUSCIRAI SOLTANTO A PEGGIORARE. COL TEMPO È PIÙ FACILE “MARCIRE” CHE “MATURARE”.

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2. COMPETI CON TE STESSO. LA COMPETIZIONE CON GLI ALTRI NON TI FORTIFICA. RISCHI DI DIPENDERE DAL GIUDIZIO ALTRUI.

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3. NON EVITARE DI AFFRONTARE L’ANSIA. OGNI VOLTA CHE SUPERI IL TUO DISAGIO DIVENTI UN PO’ PIÙ LIBERO. L’ANSIA NON DEVE MAI DECIDERE PER TE.

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4. E’ TROPPO FACILE SOTTOLINEARE GLI ERRORI DEGLI ALTRI. NON ESSERE PARSIMONIOSO NELLE LODI E NEGLI APPREZZAMENTI, AIUTANO L’ALTRO A MIGLIORARSI. PIÙ CRITICHI L’ALTRO E PIÙ SI CONVINCERÀ DELLA SUA INADEGUATEZZA. NON FARLO.

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5. PIÙ ATTRIBUISCI IMPORTANZA O NON IMPORTANZA AGLI ALTRI, PIÙ INDEBOLISCI TE STESSO. STAI DIPENDENDO DAL GIUDIZIO.

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6. NON SEMPRE È FACILE TROVARE PERSONE DA CUI È POSSIBILE IMPARARE. NON LASCIARTI SFUGGIRE L’OCCASIONE.

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7. NON CENTRARE LA TUA ATTENZIONE SUGLI ASPETTI NEGATIVI DEGLI ALTRI. TI SVILUPPA SOLO FRUSTRAZIONE E RABBIA. NON TI AIUTA A DIVENTARE PIÙ SERENO.

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8. RIDURRE LA TUA ANSIA DIPENDE DA TE, NON DELEGARE AI FARMACI, ALL’ALCOL O AL CIBO.

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9. OSSERVA IN MODO DISTACCATO I TUOI PENSIERI NEGATIVI. NON PERMETTERE CHE LORO DIVENTINO LA TUA REALTÀ, SONO SOLO PENSIERI.

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10. NON DIRTI: “QUESTO STATO DI UMORE PASSERÀ”. TU DEVI FARLO PASSARE!
[…]

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11. NON FARE TUOI I PROBLEMI DEGLI ALTRI. SE LO FAI IMPARI SOLO A SOFFRIRE CON LORO, NON AD AIUTARLI.

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12. NON DIRE ALL’ALTRO: “IO RIESCO MEGLIO DI TE IN QUESTA ATTIVITÀ”. PENSA A TE STESSO. NON AL CONFRONTO.

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13. NON AVERE PAURA DI DARE. DEVI AVERE PAURA SE VUOI SOLO PRENDERE. IL DARE TI POTRÀ RITORNARE. PRENDERE LO POTRAI FARE UNA VOLTA SOLA.

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14. AIUTARE GLI ALTRI LO SI FA SPESSO PER SE STESSI, NON PER LORO.

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15. IN OGNI ATTIVITÀ QUOTIDIANA METTI LA GIUSTA TENSIONE E NULLA PIÙ. AFFANNARSI NON SERVE A MIGLIORARE, SERVE SOLO A CONFONDERE GLI ALTRI.

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16. SE CERCHI DI DIMOSTRARE DI ESSERE SUPERIORE AD UN ALTRO, CADRAI AL PRIMO CALCIO CHE VERRÀ DATO ALLA SGABELLO SU CUI SEI SALITO.

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17. SE GLI ALTRI TI VOGLIONO VEDERE IN ALTO, SOPRA UN PIEDISTALLO, SALICI PURE. MA SII PRONTO A SCENDERE PRIMA CHE LO PRENDANO A CALCI.

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18. NON SEI SULLA GIUSTA STRADA SE DIVENTI PRESUNTUOSO E ARROGANTE CON CHI REPUTI INFERIORE. RISCHI DI PRENDERTI TROPPO SUL SERIO.

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19. NON ESISTONO PERSONE PIÙ IMPORTANTI. ESISTONO SOLO PERSONE PIÙ O MENO SIMPATICHE.

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20. NON PENSARE CHE GLI ALTRI POSSANO CAPIRE I TUOI BISOGNI. DICHIARALI. MA ACCETTA CHE GLI ALTRI NON SIANO IN GRADO DI SODDISFARLI.

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21. IL TUO STATO DI BENESSERE DEVE DIPENDERE SOLO DA TE. NON DAGLI EVENTI ESTERNI. E’ FACILE STARE BENE QUANDO NON VI SONO PROBLEMI SUL LAVORO O NEGLI AFFETTI. TUTTI CI RIESCONO. SE TI DICI: “STAR BENE O MALE DIPENDE DALLE SITUAZIONI”, NON RIUSCIRAI A CENTRARE L’ATTENZIONE SU TE STESSO E QUINDI A MODIFICARTI.

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22. RICORDA CHE LE PAROLE NON SONO COMPORTAMENTI. E’ MOLTO FACILE FARE AFFERMAZIONI. SE CREDI ALLE PAROLE DI UNA PERSONA CHE POI TI DELUDE, TI ARRABBIERAI CON LEI. NON CON TE STESSO, CHE SEI STATO UN CREDULONE.

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23. CI SONO SOLO DEI VANTAGGI NEL DIRSI: “DOVE HO SBAGLIATO?”

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24. NON COLPEVOLIZZARE O INFERIORIZZARE GLI ALTRI. IMPARERANNO SOLO A DIPENDERE DA TE, DIFFICILMENTE DIVENTERANNO TUOI ALLEATI.

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25. SE, NON SODDISFATTO DEL COMPORTAMENTO DELL’ALTRO, TI DIRAI: “AL SUO POSTO MI SAREI COMPORTATO IN UN ALTRO MODO”, NON FARAI CHE SVILUPPARE IN TE INTOLLERANZA. SEI SULLA STRADA DI APPAGARE IL TUO BISOGNO DI ESSERE AGGRESSIVO.

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26. NON DIRTI: “IO SONO STATO SEMPRE DISPONIBILE CON LUI.” NON FARE UN FAVORE CHE TI COSTA SACRIFICIO ALLA SCOPO DI SENTIRTI IN CREDITO.

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27. NON PRETENDERE CHE GLI ALTRI SIANO DIVERSI DA COME SONO. NON PUOI CAMBIARLI. PUOI SOLO STAR MALE NEL CERCARE DI FARLO.

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28. NON DARE CONSIGLI. E’ TROPPO FACILE E CI RIESCONO TUTTI. E’ MEGLIO TACERE, SE NON SEI IN GRADO DI TRASFERIRE ABILITÀ AGLI ALTRI.

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29. ACCETTA LE CRITICHE. NON SUBIRLE. PRENDI DA ESSE SOLO CIÒ CHE TI PUÒ SERVIRE.

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30. NON IMPORRE IL TUO VOLERE AGLI ALTRI. PRESTA ATTENZIONE AI LORO BISOGNI. NON DIMENTICARE I TUOI E CERCA UNA MEDIAZIONE TRA I TUOI E I LORO BISOGNI.

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31. NON CREARTI INUTILI ASPETTATIVE DICENDOTI: “ANDRÀ SENZ’ALTRO BENE!” IMPEGNATI PER RAGGIUNGERE IL TUO OBIETTIVO. MA NON DARE MAI NULLA PER CERTO. SE LE TUE ASPETTATIVE NON SI REALIZZANO, RISCHI DI SOFFRIRE, DI FARTI DEL MALE E DI IMPIEGARE TROPPO TEMPO A RIALZARTI.

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32. L’INVIDIA NON TI AIUTA A MIGLIORARE MA SOLO A STARE MALE.

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33. CHIEDITI SE LA CRITICA CHE MUOVI AD UN ALTRO SERVE SOLO PER DIMOSTRARE CHE TU SEI IL MIGLIORE. SE È COSÌ, TU SEI SICURAMENTE MOLTO PIÙ DEBOLE DI CHI CRITICHI.

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34. ESSERE CONTENTO DEI SUCCESSI DEGLI ALTRI TI AIUTA A CREARTI DEGLI AMICI E A ESSERE PIÙ SERENO.

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35. OGNI VOLTA CHE TI ARRABBI È UNA PICCOLA PERDITA. SI’, ARRABBIANDOTI MOLTO PUOI ANCHE IMPORTI SULL’ALTRO. MA L’IMPOSIZIONE RISCHIA SOLO DI CREARE IL VUOTO INTORNO A TE.

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36. DATTI DELLE REGOLE E CERCA DI RISPETTARLE. NON AUTO-GIUSTIFICARTI SE NON CI RIESCI. TI STAI PRENDENDO IN GIRO.

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37. RIDI DI TE STESSO, NON DEGLI ALTRI.

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38. IMPEGNATI PURE PER RAGGIUNGERE LA TUA AFFERMAZIONE SUL LAVORO O PER ACQUISIRE PRESTIGIO SOCIALE. MA OSSERVATI DALL’ALTO MENTRE STAI IMPEGNANDOTI E PROVA A SORRIDERE A TE STESSO OSSERVANDOTI.

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39. PERMETTITI PURE DEI VIZI. MA NON PERMETTERE CHE DIVENTINO LORO I TUOI PADRONI.

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40. IL PRIMO DOVERE È VERSO SE STESSI. SE TU SEI SERENO CHI TI È VICINO POTRÀ BENEFICIARNE.

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41. FORSE PIÙ DEGLI ALTRI I GENITORI O GLI AMICI HANNO IL POTERE DI FARTI SOFFRIRE. MA PENSA: “SONO FATTI COSÌ, NON POSSO CAMBIARLI, POSSO SOLO CAPIRLI.” LASCIA CHE LE LORO FRASI TI SCIVOLINO ADDOSSO E NON ENTRINO IN TE.

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42. VOLER BENE È ACCETTARE L’ALTRO COM’È E NON VOLERLO CAMBIARE.

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43. SE TI DICI: “STARÒ BENE SE TROVERÒ LA PERSONA GIUSTA”, RISCHI, NEL FUTURO, DI CREARE NON SOLO LA TUA INFELICITÀ, MA ANCHE LA SUA.

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44. AMARE È ESSERE CONTENTI DEL BENE DELL’ALTRO. SE TI DICE: “MI ALLONTANO DA TE E VOGLIO FAR ALTRE ESPERIENZE”, SARAI PRONTO A CAPIRLO E ACCETTARLO. SE PROVI DISAGIO PROFONDO È PERCHÉ DIPENDI DAL PARTNER. AMORE NON È AVERE BISOGNO DELL’ALTRO.

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45. NON FARE CHE I BISOGNI DEGLI ALTRI VENGANO PRIMA DEI TUOI. FINIRESTI COL SOFFRIRE E ATTRIBUIRE LA TUA SOFFERENZA AGLI ALTRI.

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46. SE VUOI AIUTARE UNA PERSONA, NON SODDISFARE I SUOI BISOGNI, MA INSEGNALE A SODDISFARSELI.

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47. EVITA DI LAMENTARTI: ANNOIA GLI ALTRI E NON TI È DI NESSUN AIUTO.

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48. SE VUOI AIUTARE UNA PERSONA, NON PERMETTERE CHE SI APPOGGI A TE. POTREBBE CADERE E FARSI MALE.

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49. NON APPOGGIARTI A NESSUNO. RICORDATI CHE, SE SI SPOSTA, TU CADI.

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50. SE HAI BISOGNO DI AMORE, NON ANDARE A BRACCIA TESE VERSO UN ALTRO TENENDO IN MANO E CONSEGNANDOGLI IL PESO DEL TUO ESSERE FELICE.

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51. NELL’IMMAGINARE IL TUO FUTURO NON DIRE: “VORREI, POTREI, DOVREI”. SOLO “FACCIO” DIVENTA IL TUO FUTURO.

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52. SIAMO REALMENTE IN GRADO DI FARE CIÒ CHE DICIAMO O INSEGNIAMO? FORSE, QUALCHE VOLTA, VALE LA PENA METTERSI ALLA PROVA.

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SETTE SEMPLICI TECNICHE, INTERVENTI RAPIDI ED EFFICACI PER ELIMINARE I PENSIERI NEGATIVI

Questi metodi sono di facile applicazione. Non lasciatevi ingannare dalla loro semplicità. Applicate queste tecniche regolarmente e tutti i giorni.

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“Ci vuole una sorta di igiene mentale, di educazione alla rimozione di pensieri superflui, ossessivi e negativi e patologici..o quanto meno alla loro elaborazione..” – Catharsis

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Usando queste tecniche, si percepirà un’incredibile quantità di energia rinnovata.  Applicateli in progetti che si pensava impossibili da raggiungere. Vedrete che la gente si sentirà attratta da voi grazie all’aura positiva che verrà rilasciata al più presto.

E’ possibile che alcune tecniche richiedano un maggiore sforzo e o più tempo… in tal caso cercate di scoprire subito quali sono quelle più efficaci per voi e posticipate le altre per un secondo momento…

In altre parole, dopo l’applicazione di queste sette tecniche per un periodo di una settimana circa, vi potete concentrare esclusivamente sulla tecnica che si adatta meglio al vostro stile di vita.
Concentrare l’attenzione  su ognuna di queste tecniche vi aiuterà a vedere i vostri pensieri negativi mentre scompaiono a tempo record.
Presto sarete più felici e più positivi.

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1. Guardare la postura con attenzione

Quando pensate a qualcosa di negativo, prestate ben attenzione alla postura.

Com’è il corpo? Avete la schiena dritta? Gli occhi guardano in basso o in alto? State sorridendo? Camminate velocemente o lentamente? Vi sudano le mani? La respirazione è calma e profonda? State sfiorando qualche parte del corpo (capelli, polso, spalle, naso, bocca…)?
Si noterà che, quando ci si sente depressi, il proprio sguardo si volge verso il basso. Si cammina lentamente e si tende ad avere la schiena curva.  Nel proprio corpo si può sentire una tensione più alta del solito. E state certi che è una sensazione molto stressante, non è vero?

Abituatevi a riconoscere quando il vostro corpo adotta questa posizione (e notate se vi sentite depressi o avete molti pensieri negativi per la mente).

E’ necessario che vi ricordiate di fare spesso – durante la giornata – questo esame interiore, altrimenti l’esercizio non serve a nulla.

A volte sono proprio i pensieri negativi che vi portano ad adottare questa posizione scomoda.Teoricamente, cambiando la respirazione o la postura con una posizione più adeguata, potreste attenuare l’intensità dei pensieri negativi (è ovviamente un fenomeno soggettivo). Di certo ridurrete drasticamente lo stress psico-fisico…

Potrebbe aiutarvi l’alzarvi, il raddrizzare la vostra schiena e muovere il corpo (camminare, distendere la muscolatura, etc…) Camminare più lentamente o fare passi più lunghi.

Guardare in alto, avanti di voi o tutto intorno a voi…

Abbassare e rilassare le spalle

Ruotare la testa/gli occhi/la lingua…

Squotere, sciogliere, massaggiare tutte le parti del proprio corpo (braccia, gambe, mani, piedi, viso, collo, etc…)

Fare stretching…

[ si veda ad es. questi video di qi gong (esercizi di ginnastica dolce) ->

http://embedr.com/playlist/my-video-playlist_10920

 

Infine osservate la differenza nella vostra mentalità.

L’esecuzione e i cambiamenti di solito non richiedono più di pochi secondi…

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2. Imparare a ridere e sorridere regolarmente


Quando si è di fronte a un problema che sembra insormontabile, è probabile che ci  si senta tristi, depressi o arrabbiati.

Eppure è molto semplice sbarazzarsi di questo disagio. Ovviamente questo non cancella quello che ha causato questo stato, ma renderà i vostri problemi meno dolorosi e più facili da controllare. Fate così: quando un problema o un sentimento negativo si frappone nella vostra vita, mettetevi a ridere in maniera incontrollata. Ridendo più spesso si rilascia una dose di endorfine nel cervello, che ha l’effetto di calmare e farvi dimenticare i vostri pensieri negativi. Se per qualsiasi ragione non si può o non si vuole ridere ad alta voce, si può semplicemente sorridere. Il sorriso produce esattamente lo stesso effetto di una risata. Inoltre, è importante sorridere con gli occhi.
Sorridendo soltanto con la bocca, si corre il rischio che il proprio sorriso sia forzato.

Se invece riusciamo a sorridere sia con la bocca che con gli occhi in maniera naturale, è come se il nostro viso si illuminasse di gioia e serenità.

Un sorriso forzato non può migliorare la vostra mente ma può anzi avere l’effetto opposto.

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3. Uscire dalla propria zona di comfort

Si dovrebbero moltiplicare le azioni volte a raggiungere uno dei vostri sogni o uno scopo importante.

 

È possibile fornire una serie di scuse per non fare progetti, tuttavia, se non si prende a cuore un obiettivo – di solito – è perché la paura o la pigrizia vi impediscono di fare il primo passo.

Se pensate che uno dei vostri obiettivi non si possa realizzare può darsi che sia veramente irrealizzabile oppure può darsi che vi sentiate semplicemente troppo ansiosi, poiché temete di uscire dalla vostra zona di comfort. Questa preoccupazione è abbastanza normale, ma se non viene incanalata rapidamente in azioni efficaci, può trasformarsi in panico. Questa tendenza negativa a lasciarsi sopraffare dall’ansia è la più grande fonte di pensieri negativi.
Tuttavia, il semplice fatto di fare azioni e di prendere a cuore il proprio scopo (anche se si ha paura…), è più che sufficiente per eliminare la sensazione di ansia che era stata associata a queste azioni o a quell’obiettivo. Inoltre, ogni progetto realizzato (piccolo o grande che sia), vi farà sentire meglio, più forti e più sicuri… in grado di organizzare attività che una volta vi terrorizzavano.

 

Convincersi di avere il potenziale per fare tutto ciò che si desidera raggiungere è l’unico modo conosciuto per ridurre in modo significativo lo stress nella propria vita.

Con l’abitudine di lasciare la vostra zona di comfort e iniziare a fare cose nuove (creative, inaspettate, imprevedibili, misteriose…) potrete eliminare molti pensieri negativi legati alla paura del fallimento.
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4. Creare ancore positive ed efficaci

Che cosa è un ancoraggio? E’ una tecnica utilizzata per associare una risposta a uno stimolo.
Ad esempio, avete paura dei ragni e volete superare questa paura. Un terapeuta potrebbe mettere una mano sulla spalla ogni volta che vi sentite particolarmente coraggiosi. Il gesto della mano sulla spalla è inconsciamente associato al vostro senso di coraggio.

Il terapeuta stesso potrebbe poi mettere la mano sulla spalla quando si è in presenza di ragni. Se l’associazione tra la risposta e lo stimolo è già in atto, si dovrebbe provare una sensazione di coraggio in presenza di ragni.

Questo è solo un esempio e non necessariamente c’è bisogno di un terapeuta per innescare gli ancoraggi.

Vediamo come questa tecnica può essere utilizzata per eliminare i vostri pensieri negativi. Inizialmente, si può scegliere di schioccare le dita ogni volta che un pensiero positivo attraversa la tua mente. Quando l’associazione tra questo pensiero positivo e lo schiocco è costruito si può rafforzare questo ancoraggio facendo in modo che ogniqualvolta scatta un pensiero negativo possa essere trasformato immediatamente in pensiero positivo  con lo schiocco delle dita…
Ciò può richiedere diversi giorni perché prima che l’ancoraggio sia ben integrato nel subconscio sono necessari diversi tentativi.

Esistono molti altri ancoraggi simili al precedente: potete associare il pensiero positivo toccadovi una specifica parte del corpo, guardando un oggetto, muovendo un dito, ascoltando una canzone, etc…

In sintesi, si tratta di creare delle rapide abitudini positive che vi aiutino a distogliere il flusso dei pensieri dai problemi della quotidianità.

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5. Sostituire i pensieri negativi con frasi positive


Un’altra tecnica efficace è quello di ripetere continuamente una frase positiva quando si ha un pensiero positivo.

È tecnicamente impossibile per la mente accettare due affermazioni contraddittorie allo stesso tempo.

La mente non si preoccupa di quale sia il pensiero dominante.
Ripetere ad alta voce, sussurrare o semplicemente pensare ad una frase positiva,  rafforza l’autostima e consente alla vostra mente di liberarvi del vostro pensiero ossessivo.

E’ un metodo tanto semplice quanto efficace.

Ecco alcune PAROLE o frasi che potete ripetere durante il giorno:

- MERAVIGLIOSO

- SUBLIME

- BEATITUDINE OCEANICA

- GIOIA INFINITA

- Wow! Sono Fantastico, Magnifico, Stupendo, il Numero Uno, il Migliore.

- Giorno dopo giorno e da tutti i punti di vista, io sto migliorando

- Nonostante ciò che pensano gli altri io mi amo emi accetto così come sono!

- Perdono me stesso e gli altri per tutti gli errori che sono stati commessi.

- Rilascio e Abbandono tutti i miei sensi di colpa: Sono libero di essere me stesso.

- Sdrammatizzo e Alleggerisco immediatamente e definitivamente la mia vita

- In ogni istante respiro abbondanza e rilascio abbondanza.

- Le mie prospettive sono davvero illimitate

etc… (tenete d’occhio l’area risorse per trovare altre frasi positive…)

È possibile, ovviamente, usare altre frasi che stimolino la vostra ispirazione. Scegliete una frase o più frasi brevi ed efficaci.

E’ molto importante che la frase scelta venga ripetuta costantemente.

E’ sufficiente riformulare mentalmente la PAROLA o frase positiva due o tre volte al giorno per ottenere subito qualche beneficio…

Pronunciando la frase è necessario concentrarsi sulla sensazione piacevole che si desidera vivere e non sui problemi, le difficoltà e le paure…
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6. Migliorare la qualità della vostra dieta e il vostro sonno

Per godere di tutta l’energia di cui avete bisogno, dovete dormire – di solito – 7 / 8 ore al giorno. In caso contrario, si rischia di rimanere a corto di energia al risveglio.

 

Una persona che ha poca energia tende ad essere più facilmente stressata o depressa. Pertanto, una corretta gestione del sonno è veramente importante per dissipare i pensieri oscuri. A lungo termine, la mancanza di sonno può portare a uno stato di profonda depressione.

Se si desidera controllare la propria salute psico-fisiologica, si deve anche prestare attenzione alla propria dieta. Naturalmente vi consiglio di fare ogni giorno una buona scorpacciata di frutta e verdura, riducendo magari il consumo di carne…

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7. Stare lontano da persone con temperamento negativo

Sappiamo tutti che non è molto piacevole interagire con individui che hanno un carattere particolarmente sgradevole o che si lamentano di tutto e tutti. Probabilmente avete notato che in presenza di queste persone, si finisce per sentirsi sempre più tristi, abbattutti, innervositi o addirittura più arrabbiati.

La persona negativa è contagiosa e se non si riesce a contenere la sua negatività, si corre il rischio di farsi coinvolgere in una deprimente spirale di stati d’animo negativi.

So che a volte è difficile o impossibile evitare il contatto con queste persone, anche perché potrebbero far parte del vostro ambiente circostante (lavoro, famiglia, hobby, etc…). Tuttavia, è necessario ridurre il più possibile il tempo trascorso in loro compagnia e contemporaneamente aumentare il tempo trascorso con le persone che ci trasmettono energia positiva, come gioia, passione e buon umore.

Inoltre, si noterà che chi ha pensieri più positivi, è anche più ottimista di natura. Secondo la legge di attrazione, siete voi che attirate persone ottimiste, realiste o pessimiste, non viceversa.

Circondandovi di persone positive, aumeterete il flusso di abbondanza, serenità, benessere all’interno della vostra vita.

L’umore è contagioso, non dimenticatelo mai.

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CONCLUSIONI

Ora spetta a voi sperimentare quello che avete appena letto…
Non dimenticate mai che la lettura di questo articolo non basta … È necessario utilizzare regolarmente le tecniche …

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Vivere è come scolpire la pietra, intagliare il legno o manipolare l’argilla:

http://www.assesempione.info/images/stories/argilla.jpg

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Occorre TOGLIERE il superfluo , SCAVARE in profondità, TIRAR VIA il sovrappiù, RIMUOVERE la materia prima in eccesso,
per poter infine modellare e dare forma alla nostra OPERA D’ARTE chiamata VITA.

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Voi siete la mano e lo scalpello di tale opera…
Mi attendo un Capolavoro in Altorilievo da ognuno di voi !!!

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FINISCILA DI SFREGARE LAMPADE di ALATRINO e farti fregare da quella LATRINA.

TU SEI IL VERO GENIO DELLA TUA LAMPADA, IN TE è LA LUCE che DISSOLVE le TENEBRE e GENERA la MAGIA della VITA

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IL LIBRO DEL RISVEGLIO

Ovvero: detti, intuizioni, poemi,
che indicano la vera sorgente della vita

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Premessa al    LIBRO DEL RISVEGLIO


Ancora un libro sulla spiritualità? Vorremmo che fosse quello definitivo, che butterete via dopo averlo letto, assieme a tutti gli altri, per farne un falò.

Questo libro è dedicato a tutti coloro che si sono resi conto di aver girato a vuoto nel dedalo di una ricerca spirituale che li elude invece di ravvicinarli alla meta.

Tutti i saggi di qualunque cultura o razza che hanno oltrepassato qualunque credo religioso – dicono unanimi:

-Svegliati, ciò che cerchi con tanta passione, è semplicemente colui che sta cercando.-

Disperatamente, senza sosta e per tutta la vita cerchiamo l’Amore, la Libertà, l’Unione, attraverso il sentiero sbagliato dei concetti che continuano ad illuderci. In realtà tutto ciò è già in noi, e ha un solo nome:
c o n s a p e v o l e z z a.

La coscienza contiene queste aspirazioni, le incarna: Libertà è consapevolezza, Amore è consapevolezza. Noi ci attacchiamo agli scampoli colorati sparsi qua e là sulla terra, dimenticando la nostra vera veste regale. Non potendo evidentemente afferrare la nostra vera identità, come non possiamo vedere il nostro viso, né esprimere il sapore della bocca, o come l’occhio non può vedere se stesso, ci affanniamo in un girotondo senza fine.

Il girotondo non ha meta, è la meta.

Il nostro “volto originale” non ha né inizio né fine. Non potremo trovarlo né attraverso l’edonismo né attraverso rituali né discipline, – le pratiche, in realtà, aiutano solo a mantenersi nel qui e ora e a disidentificarsi dall’immagine di sé. Possiamo solo retrocedere e poi, quando tutti i nomi, le idee, le congetture si saranno dileguate come fata morgana nel deserto, allora ecco… ciò che siamo veramente potrà rivelarsi.

E così, tutto ciò che consideravamo “altro” e che ci spaventava – anche se fingevamo di amarlo – potrà riprendere il suo vero posto: quale nostra veste o meglio una seconda pelle.

Allora questo mondo che ci appare così solido e che vogliamo afferrare per paura che ci distrugga, si incolla – per così dire – ai nostri pensieri, di cui il nostro corpo è il frutto – ombra fuggevole di un’altrettanto labile memoria. L’universo che ci circonda, ridiventa veramente vivo, amico e pulsa con noi; anche il nostro nemico lo vediamo come parte integrante del nostro io, proiezione delle nostre paure, specchio di qualche inibizione o tabù che non possiamo vedere altrimenti.

Da parecchi decenni poi, la fisica quantistica da Einstein a Böhm, parla di interdipendenza dei fenomeni, di relatività di tempo-spazio – è sempre ora e qualsiasi posto è qui – e di partecipazione fra osservatore e osservato. La scienza degli elettroni e degli adroni scopre che il mondo non esiste in sé, ma è totalmente legato alla presenza cosciente. La vera separazione tra noi e l’ambiente – dicono – è la descrizione del mondo in cui ci chiudiamo.

Le convenzioni ci strangolano.

Heisenberg – noto fisico moderno – già più di cinquant’anni fa enunciava il principio di Indeterminazione, come base dei fenomeni della vita. La coscienza appare ora piuttosto come un ologramma*: Ogni essere è una centrale d’informazione che contiene tutte le informazioni. Gli antichi testi vedantici dicono che la misura è mâyâ – illusione – la cui radice sanscrita è matr - come madre o Maria. L’Immacolata Concezione del dogma cristiano è la mâyâ che crea il mondo pur restando vergine e pura.

Non dobbiamo però confondere di nuovo la Realtà, ciò che siamo profondamente, il nostro fondo – senza-fondo – con le parafrasi dei fisici che ancora descrivono qualche cosa, pur comprendendo la natura inafferrabile di ciò che osservano. Il loro merito è di avvicinarsi al “gran salto” di cui parlano i mistici di tutti i tempi. Ma esiste poi questo salto? Il famoso “salto quantico” di cui tanto si parla non è un vero salto perché l’elettrone non cambia la sua orbita! Ciò dimostra che c’è qualcosa di immutabile nel continuo apparente movimento della vita.

L’IO, quello vero, non legato alla persona e inesprimibile a parole, che pur si manifesta durante tutta la creazione spontanea della vita – non muta mai, dalla nascita alla morte: anche durante il sogno notturno vi è sempre questo indefinibile senso di essere in cui tutto compare e scompare come un temporale su un cielo azzurro. Del sonno profondo non abbiamo un ricordo, poiché in quel momento non c’è più identificazione con il corpo o ad uno stato mentale: siamo come annegati in noi stessi. Eppure c’è un ricordo di benessere totale, non di un buco nero in cui regolarmente cadiamo. La forma corporea dunque è vista come proiezione mentale, a cui ci attacchiamo nello stato di veglia e che ci imprigiona nel concetto centrale “io sono il corpo”. Quando si dorme, non siamo forse incorporei?

Si parla tanto di compassione, ma in questa nuova luce, essa diventa una parola senza senso, dal momento che si scopre che non ci sono “altri”, che la nostra povertà totale è la nostra più grande ricchezza. Non siamo niente. Siamo tutto. Nulla e tutto si fondono nello schioccar delle dita… sono identici.

Questa vita che appare e scompare in un lampo, di cui anche i fisici moderni constatano l’imprevedibilità di base, l’incertezza e i mistici la spontaneità, l’impermanenza, non è forse un mondo di sogno? Nei sogni notturni i personaggi ed i paesaggi sono nostre creazioni e quando ci svegliamo diciamo: “era solo un sogno.”

Ci svegliamo e continuiamo a sognare con gli occhi aperti, ma non ce ne rendiamo conto che al momento in cui ci risvegliamo completamente.

Tutti i cosiddetti Risvegliati dicono che è possibile, facilissimo, basta solo che lasciamo andare le nostre convinzioni più care e cerchiamo di guardare attraverso lo specchio come Alice. Come Alice dobbiamo attraversare effettivamente lo specchio, lasciare ciò che la mente costantemente ci suggerisce: memorie, opinioni, concetti. Non possiamo restare a metà strada. Non è possibile vivere la Realtà rimanendo legati al mondo di sogno, alla descrizione delle cose.

Anche il risveglio, l’illuminazione si rivela poi la più grande delle illusioni. Abbiamo paura tuttavia. Paura di che cosa, di chi? Di noi stessi, del nostro vero volto, della libertà che è amore. Abbiamo paura dell’ignoto. D’accordo. Cos’è l’ignoto? È un falso problema che deriva dalla nostra identificazione alle nostre abitudini e memorie.

  -L’ignoto – dice U.G.* – è ciò che siamo!-

Ognuno di noi per così dire – possiede – anzi è – tutto l’oro del mondo, però si accontenta di qualche briciola, di qualche ornamento di poco prezzo.

E le guerre, le carestie, la miseria? Ci sono come c’è la pace, l’abbondanza, la ricchezza. Può l’uno esister senza l’altro? Avete mai visto un compratore senza un venditore? L’uno e l’altro si alternano come la nascita e la morte, la creazione e la distruzione: fanno parte dell’ologramma. Nel nostro corpo, nella nostra mente non ci sono forse continue guerre, accompagnate da momenti di tranquillità?

Ma tu chi sei?, dove sei? Questa è la sola domanda da farsi. Poi, in questo momento forse, il chi e il dove possono sparire mentre rimane solo l’e s s e r e che è coscienza e beatitudine.

Osserviamo il film e lasciamo che la vita segua il suo corso. Ciò non significa affatto passività, anzi. Richiede una vigilanza appassionata, che non è sforzo: può l’amore essere un’imposizione? Tutto dipende anche dal programma che incarniamo, le nostre tendenze innate e niente di più: tuttavia faremo più facilmente e spontaneamente quello per cui siamo apparsi alla luce, senza fatica né apprensioni.

Questo apparato psicosomatico è sorto senza il consenso del piccolo cervello, in realtà ci è accaduto – corpo, mente e mondo – e così sparirà com’è venuto. Ciò che sei realmente, assiste ed è ciò che osserva: questo è il paradosso dell’apparente dualismo. Il mondo ci appare immenso e costante, quando in realtà è il nostro computer interno che lo forma: un uomo, sotto influsso di una droga, un’ape o un marziano lo vedrebbero ben diversamente.

“È un’allucinazione collettiva” – diceva Nisargadatta e ce l’ha confermato il fisico Schrödinger. Uomini che sono considerati mentalmente lucidi.

I concetti dunque sono come una spina che si usa per togliere definitivamente la spina che ci fa male in un piede: una volta usata, la si butta via assieme all’altra. Alcuni però riescono persino a conservarle entrambe.

Mai il pensiero potrà avvicinarsi al vero Silenzio: quando la mente non ha più risorse, come il drago vinto dall’arcangelo, sarà sconfitta e la vera comprensione potrà aver luogo.

“Né questo, né quello” “trasparenza”, “vuoto di concetti, ma pieno di ciò che è“: ecco le parole usate da questi personaggi a secoli e a migliaia di chilometri di distanza – senza uso di telefoni – che si consideravano inesistenti, ma che vivevano tranquillamente la loro vita. Realizzare la propria vera natura non è né la ricerca di estasi, o di poteri soprannaturali, né un denigrare la vita terrena: è però un capovolgimento totale di ottica per poi continuare a vivere una vita più ricca e serena.

Coloro che si sono lanciati alla ricerca del Sé, sono un po’ come i cavalieri del Graal. È necessaria una grande determinazione, una passione che non deriva certo dal piccolo ego condizionato. Tutta la nostra attenzione sarà costantemente rivolta a Quello, come l’amante perdutamente innamorato non può distogliere il pensiero dall’amato bene. Non è necessario mortificarsi, intraprendere viaggi pericolosi, ma semplicemente tener viva la fiamma di questa passione. Ciò farà maturare il frutto, col calore del sole dell’attenzione, che è “l’io sono”, il senso dell’essere presente.

Poco alla volta, o repentinamente esso scioglierà queste incrostazioni di giudizi e concetti, questi cadaveri ideologici che ci impediscono di penetrare il mondo vero di Alice. È l’innocenza dal pensiero concettuale che ci fa conquistare il Graal.

-L’unica innocenza è quella di non pensare – dice Pessoa.

L’ultimo passo da fare in ciò che si può chiamare “la via senza via” è vedere senza ombra di dubbio, intuitivamente – che noi siamo prima dell’apparizione della coscienza corporea : essa è ancora un oggetto, un nome. La coscienza è l’ultima corda che ci lega alla misura, all’illusione. Il cosiddetto stato non-mentale non è quello di un ritardato mentale – benché anch’egli goda inconsapevolmente di questa libertà – è piuttosto uno stato di pienezza che le parole non possono penetrare. Se si vive quello stato i pensieri veramente utili rimangono e possono essere più efficaci, se sappiamo distinguere la mente funzionale, da quella pensante che crea continuamente immagini legate al passato e anticipazioni.

Al di qua, prima ancora del respiro, “più vicino ancora della vena giugulare”, ecco rivelarsi l’Ineffabile “volto originale” che ci accomuna. Come un genitore affettuoso, sempre disponibile, pazientemente ci attende: la parabola del figliol prodigo ce lo racconta.

Molti si chiederanno come “mantenere” questo stato di grazia che hanno repentinamente riscoperto: questo senso di spazio che sposa ogni forma, senza dimensioni, ci attirerà sempre di più, spontaneamente verso di sé. È la consapevolezza la regista dello spettacolo, lei sola tira invisibili fili: quando sarà l’ora giusta, la sveglia suonerà, adesso forse. Allora il fervore della contemplazione si manterrà costante da solo. In questa assenza di dimensioni, di misura dunque, la motivazione stessa è Consapevolezza, Libertà, Amore. Se la barriera dentro-fuori sparisce, dove sono i confini dell’ego?. L’ego si dileguerà nel tutto ciò che è.

E quando il ricercatore scompare, chi cerca ancora e che cosa?

 *Uppaluri Gopala Krishnamurti (da non confondere con Jiddu Krishnamurti)

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Introduzione


Parole!
La Via è aldilà delle parole,
poiché in essa non c’è
né ieri
né domani
né oggi. 

Hsin Hsin Ming


La pagina perfetta, la pagina di cui nessuna parola può essere alterata senza danno, è la più precaria di tutte… Inversamente, la pagina che ha una vocazione d’immortalità può traversare i fuochi degli errata, delle versioni approssimative, delle letture distratte, delle incomprensioni, senza perdere la sua anima in questa prova.

Jorge Luis Borges


Non credo che ci siano dei libri indispensabili. Credo piuttosto che vi siano dei pensieri essenziali a cui si finisce per arrivare, in genere, a proposito di qualunque libro. Oppure senza neppure un libro.

Jean Paulhan


A differenza d’un testo dottrinale, il poema non esprime, ma è: esso risveglia un sentimento del reale al di fuori di qualunque concetto logico… il poeta trascrive ciò che il meditante esplora silenziosamente.

Anonimo


D.: Prevede un tempo in un futuro non troppo distante in cui vi saranno tante persone Illuminate sulla Terra?

P.: Non c’è futuro, non ci sono persone, non c’è terra, non c’è nessuno che cerca l’Illuminazione, e nessuno che la trova. Questa è la sola e ultima Verità .

Poonja


Molti hanno paura di svuotare la propria mente temendo di precipitare nel Vuoto. Non sanno che la loro stessa Mente E’ il Vuoto. Gli ignoranti evitano i fenomeni ma non il pensiero; i saggi evitano il pensiero ma non i fenomeni.

La nascita e l’eliminazione dell’illusione sono entrambe illusorie. L’illusione non è un quaIcosa radicato nella Realtà; esiste a causa del vostro pensiero dualistico. Se voi cesserete soltanto di lasciarvi andare a concetti opposti quali ordinario e Illuminato, l’illusione cesserà da sola. E quindi, se vorrete ancora distruggerla ovunque possa essere, scoprirete che non vi è un alcunché dello spessore di un capello di cui impadronirsi.

Bodhidharma disse:

Quando la natura della Mente è compresa

Non vi è discorso umano che la possa racchiudere o svelare.

L’Illuminazione non è una cosa da ottenere,

E colui che la raggiunge non dice che sa.

John Blofeld


Vuoto qui, Vuoto là,

ma l’infinito universo

è sempre davanti ai tuoi occhi.

Infinitamente grande e infinitamente piccolo;

nessuna differenza, poiché le definizioni sono scomparse

e non si vedono più limiti.

Così per l’Essere ed il non Essere.

Non perder tempo in dubbi e discussioni

che non hanno niente a che fare con questo.

Hsin Hsin Ming


Proprio qui, il Reale.

Come esprimerLo, senza l’oblio delle parole?

Chuang Tzu


Sappilo: essere vuoto di ogni creatura è essere pieno di Dio ed essere pieno delle creature è essere vuoto di Dio.

Meister Eckart


Una delle figlie spirituali di Padre Pio gli disse che non poteva partire lontano da lui. Egli le disse:

“Figliola, per i figli di Dio non c’è distanza.”

“Ma è duro per me, Padre.”

Padre Pio le mostrò il suo orologio da polso.

“Dimmi, cosa c’è in mezzo qui?”

“Il perno, Padre.”

“Esattamente. Il perno è simile a Dio, che è immobile, e le lancette attaccate al centro, indicano il tempo. Tra il centro e i numeri non c’è distanza, poiché le lancette fanno un ponte con il centro. Dio è il centro, le ore sono le anime, Padre Pio una delle lancette che fa il ponte tra il centro e le ore.”

Rivista Mountain Path 1997

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CAPITOLO 1

non c’è niente e nessuno


All’inizio dell’inizio, anche il nulla non esisteva.

Chuang Tzu


Tutto, nel cielo intellegibile, è dappertutto. Qualunque cosa è tutto. Il sole è tutte le stelle, e ogni stella è tutte le stelle e il sole.

Plotino


La più incredibile trasformazione della visione del mondo che la nuova fisica ha intrapreso è questa – il riconoscere che la coscienza ha un ruolo attivo nel cosiddetto universo fisico. Il risultato di un certo tipo di esperimenti sembra dipendere dalla coscienza dell’osservatore. Non possiamo osservare il mondo fisico, poiché la nuova fisica ci dice, non vi è un mondo fisico. Noi partecipiamo all’interno di una gamma di tutte le possibili realtà.

Michael Talbot


Quando non sei conscio, il tuo mondo non esiste. Tu sei conscio della tua presenza e del mondo all’esterno, ma non sono due cose distinte. Comprendi questo. Il mondo può esistere soltanto se è presente questo apparato psicosomatico.

Nisargadatta Maharaj


D.: Questo corpo-mente, … non è lui ad agire. L’unica cosa che agisce è la Coscienza. Ed è la stessa Coscienza che induce questo corpo mente a pensare di poter pensare e di poter agire.

R.: Esattamente cosi! … non c’è nessuno che possa realmente preoccuparsi del fatto che l’illuminazione si produca o no in questo corpo-mente… Non solo l’illuminazione, ma anche la realtà è un concetto.

Nisargadatta Maharaj: Che cos’è esattamente… “Dio” …? Non è forse la coscienza stessa – il “senso di essere” che uno ha – a causa del quale sei in grado di porre domande? “lo sono” stesso è Dio.

non ci può essere prova della Realtà al di fuori dell’esserla. In effetti tu sei ciò e lo sei sempre stato. La coscienza se ne va con la fine del corpo (ed è perciò vincolata nel tempo) e con essa se ne va la dualità che è la base della coscienza e della manifestazione.

Ramesh Balsekar


D.: Perché negate il mondo?

M.: Non nego il mondo. Lo vedo apparire nella coscienza, che è la totalità del conosciuto nell’immensità dell’ignoto. Ciò che incomincia e finisce è pura apparenza. Del mondo si può dire che appare, non che è. L’apparenza può durare molto a lungo su una certa scala di tempo, ed essere molto breve su un’altra, ma alla fine il risultato non varia. Tutto ciò che è legato al tempo è momentaneo e irreale.

Nisargadatta Maharaj


Una fluidità che non è acqua, una limpidezza che non è aria; una luce senza fuoco e uno spirito senza corpo…

Ibn al-Farid


D. Che beneficio può dare il fatto di parlare o di scrivere su simili soggetti?

R. Quando lei è ricettivo, quando è assorto nell’ascolto, libero da qualsiasi referenza, allora è aperto alle parole… Ecco perché nei libri sacri vien detto che dovete vivere con le parole, le parole del guru, del maestro. Esse sono in un certo senso delle bussole che puntano in direzione della verità.

Jean Klein


… la coscienza è il solo strumento che noi abbiamo per esaminare la coscienza. In tal modo siamo chiusi in un dilemma senza fine – uno specchio che riflette infinitamente una situazione riflessa, e dalla quale non c’è scampo.

Michael Talbot


D. Chi sono ?

R. Con l’incessante ricerca interiore, “Chi sono”, conoscerete voi stessi… Il vero io o Sé non è il corpo, … né la mente, neppure lo stato di sonno profondo in cui non si ha alcuna percezione di questi.

Dopo aver respinto ciascuno di questi e detto ‘ non sono questo ‘ quello che rimane solo è l’ “io”, cioè la Coscienza.

Rivista The Mountain path 1995


È ora assai plausibile che la “sede della coscienza” non possa mai esser trovata da un neurochirurgo, perché essa sembra includere non tanto un organo o vari organi, quanto l’interazione di campi energetici all’interno del cervello. Questi modelli di energia verrebbero rovinati da un intervento chirurgico, e nei cadaveri essi non esistono più da parecchio tempo. I neurofisiologi non troveranno certo ciò che cercano fuori dalla propria coscienza, poiché ciò che essi cercano è ciò che sta cercando.

Keith Floyd


Dov’è la sede della coscienza umana? Dirò per necessità di comunicazione… che esiste una “sfera del pensiero”… e ciascuno ha per così dire “un’antenna” che proviene dall’ambiente culturale in cui è nato. Non potrà mai scoprire da solo la sede della coscienza umana perché è dappertutto e perché non è separato da questa coscienza collettiva. Tutte le esperienze che i fisiologi del cervello e gli psicologi producono… non cambieranno nulla al problema: non lo scopriranno mai.

U.G.

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CAPITOLO 2

corpo – mente


Cosa c’è attorno al mio giardino?
Rocce incolte che abbracciano le nuvole bianche.

 Han Shan


Non è forse importante per te sapere se sei solo un corpo o qualcos’altro? O niente del tutto? Non vedi che tutti i tuoi problemi derivano dal tuo corpo, il cibo, il rifugio, la famiglia, il nome, la fama, la sicurezza, la sopravvivenza? Tutto questo perde significato il momento che tu realizzi che non sei solo un corpo.

Nisargadatta Maharaj


Sappi che il mondo intero è uno specchio,
In ogni atomo trovansi
Cento soli fiammeggianti.
Se spezzi il cuore d’una sola goccia d’acqua,
Ne emergono cento puri oceani.
Se esamini un granello di polvere,
Possiamo scoprirvi mille Adamo…
Un universo intero si cela in un grano di miglio;
Tutto si riunisce nel punto del presente…
Da ogni punto del cerchio
Migliaia di forme nascono.
Ogni punto, nel girare in tondo,
E’ talvolta un cerchio,
Talvolta una circonferenza in moto.

Mahmud Shabestarî


L’uomo appare come un derivato del mondo, ma intrinsecamente è l’origine del mondo.

Djalâl-ud-Din Rûmî


Loggia 56

Gesù diceva: Colui che conosce il mondo

Scopre un cadavere.

E colui che scopre un cadavere

Il mondo non può contenerlo.

Come dice il Prologo di S. Giovanni: “Senza di lui: nihil“; senza il Verbo, l’informazione creatrice: nulla. Meister Eckhart si farà condannare dicendo…”Tutte le creature sono un puro nulla.. “

Il vangelo di Tommaso


II corpo ha un innata saggezza: è il cattivo uso del cervello che disastra la vita.

Charlotte Joko Beck


Il nagual è l’impronunziabile. Tutti i possibili sentimenti ed esseri senzienti fluttuano in esso come chiatte, pacifiche, inalterabili, eternamente. Poi la colla della vita ne rilega insieme alcuni ed un essere viene creato. Quell’essere perde il senso della sua vera natura e rimane accecato dal luccichìo e dal clamore del tonal, in cui esistono tutte le organizzazioni unificate. Quel grappolo è la bolla di percezione…Attraverso il nagual, quel grappolo di sentimenti può essere riordinato e può riformarsi istantaneamente ovunque. In altre parole si potrà vedere il qui e il là allo stesso tempo. Il nagual può esser testimoniato dalla “volontà”, il tonal dalla “ragione”.

Carlos Castaneda


Considera ciò che succede se butti in aria un sasso. Esso lascia il suo punto d’origine, si slancia, poi ricade e continua la sua corsa finché non ha raggiunto la sua base d’origine dove rimane di nuovo immobile. Così le acque dell’oceano evaporano, formano le nubi che sono spinte dal vento e poi si condensano in pioggia che ricade sulle montagne e scendono poi dai pendii per formar dei ruscelli, dei fiumi che poi finiscono nell’oceano, luogo di riposo. Vedi dunque che non appena c’è un sentimento di separazione dalla propria sorgente, si produce un’agitazione e un movimento finché il senso di separazione non è sparito. Così succede a te. Ti identifichi al tuo corpo e pensi che sei separato dallo Spirito, il vero Sé. Bisogna sopprimere questo senso di separazione ritrovando la sorgente e così sarai felice.

Ramana Maharshi


D.: Che tipo di reincarnazione si manifesta se qualcuno si suicida?

P.: “Sui” significa “Sé”. Il vero suicidio è il toglier la vita a questo “Sé” che tu credi di essere. Se riesci a farlo, non ci saranno più né morti né reincarnazioni. Se uccidi solo il corpo, ne troverai presto un altro per continuare a soffrire.

Poonja


L’individualità ha solo un’esistenza illusoria. Finché immaginiamo di avere un’individualità separata, immaginiamo anche che essa abbia il libero arbitrio.

In verità l’ego non ha libero arbitrio, perché non c’è ego; ma sul piano della realtà apparente, l’ego è composto di libero arbitrio: è l’illusione del libero arbitrio che crea l’illusione dell’ego.

D. E’ possibile avere la gioia del samadhi mentre si è presi dal lavoro mondano?

R. E’ il sentire “io lavoro” l’impedimento. Domandatevi “Chi lavora?”

E’ sbagliato supporre che se ci si fissa nel Sé, i doveri della vita non saranno adempiuti come si conviene. Un attore indossa il costume e recita e perfino sente la parte che interpreta, ma sa di non essere quel personaggio, ma qualcun altro nella vita reale. Nello stesso modo, perché la coscienza del corpo, il sentire io-sono-il-corpo, dovrebbe turbarvi, una volta che sappiate per certo di non essere il corpo, ma il Sé?

Ramana Maharshi


A.: Poiché siamo già il Sé, la sofferenza proviene dal fatto che crediamo “Io sono il corpo”, oppure “Vi è un Sé che devo raggiungere.”

D.: Per favore, esiste un metodo per distruggere la mente?

A.: Trova chi ha la mente. Se la mente esiste ancora dopo che tu sia riuscito nell’intento, allora potrai cercare un metodo per distruggerla.

L’ajnani è come l’uomo che osserva solo i nomi e le forme che appaiono sullo schermo del cinema. L’Jnani d’altro lato, è sempre consapevole dello schermo su cui appaiono i nomi e le forme.

Annamalai Swami


Immagini di trovarti in un certo punto del tempo e di occupare un dato spazio; la tua personalità si regge sulla tua identificazione con il corpo. I pensieri e i sentimenti si susseguono in te, … e ti fanno credere, grazie alla memoria, che sei durevole. In realtà sono il tempo e lo spazio a esistere in te, e non tu in essi… Sono come parole scritte sul foglio: il foglio è reale; le parole, una pura convenzione.

Nisargadatta Maharaj


D.: Cos’è allora che nasce?

P.: I samskara* non realizzati. [*Anche vasanas ;Sam =insieme – kara = azione]

Il Sé non è toccato. Solo il corpo nasce e muore. L’insieme dei tuoi samskara causa l’impulso per una nuova vita. Il continuo rinascere e’ chiamato samsara.

Poonja


Sei rimasto inchiodato al racconto dei tuoi genitori: tutto sul concepimento, la gravidanza e il parto, il bambino, I’adolescente, il giovanotto, e via dicendo.
Per disancorarti dall’idea di essere il corpo, devi ricorrere all’idea opposta: non sei il corpo. E proprio perché è un’idea come I’altra, trattala come qualcosa da gettare dopo l’uso.

Le parole sono sia barriere che ponti . È l’unica realtà che il corpo abbia.

Nisargadatta Maharaj


Ho un corpo o non ne ho?
Sono io o non sono io?
Considerando queste cose, soppesandole,
Seduto, appoggiato alla scogliera, il tempo passa
Tra i miei piedi spunta l’erba verde
Sul mio cranio cade la polvere rossa
Vedo già gli uomini del mondo volgare,
Davanti al mio letto di morte con le loro offerte
Di vino e di frutta.

Han Shan


D.: Allora, … la nostra difficoltà fondamentale è il pensiero…

U.G.: Non potete fare nessuna esperienza se non attraverso il pensiero. Non potete nemmeno sentire il vostro stesso corpo senza l’aiuto del pensiero. Ci sono le percezioni dei sensi, ma è il vostro pensiero che dà forma al corpo e lo definisce, altrimenti non avreste alcun modo di sperimentarlo come tale.

Il corpo esiste solo come pensiero. C’è un unico pensiero e tutto esiste in funzione di quest’unico pensiero. Questo pensiero è l’io. Tutte le vostre esperienze, basate sul pensiero, sono un’illusione. Qualsiasi cosa sperimentiate attraverso il pensiero è un’illusione.

U.G.


D.: Cosa succede quando un essere realizzato lascia il suo corpo? Se non hanno bisogno di reincarnarsi, dove vanno?

P.: Non esiste ciò che si chiama una persona realizzata. Quando la “persona” non c’è più il Sé è realizzato. Quando non c’è “persona” la questione di andare o venire non si pone più. Il corpo è un’apparizione nel Sé. Quando il corpo sparisce, il Sé rimane com’era e com’è sempre. La realizzazione è la comprensione “non sono questo corpo che viene e va, sono quella realtà che non cambia mai, nella quale il corpo e tutto il resto appare.”

Ti indico soltanto ciò che sei qui. Non andartene con il pensiero: “Penso di fare esperienza del vuoto”.

Prima togli l’attività’, il fare, che è pensare e sperimentare, poi togli l’io. Allora potremo incominciare…

Sono le abitudini sopite, ereditate dalla mente e sepolte nella memoria. Quando si presentano le circostanze adatte, vengono a galla per afferrare l’oggetto. Quindi ritornano nella memoria, dove si imprimono di nuovo, per ripresentarsi nelle circostanze appropriate.

L’illuminazione ne annulla il potere, in quanto è annullata l’identificazione e “l’agente” non c’è più. È cambiata la visuale e non c’è più interesse.

Poonja


Lo ripeto ancora ed ancora; comprendi cos’è ciò per mezzo del quale ci sentiamo vivi, comprendine la natura, comprendine il gusto; allora l’identificazione con il corpo se ne andrà…

Vi identificate con il corpo e vi limitate, e tuttavia ricordate: non trascurate questo corpo, è la casa di Dio, prendetevene cura. Dio può essere realizzato soltanto in questo corpo. E’ solo per una comprensione analitica che Dio, il vostro corpo, il vostro Sé, sono stati divisi, ma è tutto un solo Sé, tutto è intimamente collegato.

Che il corpo-mente faccia il suo lavoro, ma comprendi che ciò che sta facendo il lavoro non sei tu; tu sei il senso della presenza.

Ovviamente il tuo corpo resta nel mondo e del mondo, ma non ti inganna più.

Nisargadatta Maharaj


Il corpo è pensiero, la vita è pensiero, il sesso è pensiero. Voi siete pensiero e pensiero è quello che voi siete. Se non ci fosse il pensiero, voi non ci sareste. Se il pensiero non ci fosse, non ci sarebbe il mondo.

U.G.


L’universo comincia a presentarsi più come un gran pensiero che una grande macchina.

James Jeans


Lo stato anteriore alla coscienza è permanente. L’apparizione e la scomparsa spontanee, sono una qualità della coscienza.

Se ti addormenti con la consapevolezza che sei la coscienza, questo pensiero regnerà durante tutta la giornata seguente. Addormentati con la certezza che il tuo corpo è spazio. Tu soffri perché ti credi un corpo. Tieni a mente giorno dopo giorno che non sei il corpo, che sei la conoscenza, la coscienza. Dopo la morte il corpo si trasforma in spazio. Di conseguenza, perché non supporre che esso lo è già fin d’ora.

Tu non sei il corpo. Tutto ciò che appare e poi sparisce non sono che proiezioni mentali.

Nisargadatta Maharaj


Il pensiero crea il tempo e lo spazio. Quando c’è il pensiero, ci sono il tempo e lo spazio.

Il pensiero ha creato il domani. Voi vi sentite disperati perché avete creato la speranza nel domani. L’unica possibilità che avete è ora; la speranza non è affatto necessaria. E non ha valore nemmeno l’idea del Sé, dell’atma. Ho fatto di tutto per trovare questo Sé. Ma è un’invenzione dei filosofi.

Quando, anche solo per un momento, smettete di desiderare, il pensiero è assente e a voi non rimane altro che iI semplice problema di prendervi cura dei bisogni del corpo: iI cibo, qualche vestito, un riparo.

U.G.


È facile smettere di identificarsi col corpo: osserva il corpo, osserva la forza vitale del respiro. Se tu puoi osservarli, significa che ne sei distinto. Proprio come in seguito, quando osserverai la coscienza, sarai al di là della coscienza. Ma, da principio, sii una cosa sola con la coscienza. Tu non puoi in alcun modo confonderti con questa finzione che è il corpo.

Nisargadatta Maharaj


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CAPITOLO 3

pensiero – persona


Provate ad essere, unicamente essere. Concedetevi giornalmente abbastanza tempo per sedervi nella calma e provare, solo provare a oltrepassare la personalità e le sue ossessioni. Perseverando in tal modo non potete fallire. Quello che importa soprattutto è la serietà e la sincerità; bisogna proprio che abbiate la nausea di essere la persona che siete e che vediate il bisogno urgente di essere libero dalle identificazioni inutili a un fascio di ricordi e di abitudini.

Nisargadatta Maharaj


Nella traversata della vita, il senso dell’ego è la mosca cocchiera… che ronza di continuo, sia che la diligenza si inerpichi su una salita, sia che non si muova.

Occuparsi dell’ego è occuparsi della mosca cocchiera:.. è… confermarle la sua importanza… LA MOSCA COCCHIERA, SIAMO NOI… Essa pretende aspirarvi (alla pace), ma non può gioirne che cessando di esistere: ecco… la contraddizione fondamentale… La coscienza (di sé)… non è che un sotto-prodotto della memoria.

La conoscenza riflessa (“io so e so che so”) è solo una conoscenza di idee generali… del passato. Conoscersi (sapere che si esiste) è solo un’idea generale disincarnata… un fatto di memoria che si prende per un centro… di decisione, di azione, di vita.

L’uomo non è un centro di coscienza che ha dei progetti, dei desideri…. L’uomo è il “suo” desiderio, il “suo” progetto… A parte loro, non c’è nulla… è il desiderio che esperimenta se stesso…

Il senso dell’ego – questa “intuizione” della mia esistenza – è un effetto secondario… di questi desideri, paure… che – facendo l’esperienza di se stessi -… scoprono la loro esistenza… è il risultato di un processo, non ne è la causa.

La liberazione (dall’ego) è proprio ciò che l’ego desidera, mentre la liberazione non è altro che la fine dell’ego: più esso la desidera, più esso si rinforza.

Noi siamo già liberi, MA VOGLIAMO SAPERLO, FARNE L’ESPERIENZA. Chi dice esperienza o conoscenza dice idea riflessa,… cioè l’ego.

LO STATO NATURALE E’… QUALCOSA CHE NON PUO’ ESSERE CONOSCIUTO… È IMPOSSIBILE DA ESPERIMENTARE.

Jean Michel Terdjman


Egli (l’uomo) non può considerare la possibilità che CIÒ che è sempre stato eternamente presente, non ha bisogno di una forma – visibile o invisibile, materiale o immateriale – per esser presente – poiché egli non può rinunciare ad un “io”, all’idea cioè di un entità separata.

Il suo istinto di eterna presenza è giusto, ma il suo intelletto non può lasciar perdere il riflesso condizionato di personalizzare questo principio eterno. Il risultato è che egli vede il principio eterno come un “io”, che lascia il corpo esistente al momento della morte, ma che continua la sua esistenza fenomenica altrove.

Ramesh Balsekar


Perché l’arte è esperita dalla cultura giapponese come “via”? Hisamatsu, sollecitato dalle domande di Heidegger, ce lo spiega nella sua sintesi di buddismo zen e filosofia: -L’arte è una via con la quale l’uomo è introdotto nell’origine, e trova senso nel fatto che l’uomo, una volta introdotto nell’origine, ritorna alla realtà… L’origine della realtà è la vera vita originaria, il Sé, ed è insieme il divino abbandono di ogni vincolo formale. Questo essere libero è chiamato anche Niente.-

Franco Volpi


… Nessuno può’ conoscere Dio se prima non conosce se stesso.

Tutte le creature sono un puro nulla. Non dico che valgano poco o che siano qualcosa: sono un puro nulla. Quel che non ha essere è nulla. Le creature non hanno essere, perché il loro essere dipende dalla presenza di Dio: se Dio si allontanasse un istante, le creature sarebbero annientate.

Non si deve pensare tanto a ciò che si fa, quanto invece a ciò che si è. Se tu sei giusto, anche le tue opere sono giuste.

Non pensare che la santità si fondi sulle opere; la santità si deve fondare sull’essere, perché non sono le opere che ci santificano, ma siamo noi che dobbiamo santificare le opere.

Meister Eckhart


… allo stesso modo in cui il tempo non esiste all’infuori del presente, ed in cui non esiste nulla se non il tutto, non c’è nulla da guadagnare, nonostante il piacere del gioco stia nel far finta che c’è.

Dal punto di vista degli occhi, la testa sembra essere un vuoto invisibile… immediatamente dietro a qualsiasi cosa si osservi… l’intero campo che si apre davanti ai nostri occhi è una sensazione che avviene nella parte posteriore-inferiore della testa, dove si trovano i centri ottici del cervello… tutto ciò che si ascolta, si tocca… è un particolare tipo di vibrazione che agisce in rapporto al cervello: è il cervello a tradurre la vibrazione in ciò che si presenta sotto forma di luce, colore, suono… Separate dal cervello, queste vibrazioni sarebbero simili al suono di una mano che applaude da sola.

Non cercate di liberarvi dalla sensazione dell’io: consideratela, finché dura, un aspetto o un gioco dell’intero processo, come una nuvola o un’onda, il sentir caldo o… freddo… Liberarsi del proprio io è l’ultima possibilità che rimane all’invincibile egoismo. Finirebbe col… rinforzare la realtà di quella sensazione. Quando la sensazione di essere separati è vissuta come tutte le altre, svanisce dimostrandosi il miraggio che è in realtà. Quando (gli “esercizi spirituali”) sono praticati con lo scopo di raggiungere… il risveglio spirituale, rinforzano l’illusione che l’io possa essere strappato e gettato da qualche parte.

Alan Watts


Potete osservare una cosa detta “io”? Sfugge. Osservatelo ora e ditemi. Come lo guardate? E cos’è la cosa che sta guardando ciò che chiamate “io”? Ecco il nocciolo della questione…: quello che sta guardando ciò che chiamate “io” è… l’ “io”. Sta creando un’illusoria divisione di se stesso, in soggetto e oggetto, ed è grazie a questa divisione che continua … Ed è interessato solo a continuare così… Finché vorrete capire questo “io” o cambiarlo in qualcosa di spirituale, o santo… continuerà. Se lo lasciate in pace, non c’è più, se n’è andato.

U.G.


Storia sufi -

Vi è un banchetto in onore del re. Tanti invitati sono riuniti, ognuno seduto secondo il suo rango. Vi è un solo posto libero per l’arrivo del re. Un discepolo sufi, vestito di stracci, entra e si siede sulla sedia destinata al re. Il primo ministro è indignato, e avvicinandosi al sufi gli chiede:

Come osi sederti sulla sedia riservata al re? Sei un importante ministro?

Sufi: No, non sono un importante ministro, ma molto di più.

Primo ministro: Sei il re?

Sufi: No, non sono il re. Sono molto più importante.

Primo ministro: Sei il Profeta?

Sufi: No, non sono il profeta. Sono molto più importante.

Primo ministro: Sei Dio?

Sufi: No, no sono Dio. Sono molto più importante.

P.M.: (indignato) Come puoi dire questo? Non vi è nulla di più di Dio.

Sufi: Sono quel “Nulla”.


E la rinascita?

C’è il karma e c’è la rinascita, ma non di un individuo. La confusione è causata dal prefisso -ri. Ci sono nuove nascite, nuovi personaggi, nuovi organismi, non qualcuno che rinasce. La confusione è stata causata dal collegamento tra il karma e la rinascita.

L’ Assoluto non è mai nato e non muore mai?

Esatto. L ‘attività procede.

Dovete sapere che come individui non siete gli agenti dell’azione, ma comportarvi nella vita come se lo foste.

Ramakrishna


devi agire perché‚ di fatto, non puoi non agire. L’organismo corpo-mente deve reagire agli stimoli. Devi prendere decisioni, prendendole come se fossero tue.

Nel Bhagavadgita… il Signore Krishna, menziona chiaramente la “nullità” (situata prima del sorgere della coscienza, simultanea al concetto di spazio-tempo, e la conseguente manifestazione fenomenale) come la vera natura dell’uomo, benché la “nullità” sia in realtà la pienezza della totalità nello stato noumenale. Ma nella Sua … compassione per l’individuo che invano cerca di concepire l’inconcepibile, il Signore Krishna è pronto al compromesso di trattare con l’individuo nel contesto della fenomenalità concettuale.

Ramesh Balsekar


La creatura umana è ancora un nome e una forma. Anche il fiore lo è. Lasciar andare la presa del nome e della forma significa lasciar andare il corpo e la mente. Quello che rimane è la consapevolezza senza tempo, e questo è ciò che lei ha in comune con il fiore. La creatura umana appare in lei proprio come il fiore. Quando lei non pensa a se stesso come uomo, dov’è l’uomo?

Jean Klein


Parlo con tutte le lingue e ascolto con tutte le orecchie.

Strano, non ho tuttavia né lingua né orecchie.

Iraqui


Cos’è la vita? Il lampeggiare di una lucciola nella notte. Il respiro di un bisonte in inverno. La piccola ombra che corre tra l’erba e si perde nel tramonto.

Capo Isapwo Muksika Crowfoot


Ho eletto domicilio nel cuore della montagna:

Sulla via degli uccelli, non vi è più traccia umana.

Sono anni che vivo in questi luoghi:

Quante volte ho visto fondere l’inverno in primavera.

Andate dire ai ricchi e alla gente della Corte,

Che un nome vuoto non serve a nulla!

Han Shan


L’Io è fatto di labirinti

ma io non sono che il mio essere sconosciuto.

Ho, non so perché,

un altro modo di vedere…

nella quale vedere è conoscere,

la cui vita è fede, afflizione

respinta dalla mano del dubbio.

Fernando Pessoa


Considera questo. Guarda la tua mano. Ora guarda alla luce che proviene dalla lampada vicino a te. E al cane che riposa ai tuoi piedi. Tu non sei fatto solo di quelle stesse cose. Tu sei la stessa cosa. Un’unica cosa.

Michael Talbot


D.: Che cos’è il Sé inferiore? E quello superiore?

P.: Nel Sé non c’è né superiore né inferiore.

D.: Molti credono a un “ego sano”. Una persona con un “ego sano” può aver fiducia in se stesso, essere conscio del proprio valore e limiti… ecc. Esiste dunque un “ego sano”? E può portarci all’Illuminazione?

P.: Una persona che ha fiducia e stima di sé (quello che gli psicologi occidentali chiamano un “ego sano”) non è più vicino alla libertà di un altro. Questo tipo di persona sente che è felice e non ha bisogno di cambiamenti nella sua vita. Una persona che ha capito che è il suo ego a procurargli i problemi, sentirà più facilmente il bisogno di cercare una soluzione. Non esiste un ego sano quanto non esiste una malattia sana. L’ego non può portare alla libertà, può solo impedirla. L’ego e la libertà non possono coesistere. Quando l’ego sparisce, la libertà lo sostituisce.

D.: Nella mia vita, tutto – il momento e il modo in cui morirò – è determinato in precedenza?

P.: Tutte le attività del corpo sono predeterminate. La sola libertà che possiedi è quella di non identificarti col corpo che esegue le azioni. L’illuminazione non avviene nel tempo. Avviene quando il tempo si ferma.

Poonja


Quando un anacoreta entra in una bettola, la bettola diventa la sua cella e quando un cliente assiduo delle bettole entra in una cella, quella cella diventa la sua bettola.

Hujwîrî


… Il termine “osservatore” dovrebbe essere sostituito dal termine “partecipante”. Questa sostituzione potrebbe indicare il ruolo radicalmente nuovo della coscienza nella fisica… la realtà soggettiva e oggettiva in un certo senso si creano l’un l’altra… E’ possibile che l’universo in uno strano senso sia “portato alla luce” dalla partecipazione di quelli che partecipano?

John Wheeler fisico di Princeton


Siamo penetrati nella materia e abbiamo trovato un po’ di mâyâ – e intravisto qualcosa di noi stessi.

Michael Talbot


Io non sono Nessuno! Tu chi sei?

Anche tu – sei – Nessuno?

Bene allora saremo in due!

Ma non dirlo a nessuno!

Ci caccerebbero – e tu lo sai!

Emily Dickinson


La vera percezione non è esclusivamente interna o esterna. Quando percepisci l’interno, puoi vedere il cambiamento corrispondente nel mondo “obbiettivo”. Quando percepisci l’esterno che è sempre uno stimolo, puoi vedere il cambiamento corrispondente in te stesso … Ma accorgersi di uno o dell’altro è poco più che un gioco, poiché la percezione totale significa diventar consapevoli della natura limitata di entrambi e dell’illimitata distesa in cui sorgono.

G. Bluestone


Possiamo contemporaneamente essere consapevoli della nostra esistenza fenomenica e della nostra presenza, essere. Questo stato appare spontaneamente e all’istante cessano il proiettare e il produrre.

Ogni tentativo di produrre questo non-stato ci immerge invece più profondamente nella relazione soggetto-oggetto.

… rimanere in questa relazione soggetto-oggetto – che è tutto ciò che l’assenza di pensieri è – vi impedisce di approdare a un silenzio più profondo. La presenza di uno stato neutro può persino costituire un ostacolo: trattandosi di energia in movimento essa non può venire sostenuta in continuazione. Il vero Silenzio non è né movimento né energia, ma tranquillità.

Jean Klein


Se volete essere un Figlio distaccatevi da ogni “no” perché il “no” cerca la distinzione. Come? Fateci caso! Se “non” sei quell’uomo là, questo “non” crea una distinzione tra te e quell’uomo. Perciò se volete essere senza distinzione, separatevi dal “no”.

Meister Eckhart


La mente non ha forma, né colore, né sostanza; questo per quanto riguarda il suo aspetto vuoto. Ma essa può conoscere le cose e percepire una varietà infinita di fenomeni; questo è il suo aspetto luminoso, cioè di conoscenza. L’unione inseparabile di questi due aspetti – vacuità e luminosità – costituisce ciò che chiamiamo lo spirito originale immutabile. Per il momento la chiarezza naturale della vostra mente è velata dai turbamenti della mente. Ma via via che questi veli si dissiperanno, voi comincerete a scoprire il fulgore della coscienza risvegliata, fino al momento in cui i vostri pensieri si libereranno al momento stesso in cui appariranno, come il segno fatto sull’acqua sparisce appena lo si traccia. Quando si riconosce direttamente la natura dello spirito, è ciò che si chiama nirvana.

Quando essa è velata dall’equivoco, lo si chiama samsara. Ma il samsara come il nirvana non sono mai stati distinti dal continuum della natura assoluta.

La mente che divide le esperienze in soggetto ed oggetto, s’identifica dapprima con il soggetto, l’io, poi con l’idea di mio, infine con il mio corpo, la mia mente ed il mio nome. Via via che questo attaccamento aumenta, noi ci preoccupiamo sempre più del nostro benessere personale. La nostra ricerca accanita del benessere, il rifiuto delle situazioni spiacevoli, la nostra preoccupazione riguardo… alla critica e alla lode sono tutti dovuti a questa nozione di io... Quando realizziamo che l’oggetto dell’attaccamento e la mente che vi si attacca non sono che concetti vuoti, ci è facile vedere che gli altri non sono diversi da noi.

Dilgo Khyentse


Ogni desiderio è fondato sull’ “io”, l’identificazione con un’immagine oggettiva nella mente, e quando questa identificazione è stata annientata, tutti i desideri spariscono anch’essi.

Ramesh Balsekar


Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi, non conoscere o diventare qualcosa. Colui che si è realizzato… non può descrivere quello stato. Può solo esserlo…

Ramana Maharshi


Il recinto del cervo

Sulla montagna vuota l’uomo non ha forma,

Ove la voce sola vien dall’eco.

Le ombre del tramonto s’invertono nella foresta

Sul muschio, rinasce la luce.

Wang Wei


Se non riesci ad abbandonare l’idea che morirai, allora accogli questa rivelazione: tu sei l’insieme della manifestazione.

La stabilità esiste solo nel senza forma.

Nisargadatta Maharaj


Che strana creatura l’essere umano:

brancola nel buio con espressione intelligente!

Kodo Sawaki Roshi


In un chicco di grano

l’intero universo.

Nella pentola

bollono montagne e fiumi.

Taisen Deshimaru Roshi


La verità è che hai dimenticato quello che sei: e ciò è il peggior delitto, il solo che non si possa perdonare. Tu sei l’unico io… Non ci sei che tu… Ma soprattutto non dedurre niente! Sarebbe pericoloso. Tu sei l’Unico.

La distruzione da compiere è enorme. Non si può affrontare il sogno a pezzetti. Quando ci si sveglia la mattina, il sogno sparisce di colpo. Dunque bisogna… cavare gli occhi del pensiero, scoprendo però allo stesso tempo che non hai mai visto da un occhio diverso dal pensiero.

Il cosmo non è che una bolla che l’anima sta soffiando… bisogna far scoppiare questa bolla… di sapone. Lo stato di coscienza abituale non ha alcuna solidità e può scoppiare da un momento all’altro… Tu sei solo di fronte alle tue produzioni mentali. Bisogna solo vedere l’irrealtà della cosa e svegliarsi dal sogno. Lo stato di coscienza abituale è un “io” che si degrada in un “pensiero di me”.

Stéphen Jourdain


Diciamo che lei vede una mosca nella sua stanza. Quando segue i movimenti della mosca nello spazio il suo sguardo innocente, non calcolatore, perché non abbozza alcuna conclusione. Semplicemente osserva la mosca. Se la sua attenzione è viva per lungo tempo, lei può arrivare a sentire se stesso che osserva. Può sentire se stesso in osservazione. Questo eccita un senso di immensa libertà nel quale si può sperimentare la presenza della corrente.

Il maestro non punta sull’assenza del processo mentale. Punta verso ciò che è dietro il processo mentale, dietro il pensiero e la percezione. Egli non pone l’accento sull’oggetto osservato – la mosca nello spazio – ma sull’osservazione stessa.

Generalmente vi è molta anticipazione nella vostra osservazione. Perché mentre osservate, proiettate già un risultato e focalizzate l’attenzione sull’oggetto del pensiero. Ma l’osservazione reale è un vedere senza che intervenga il pensiero di un risultato e perciò senza tensione tra osservatore e cosa osservata.

Jean Klein


D.: Quando contemplo la mia vera natura, sono nell’ “io sono”. Un sentimento d’amore senza causa mi invade allora. Questo sentimento è giusto, o è ancora un’illusione?

M.: È la felicità dell’essere. Sente la presenza “io sono”… È un’ esperienza elevata, ma fa parte della mente. L’essere non prova né piacere né dispiacere. È senza l’io… senza l’esperienza. Se la chiamano, lei risponde, “eccomi”, ma prima di dirlo, lei c’era. Il suo sentimento di esistere non era là, ma quando la chiamano, questo sentimento sorge spontaneamente. Lei sente amore, ma dopo tutto è ancora uno stato condizionato. Il non-condizionato è senza stato….È ed è sempre stato così, ma voi non lo sapete, ecco la difficoltà. Non c’è un solo luogo, dove la realtà non risieda. Poiché lei è la realtà, come può vederla? Per veder il suo viso lei ha bisogno di uno specchio. Non mi domandi se può ottenere la realtà, lei è la realtà.

Ranjit Maharaj


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CAPITOLO 4

io sono – coscienza – dio


Loggia 15

Gesù diceva: Quando vedrai
Colui che non è stato generato dalla femmina,
Prosternati,adoralo.
Eccolo il Padre!

invito a scoprire in noi “l’increato” – ciò che non è nato dalla femmina, dalla carne… dall’emozione; a dirigere il nostro sguardo verso la nostra vera origine, non-nata, non-creata.

Loggia 19

Gesù diceva: Beato colui che È prima di esistere…

“Prima che Abramo fosse, Io Sono”. Meister Eckhart dirà anch’egli: “Prima di nascere, IO SONO dall’eternità”. Beato colui che nello spazio-tempo, si rende conto del suo Essere Eterno… “Egli è nel mondo, ma non di questo mondo”.

Il vangelo di Tommaso


L’anima trova la sua felicità nella percezione di sé.

Dio può esser visto solo con la cecità, conosciuto solo con l’ignoranza, capito solo dai folli.

Finché sono questo o quello non sono tutte le cose.

Tutto l’amore di questo mondo è fondato sull’amore di sé. Se tu abbandonassi questo, avresti abbandonato il mondo intero.

Meister Eckhart


Tutti noi abbiamo fatto l’esperienza di quei momenti di oblìo totale in cui ci sentiamo come piante, animali, creature dei grandi fondi marini o abitanti delle alture celesti… credo che in tali momenti noi proviamo a dire a noi stessi ciò che sappiamo da tempo, ma che rifiutiamo di ammettere: che vivere ed essere morti sono la stessa cosa e che vivere un giorno o mille anni non fa alcuna differenza.

Henri Miller


Cosa volete dire quando parlate di coscienza? Non esiste l’incoscienza… Vedete una persona che è svenuta… ma essa non ha modo di sapere che è incosciente; quando esce da questo stato di incoscienza egli diventa cosciente. Adesso, pensate di essere consci, pensate di essere svegli, di essere vivi? In tal modo è il vostro pensiero che vi fa sentire che siete consci, che siete vivi, che siete coscienti o no; ciò è solo possibile quando la conoscenza è in funzione; quando la conoscenza è assente, che la persona sia morta o viva non importa a questo momento di pensiero – che cessa quando la morte avviene… Voi non avete la possibilità di sapere se siete vivi o morti, coscienti o no: voi diventate consci solo con l’aiuto del pensiero.

U.G.


L’ “io sono” stesso è Dio. La ricerca stessa è Dio. Mentre cerchi scopri che non sei ne il corpo né la mente, ma l’amore del sé in te per il sé in tutto. Le due cose sono una sola. La coscienza in te e la coscienza in me, apparentemente due, sono in realtà una sola, cercano l’unità e questo è amore.

Nisargadatta Maharaj


Cerca nel passato

Quando nascevi,

Non puoi ricordarti di nulla !

Conserva la mente com’era

Quando sei arrivato nel mondo,

Istantaneamente il Sé

Diventa “ciò-che-è”

Idee del bene e del male

Son dovuti al tuo Sé

In inverno il fuoco nel camino

È una delizia

Ma quando arriva l’estate

Che fastidio!

E la brezza

che amavi in estate

Prima dell’autunno

Già è una seccatura!

Attaccamenti, brame

Non sono più nella mia mente

Ecco perché posso dire ora

Il mondo è proprio mio!

Il tuo desiderio della persona amata

È solo momentaneo

Esiste a causa del passato

Prima che lei venisse.

Ricordarsi di qualcuno

Significa che non puoi dimenticare

Non ricordarlo

Che non hai mai dimenticato

Ripensando al passato

Trovi che è un sogno di una sera

Realizza questo e vedrai

Che tutto è solo una bugìa

Coloro che sono amareggiati da

Questa fluttuante vita di dolori

Si angustiano, affliggono le loro menti

Ruminando su sogni vani

Poiché, in fondo, questo mondo fluttuante

È irreale.

Bankei


In realtà non vi è nè verità nè errore, nè si nè no, nè distinzione di alcun genere, poichè tutto – incluso i contrari – è Uno.

Chuang Tzu


Quando egli si sveglia e non vede nessuno in casa tranne se stesso, allora dice, “io sono”, e non c’è nient’altro che “io”.

Djalâl-ud-Din Rûmî


La comprensione di Dio non è tanto un approccio verso qualcosa, quanto piuttosto verso niente; e la sacra ignoranza mi insegna che ciò che sembra niente per l’intelletto è proprio il Massimo Incomprensibile.

Nicola Cusano


Ogni cosa è della natura di nessuna cosa.

Parmenide


D.: Chi sono?

P.: Chiunque tu ti immagini di essere. Quando smetti di crearti delle identità, troverai chi sei veramente.

Poonja


Esperienza fatta ad occhi chiusi per ritrovare ad ogni momento la propria vera natura – ispirata dal testo di Douglas E. Harding

(Chiedere a qualcuno di leggere molto lentamente.)

Chiudo gli occhi. Dimentico tutto quello che mi hanno detto di essere: non c’è che questo spazio, questa esperienza sveglia,… come uno schermo sul quale passa… questa voce… poi una sensazione… un pensiero… forse. Essi arrivano da non so dove. Altre sensazioni appaiono…. ancora forse un pizzicore… una leggera oppressione… un indolenzimento, che appaiono sempre in questo stesso spazio presente,… uguale a se stesso. Senza nominarle lascio che si esprimano… Osservo la respirazione che nasce e sparisce… poi ritorna in questo spazio sveglio… Essa arriva senza domandarle di venire: posso rallentarla, accelerarla,… dimenticarla, ma essa emerge sempre da questo… silenzio. Dov’è l’esterno, dov’è l’interno in questo momento? Sento un leggero suono appena udibile in questo spazio… qualche parola silenziosa prende forma.

Dov’è il qui e dov’è il là? Qual’è la vera distanza? Non è piuttosto meglio dire chenon c’è distanza? E che tutto nasce e muore qui, in questa presenza silenziosa, i m m o b i l e e sveglia che io sono… QUI. In questa creativa, fertile vacuità… i nomi e le forme appaiono, restano qualche tempo, spariscono di nuovo da questo schermo immacolato, sempre presente e uguale a se stesso. Esso non dipende da niente, è libero e dà la vita ad ogni cosa. Ora cerco di ricordarmi una situazione sgradevole,… o una persona, un… problema forse. In realtà sono la luce che dà la possibilità a tutto questo di manifestarsi… Ecco forse un ricordo che rieccheggia una tempesta emozionale… sono l’occhio del ciclone intorno al quale si anima il gioco dei pensieri, la punta di coscienza che permette lo svolgersi del film. Ma in fondo, il film,… ha a che fare con… me, con ciò che sono?… Ecco… una situazione gradevole: sono la capacità trasparente che le permette di sorgere. Senza far appello alla memoria o all’immaginazione… quante dita ho… quante teste ho? … Qual è il mio indirizzo,… la mia professione,… la mia età… Sono uomo o donna … ho un peso? Sono un padre, una madre, un bambino? Tutte queste identità vanno e vengono come vesti che si cambiano, ma questa chiarezza QUI resta immacolata, sempre presente e uguale, dunque REALE. Questa coscienza imperitura che sono (che tutti siamo) permette a ciò che mi hanno detto che si chiama “corpo”, di prendere tutte le forme, da quella del neonato fino a quella dell’adulto. E grazie proprio a quest’Immobilità che il Movimento, legato allo spazio e al tempo può’ esprimersi. L’Immobilità e il Movimento si fondono nell’Inesprimibile, essi sono la stessa cosa. Se per un caso… la sensazione di questo corpo sparisse ora… sarei forse distrutto?

Può forse essere distrutto lo spazio? Adesso vi è ancora un punto di riferimento… Anche quest’ultimo punto di riferimento ora sparisce!

Nessun concetto, nessun oggetto d’osservazione…

La mia vera natura è libera, non dipende dal film costante delle sensazioni e delle memorie… ecco forse perché abbiamo tanto bisogno di libertà e… di sicurezza allo stesso tempo! Esse si trovano riunite solo QUI in questa trasparenza sveglia e assolutamente tranquilla… l’Origine del mondo !

Quello che sono e non so di essere è il solo porto di sicurezza. Ora lentamente apro gli occhi… e ritrovo le sensazioni del mondo che mi circonda: esso è forse separato dalla mia percezione di esso? Non è forse un’unica cosa?

Ecco di nuovo riunite la forma e il senza forma,… ma in fondo… sono mai state separate ?

Non sono nulla,

Mai sarò nulla.

Non posso voler essere nulla.

Detto questo, porto in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa


Tu (essere umano) sei ciò che non esiste. Io sono ciò che sono. Se percepisci questa verità nella tua anima, mai il nemico ti ingannerà; sfuggirai a tutti i suoi tranelli.

S.Caterina da Siena


Gesù disse:- Conosci ciò che è davanti al tuo viso, e ciò che è nascosto ti si rivelerà. Hai abbandonato colui che vive davanti ai tuoi occhi.’-

Il vangelo di Tommaso


Io sono ciò che sono.

Exodus


Prima che Abramo fosse Io sono.

Gesù


“Egli” nella sua unità è ogni cosa: così dobbiamo sia chiamare tutte le cose col Suo nome, o chiamarLo con il nome di ogni cosa.

Hermes


Il mio io è Dio, né riconosco alcun altro io, eccetto il mio Stesso Dio.

S. Caterina da Genova


Non possiamo descrivere pienamente l’indescrivibile, indefinibile aspetto della Realtà. L’aspetto descrivibile della Realtà è ciò che che possiamo descrivere e definire. Così se dobbiamo pensare o parlare di qualcosa, possiamo farlo solo in riferimento a ciò che è pensabile o esprimibile ovvero distinguibile. Allora descriviamo pure il regno del descrivibile. Ma allo stesso tempo non dimentichiamo che la distinzione non è reale in assoluto e che il mondo pensabile ignora il regno indescrivibile dell’indistinto e della sua natura ineffabile.

J. McFarlane


Dal momento che non vi è alcun altro approccio alla conoscenza del divino tranne quello dei simboli, non possiamo far altro che usare simboli matematici grazie al loro significato di certezza indistruttibile.

Nicola Cusano


E come se in mezzo al nostro essere ci fosse un non-essere… I confuciani lo chiamano il centro della vacuità; i buddisti, la terrazza della vita; i taoisti, il paese degli antenati o il castello giallo, … o lo spazio del cielo primordiale.

Segreto del fiore d’oro


Sto leggendo le parole di questa pagina, e la pagina sembra certamente separata… da chi la sta leggendo. Ma se astraggo la “pagina” dal campo della visione per farne un oggetto mentale, questo concetto appare separato da me come un oggetto nella mia coscienza… Non c’è una sensazione chiamata io che sente una sensazione chiamata pagina! Piuttosto c’è una sola sensazione. Il dentro è il fuori… voi siete infatti ciò che osservate. Così la divisione, lo spazio tra il “soggetto qui dentro” e “l’oggetto là fuori” è una sottile illusione.

Ken Wilber


La mente relativa non può percepire questa realtà, solo una mente non condizionata la vede … Dal momento che ciò che E’ è tutto ciò che esiste, non c’è nulla che esso debba vedere fuori o dentro di sé…

Né esso è nella maniera più’ assoluta una mente o una coscienza, poiché nessuno sa che cosa è, ma solo che esiste. Quindi una volta che ci saremo liberati da una mente riflessiva, relativa, autoconsapevole,… potremo incontrare ciò che E’: quello che vede e che viene visto e l’atto stesso del vedere sono Uno.

Bernadette Roberts


Questo concetto “io sono” ha bisogno di venire continuamente sostenuto. Il flusso dei concetti rinnova e rafforza l’ “io sono” iniziale.

Questo spettacolo effimero può essere paragonato a questo: supponiamo che io sia in buona salute, poi di colpo mi ammali. Il dottore arriva, mi dà una medicina e tre giorni dopo la febbre è scomparsa. Questo periodo di tre giorni di febbre è come la coscienza “io sono”. Esattamente la stessa cosa: uno spettacolo passeggero, legato al tempo. Questo principio “amore dell’essere, della vita” non si tratta di denigrarlo. Questo sentimento “io sono” contiene il cosmo intero.

Nisargadatta Maharaj


La vita mia conosce ore di gioia:

È quando non mi sento vivere;

E, come il profumo dei fiori

Attorno ai fiori va tessendo un’anima-fiore

Che è spirito incarnato,

Da me stesso eredito,

Aria-spirito del sangue dell’anima mia,

Un io anteriore

Che è il tesoro-essere

Che condivido con il diniego di Dio.

Fernando Pessoa


In realtà, niente accade. Sullo schermo della mente il destino proietta eterno le sue immagini, che sono i ricordi di proiezioni anteriori, sicché I’illusione si rinnova costantemente. Le immagini vanno e vengono: sono luce intercettata dall’ignoranza. Scorgi la luce e dimentica l’immagine.

M.: Quando è iniziato questo processo dell’osservare? E’ iniziato con l’arrivo dello stato di veglia, del sonno profondo e della conoscenza “io sono”; è tutto avvolto in un “io sono”. Questo è conosciuto come nascita.

Nel momento in cui sopraggiunse, l’ “io sono” viene usato per sperimentare, osservare, eccetera. Ma prima di questa nascita, dov’era quell’ “io sono”? Non c’era. … Quali domande puoi avere senza questa triade? Supponiamo che tu abbia cinquant’anni. Hai avuto l’associazione di quella triade per cinquant’anni; vai indietro ora,… prima, qual’era la tua esperienza? Che cos’eri?

D.: Non lo so.

M.: Questo è corretto. Era uno stato di non-conoscenza. In quello stato di non-conoscenza, improvvisamente è apparsa la capacità di conoscere. Ciò ha creato tutto questo misfatto.

Questa coscienza non è altro che energia. Quando l’essenza del corpo diventa più debole, la coscienza diventa più debole e alla fine se ne va; non muore nulla.

Una volta che questa coscienza è conscia di se stessa, a causa del condizionamento considera certi oggetti come suoi ed altri come non suoi e combatterà per questi cercando di proteggere quelli che considera propri. Quando la coscienza realizza il suo potere latente, la sua universalità, i concetti “me” e “mio” vengono perduti.

Questa coscienza universale è conosciuta come Dio, che è l’Onnipotente, l’Onniscente, e l’Onnipresente, tutti gli attributi. Questi attributi vengono dati a Dio nella coscienza, non all’Assoluto. L’Assoluto è senza attributi.

Qualunque cosa tu abbia inteso, non lo sei. Perché ti perdi in concetti? Tu non sei ciò che conosci, sei il conoscitore.

Quest’insieme dei tre stati e dei tre attributi (veglia, sonno e coscienza “io sono”, e i tre guna: sattwas, rajas e tamas, n.d.a.) è nato e qualunque cosa accada, accade a quell’insieme ed io non ho nulla a che fare con esso. Questo è il motivo per cui sono totalmente privo di paura, senza alcuna reazione nei confronti di una malattia che sarebbe traumatica per altri.

Chi dormendo sogna, ha prima di tutto risvegliato il suo essere nell’universo del sogno. Nel momento in cui sorge, l’essere crea uno spazio che è immediatamente occupato dall’universo del sogno; ma la sorgente è in questo senso profondo di essere… lo spazio in realtà non esiste. Lo spazio è un’illusione.

Nisargadatta Maharaj

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CAPITOLO 5

Creazione del mondo
il mondo delle apparenze


L’illusione cosmica aveva gettato su di me la sua rete
ma questo Viththal ha avuto pietà di me.
Egli mi fece uscire e mi mise in disparte,
aprì i miei occhi ad una meraviglia,
Si danza, si salta, si prende l’illusione per una meraviglia,
si prende per vera una felicità peritura.
Si piange, si geme, ci si rompe la testa,
si piange un amico da morire.
Mi stupisco io stesso, dice Toukâ,
di ascoltarmi dire queste parole.

 Toukârâm


Siamo intrappolati all’interno della bolla di percezione e quello di cui siamo testimoni è un riflesso della nostra visione del mondo, la nostra descrizione.

Arrestando il dialogo interiore, sfondiamo la barriera che ci separa da noi stessi.

Carlos Castaneda


… quando guardiamo una persona, l’immagine della persona è in realtà sulla superficie delle nostre retine. Eppure noi non percepiamo la persona come se fosse sulle nostre retine. Noi la percepiamo come se fosse “nel mondo là fuori”. Allo stesso modo, quando urtiamo il dito di un piede, noi esperimentiamo il dolore in quel punto. Ma il dolore non è realmente nel dito. È un processo neurofisiologico che è in atto. Creare l’illusione che le cose sono localizzate là dove in effetti non sono è la principale caratteristica dell’ologramma.* Una delle implicazioni più sorprendenti del potenziale quantico è la sua implicazione nella natura della posizione. A livello della nostra vita quotidiana, le cose hanno determinate posizioni, ma…. a livello quantico, l’ubicazione cessa di esistere. Tutti i punti dello spazio diventano uguali a tutti gli altri punti nello spazio e non ha più senso parlare di qualcosa che sia separato da tutto il resto. I fisici chiamano questa proprietà “non-località”.

… Dovremmo sempre ammettere che la nostra rappresentazione della realtà può essere più facile da afferrare che la realtà stessa, ma non dobbiamo confondere le due cose… Le parole sono usate per condurre alle idee; ma quando le idee sono afferrate, gli uomini dimenticano le parole.

Michael Talbot


Il mondo è il costrutto delle nostre sensazioni, percezioni, memorie. Conviene guardarlo come esistente in modo proprio e oggettivo. Ma certamente non diventa manifesto grazie alla propria esistenza. Il suo manifestarsi dipende da vari fatti in determinate parti di questo stesso mondo, cioè da certi avvenimenti che accadono nel cervello.

La ragione per cui il nostro ego senziente, intelligente e pensante è introvabile all’interno della nostra rappresentazione scientifica del mondo è spiegabile facilmente con otto parole: perché è esso stesso quella rappresentazione del mondo.

Il mondo mi è dato in una sola volta, non ve n’è uno esistente e l’altro percepito. Il soggetto e l’oggetto sono una sola cosa. Non si può dire che la barriera tra di loro sia crollata quale risultato delle recenti esperienze, per il semplice fatto che questa barriera non esiste.

Il mondo è dato in una sola volta. Nulla è riflesso. L’immagine riflessa e quella originale sono identiche. Il mondo esteso nello spazio-tempo è solo la nostra rappresentazione.

Erwin Schrödinger


L’universo,(è) un gigantesco fluente ologramma.

Michael Talbot


Quando l’erba crescerà sulla mia tomba,

Sia lì il segno che mi si dimentichi del tutto.

La Natura mai si ricorda, per questo è bella.
E se si prova il bisogno morboso di ‘interpretare’

L’erba verde sulla mia tomba,

Dite pure che continuo a verdeggiare e ad essere naturale.

Credo al mondo come a una margherita,

Perché lo vedo… Ma non penso ad esso,

Perché pensare ad esso non è capirlo…

Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,

(pensare fa male agli occhi)

Ma perché lo guardiamo con un senso di accordo…

Io non ho filosofia, ho dei sensi.

Se io parlo della Natura, non è che sappia ciò che è,

Ma perché l’amo, e l’amo per la ragione

Che colui che ama mai non sa quel che ama,

Né sa perché ama, né cos’è amare.

Amare è l’innocenza eterna,

E l’unica innocenza è quella di non pensare.

Fernando Pessoa


La cosa più importante che è stata tralasciata in questi studi sulla “soglia della morte” è che tutte queste esperienze… sono movimenti nella coscienza, sono della natura del sogno, quindi concettuali ed illusorie.

Ramesh Balsekar


Osservatore e cosa osservata sono correlati in modo reale e fondamentale. L’esatta natura di questa correlazione non è chiara, ma sempre più viene comprovato il fatto che la distinzione fra il “qui dentro” e il “là fuori” sia un’illusione.

L’accesso al mondo fisico avviene tramite l’esperienza. In breve, ciò che noi sperimentiamo non è la realtà esterna, ma la nostra interazione con essa. Questo è il fonda mentale assunto della “complementarità”.

La complementarità è il concetto sviluppato da Niels Bohr per spiegare il dualismo onde-particelle della luce. Le caratteristiche ondulatorie e quelle particellari, prosegue la teoria, sono aspetti che si escludono a vicenda, o complementari, della luce.

Come possono due caratteristiche che si escludono a vicenda essere entrambe proprietà della luce, che è una cosa sola? Esse non sono proprietà della luce. Sono proprietà della nostra interazione con la luce. A seconda del tipo di esperimento che scegliamo, possiamo fare in modo che la luce si manifesti con proprietà particellari oppure ondulatorie.

Gary Zukav


… volevi collegarti con l’albero… Ahimè ti sei sbagliato di albero! La linfa, le molecole,… non appartengono all’albero, ma al tuo intelletto… Un po’ di pensiero coagulato, cagliato… L’albero… non era in realtà laggiù, fuori dai tuoi occhi e dalla tua testa, ma nella tua testa, unicamente in essa…

Stéphen Jourdain


I nostri sensi non sono separati da ciò che è “là fuori”, ma sono intimamente coinvolti in un complesso processo di feed-back, il cui risultato finale è di creare ciò che è “là fuori”. Cosa è là fuori?

Il nostro mondo è “costruito” dalle parole… dai nostri credo culturali. Ciò che chiamiamo realtà è imparata.

Michael Talbot


L’esperienza filtrata attraverso i miei meccanismi umani crea il mio mondo. Tutto è esperienza, tanto nel mondo interno che in quello esterno.

Possiamo quindi distinguere tra il “primo momento” (Dio, Natura di Buddha, Assoluto, Ciò che è) e il mondo che ne viene istantaneamente creato, che è l’altro lato della faccenda. In realtà i due lati sono uno solo: il primo momento e il mondo che ne deriva non sono diversi. Comprendendolo, tutti i problemi finiscono perché diventa ovvio che non c’è né passato né futuro, e la nostra montagna di preoccupazioni si rivela un assurdo.

Charlotte Joko Beck


Vi sono universi nella nostra testa – universi sovrapposti ad altri universi.

Michael Talbot


Quando un uomo va a dormire, egli prende con sé il tessuto di questo mondo che tutto contiene, lui stesso lo distrugge, lui stesso lo costruisce, e sogna attraverso la propria chiarezza la propria luce. Allora, questa persona è illuminata. Là non vi sono né carri, né buoi, né strade. Ma egli estrae da lui stesso carri, buoi e strade. Là non vi sono né gioie, né piaceri, né delizie. Là non vi sono né cisterne, né vasche di fior di loto, né correnti. Ma egli estrae da lui stesso cisterne, vasche di fior di loto, correnti. Poiché egli è il creatore.

Upanishad


Alfred North Whitehead… -la mente nell’afferrare qualcosa, esperimenta le sensazioni che sono qualità della mente soltanto. Queste sensazioni sono proiettate dalla mente – come per vestire dei corpi adatti, nella natura circostante. Così i corpi sono percepiti con delle qualità che in realtà non appartengono a loro, ma sono qualità che sorgono soltanto dalla mente. Così la natura assume il merito che in realtà ci compete: la rosa per il suo profumo, l’usignolo per il suo canto, il sole per il suo brillare… La natura è una faccenda insipida, senza suoni, senza colori, senza profumi; solo un turbinio di materia, senza fine, senza scopo.-

Quello che Whitehead vuol dire è che la mente che potesse concepire un oggetto com’è veramente (senza modificazione o errore), non comprenderebbe assolutamente niente. Questa è la mente completa dell’jnani o del saggio.

Ramesh Balsekar


D.: Viviamo in tempi di abbondanza. Possiamo scegliere tra tanti oggetti diversi e siamo presi dal desiderio senza fine di qualcosa di più, di meglio. Come possiamo vivere “al mercato” senza esserne attratti?

P.: Non andando a far compere di oggetti piacevoli.

D.: Cos’è il desiderio? Qual è la via alla felicità vera?

P.: Discriminando fra quello che è reale e permanente e ciò che è irreale e impermanente. E quindi desiderando il primo e non il secondo.

Poonja


Rimpoche:. Nel rendersi conto che il nostro mondo quotidiano è realmente in continuo cambiamento, è implicita la comprensione di una consapevolezza intrinseca. Questa

consapevolezza permea tutte le forme apparentemente solide … Quando scopriamo il cambiamento come la natura reale dell’esistenza, la nostra vecchia concezione del mondo sembra rimpicciolita … Il mondo diventa vivo, siamo di nuovo completi.

Invece di occuparsi semplicemente di ogni singolo momento, la coscienza raccoglie e poi nutre modelli di immagini e di concetti , a partire dai quali crea un senso di identità separata. Ci sembra di aver imparato o almeno di aver accumulato e immagazzinato informazioni, ma in realtà il sé sta semplicemente ricreando e perpetuando se stesso. Lo stesso processo avviene nello stato di sogno. Le immagini i concetti e le interpretazioni sono tessute in un modello, l’uno attiva l’altro; la nostra intera esperienza di vita è come un arazzo mobile.

Definendo e giudicando qualsiasi cosa sperimentiamo, la vita diventa così complessa che non c’è alcuno spazio, alcuna immagine senza un’etichetta.

Tarthang Tulku


È per l’esigenza di questo seme di coscienza che voi cercate un compagno o una compagna, e non perché l’avete deciso voi. Voi reagite soltanto a questa qualità della forza universale. Non crediate di sposarvi perché avete incontrato la persona adatta; è semplicemente a causa del bisogno di questa coscienza di riprodursi nella stessa forma. È così che il mondo si conserva.

Le domande che voi ponete riguardano un mondo che per voi è reale, mentre io rispondo da un livello in cui questo mondo non ha alcuna realtà. Ecco perché le mie risposte non possono soddisfarvi.

Nisargadatta Maharaj


La scoperta che la materia è soprattutto composta di spazio vuoto… distrugge le nozioni di oggetti solidi dello scienziato di fisica. A seconda di come la osserviamo, un’entità subatomica manifesta le proprietà di particella e di onda. Quando queste entità si comportano come particelle esse agiscono come se fossero impacchettate in un piccolo volume di spazio…

Michael Talbot


Guarda la natura del mondo

Impermanente come un miraggio o un sogno;

Anche il miraggio o il sogno non esiste.

Rimani nello stato di non meditazione.

Se ottieni il non-ottenimento, allora hai ottenuto la mahamudra*.

Chögyam Trungpa

[*mahamudra è il grande simbolo.

(Istruzioni orali sulla mahamudra date da Sri Tilopa a Naropa sulle rive del fiume Gange).]


Secondo Bohr, il mondo impalpabile e nebuloso degli atomi si concretizza solo se vi è osservazione. Nell’assenza di osservazione, l’atomo è un fantasma. Si materializza solo se lo cerchi. E puoi decidere cosa cercare. Se cerchi il luogo in cui è, lì troverai un atomo. Se cerchi il suo moto, troverai un atomo che ha una velocità. Ma non puoi avere entrambi.

Paul Davies


D.: Allora il mondo non si salva?

M.: Quale mondo vorresti salvare? Se è quello della tua proiezione, salvalo da te. Se è il mio, mostramelo, e me ne occuperò. Non sono consapevole di un mondo che mi sia separato, e che io sia libero di salvare o no. Perché ti preoccupi di salvare il mondo, quando l’unica cosa che occorra al mondo è salvarsi da te? Esci dalla scena e guarda: è rimasto qualcosa da salvare?

Il mondo non è che uno spettacolo, scintillante e vuoto. È, eppure non è. Finché voglio vederlo e prendervi parte, è lì. Quando cesso di occuparmene, si dissolve.

Quando non sei conscio, il tuo mondo non esiste. Tu sei conscio della tua presenza e del mondo all’esterno, ma non sono due cose distinte. Comprendi questo. Il mondo può esistere soltanto se è presente questo apparato psicosomatico.

Nisargadatta Maharaj


Quando dormi non percepisci più il mondo, pur continuando a esistere. Dunque il mondo ti appare solo al risveglio. Da dove viene? Dalla tua mente. I tuoi pensieri sono tue proiezioni. Prima nasce il pensiero IO, poi il mondo. Il mondo è creato dal pensiero IO che proviene dal Sé eterno. Di conseguenza l’enigma della creazione del mondo è risolto se riesci a risolvere l’enigma della creazione dell’IO.

Ramana Maharshi


Il suono

Il mondo è di per sé sonoro,

Mentre il Vuoto è silenzio sempre.

Ciò che sorge nel cuore della calma

Nel cuore della calma si dissolve.

Wei Ying-Wou


Da ciò che non ha distinzione (sunyata in tibetano)…il pensiero crea le cose affettando la realtà in piccoli pezzetti che può facilmente afferrare. Così se stai pensando stai creando cose. Il pensiero non fa un rapporto, distorce la realtà per creare cose…

Non è che il mondo delle apparenze sia falso; non è che non ci siano oggetti là fuori, ad un certo livello di realtà. È che se penetrate in esso e guardate l’universo attraverso un sistema olografico, voi arriverete ad una realtà diversa. E quest’altra realtà può spiegare cose che finora sono rimaste inspiegabili scientificamente: i fenomeni paranormali, le sincronicità, l’apparente coincidenza degli eventi.

Karl Pribram


Alla base dell’albero(della forma) vi sono poche distinzioni; e dove vi sono poche distinzioni vi sono poche limitazioni e condizioni, e di qui l’alto grado di universalità e di comprensione – questo è il regno sottile degli archetipi, degli dei e dei principi universali. Alla radice stessa dell’albero vi è l’unico seme, il più universale di tutti – la prima distinzione… Pure, prima di questa sottilissima distinzione, non vi è nè distinzione nè non-distinzione.

J. MacFarlane


Quando la differenza non è evidente, non vi è nè differenza nè identità.

Nagarjuna


… i più recenti passi in avanti (della fisica quantistica) non sono la scoperta, da parte della fisica, di aver avuto un carattere di riflesso; lo aveva già al tempo di Democrito di Abdera e prima ancora, ma non ne eravamo coscienti di questo; noi pensavamo di occuparci del vero mondo, qual’ è veramente.

Erwin Schrödinger


Il fatto essenziale è che tutte le rappresentazioni che la scienza fa della natura… sono rappresentazioni matematiche.. .non sono che rappresentazioni – finzioni se volete, se per finzione intendo che la scienza non è in contatto con l’ultima realtà.

James Jeans

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CAPITOLO 6

Spazio – tempo – illusione


Immagina che crolli un grande edificio. Alcune stanze sono distrutte, altre intatte. E lo spazio? È stato distrutto o è rimasto intatto? È solo la struttura che ha sofferto, e la gente che è stata colta lì dentro. Ma niente è accaduto allo spazio in sé. Analogamente, nulla accade alla vita quando le forme crollano e i nomi si disperdono.

Nisargadatta Maharaj


Vento

Al mormorar del paesaggio nasce una frescura

Che lava i boschi della mia valle:

Galoppo di fumi dalla porta del burrone,

Spirali di nebbia oltre le colonne delle cime.

Va libera e senza traccia

Come il moto della vita.

Declina il sole, pace del paesaggio,

La voce dei pini si risveglia.

Wang Po


Ho fatto il mio rifugio nella sfera degli umani

Ma la città è per me senza tumulto.

Vi sembra impossibile questo?

Per lo spirito distaccato, tutti i luoghi sono lontani.

Han Shan


Dov’è lo spazio? Ci sarebbe lo spazio se non ci fossero anche queste quattro pareti? Come fate a sapere che esiste qualcosa chiamato spazio? Senza il pensiero, quello che sperimentate o che potete sperimentare, è un’illusione.

Il pensiero, per sua natura, è passeggero. Ma ogni volta che nasce un pensiero, nascete anche voi.

U.G.


Non abito da nessuna parte,

Dormo nell’Assoluto,

Mi arrampico sul Nirvana:

Al tempio del legno d’incenso

Suono.

Il più’ sovente, faccio senza fare.

Fortuna e fama? Bolle d’illusione.

Anche se l’oceano si vestisse di gelsi,*

Le nostre menti non potrebbero incontrarsi.

. . . . .

[*”Gelsi nell’oceano” è come dire “alle calende greche”]

Che-To


L’Io anteriore

Avevo un io ed una vita

Prima di questa vita e questo io.

Quando la luna popola i boschi

Di elfi e di fate probabili,

Allora sorge in me un sogno

Luminoso come una luce

In uno spazio in me lontano,

In seno ai mari che conobbi

E di paesi non estesi inondati

Da un altro tipo di giorno.

Fernando Pessoa


Il mondo è il mio corpo, e ciò da cui guardo è quello che sto guardando.

La memoria mi dà la conoscenza dell’effettivo passato… (ma) conosco solo le memorie del passato, e quelle memorie esistono solo come esperienze presenti.

Allo stesso modo, non conosco mai il futuro, conosco solo le anticipazioni… che sono esse stesse parte dell’esperienza presente.

Vedere che sia il passato come memoria che il futuro come anticipazione sono fatti presenti, significa vedere che tutto il tempo esiste o r a .

Ken Wilber


L’uroburos, il serpente che si morde la coda, è il simbolo dell’infinito spaziale e temporale. L’uroburos, è anche il simbolo del paradosso logico… l’uroburos, il serpente con la coda in bocca, è il prototipo del circolo vizioso. Cos’è più “vizioso” del mordere sé stessi, con l’idea presumibile di mangiar sé stessi. Il che è in fondo impossibile. La mascella non può divorar la mascella, lo stomaco non può digerire sé stesso… una buona definizione del paradosso…

Il “serpente infinito” rappresenta un uroburos che si è riunito con sé stesso. È caduto nel segno matematico dell’infinito.

Wendy Doniger O’ Flaherty


Tutti discutono e emettono

Categorie dei contrari.

Vorrei ascoltare un discorso

Che non entri in nessuna categoria.

Se esiste l’inizio del mondo

Allora esiste un tempo prima di questo inizio

E un tempo prima di questo tempo di prima.

Se l’esistenza esiste,

Allora esiste anche la non-esistenza

E un tempo prima del nulla.

Non c’è nulla di più vasto sotto il cielo

Che la punta di una spiga autunnale

E una grande montagna

È una piccola cosa di fronte al firmamento.

Nulla è più vecchio di un bambino morto.

Una piccola conoscenza non si può paragonare

Ad una grande conoscenza.

Una vita corta non è paragonabile

Ad una lunga esistenza.

Come possiamo sapere questo?

Il fungo d’un mattino non conosce

L’alternarsi del giorno e della notte.

La crisalide non conosce l’alternarsi

Della primavera e dell’autunno.

Se il vostro corpo è simile

A un ramo secco

Se la vostra mente è simile

Alla cenere spenta,

Come potreste essere toccati

Da una catastrofe?

Chuang Tzu


Luce abbagliante: l’anima secca, la più saggia e la migliore.

Eraclito


“L’anima secca” è quella in cui è evaporata ogni traccia d’ignoranza o di compromesso con una rappresentazione del reale, sotto i raggi solari della Conoscenza. Ciò che è secco possiede la qualità di trascendenza e d’indipendenza. “L’anima umida” è debole,… snervata dai piaceri dei sensi.

Jean Bouchart D’Orval


Il tempo procede attraverso la causa ed effetto, come un interminabile telenovela scritta da Dio.

La natura della Coscienza è tale che essa pervade simultaneamente il passato, il presente e il futuro e può esperimentare infinite varietà di universi. Ma tutto ciò è solo il gioco della Coscienza.

Ramesh Balsekar


… perfino il presente è mera immaginazione, poiché il senso del tempo è puramente mentale. Lo spazio è similmente mentale. Perciò la nascita e la rinascita, che avvengono nel tempo e nello spazio, non possono essere altro che immaginazione.

Ramana Maharshi


Il Profeta ha detto:

-Morite prima di morire.-

- Ho paura della morte- dicevano gli uccelli.

-La morte può esister per colui

Il cui cuore è unito a Dio?-

Rispondeva l’upupa.

-Il mio cuore è unito a Lui,

Cosi’ il tempo e la morte

Non esiston più per me.

Chè la morte spezza il tempo

Ed il tempo nasce dal legame

Con ciò che perisce.-

Attar


Se ci rendiamo conto che la realtà del passato è … che le nostre menti in realtà vi partecipano, non può esistere un ulteriore studio storico come potevamo intenderlo prima. Poiché noi non siamo in fin dei conti separati dagli oggetti che osserviamo, e ad un certo livello siamo un “continuum” con essi, non possiamo interagire con essi. In un certo strano senso noi siamo gli oggetti.

Michael Talbot


Siamo talmente presi dagli stati di eccitazione e di depressione, dai sogni e dalle paure, da non vedere che il nostro compito non è l’immortalità, ma il momento presente.

Charlotte Joko Beck


Prima della vita la memoria

Che cos’è la memoria? Una funzione psichica, sì, ma particolare, perché permette di conservare… idee, immagini acquistate anteriormente. È dunque un ritorno all’indietro nel tempo, l’espressione di un tempo negativo che si sarebbe accumulato…. ogni memoria implica una retroazione cioè una reazione in senso inverso dal tempo positivo a cui siamo abituati. Come se il tempo rifiutasse di scorrere totalmente nello stesso senso.

La coscienza non è che una retroazione esclusivamente psichica, obbligata a guardare questa somma di memorie, e memorie di memorie accumulate nell’inconscio – non solo l’inconscio degli psicanalisti – ma quello dei geni che riunisce l’uomo ai suoi antenati più antichi, quello delle molecole – non solo il D N A, ma quelle del mondo non vivente, del mondo delle particelle che sono l’intero cosmo.

Non dimentichiamolo, l’uomo è fatto delle stesse particelle delle stelle. E tutto è collegato. Si può pensare che la psiche umana rifletta in qualche modo come uno specchio, quando prende coscienza dell’unità cosmica, la totalità del cosmo. Come se d’un tratto la coscienza si fondesse con l’inconscio totale, che sarebbe in fondo un universo potenziale!

“L’universo comincia a presentarsi più come un gran pensiero che una grande macchina”: dice James Jeans fisico di rinomanza mondiale.

Significa che la nostra psiche è fatta degli stessi elementi dell’universo, che l’energia psichica è capace di retroagire con tutta la sua cerchia che non è altro che l’insieme dei campi psichici. Se con la logica possiamo capire il movimento delle stelle è perché le stelle seguono in qualche modo la nostra logica. L’approccio del “Summum energetico” previsto da Lupasco, memoria assoluta dell’equilibrio, ma integralmente potenziale, fa stranamente pensare a quell’Assoluto che intravedono i mistici e che chiamano Dio quando ne percepiscono la trascendenza e l’onnipotenza – Brahman se l’immanenza e l’interiorizzazione – Tao quando ne vedono gli antagonismi paradossali – e Nirvana se si rendono conto della sua non-attualizzazione assoluta! Si tratta di una sorta di ESSERE – NON-ESSERE, somma e sorgente del Tutto, allo stesso tempo infinito e vuoto… quel “vuoto-pieno” scoperto in fisica quantistica: ‘Il vuoto fluttua in maniera aleatoria tra essere e non-essere! Su scala quantica il vuoto è pieno!” (Basarab Niculesco)

Ida Rabinovich


Il “vuoto”, come noi lo concepiamo normalmente, è uno spazio completamente vuoto. I diagrammi del “vuoto”, tuttavia, dimostrano graficamente che una cosa simile non esiste… Nel mondo subatomico il “vuoto”, ovviamente non è vuoto. E allora da dove è venuta la nozione di uno spazio … desolato e sterile? L’abbiamo costruita noi! Nel mondo reale non esiste una cosa come lo “spazio vuoto”. È una costruzione mentale, … che abbiamo presa per vera… Vuoto e pieno sono “false distinzioni” che abbiamo creato noi, come la distinzione fra qualcosa e niente. Sono astrazioni dell’esperienza che noi scambiamo per l’esperienza stessa… crediamo che siano il mondo reale.

Gary Zukav


Sta a te vedere se sei pieno o vuoto. Il vuoto non può essere che una valutazione dell’intelletto. E ciò che può essere descritto dall’intelletto fa parte del conosciuto, che non può aver nulla a che fare con la Realtà.

Nisargadatta Maharaj


Togli “l’ora” del tempo, e sei dappertutto e possiedi la totalità del tempo. Essere questo o quello non significa essere tutto; infatti finché sono questo o quello e ho questo o quello, non sono tutto e non ho tutto. Togli il tuo essere questo o quello, il tuo avere questo o quello, e sarai tutto e avrai tutto.

L’attimo in cui Dio fece il primo uomo e l’attimo in cui l’ultimo uomo scomparirà, e l’attimo in cui sto parlando, sono un attimo solo in Dio, in cui c’è soltanto l’adesso.

Meister Eckhart


-Su! Su! gridava la Regina. Più in fretta! Più in fretta! – E andavano con tale rapidità, che alla fine sembrava volassero, sfiorando appena il suolo con i piedi, finché‚ all improvviso, proprio quando Alice si sentiva sfinita, si fermarono ed ella si trovò seduta per terra senza fiato e tutta stordita.

La Regina l’appoggio’ contro un albero e gentilmente le disse:

-Adesso puoi riposarti un poco.-

Alice si guardò attorno sbalordita. – Ma come… direi che in tutto questo tempo non ci siamo mai mosse di qui. Non c’è nulla di cambiato attorno a quest’albero!-

-Naturalmente,- disse la Regina.- Che cosa avresti voluto?-

-Ma nel nostro paese – fece Alice ancora un po’ ansimante – generalmente si arriva in un altro luogo… dopo aver corso così presto e per tanto tempo come abbiam fatto noi.-

-Dev’essere un paese molto pigro! – disse la Regina. – Qui invece bisogna correre più in fretta che si può, se si vuole restare nello stesso posto.-

Lewis Carrol


In apparenza io sono una cosa che si muove nello Spazio. In realtà sono quello stesso Spazio immoto… Guidando l’automobile, guardo avanti e il mio corpo umano è la stessa Immobilità in cui l’intera campagna viene mischiata come il mazzo di carte di un gigante…:(esso) crede di correre. (In realtà) non si è mai spostato di un passo. Tutta la sua agitazione è illusoria. Non ha bisogno né può fare qualcosa per calmarla, se non smettere di ignorare il luogo in cui è sempre in riposo, in cui la Pace che è aldilà di ogni comprensione è così vivamente autoevidente. Scopre che la sua… tranquillità… è nel suo stesso centro e(d)… (essa) lo implora di notarla!

Douglas E. Harding


(Stephen Albert dice:) “Il giardino dei sentieri che si biforcano è un enorme indovinello o parabola in cui il tema è il tempo. Il giardino dei sentieri che si biforcano è un’immagine incompleta, ma non falsa, dell’universo che concepiva Ts’ui Pên. A differenza di Newton e di Schopenauer, il vostro antenato non credeva ad un tempo uniforme, assoluto. Egli credeva ad una serie infinita di tempi, ad una rete crescente e vertiginosa di tempi divergenti, convergenti e paralleli. Questa trama di tempi che si avvicinano, si biforcano, si tagliano o si ignorano per secoli, abbraccia tutte le possibilità. Nella maggioranza di questi tempi noi non esistiamo; in qualcuno voi esistete ed io no; in altri, io sì e voi no; in altri, esistiamo entrambi. In questo tempo che un caso favorevole mi concede, voi siete arrivato da me; in un altro, traversando il giardino, mi avete trovato morto; in un altro, dico queste parole, ma sono un errore, un fantasma”

-In tutti – articolai non senza un brivido – venero la vostra ricostruzione del giardino di Ts’ui Pên e ve ne ringrazio.

-Non in tutti – mormorò con un sorriso. Il tempo si biforca in numerosi futuri. In uno di essi io sono il vostro nemico.’

Jorge Luis Borges


Scettico: Vedo il tempo come un fiume che scorre e porta eventi futuri verso di me.

Fisico: Il movimento è illusorio! Come può muoversi il tempo? Se si muove deve avere una velocità. Che velocità? Un giorno al giorno? È un’assurdità. Un giorno è un giorno è un giorno.

Sc.:Ma se il tempo non passa, come fanno a cambiare le cose?

Fis.: Il cambiamento avviene perché gli oggetti si muovono nello spazio e nel tempo. Il tempo non si muove… La teoria quantica rivela che a livello atomico, gli avvenimenti accadono spontaneamente senza previa causa.

Sc.: Lei non mi ha ancora spiegato perché sento il fluire del tempo.

Fis.: Non sono un neurologo. Ha probabilmente a che fare con i processi della memoria a breve scadenza.

Sc.: Pretende forse che è tutto nella mente – un’illusione?

Fis.: Sarebbe insensato se si rivolgesse ai suoi sentimenti nell’attribuire qualità fisiche al mondo esterno. Ha mai avuto dei giramenti di testa?

Sc.: Sì, certo.

Fis.. Ma non cerca di attribuire i suoi giramenti alla rotazione dell’universo, anche se sente il mondo ruotare attorno a lei ?

Sc.: No. Chiaramente è un ‘illusione.

Fis.: Così sostengo che il vortice del tempo è come il vortice dello spazio – un tipo di vertigine temporale – a cui il nostro confuso linguaggio dà una falsa impressione di realtà, con la sua struttura di tempi, le sue frasi insignificanti sul passato, presente e futuro.

Sc.: Mi dica di più.

Fis.: Non ora. Non ho più tempo!!!

Ci viene il sospetto allora, che il tempo, non scorre per niente: è tutto nella mente.

Il tempo è fondamentale alla nostra esperienza del mondo… la nostra stessa nozione di identità personale – il Sé, l’anima – è collegata strettamente alla memoria e all’esperienza durevole.

Paul Davies


Il tempo è mente. La paura è tempo. Ogni volta che c’è paura c’è il tempo. Ciò di cui stiamo parlando non è tempo, né mente, né paura. Lì non troverai né il tempo, né la mente, né la paura. La paura è solo nella dualità. Dove ci sono due, là c’è paura. Ma se sei solo te stesso non ci può essere paura, sei unicità. Non puoi trovare nient’altro. Il tempo non ti tocca, la mente non ti tocca, non c’è più desiderio, la tua mente è vuota. Questo vuoto che ti rende felice.

Non c’è differenza tra desiderio e samsara. Nessun desiderio, nessun samsara.

Poonja


… Come l’infinito è completamente presente in ogni punto dello spazio, così tutta l’eternità è completamente presente in ogni punto del tempo. Così, dal punto di vista dell’Eternità, assolutamente tutto il tempo è ADESSO, così come per l’Infinito, tutto lo spazio è QUI… Poiché tutto il tempo è adesso, ne segue che il passato ed il futuro sono proprio delle illusioni…

… lo spazio non può esistere senza gli oggetti, poiché ..è ciò che li circonda… Lo spazio e gli oggetti – in questo senso – sono una cosa sola. Per di più gli oggetti, per poter esistere, devono durare; cioè il tempo, la durata è necessaria per l’esistenza degli oggetti, poiché senza durata non ci sarebbe nulla di durevole. Perciò spazio, tempo e oggetti sono vicendevolmente indipendenti e inseparabili, e perciò l’irrealtà di uno di essi implica l’irrealtà degli altri due.

BOHM: Si, lo spazio e il tempo sono costruiti da noi per nostra convenienza. La parola “conveniente” viene da “venire con”, convenire, venire insieme. Ebbene le nostre convenzioni sono secondo la nostra convenienza, non sono solo una scelta arbitraria fatta per farci piacere,… ma.. coincidono con la materia qual è. Ora diciamo che la nozione di spazio e di tempo è un ordine che ci conviene per una certa gamma di scopi.

WEBER: Nel manifesto?

B.: Nel manifesto.

W.: Ma in realtà nel non-manifesto, voi dite che la coscienza o lo spirito dell’umanità non è che una cosa sola.

B.: … è in effetti una sola coscienza, potete averne una prova nel fatto che i problemi fondamentali dell’uomo sono un’unità. La stessa paura, gelosia, speranza, confusione, il senso di isolamento, ecc…. i problemi sono sempre gli stessi. E … l’origine del caos è nel nostro pensiero, frammentato e atomistico.

W.: Nell’olomovimento (=il presente contiene passato e avvenire), se capisco bene, lei ha detto che la totalità è contenuta in ogni parte e ciò si applica sia a ciò che si chiama spazio, “il mondo in un granello di sabbia” sia a ciò che chiamiamo tempo, l’atemporalità di un dato momento.

B.:… si può vedere che nella memoria il passato è contenuto nel presente,… ecco un esempio di olomovimento.

… se noi consideriamo la prospettiva dell’olomovimento con questa vasta riserva di energia e di spazio vuoto, allora potremmo dire meglio che lo spazio nel suo insieme (partendo dallo spazio in generale) è il fondamento dell’esistenza e che noi vi siamo dentro. Lo spazio non ci separa dunque, ci unisce.

Ken Wilber


Nella fisica quantistica, la materia e lo spazio-tempo vuoto diventano tutt’uno.

I cosiddetti “materiali di base della realtà” non sono oggetti nel senso che noi conosciamo, ma.. (piuttosto) queste bolle nella schiuma quantica assomigliano a dei wormholes*, piccoli vortici attraverso la fabbrica dello spazio-tempo… (essi) possono collegare due regioni diverse dello spazio.

I nostri cervelli costruiscono matematicamente la realtà obbiettiva, interpretando frequenze che sono in fondo proiezioni da un’altra dimensione, un ordine più profondo di esistenza che è al di là sia dello spazio che del tempo.

Il cervello è un ologramma avvolto in un universo olografico.

Pribram dice: -Non è che non ci siano tazze da tè e granelli di sabbia là fuori. Significa solo che una tazza da tè ha due aspetti ben diversi della propria realtà. Quando è filtrata dalla lente del nostro cervello, si manifesta come tazza. Ma se fosse possibile liberarci dalle nostre lenti, noi potremmo sperimentarlo come un modello d’interferenze. Quale è reale e quale un’illusione?-

-Entrambi sono reali per me,- continua Pribram, – o se volete, nessuna delle due è reale.-

… Possiamo considerarci come una massa confusa interamente avvolta nell’ologramma cosmico… Considerarci come un cervello/mente olografico che osserva un mondo olografico, è di nuovo un’astrazione, un tentativo di separare due cose che in fondo non possono essere separate.

Michael Talbot


… se esiste un presente lei non può sperimentarlo: lei può solo sperimentare ciò che conosce del presente e questa conoscenza è passato. L’adesso è un concetto.

Il pensiero è riuscito a crearsi un destino separato. È riuscito molto bene a crearsi un’esistenza parallela, separata. Inventando l’ignoto, I’al di là, I’immortalità, si è procurato il modo di continuare. Non esiste l’eternità, esiste soltanto il tempo. Quando il pensiero crea il tempo, viene creato uno spazio. Così il pensiero è anche spazio. E il pensiero ha creato anche la materia. Senza pensiero non c’è materia.

Il pensiero è una manifestazione, un espressione della vita; ma quando lo si fa diventare un qualcosa di separato dalla vita, quando gli si conferisce una vita propria e gli si consente di creare un futuro in cui possa continuare indisturbato, è una tragedia.

Da solo e per conto mio, ho scoperto che tutto quello che ci hanno raccontato sulla libertà, su Dio, sull’illuminazione, è falso. Nessun potere al mondo può scalfire questa certezza, che tuttavia non fa di me un essere superiore. Affatto. Per sentirvi superiori o inferiori, dovete separarvi dal mondo. Io non considero il mondo come qualcosa di separato da me, come fate voi.

U.G.


Nulla e in Nessun luogo.

-Dove stiamo andando?- disse Pooh, correndogli dietro…

-Da nessuna parte- disse Cristopher Robin.

E così cominciarono a dirigersi là, e dopo aver percorso un tratto di strada, Cristopher Robin disse:

-Qual-è la cosa che ti piace fare di più , Pooh?-

(Naturalmente, ciò che a Pooh piaceva più di tutto, era di andare a mangiare da Cristopher Robin, ma poiché l’abbiamo già detto è inutile ripeterlo qui)

Piace anche a me- disse Christopher Robin- ma ciò che mi piace soprattutto fare è … Niente.-

-Come fai a non far Niente?- chiese Pooh dopo aver riflettuto a lungo.

-Ebbene,… è quando le persone ti chiamano al momento che stai per farlo tu. -Cosa stavi pensando di fare Cristopher Robin?- e tu rispondi, -Oh niente-e poi vai e lo fai.-

-Ah! vedo.- disse Pooh.

-Questo è un tipo di cose da Niente, quello che stiamo facendo.-

-Oh! vedo- disse Pooh di nuovo.

-Significa proseguire, ascoltando le cose che non puoi udire, senza preoccupartene.-

Benjamin Hoff


Proprio come un bimbo crea nella sua fantasia una città immaginaria e gioca con essa, né si rattrista o gioisce perché realizza che è solo una costruzione fittizia – così colui che capisce il significato più alto, non è ingannato. Il bimbo vede veramente; considera il suo gioco come un gioco, così come il saggio sognatore dice a sé stesso, “Questo è solo un sogno”

… il Yogavashista dice..:l’uomo, … che mette in atto il suo incubo di solipsismo, non lo sa: crede che le sue creazioni mentali siano reali e che il suo corpo sia reale.

Wendy Doniger O’ Flaherty


Il più grande mago (dice Novalis) sarebbe quello che stregasse se stesso fino al punto di accettare le sue fantasmagorie quali apparizioni autonome. Non è forse il nostro caso? Credo di si. Noi (quell’indivisibile divinità che opera in noi) abbiamo sognato il mondo. L’abbiamo sognato durevole, misterioso, visibile, onnipresente nello spazio e stabile nel tempo; ma abbiamo consentito a tenui ed eterni intervalli di illogicità nella sua architettura così da poter sapere che è falso.

Jorge Luis Borges


A volte la mente è calma, a volte agitata… ma ricadere in ciò che è cosciente di tutti questi stati, è star quieti, sia che il pensiero si manifesti o no; esser tranquilli anche se c’è agitazione.

G.Bluestone


Va senza cammino

È – ma nessuno sa cosa

È qui, è là,

È lontano, è vicino,

È profondo, è alto;

È così:

Non è né questo né quello.

È luce, è chiarore,

È tutta oscurità,

È innominato,

È sconosciuto,

Senza inizio né fine;

È un luogo silenzioso

Che scorre, indefinito.

Chi conosce la sua casa?

Che ne esca quello là,

E ci dica che forma ha!

Diventa come un bambino,

Diventa sordo, diventa cieco!

Quel poco che è tuo

Deve diventare nulla;

Qualcosa o nulla: tutto va aldilà.

Lascia il luogo, lascia il tempo,

Lascia anche l’immagine!

Va senza cammino

Sul sentiero stretto:

Così vieni sulla traccia del deserto.

Meister Eckhart


Dov’è il tempo e … lo spazio, separati da noi? Se noi siamo i corpi, saremmo avvolti in tempo e spazio. Siamo i corpi? Noi siamo lo stesso, adesso, dopo e sempre; lo stesso qui, li’ e ovunque… noi siamo; tempo e spazio non sono; noi siamo.

Ramana Maharshi


Ciò che crediamo accadere in una struttura temporale orizzontale, sta accadendo sempre in questo momento. Non solo le tue azioni, ma ciò che accade in tutto il mondo in qualsiasi momento presente.

… Einstein era dovuto arrivare alla conclusione secondo cui questo spazio-tempo non è reale, ….. (ma) un meccanismo concettuale necessario al prodursi di questa manifestazione in cui oggetti tridimensionali vengono proiettati nello spazio e percepiti nel tempo.

Ramesh Balsekar


ll vero problema è che noi siamo abituati a guardare il mondo in maniera semplicistica. Siamo abituati a credere che qualcosa o è in un posto, o non lo è. La nostra esperienza ci dice che il mondo fisico è solido, reale, e indipendente da noi. La meccanica quantistica dice semplicemente che non è affatto così.

Chi sta osservando l’universo? O in altre parole, in che modo l’universo diventa realtà?

Con la risposta torniamo al punto di partenza. Noi rendiamo l’universo reale. Dato che ne facciamo parte, ciò rende l’universo (e noi) auto-realizzante.

Ciò che è “là fuori” apparentemente dipende, da un punto di vista rigorosamente matematico e filosofico, da quello che noi decidiamo “qui dentro”.

Gary Zukav


Dove abita Dio?

Da bambino Ytzhak Mèir fu portato una volta da sua madre dal Maggid di Kosnitz. Qualcuno si prese gioco di lui, dicendogli: -Mio piccolo Ytzhak, ti do’ un fiorino se mi dici dove abita Dio. – E io-rispose il bambino- te ne do due, se mi dici dove non abita.-

Anonimo


Nel mio cuore, tante cose…

Che vadano secondo

il muoversi del salice.

Bâsho


Come in un sogno è la nostra stessa volontà che inconsciamente appare come un inesorabile destino oggettivabile; tutto procede da noi stessi e ognuno di noi è il manager teatrale segreto dei nostri stessi sogni. Il fato può essere il prodotto del nostro io più profondo, o delle nostre volontà, ossia noi realmente produciamo ciò che sembra capitarci.

Thomas Mann


M.: Causalità significa il succedersi, nel tempo, di eventi nello spazio, il quale è fisico e mentale. Tempo, spazio e causalità sono categorie della mente, che sorgono e tramontano con la mente.

D.: Nei limiti del funzionamento mentale, la causalità è valida.

M.: La cosiddetta legge di causalità è un prodotto della mente e, come tale, è contraddittoria. Niente di esistente ha una causa particolare, e l’universo nella sua globalità provvede fino all’ultimo granello; niente potrebbe essere com’è, se l’universo non fosse quello che è.

Nisargadatta Maharaj


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CAPITOLO 7

ologramma


L’universo non può esser considerato come una raccolta di parti indipendenti, come le pennellate in un quadro impressionista.. È un ologramma, una rete dinamica di eventi in correlazione, in cui ogni parte della rete determina la struttura della totalità. -

Charles Eliot


Nel cielo di Indra, si dice che esista una rete di perle, raccolte in modo che se tu guardi una di esse tutte le altre vi si riflettono. Allo stesso modo ogni oggetto nel mondo non è solo se stesso, ma implica ogni altro oggetto e di fatti è ogni altra cosa.

Upanishad


In ogni grano di polvere sono presenti infiniti Buddha.

Anonimo


Vedere un mondo in un grano di sabbia,

E un cielo in un fiore selvatico,

Tieni l’Infinito nel palmo di una mano,

E l’Eternità in un’ora.

William Blake


La Luna unica si riflette ovunque vi sia una pozza d’acqua,

E tutte le lune nelle acque sono abbracciate in seno alla Luna unica.

Il corpo del Dharma (l’Assoluto) di tutti i Buddha

Entra nel mio proprio essere.

E il mio proprio essere si trova in unione con il loro…

La Luce Interiore è aldilà delle lodi e dei rimproveri;

Come lo spazio, essa non conosce limiti,

Eppure, essa è qui, in noi, e conserva sempre

Serenità e pienezza.

Non è che quando tu la cerchi dandole la caccia,

Che la perdi;

Non puoi afferrarla, ma neppure puoi liberartene,

E mentre non puoi né l’uno né l’altro, essa prosegue

Il suo cammino.

Resti silenzioso ed essa parla; parli ed essa tace.

Yung-Chia-Tah-Shih


Nella teoria bootstrap degli adroni tutte le particelle sono composte dinamicamente le une dalle altre in modo intimamente coerente e in questo senso si può dire che esse si contengono reciprocamente.

Erwin Schrödinger


Un “modello olografico di coscienza” rende i processi del cervello come la memoria, la percezione e l’immaginazione chiaramente spiegabili. Nella coscienza, una cornice è tutte le cornici. Ogni memoria e ogni pezzetto d’informazione immagazzinata nella nostra mente si muove tra infiniti segni di richiamo, assieme ad ogni altro pezzetto d’informazione, in un ‘modello creativo di pura e perfetta ambiguità… Lo “schermo” di coscienza può essere considerato come una forma organica di una placca olografica che trasforma percezioni tridimensionali e ricostruisce immagini con ugual facilità…

Keith Floyd


Il sistema nervoso è organizzato (si organizza da sé) così da computare una realtà stabile… Se dovessimo all’improvviso scoprire che la massa dell’intero spazio-tempo dell’universo è finemente tenuta in equilibrio nelle nostri menti, potremmo probabilmente diventar pazzi.

E’ il sistema nervoso che struttura la realtà. Le vibrazioni che noi percepiamo come materia… sono tutte creazioni della mente… Sri Aurobindo afferma: l’apparenza della stabilità è data da una costante ripetizione e ricorrenza delle stesse vibrazioni e formazioni… tutte le nostre leggi sono solo “abitudini”.

Michael Talbot


La coscienza è un singolare, il plurale della quale ci è ignoto; c’è una sola cosa e ciò che sembra essere una pluralità è semplicemente una serie di differenti aspetti di questa sola cosa prodotta da un’illusione (mâyâ) ; la stessa illusione si produce in una galleria di specchi e nello stesso modo Gaurisankar e il monte Everest risultano essere la stessa montagna vista da valli diverse.

Erwin Schrödinger

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CAPITOLO 8

realtà – specchio


… l’ologramma ci procura un valido modello per capire quei cambiamenti repentini e trasformativi che gli individui esperimentano durante la psicoterapia… Questi cambiamenti si verificano, di qualunque tecnica o sistema psicanalitico il terapeuta si serva… Tutti i metodi psicoanalitici sono semplicemente rituali e il cambiamento è dovuto a qualcosa di totalmente diverso. È una questione di risonanza

Il terapeuta non dice qualcosa di nuovo al paziente, invece sembra essere in risonanza con qualcosa che il paziente già conosce inconsciamente.

Benché Bohm metta in guardia che tutti i concetti sono nella nostra testa e non esistono “là fuori”, egli ci spiega però che si può osservare la realtà a due livelli. Il livello in cui viviamo – dove elettroni, forni e tostapane ed esseri umani appaiono separati l’uno dall’altro – è l’ordine esplicito . Il livello della realtà subatomica – dove le cose non sono più separate – là regna l’interconessione quantica, e tutte le cose diventano un tutto ininterrotto – questo egli chiama l’ordine implicito.

Michael Talbot


Il simbolo dello specchio

L ‘Essenza si rivela soltanto nella forma della predisposizione dell’individuo che riceve tale rivelazione e non accade mai cosa diversa. Quindi il soggetto che riceve la rivelazione essenziale vedrà unicamente la propria “forma” nello specchio di Dio; non vedrà Dio, è impossibile che Lo veda, pur sapendo di non vedere la propria “forma” se non in virtù di quello specchio divino. Ciò è del tutto analogo a quanto avviene in uno specchio materiale: contemplandovi delle forme, non vedi lo specchio pur sapendo che vedi quelle forme o la tua propria forma solo in virtù dello specchio.

Dio è dunque lo specchio nel quale vedi te stesso, come tu sei il Suo specchio nel quale Egli contempla i Suoi Nomi. Ebbene, questi non sono nient’altro che Lui stesso.

Ibn al ‘Arabî


Pearce dice: -La mente dell’uomo riflette un universo che riflette la mente dell’uomo. -Un serpente che divora la propria coda, la partecipazione di coloro che partecipano.

Michael Talbot


Oh, l’anima del mondo mai sarà unita a me,

finché ciò che appare fuori di me,

benché sia sempre stato in me,

deliziosamente si posa in me.

Rainer Maria Rilke


La sua forma è scomparsa, egli è diventato uno specchio: non vi è rimasto nient’altro che l’immagine del viso di un altro.

Djalâl-ud-Din Rûmî


Noi tutti, il viso scoperto, riflettiamo come in uno specchio la gloria del Signore e siamo trasformati.

S. Paolo


Rinuncia a qualunque idea,

E che il tuo cuore intero sia puro

Come la faccia di uno specchio

Senza immagine o disegno.

Divenuto puro da ogni immagine

Tutte le immagini sono contenute.

Se i colpi che ricevi ti esasperano,

Come diventerai uno specchio limpido

Se non sarai lucidato?

Tutto è uno, l’onda e la perla,

Il mare e la pietra.

Nulla di ciò che esiste in questo mondo

E’ al di fuori di te.

Cerca bene in te stesso

Ciò che vuoi essere poiché sei tutto.

La storia del mondo intero sonnecchia

In ognuno di noi.

Djalâl-ud-Din Rûmî

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CAPITOLO 9

Non località


… Un wormhole * a S.Francisco e un wormhole a New York sono lontani migliaia di miglia nello spazio tridimensionale, ma la distanza – attraverso il cosiddetto “manico di una tazza da tè” – che le unisce, può essere solo di qualche centimetro… codesti “wormhole”‘ nello spazio tempo ci obbligano a vedere la geografia e la storia dell’universo come una “nonlocalità”…

Michael Talbot


Dio non è da nessuna parte. Non è né qui né là; non è nel tempo e non è nel luogo.

Meister Eckhart


… Il principio di Indeterminazione di Heisenberg… dice che non si può sapere allo stesso tempo dove si trova un atomo, o elettrone e sapere come si muove.

Paul Davies


… Grazie a sofisticatissime tecnologie inesistenti al tempo di Einstein, … a Insbruck si è lavorato con due fotoni, cioè due corpuscoli di cui è formata la luce. Un fotone è stato sdoppiato e le due parti sono fuggite in direzioni diverse raggiungendo distanze che potrebbero essere interplanetarie, rimanendo comunque misteriosamente legate fra loro non si sa come… Se il secondo fotone viene a contatto con uno dei due usciti dallo sdoppiamento scompare e le sue sembianze vengono assunte dal secondo fotone sdoppiato. Quindi riappare da un’altra parte. Ciò comunque grazie alla misteriosa proprietà che tiene comunque connessi fra loro due fotoni sdoppiati. A spiegare il rocambolesco fenomeno pensano le non facili leggi della fisica quantica…

IL Corriere della Sera


Quando arrivò a Bagdad davanti alle porte della città, le guardie posero a Baha ud-dîn la domanda abituale: -Da dove vieni? Dove vai?- E Baha ud-în Walad con tutta l’autorità di un gran dottore dell’Islam rispose:- Vado da Dio a Dio. Non vengo da nessuna parte e non vado da nessuna parte.-

Eric Edelmann


Un giorno Hyakujo era uscito

con il suo maestro Baso.

Sopra le loro teste passò uno stormo di anatre selvatiche

e Baso domandò: -Che cosa sono?-

-Sono anatre selvatiche, Maestro!-

-E dove si dirigono?-

-Se ne sono volate via, maestro?-

A queste parole, Baso afferrò il naso di Hyakujo

torcendoglielo così forte che per il dolore questo gridò.

-Dici che se ne sono volate via- disse Baso,

eppure esse sono qui fin dalle origini-.

Storia Zen


Alla domanda: -Dove va l’anima quando il corpo muore?-, Jacob Boehme rispondeva:

- Non è necessario che vada da nessuna parte.-

Il nome Tathagata (un nome di Buddha) significa: colui che non va da nessuna parte e non viene da nessuna parte.

Sutra di diamante


Loggia 77

Gesù diceva: … Io sono il Tutto.

Il Tutto è uscito da me

E il Tutto torna a me.

Spacca la legna, sarò là.

Solleva una pietra,

mi troverai.

Il vangelo di Tommaso

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CAPITOLO 10

Proiezione dell’immagine

Ci hanno detto che vi è un albero là fuori dalla mia finestra ma io non vedo in realtà l’albero. Per mezzo di un qualche sottile procedimento di cui solo i tratti iniziali relativamente semplici sono stati esplorati I’albero reale proietta un’immagine di se stesso nella mia coscienza e questo è ciò ch’io percepisco. Se voi siete al mio fianco e guardate lo stesso albero quest’ultimo riesce a proiettare un’immagine anche nella vostra anima. Io vedo il mio albero e voi vedete il vostro (notevolmente simile al mio) ma ciò che è l’albero in se stesso noi non lo sappiamo.

Erwin Schrödinger


… il mio corpo esiste soltanto in rapporto a questo universo, e di fatto sto attaccato ad esso e ne dipendo come la foglia sull’albero. Mi sento tagliato fuori solo perché sono scisso dentro di me, perché cerco di dividermi dai miei sentimenti e dalle sensazioni. Perciò’ essi mi sembrano estranei. Ma se sono consapevole dell’irrealtà di questa divisione l’universo non mi sembra più’ estraneo. Giacché io sono ciò’ che conosco; ciò’ che conosco è io. La sensazione di una casa al di là della strada o di una stella nello spazio esterno non è meno io di un prurito alla pianta del piede o di una idea nella mia testa. In un altro senso io sono anche ciò’ che non conosco. Non sono consapevole della mia mente in quanto mente. Esattamente allo stesso modo non sono consapevole della casa al di là della strada come di qualcosa di separato dalla mia sensazione di essa. Conosco la mia mente come pensieri e sentimenti, e conosco la casa come sensazioni... Che vi sia un sole separato dalla sensazione che ne ho, è un’inferenza. E siccome … sono le mie sensazioni – devo inferire che il mio corpo e il mondo formano un unico processo…

non abbiamo una sensazione del cielo, ma quella sensazione siamo noi.

Alan Watts


… Il senso di essere una sorta di… Testimone o Sé svanisce del tutto. Tu non guardi il cielo, tu sei il cielo. Puoi gustare il cielo. Non è là fuori… C’è solo puro vedere. La coscienza e la sua manifestazione non sono due cose distinte.

Mentre rimani in quello stato e “senti” questo Testimone come una grande espansione, potrai cominciare a sentire che la sensazione del testimone e la sensazione della montagna sono la stessa sensazione. Quando “senti” il tuo puro Sé e “senti” la montagna, sono esattamente le stessa sensazione. In altre parole, il mondo reale non ti è dato due volte – uno là fuori, uno qui dentro. Questo “essere due volte” è il significato di “dualità”.

Ken Wilber


Quando la mente umana è tagliata fuori dal cosiddetto universo fisico essa ha l’incredibile capacità di creare il proprio mondo – alberi, persone, suoni, colori e odori… L’intero universo fisico non è altro che una serie di modelli di energia neuronale che prende fuoco all’interno della nostra testa.

Questa è la dimostrazione finale che tutti i mondi sono nella mente.

Michael Talbot


Quando guardi una cosa, vedi l’assoluto, ma ti figuri che sia ciò che appare secondo il suo aspetto immediato, una nuvola, un albero, eccetera.

Nisargadatta Maharaj


L’albergo dei bambù

Seduto solo nel segreto dei bambù,

A lungo zufolo al canto del liuto.

Nessuno mi conosce nel bosco profondo.

Rifletto la luna che viene ad illuminarmi.

Wang Wei


Risposta all’imperatore che chiedeva “cosa c’era nella montagna”

Cosa c’è nella montagna?

Nelle cime dalle bianche nubi….

Non posso che viverlo

E non potrei dirvelo.

T’ao Hong -King

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CAPITOLO 11

Getta via


Chiunque può comprendere in parte ciò di cui stiamo parlando, ma se è compreso si trasforma in una trappola. Capire e non capire appartengono entrambi allo schema dell’ignoranza, un semplice processo mentale. Non è un prodotto dello studio, è il tuo diritto di nascita. Non puoi studiare per essere ciò che sei. Non devi capire niente per respirare.

Entrambe le idee, fare qualcosa e non fare niente, sono impedimenti. Gettali via! Non è difficile, è la tua natura.

Se non stai facendo niente e getti via l’idea di non stare facendo niente, dove ti ritrovi?

“Voglio fare qualcosa” è una trappola. “Non voglio fare niente” è un’altra trappola. Si tratta soltanto della tua immaginazione.

Qualunque pratica stiate seguendo, continuate finche’ non è la pratica a lasciarvi.

La mente è desiderio, perciò getta via il desiderio. Getta via il desiderio del samsara. Getta via il desiderio di altri mondi, dei paradisi. Gettalo via. Getta via il creatore dei cieli e del samsara. Getta via anche lui. Dopo di che, getta via la rinuncia. Rifiuta tutto, poi getta via il rifiuto. Allora c’è libertà.

Tutto ciò che fai mira a gettare via il desiderio. Studi, e tutti gli studenti finiscono col rifiutare l’istituzione scolastica. Ti laurei e, benché i tuoi professori siano ottime persone, non hai nessuna voglia di rimanere con loro. Ti sei iscritto solo per rifiutare l’università. Tutto ciò che fai ti suggerisce: “Gettami via”. Persino il corpo è contento quando lo getti via. Tutto ciò che fai è ritornare a casa, l’unico luogo sicuro.

Dove non c’è mente non c’è neppure forma…

Poonja


La risposta non fa che uccidere l’illuminazione – la mente poi torna a quella conoscenza statica, e presto rimane intrappolata di nuovo nelle reti delle associazioni.

G. BLuestone


Abbandona i quattro elementi

e non cercare più di coglierli.

Nella pace e nella perfezione assoluti,

mangia e bevi secondo i tuoi desideri.

Tutti i fenomeni sono impermanenti,

tutto è ku...

È proprio questo

il grande e completo satori del Buddha.

Bisogna abbandonare tutto, il corpo, l’ego, la mente.

Tutto questo è esistenza priva di noumeno.

Non cercare la verità,

non dare un taglio alle illusioni.

Perché capisco chiaramente

che questi due elementi

sono ku, senza forma.

Il Dio autentico, il vero Buddha esiste nella nostra mente, ma noi lo cerchiamo molto lontano. Cercare sempre crea una grande sofferenza… La vera pace… è assente da questo desiderio, di guadagnare di più, nell’amore… di ottenere il satori.

Yoka Daishi

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CAPITOLO 12

il cercatore e la ricerca


Non c’è percipiente, qui nessun oggetto è percepito. Entrambe sono supposizioni concettuali di una mente divisa. “Percepire” è soggettività. L’affermazione frequente che “colui che vede, il vedere e il visto” sono “una sola cosa” è ingannevole. Non esiste una simile trilogia, … poiché il verbo percepire denota una presenza ed esclude chi vede ed il visto. Come “mente relativa” sono qualunque cosa è percepita, nei limiti del percepire sensoriale – in qualunque luogo ed in qualunque momento il percepire avvenga nello spazio-tempo.

Come Assoluto sono la presenza senza limiti “in cui” questa percezione sembra avvenire.

Wei Wu Wei


Lei non saprà mai cos’è la vita. Nessuno potrà mai sapere cos’è. Potrà darne delle definizioni, ma esse non hanno alcun senso! Lei non lascia sparire la domanda perché crede che qualcuno su questa terra possa darle una risposta. La domanda si brucerà creando energia. Il pensiero si consuma e produce un’energia fisica. Assieme alla domanda colui che interroga sparirà. Di questo tipo di energia non si può dire nulla, essa si manifesta e già salta senza conoscere limiti e frontiere. Appartiene a tutti. Lei fa parte di questo potere, ne è l’espressione. Come un fiore, in un altro modo lei ne è l’espressione. Dietro a lei, c’è la vita, ma cos’è, lei non lo saprà mai.

U.G.


La gente lo cerca lontano – che peccato!

Sono come coloro che in mezzo all’acqua, chiedono disperatamente da bere.

Hakuin


Il grande scoglio consiste nel sentirsi soddisfatti di essere dei cercatori, di mettersi l’etichetta “Io sono un cercatore di verità”.

Nisargadatta Maharaj


(I meditanti zen) usano come “tema di meditazione” un indovinello (koan), per es. “Qual è il suono di una mano sola che applaude?” … Questi indovinelli – “come la vita stessa” – non possono essere risolti in nessuna forma razionale, e così la meditazione non consiste nell’analizzare il koan, ma nell’immergersi completamente in esso – al che esso si risolve da sé. Il koan ha lo scopo di riunire il soggetto con l’oggetto… e di svegliarci alla Mente.

Ken Wilber


In questo momento non vi è nulla che sorge. In questo momento non vi è nulla che cessa di esistere. Così non vi è né nascita né morte che debba esser portata a termine. Di qui, l’assoluta tranquillità del momento presente. Benché sia in questo momento, non vi è limite a questo momento, e in questo vi è eterna beatitudine.


Pioggia e nebbia sul Monte Lu,

le onde sorgono sul fiume Che;

Se non ci sei stato ancora

ne avrai amari rimpianti;

ma una volta là, quando torni a casa,

come han l’aria di niente le cose! ‘

Pioggia e nebbia sul Monte Lu,

onde sorgono sul fiume Che.

Hui Neng


D.: Penso di fare esperienza del vuoto, ma è una sensazione pesante.

P.: Il vuoto non è pesante. Se lo è, non è vero vuoto. Chi pensa? Dove abita l’io che pensa? Per te l’io e’ un pensiero. Risali fino alla sua sorgente e scopri da dove nasce.

Questo viaggio vi ricondurrà a casa. Non vi porterà in qualche nuova dimensione. Non potete diventare od ottenere ciò che non siete. Siete costretti a essere ciò che già siete.

Poonja


L’attenzione “attiva” di Benoit… (quella che dice) “Parla, sto ascoltando”. o… “uno sguardo al centro del mio mondo interiore che non incontra nulla”; l’ “attenzione totale” di Krishnamurti; la “completa autorizzazione mentale” dei Taoisti del wu wei; l’Inchiesta sul Sé di Ramana e il “Grande Dubbio” dei buddisti zen; e così anche il Wei Wu Wei: “guarda dentro per non veder nulla” – tutto ciò indica uno stato di completa attenzione e apertura, come se uno stesse ascoltando in attesa di una risposta dal centro del proprio essere… la vera Sorgente della propria coscienza. Noi “manchiamo” quest’opportunità di realizzare (la Sorgente) perché ci immaginiamo di dover essere in contatto con l’Adesso, come se fosse qualcosa di diverso dal quel che stiamo già facendo in QUESTO momento.

Ken Wilber


Nessuna mappa può mai descrivere il paese senza limiti che essi (i mistici) hanno esplorato… (l’)innominabile … questo mondo pristino… non può essere mai raggiunto seguendo una mappa, e i pochi che si sono mossi senza impacci al di là dei confini della mappa, saranno per noi totalmente inafferrabili. Essi rimangono senza traccia. E se noi pure volessimo esplorare piuttosto che fare una gita, allora dovremmo diventare anche noi senza traccia.

Eppure diventare senza traccia non è una conseguenza del nostro obbligarci ad una immaginaria vacuità che non È ALTRO che una nuova estensione della mappa esistente. Piuttosto bisogna guardare ciò che abbiamo finora ignorato, tutto ciò che consideravamo assicurato, certo.

È ovvio che le mappe esercitano la loro influenza come condizionante. Sono state create dai nostri predecessori… inclusi noi… quando abbiamo dei momenti di inattenzione. I nostri oggi procedono dai nostri … ieri, carichi di cose familiari.

Possiamo dunque imparare a… far domande tali che il pensiero si neghi a sé stesso nelle profondità dello sconosciuto? Per far così, il pensiero deve porre una domanda a cui non si può rispondere a parole; in quel tipo di domanda sta l’inversione dell’energia della mente. È all’interno dello sconosciuto vitale… Questo… non è mai… un buco di memoria, ma piuttosto uno stato dinamico che si incontra quando… ci si allarga al di là dei legacci della memoria.

G.Bluestone


… un principiante avrebbe usato nei primi stadi la deduzione logica, per poi rifiutare di volta in volta le possibili occorrenze del presunto “io”: non il corpo, non una qualche parte di esso, non la memoria, non la sensazione, non la personalità e così via. Non questo, non questo, non questo, allora cosa? La coscienza? Ma chi è il possessore della coscienza? Chi in effetti é colui che è cosciente? Non c’è via d’uscita!. Non importa quanto sia spossato l’individuo, quanto siano stanchi la mente e il corpo: I’incessante ricerca deve essere proseguita. Alla fine quando tutte le possibilità logiche sono eliminate, cambia qualcosa: la mente cessa di combattere logicamente con l’enigma e sorge l’intuizione.

Le colline sono colline: l’acqua è acqua. Ma queste montagne, questi fiumi, tutto il mondo stesso,… - nessuna di queste cose esiste all’esterno della vostra mente!

Molti hanno paura di svuotare la propria mente temendo di precipitare nel Vuoto. Non sanno che la loro stessa Mente E’ il Vuoto. Gli ignoranti evitano i fenomeni ma non il pensiero; i saggi evitano il pensiero ma non i fenomeni.

John Blofeld


Avevo 16 anni… era sera… e da tempo ruminavo la frase di Descartes: “Penso dunque sono”. Riflettevo da parecchio tempo… e facevo ogni volta il viaggio da questa realtà vivente che in me corrispondeva a “io penso” e “io sono” fino a queste parole, per caricarle… del loro vero senso. Era un lavoro difficile, ero sfinito, lo scatto che mi avrebbe rivelato il significato misterioso… della frase non si manifestava, ma a un certo punto, un altro scatto , che non mi aspettavo,… si produsse e in un attimo… mi sono ritrovato nel retroscena impossibile e inconcepibile di questo “io” che pensava…

Parlo di un cambiamento inaudito, di una rivoluzione inimmaginabile, e allo stesso tempo non c’è l’ombra di un cambiamento e questo proviene dalla natura della cosa che appare, che non è un oggetto, ma la prima persona… l’esistenza stessa… che non è “qualcosa” nel senso che diamo abitualmente a queste due parole, che esiste infinitamente, ma lascia intatto… colui di cui sconvolge la vita.

Stéphen Jourdain


Tante risposte non aiutano. Vi è un tipo di domanda che ci porta a disfare la rete.

Che fare allora? Nulla… Ogni reazione proviene dalla mappa. Qualunque reazione… non fa… che rinforzarla.

La cosa importante non è tanto che le cose siano in un certo modo, ma se tu farai la più leggera mossa per sfuggire alle cose, qualunque esse siano.

G.Bluestone


Devi procedere da solo. Completamente solo, nessun altro lo può fare per te. Questo cammino non è una via tracciata, in cui qualcun altro ti può guidare.

Poonja


… è concettualmente impossibile sapere ciò che siamo. Non abbiamo che l’alternativa dell’abbandono della ricerca, che assieme all’abbandono del ricercatore, costituisce di per se “il trovare”. Il trovare vuol dire che il cercatore è il cercato. Il cercato è il cercatore; e ognuno di questi, essendo la metà concettuale di CIÒ che è inconcepibile, “né è, né non è”.

D.: Come faccio a sapere se sto progredendo?

B.: … chi progredisce e verso cosa? Non c’è “nessuno” a fare alcun progresso.

… il più sicuro segno di “progresso” – la totale mancanza di preoccupazione a riguardo del “progresso” stesso… e circa la “liberazione”,… un abbandono non-volitivo a qualunque cosa possa accadere.

Ramesh Balsekar


Il termine stesso di ricerca prova che il ricercatore si considera lui stesso separato dall’oggetto della sua ricerca… Finché questa dualità persiste, la ricerca deve essere continuata fino al momento in cui l’individualità non sia sparita e che il Sé sia stato realizzato come Essere eterno, e che contenga ricercatore e ricerca.

Ramana Maharshi


Perché la vita dovrebbe avere un significato? Perché dovrebbe esserci uno scopo per vivere? La vita in sé stessa è tutto quello che c’è. È la vostra ricerca di un significato “spirituale” che ha fatto diventare la vita un problema.

U.G.


Ancora risposte, non serviranno a nulla. Vi è un certo tipo di domanda che porta allo sfilacciamento della rete.

G.Bluestone


Voi che desiderate celebrare il giorno di nascita, cercate prima donde fu la vostra nascita. Il vero giorno di nascita di un uomo è quando egli entra in Quello che trascende la nascita e la morte: l’eterno Essere… Si dovrebbe piangere il proprio ingresso in questo mondo. Gloriarsene e celebrarlo è come deliziarsi di un cadavere e ornarlo.

(La mente) induce tutti i pensieri a nascere. Separatamente dai pensieri, non vi è una simile cosa come la mente. Perciò’, il pensiero è la natura della mente. Separatamente dai pensieri, non vi è un’entità indipendente chiamata mondo. … Come il ragno emette il filo di ragnatela fuori di sé e nuovamente lo ritira in sé, allo stesso modo la mente proietta il mondo esterno da se stessa e di nuovo lo riduce in sé.

Ramana Maharshi


Se ami una persona più di un’altra sbagli – anche se ami tua madre o tuo padre più di un altro uomo. E se preferisci la beatitudine in te più che in un altro, non sei nel giusto, perché così ami te stesso e dove ami te stesso non è Dio il tuo puro amore.

Meister Eckhart


Non preoccuparti della gente e delle cose. Cerca da solo e prova a scoprire come l’essere è sopraggiunto in te.

Nisargadatta Maharaj


La risposta al tuo problema è di vedere chi lo ha.

Ramana Maharshi


Potevo continuare a rattristarmi per tutti quelli che ancora sprecavano la propria vita nella … ricerca del vuoto, ma non ardevo dal desiderio di informarli prima del tempo: sapere la verità non porta … a vivere meglio una vita che deve continuare comunque, contenga o no la verità.

Bernadette Roberts


… dice il maestro zen Tung Shan..:-Mostro la verità agli esseri viventi e non sono più esseri viventi-.

… “Che cosa io sono realmente ora?” … ciascuno di noi è solo un oggetto. E cos’è questo oggetto, visto attraverso gli ingrandimenti di un microscopio a scansione elettronica? … il microscopio rivela che il corpo non è nient’altro che vuoto…se ci allontaniamo da esso(corpo) questo oggetto viene via via sostituito da una casa, da una città,… dal pianeta Terra,… dalla nostra galassia,… , per poi svanire del tutto.

Così la prospettiva interna e la prospettiva esterna portano allo stesso risultato: l’essere umano è vuoto, spazio e totale illusione..

Sul palcoscenico vuoto è apparsa questa commedia,… ma a causa della nostra percezione limitata, crediamo che sia reale solo ciò che è percepibile da uno dei nostri sensi, laddove il reale è ciò’ che non è percepibile dai sensi.

… ritorniamo alla domanda “Chi cerca che cosa?” Come abbiamo visto l’ “io” è soltanto vuoto, perciò non vi può essere nessun io. Non ci può essere nessun… “cercatore”… anche la cosa cercata è niente…

… finché c’è qualsiasi ricerca – e dunque un cercatore – l’assenza di ciò che è presente come entità (positiva o negativa) non può accadere. Un oggetto fenomenico ancorato in se stesso non può trovare il noumeno che “è” veramente, come è impossibile per un’ombra trovare la propria sostanza. L’apparente cercatore nel tempo è un concetto. Quel che è cercato è un altro concetto. E così il cercare e il trovare (o non trovare). L’assoluta assenza di tutti questi concetti significa l’abbandono della ricerca e questo abbandono risulta nell’annientamento del ricercatore nell’ESSERE.

Ramesh Balsekar


D.: Io non capisco come uno possa smettere di proiettare senza che sia intervenuto un processo di volizione.

J.K.: Lei deve esaminare perché proietta. Prenda nota di questo. Lei vuole ancora ottenere qualcosa. Questo volere nasce da una sensazione di incompiutezza che è in lei. La mente deve entrare in uno stato di sospensione. Soltanto un’attitudine di non-interferenza può interrompere il meccanico processo mnemonico e tutti i condizionamenti che lo accompagnano. Allora emerge l’originaria energia incondizionata.

Generalmente conosciamo i concetti, ma non conosciamo il silenzio. Il valore della pratica meditativa sta nell’aiutare a familiarizzarci con il lasciare la presa, con l’essere silenziosi. Quando la mente non interferisce più vi è soltanto silenzio e da esso sgorga la creatività. Ma finché restiamo sotto l’impulso della volontà, vi è soltanto ripetizione. Quando guardiamo i nostri amici e il nostro ambiente, vediamo soltanto le nostre proiezioni, le nostre sovrapposizioni, ma non vediamo il mondo come esso è. Perciò il primo passo è renderci conto che in realtà non vediamo, che proiettiamo sulle cose le nostre paure e le nostre speranze. Per vedere questo dovete essere calmi.

Jean Klein


D.: Se la nostra natura è libertà… perché così pochi la realizzano?

P.: Perché pochi la desiderano abbastanza.

Poonja


Possiamo contemporaneamente essere consapevoli della nostra esistenza fenomenica e della nostra presenza, essere. Questo stato appare spontaneamente e all’istante cessano il proiettare e il produrre.

Ogni tentativo di produrre questo non-stato ci immerge invece più profondamente nella relazione soggetto-oggetto.

… rimanere in questa relazione soggetto-oggetto – che è tutto ciò che l’assenza di pensieri è – vi impedisce di approdare a un silenzio più profondo. La presenza di uno stato neutro può persino costituire un ostacolo: trattandosi di energia in movimento essa non può venire sostenuta in continuazione. Il vero Silenzio non è né movimento né energia, ma tranquillità.

Jean Klein


Ci siamo identificati col nostro corpo, mente e personalità, immaginando che essi costituiscano il nostro vero Sé, e passiamo tutta la vita a cercar di difendere, proteggere e prolungare ciò che è solo un’illusione.

Più cerco il vero Vedente, più realizzo che non posso trovarlo come oggetto… perché è tutti gli oggetti! Mentre cerco il mio vero sé, trovo solo il mondo.

Il Sé reale è una consapevolezza senza limiti, mentre tutte le nostre parole ed i nostri pensieri sono soltanto dei limiti. Wittgenstein diceva:

-Non pensare, ma guarda soltanto! -

-Dove? – Il mistico… risponde: -Guarda dentro.-

… Il mistico non descrive il sé reale affermando che – è dentro di te - ma indica la direzione verso di te… poiché quando guardi accuratamente e intensamente dentro di te, presto o tardi troverai al di fuori… e così spontaneamente ti ritroverai nel tuo stato naturale… Ero solito pensare a me stesso come ad “un piccolo soggetto” qui dentro che osservava tutti quegli oggetti là fuori. Ma il mistico mi mostra chiaramente che questo “piccolo soggetto” può esser visto come un oggetto.

Krishnamurti diceva spesso che il Sé, “il piccolo uomo interno” è composto interamente da memorie.

Ken Wilber


Questa corrente di consapevolezza, alimentata da continuo sforzo, diventa sempre più forte e più costante finché alla fine porta all’Auto realizzazione, al sahaja samadhi, lo stato in cui la pura consapevolezza è costante e ininterrotta e tuttavia non impedisce le normali percezioni ed attività della vita.

Ramana Maharshi


Questo totale morire al futuro nel vedere solamente l’Adesso, non è – come dice Coomaraswamy, – una morte istantanea alla fine della propria vita, ma “un’istantanea morte attraverso tutta la vita”.

-Il momento della morte – dice T.S. Eliot – è ogni momento.-

Ken Wilber


La vostra esigenza di liberarvi dal conosciuto è il fattore che crea il problema. Finché immagino “come dovrei essere”, continuerò ad essere quello che sono ora.

U.G.

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CAPITOLO 13

sofferenza – paura


Anche se la paura è in questo momento, riguarda sempre il futuro… è futuro, basato sul passato… Vivere nel momento presente non ha nulla a che fare con un presente collegato al passato ed al futuro. Purtroppo non disponiamo di altre parole. Quindi, non aggrapparti neppure alla parola presente. Anche il concetto di presente va trasceso…

Anche il desiderio di libertà va abbandonato. E’ l’ultimo desiderio. Poi approderai ad altro, riconoscerai che tu sei tutto…

Gli uomini dicono facilmente: “Sono legato, soffro, sono in pena”, ma non si sentono altrettanto liberi di dire: “Sono libero! Sono immortale!”. Perché? Di chi è la colpa? Ciò che dite, ciò che pensate, quello accadrà.

Poonja


La paura sorge se vi è un “altro”.

Brihadaranyaka Upanishad


Stiamo infliggendo una grossa ferita al mondo che si sta dissanguando. L’abbiamo diviso in due frammenti ineguali chiamati NOI STESSI e il RESTO, o ME e NON ME. Il risultato è che non abbiamo un Universo ma un Duoverso, una Dualità non un’Unità. E non sorprende che le due parti siano difettose, tragicamente malate, finché la terribile ferita non è chiusa e curata.

D.E. Harding


Quando sei di fronte ai dolori di una malattia, se semplicemente non ti lasci coinvolgere, non c’è nulla che tu non possa sopportare. Così accompagna la malattia, e se provi dolore, lamentati pure!.

Tuttavia devi realizzare che se, in risposta alla malattia, ti lasci oltretutto coinvolgere dai pensieri, allora in più della malattia, soffri per aver barattato la Mente di Buddha con i pensieri. La Mente di Buddha è ciò che all’origine è senza pensieri… Allora anche se dici di non provar dolore, significa che stai solo parlando dell’idea di non provar dolore, e ciò è solo una nozione basata sul pensiero. In tal modo dopo tutto, non sei libero dalla sofferenza.

Bankei


A che vi giova attribuire la causa dell’infelicità agli avvenimenti della vita, quando quella causa è in realtà dentro di voi? Quale felicità potete ottenere da cose a voi estranee? Quando la ottenete, quanto dura?

Non c’è morte né nascita. Ciò’ che nasce è solo il corpo e ciò è la creazione dell’ego. Ma l’ego non è ordinariamente percepito senza il corpo e così si identifica con esso. E’ il pensiero che conta… Scoprite chi ha i pensieri.

Non vi è felicità in nessun oggetto del mondo. A causa della nostra ignoranza, noi immaginiamo di ricavare felicità dagli oggetti. Quando la mente si volge all’esterno esperimenta sofferenza. In verità quando i suoi desideri sono appagati, essa ritorna al suo posto e gioisce della felicità che è il Sé.

Ramana Maharshi


Osservate che nell’ottenere un oggetto desiderato vi può essere una momentanea libertà dalla paura, ma l’oggetto desiderato ed ottenuto non è in realtà la causa di questo.

Dopo aver lasciato questa felicità, dopo esservi staccati da essa, l’ego vuole attribuirla a qualche causa e così dice “Io ero felice perché ho ascoltato della buona musica”, e così via.

Se conducete fino in fondo questa investigazione, scoprirete di essere questa felicità. Vedete dunque che in realtà non possiamo parlare in termini di causa ed effetto perché la felicità è senza causa.

Quando lei dice “sono arrabbiato”, questa rabbia è un concetto: e lei non può far nulla con un’idea di rabbia. Perciò non si lasci sedurre dal concetto. La rabbia è una percezione, una sensazione del corpo e della mente. Resti con la percezione, cioè intendo dire accetti totalmente la sensazione di essere arrabbiato. Nel momento dell’accettazione non vi è spazio per qualcuno che accetta e allora cessa automaticamente la complicità con la rabbia.

… quello che voi pensate come sofferenza è una reazione evocata dall’immagine che avete creato .

Se soffrite con lui, ne siete complici. Nel momento in cui lo amate, la complicità cessa. L’amore è libero da ogni immagine. Ma quando vi è emotività o sentimentalismo, quando sentite con lui e condividete l’immagine che ha di se stesso, allora lo aiutate a sentire la sua pena.

D.: Trovo difficile comprendere come la sofferenza punti verso l ‘ultimo.

J.K.: Non sto parlando della sofferenza come di un concetto, ma come di una percezione, una sensazione. Di solito noi resistiamo alla pura sensazione e costruiamo qualche idea della sofferenza. E questo rifiuto è una reazione che contribuisce a rafforzare la sofferenza. Ma quando permettiamo alla sofferenza di essere pura sensazione, vuota di ogni reazione psicologica, tutta l’energia prima localizzatasi come sofferenza si libera, e ritorna indietro a dissolversi nell’ultimo.

Jean Klein


… la strada alla totale indipendenza, ovvero la comprensione che siamo già perfettamente indipendenti, passa e ripassa per la paura.

Le cose capaci di turbare l’essere umano sono milioni. Nascono da una frattura per cui la vita smette di essere semplicemente la vita (vedere, udire, toccare, odorare, pensare); ci dissociamo dal tutto indiviso perché ci sentiamo minacciati. La vita si sposta laggiù mentre io sono qua e ci penso sopra. Non costituiscono più’ un tutt’uno con la vita; laggiù si è prodotto un evento spiacevole e io qua, ci penso per trovare una via di fuga dalla mia sofferenza.

Se smettiamo di cercare, cosa ci resta? Ci resta ciò che è sempre stato qui, al centro. Dietro alla ricerca c’è l’angoscia, il disagio. Quando lo capiamo, vediamo che il punto non è la ricerca ma l’angoscia e il disagio che spingono a cercare. Capire che cercare all’esterno non è la via, è un momento magico. Ci rendiamo conto che qualunque cosa cerchiamo, saremo sempre delusi.

Charlotte Joko Beck


La libertà da tutti i desideri di durare è l’eternità. Ogni attaccamento implica la paura, perché tutto è transitorio. E la paura rende schiavi. La libertà dall’attaccamento non viene con la pratica; s’instaura naturalmente quando si conosce il proprio essere.

Quando vedi il dolore e la sofferenza, sii con essi. … e metti a nudo le sue radici; aiutare a capire è il vero aiuto. Ovviamente, nutri l’affamato e vesti l’ignudo nel frattempo, se puoi.

L’amore dice: “Sono tutto”. La saggezza dice: “Non sono niente” . Tra l’uno e l’altra la mia vita scorre.

Quale che sia la situazione, se è accettata è piacevole; se no, è dolorosa. Non importa che cosa la rende accettabile: la causa può essere fisica, psicologica o di altra natura; ciò che conta e l’accettazione. Inversamente, la sofferenza deriva dalla non-accettazione.

Il dolore è fisico; la sofferenza è mentale. Al di là della mente non c’è sofferenza. Il dolore è solo un segnale che il corpo è in pericolo e che ha bisogno di attenzione. Allo stesso modo la sofferenza ci ammonisce che la struttura delle memorie e delle abitudini che chiamiamo “persona” è minacciata da una perdita o da un cambiamento.

Il dolore è essenziale per la sopravvivenza del corpo, ma nessuno obbliga a soffrire. La sofferenza è dovuta solo all’attaccamento e alla resistenza, mostra la nostra incapacità di andare avanti, di fluire con la vita… L’essenza della santità è l’accettazione totale del momento presente, l’armonia con le cose così come avvengono. Un santo non desidera che le cose siano diverse da quello che sono; egli sa che, considerando tutte le cose, esse sono inevitabili. Egli è amichevole con l’inevitabile e perciò non soffre. Può conoscere il dolore, ma esso non lo frantuma. Se può, fa quello che è necessario per ritrovare l’equilibrio perduto… oppure lascia fare alla vita.

“Io sono” è esso stesso Dio. La ricerca è Dio. Cercando scopri che non sei né il corpo né la mente, ma l’amore del Sé in te e del Sé in tutto. Le due cose sono un tutto unico. La coscienza in te e la coscienza in me, appaiono distinte, ma sono un’unica cosa, cercano l’unità e questo è amore.

Nisargadatta Maharaj


Noi uccelli di questo mondo,

Volando ogni dove, passiamo.

Sulla nostra strada c’è una trappola

Che si chiama morte,

Alcuna paura non ne abbiamo,

Aprendo le nostre ali, passiamo.

Seyid Seyfullah


Non combattiamo sulle corna della lumaca,

La nostra vita è come una scintilla tra due pietre.

Yoka Daishi


In questo momento ho i piedi gonfi. Il principio che sa che i miei piedi si sono gonfiati, lui non è gonfio!

“Io sono” è il sintomo della malattia. Con la comparsa dell’ “io sono”, dello stato di veglia, la malattia ha preso potere su di te. Ti spinge ininterrottamente a fare una cosa o l’altra, perché sei imperfetto. Ti devi alzare per orinare, per mangiare, per procurarti questo o quest’altro. Dallo stato originale di completo rilassamento, ti ritrovi immerso in questo stato di veglia, in questo stato penoso. Anche se decidi di riposarti, di distenderti, non ti sarà possibile farlo. Si tratta dell’illusione primordiale, alla quale sono stati dati nomi altisonanti, i titoli di Yogamaya, Mahashweri… ma non è altro che il potere di mâyâ.

Nisargadatta Maharaj


Questo “io” (voi) non vuol cessare. Ma sa anche che questo corpo cadrà morto come tutti gli altri – esperimentate la morte altrui- e così avete paura, perché non sapete se questo “io” continuerà dopo che il corpo è sparito. Ed ecco che create un dopo-vita. La paura crea questo. Se la paura se ne va, la questione della morte sparisce anch’essa.

Non potete sperimentare la vostra morte … Ognuno di noi senza eccezione, sperimenterà la “liberazione” al momento della morte. Non potrete sentire il gusto della morte, poiché non vi è morte per voi. Siete forse nati? Vita e morte non possono esser separate. La vostra struttura “sperimentante” non può concepire un avvenimento che non può sperimentare…. si cerca di provare a cosa assomiglia non sentir più niente. Non potete ricordarvi com’era prima di esser nati, non potete ricordare la vostra nascita, così non avete una base per proiettare la vostra futura non-esistenza.

U.G.: Tutto ciò che fate a questo riguardo, vi procurerà sofferenza – ecco perché dico che la ricerca di moksha (liberazione) è la dukkha (sofferenza) di tutte le dukkhas.(Risa) Anche se ottenete ciò che volete, ed esperimentate beatitudine e gioia… c’è probabilmente ancor di più da provare. Per la loro stessa natura non c’è permanenza nelle cose.

D.: Perché abbiamo tanta paura? Perché aver fiducia nel momento presente è così difficile?

U.G.: Se vivi nell’ego, automaticamente crei situazioni ostili tra “me” e il resto del mondo. Per difendere un ego devi essere egoista e temere gli altri che minacciano il tuo benessere. Come si può dar fiducia a qualcuno in una situazione del genere?

U.G.


Devi sapere che il vero distacco consiste nel fatto che lo spirito resta insensibile alle vicissitudini della gioia e del dolore, dell’onore e del disprezzo, quanto una montagna di piombo è insensibile a un vento leggero.

Meister Eckhart


Il mistero della vita non è un problema da risolvere, ma una realtà da sperimentare. 

van der Leeuw


Coloro che soffrono… vedono il Nirvana come uno scampo e una ricompensa. Immaginano che il Nirvana consista nel futuro annientamento dei sensi…. non si rendono conto che questo mondo della vita e della morte e il Nirvana non vanno separati.

Lankavatara Sutra


Da dove si è insinuata questa paura della morte? E’ basata sul concetto che uno è nato, su semplici parole; questa è la schiavitù. Tutto quello che si deve fare è scoprire la propria sorgente e dimorarvi.

Nisargadatta Maharaj


Loggia 26

Gesù diceva: La pagliuzza nell’occhio di tuo fratello, la vedi.

Ma la trave che è nel tuo occhio, non la vedi…

... ciò che rimproveriamo agli altri è spesso la “proiezione” di ciò che noi rimproveriamo a noi stessi; ma che non osiamo confessare. Ciò che sopportiamo meno negli altri sono i nostri propri difetti. Ascoltando certe conversazioni, si impara più sulla persona che parla che sulla persona di cui si parla.

Loggia 36

Gesù diceva: Siate passanti.

Sapere che questa tremenda sofferenza, “passerà”, la rende sopportabile. Sapere che questo piacere affascinante “passerà”, ci rende più liberi nei suoi confronti e meno tristi quando si allontana.

Il vangelo di Tommaso

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CAPITOLO 14

testimone


 D.: Che mi dite del testimone? È reale o irreale?

M.: Tutte due. È l’ultimo residuo dell’illusione e il primo tocco del reale. Se dici “sono solo il testimone”, è falso e vero allo stesso tempo: falso, a causa dell’ “io sono”; vero, per via del testimone. È meglio dire ” c’è il testimoniare”. Quando dici: “io sono”, I’intero universo viene alla luce insieme al suo creatore.

Tu sei il testimone della pace – vi è dunque la pace e il testimone. La pace e il testimone svaniranno a suo tempo. Ciò che resterà è l’Assoluto. Quest’ultima tappa è molto sottile. Non vi è in essa nulla di tangibile che sia comprensibile ai sensi grossolani. Non puoi che viverla.

Nisargadatta Maharaj


… la vera meditazione è il costante testimoniare di qualunque cosa avvenga quale movimento nella coscienza. La meditazione in ogni altro senso, potrebbe essere tutt’al più una perdita di tempo, una temporanea fuga dalla sofferenza….

Nisargadatta diceva:- Potete star seduti 10 ore o 10 giorni o 10 anni o 1000 anni in meditazione, ma quando tornate nello spazio-tempo, che cosa succede dopo?-

Ramesh Balsekar


Il testimone non può essere l’autore delle azioni, e quindi voi non siete l’autore. Con questa comprensione, potete distaccarvi dalla falsa identificazione con il corpo.

Ashtavakra Gita


D.: Tutto ciò che posso investigare, è solo la memoria di un fatto… Quando sono consapevole, non vivo nell'”adesso” ma nel passato.

M.: Ciò che stai descrivendo non è per niente consapevolezza, ma solo il pensiero dell’esperienza. La vera consapevolezza(samvid) è uno stato di pura testimonianza, senza il minimo tentativo di interferire con l’oggetto testimoniato… è un non essere turbato, … quasi un senso di distacco, ma non è così in realtà. Quando sei in quello stato allora vedrai che ami ciò che vedi, qualunque sia la sua natura… Questo amore senza scelta è la pietra miliare della consapevolezza.

Nel regno dell’illusione, nel regno dell’ “io sono”, risiede il cambiamento e chi l’osserva è il principio eterno, immutabile, che è te stesso. Il non manifesto guarda quello che è manifesto: questa conoscenza “io sono”. E la conoscenza “io sono” osserva la manifestazione, cioè osserva semplicemente se stessa: l’insieme dell’universo.

Nisargadatta Maharaj


A questo punto l’osservatore, o il testimone, scompare.. Perché l’osservatore alla fine scompare? Quando niente vede niente, cosa resta? La meraviglia della vita. Nessuno è separato da nulla. C’è soltanto la vita che vive: udire, toccare, vedere, odorare, pensare. E’ lo stato dell’amore o compassione. Non “Sono io” , ma “Sei tu”.

Charlotte Joko Beck

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CAPITOLO 16

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cap 16

pratica

CAPITOLO 15

il maestro

UN VERO MAESTRO NON PRETENDE OBBEDIENZA DA NESSUNO!

Se hai un io, deve essere portato ad arrendersi a un’autorità più’ alta. Se non ce l’hai, non hai bisogno di obbedire a nessuno. Se ti serve aiuto per cancellare questo mostro, devi affidarti a un’autorità che lo prenda in custodia. Ma se non hai io, non ti serve un maestro. Il maestro dev’essere il tuo stesso Sé.

Credo che la tua domanda non si riferisca a un maestro, ma a un predicatore. Un maestro e’ un illuminato che mette in grado gli altri di illuminarsi. Una candela ha una fiamma, ed ogni altra candela che vi venga accostata si accende come la prima. Se un maestro non ti da’ l’illuminazione è un predicatore, non un maestro.

Oggigiorno è molto difficile trovare un maestro. Ci sono soprattutto predicatori. Un vero maestro non ha un insegnamento, semplicemente ti informa che tu non sei diverso da lui, dal Sé. Tu sei già quello! Che cosa resta da insegnare? Il maestro ti dice che lo sei già. Un maestro dev’essere capace di farti capire che lo sei già, e che quindi non devi più cercare. Tu sei già quello! Tu sei già libero! La verità ultima è che non c’è maestro, non c’è insegnamento, non c’è studente.

D.: Lei dice che non c’è differenza tra lo stato di sogno e di veglia. Adesso, come fa a dirmi se è sveglio o se sta sognando di darmi il Satsang?

P.:Non sono in nessuno dei due stati. Entrambi gli stati appaiono in me. Stai sognando che io dò il Satsang, ma i tuoi sogni non mi toccano.

Poonja

L’jnani (saggio) vive nel momento presente, ma che ci sia in quel momento gioia o collera, è dimenticato il momento dopo; e questo, l’uomo comune, che ha costruito un’immagine dell’jnani’ come “uomo perfetto”, non lo può realizzare.

La verità è che l’jnani non è perfetto ma totale.

Se l’illuminazione dovesse accadere, non vi è individuo a cui succede.

Non vi può essere nessun “jnani”; vi può solo essere… un testimoniare di ciò che chiamiamo “vita”.

Ramesh Balsekar

La verità è aldilà delle parole. Non ammette spiegazione. Tutto ciò che è possibile fare è indicarla.

Il saggio ha già sopraffatto la mente e rimane in pace. Restare nella sua compagnia aiuta a provocare questa condizione negli altri, altrimenti non c’è senso nel cercare la sua compagnia.

Se il discepolo trova il Guru internamente, allora non importa dove vada. Si deve comprendere che restare qui o altrove è la stessa cosa ed ha lo stesso effetto.

Il linguaggio è soltanto un mezzo per comunicare i… pensieri… (essi) sorgono dopo che nasce il pensiero “io” (che) è la radice. Queste parole che sto dicendo ostruiscono quel muto linguaggio (del silenzio) … c’è dell’elettricità che fluisce in un cavo. Con la resistenza al suo passaggio essa splende come lampadina o gira come ventilatore.

Nel cavo rimane come energia elettrica. Analogamente il silenzio è l’eterno flusso del linguaggio ostruito dalle parole. Ciò che non si riesce a conoscere per mezzo di una conversazione che si estende per diversi anni, può’ essere conosciuto istantaneamente nel silenzio.

Ramana Maharshi

D. Che beneficio può dare il fatto di parlare o di scrivere su simili soggetti?

J.K.: Quando lei è recettivo, quando è assorto nell’ascolto, libero da qualsiasi referenza, allora è aperto alle parole. Le parole articolate non sono solo delle parole, provengono direttamente dal senso, vi conducono alla giusta rappresentazione geometrica. Ecco perché nei libri sacri vien detto che dovete vivere con le parole, le parole del guru, del maestro. Esse sono in un certo senso delle bussole che puntano in direzione della verità.

D. È un aiuto per noi creare le nostre parole, o questo ci allontana dalla verità?

J.K.: Quando ascoltate la logica superiore – e logica superiore significa qui, nel senso tradizionale, una logica che non rinvia a nessun oggetto – quando voi vivete con essa, potrete trovare le vostre proprie parole, che possono stimolarvi di più, o con le quali vi sentite più “a casa”.

Ma vivete con queste parole come vivete con l’immagine della benamata. Non avete bisogno di guardarla tutto il tempo, soltanto di quando in quando.

Jean Klein

Una sola opera ci compete: l’annientamento di noi stessi.

Tale annientamento però, per quanto grande sia, rimane imperfetto se Dio stesso non lo compie in noi.

Meister Eckhart

Diciamo che lei vede una mosca nella sua stanza. Quando segue i movimenti della mosca nello spazio il suo sguardo è innocente, non calcolatore, perché non abbozza alcuna conclusione. Semplicemente osserva la mosca. Se la sua attenzione è viva per lungo tempo, lei può arrivare a sentire se stesso che osserva. Può sentire se stesso in osservazione. Questo eccita un senso di immensa libertà nel quale si può sperimentare la presenza della corrente.

Il maestro non punta sull’assenza del processo mentale. Punta verso ciò che è dietro il processo mentale, dietro il pensiero e la percezione. Egli non pone l’accento sull’oggetto osservato – la mosca nello spazio – ma sull’osservazione stessa.

Generalmente vi è molta anticipazione nella vostra osservazione. Perché mentre osservate, proiettate già un risultato e focalizzate l’attenzione sull’oggetto del pensiero. Ma l’osservazione reale è un vedere senza che intervenga il pensiero di un risultato e perciò senza tensione tra osservatore e cosa osservata.

Jean Klein

Il maestro ultimo, l’assoluto, non è mai separato da noi

ma la gente immatura lo ignora e lo cerca all’esterno, lontano da sé…

Maestro di saggezza, tu che abbracci l’universo e gli esseri, il samsara e il nirvana,

ci mostri come tutti i fenomeni diventano insegnamenti

e mi convinci che tutto è il maestro assoluto.

Dilgo Khyentse

Se capiamo che ogni momento della vita è il maestro, non possiamo fare diversamente. Se siamo realmente ogni momento della nostra vita non c’è spazio per un autorità … Quando io sono la mia sofferenza dov’è l’autorità?.

Resta… una piccola illusione : -… grazie tante sarò io la mia autorità. Ma che nessuno mi dica che cosa devo fare-. Dov’è l’inganno? – Sarò io la mia autorità, costruirò da me i miei concetti della vita-…E’ un controsenso in cui tutti cadiamo.

Charlotte Joko Beck

È evidente che le religioni sono false. È tutto falso: la religione, la spiritualità, la società, voi, le vostre proprietà, i vostri motivi, i vostri valori, tutto quanto.

Io non sono qui per insegnarvi qualcosa. Qui non c’è nulla che possiate imparare. Il fatto che abbiate deciso di venire qui a porre queste domande significa che tutti quei guru e tutte quelle scritture non vi sono serviti a niente. Se non foste venuti qui, sareste andati da qualche altra parte.

U.G.

D.: Qual’è la differenza tra lei e me? Se lei dice che non c’è differenza, perché lei è seduto lassù ed io quaggiù’ ? Se io mi sedessi sulla sua sedia, nessuno mi ascolterebbe, né mi crederebbe.

P.: Nessuna differenza. Tutte le differenze sono immaginarie. Se immagini che vi siano differenze, stai pur seduto sul pavimento. Se non hai dubbi o pensieri sulle differenze immaginarie, siediti pure sulla sedia.

Poonja

… i vari oggetti che costituiscono la manifestazione, non hanno sostanza o natura propria al di fuori della coscienza che .. è il percepire e il conoscere i fenomeni. Il fatto è che tutta la manifestazione, tutti i fenomeni, sono apparizioni nella coscienza, percepiti dalla coscienza e conosciuti dalla coscienza, attraverso l’interpretazione della mente.

… la coscienza è sia il funzionamento che la percezione del funzionamento e che noi (non gli individui ma l’eterno “io”) siamo quel percepire.

Ramesh Balsekar

Loggia 13:

Gesù diceva ai suoi apostoli:

A chi potete paragonarmi?

Ditemi a chi assomiglio?

Simon Pietro gli disse: Assomigli ad un angelo giusto.

Matteo gli disse: Assomigli ad un saggio filosofo.

Tommaso gli disse: Maestro, la mia bocca non accetterebbe

Di dire a chi assomigli.

Gesù gli disse: Non sono più il tuo Maestro poiché hai bevuto e ti sei inebriato alla sorgente bollente donde io stesso sorgo…

Tommaso si rifiuta di nominare Dio.” Di Dio si può dire solo quello che non è – e non ciò che è.” (Tommaso d’Aquino) Di qui l’impiego di termini negativi per parlar di lui – Non-Creato, Innominabile, Ineffabile, ecc.

Il vangelo di Tommaso

D.: Perché certi esseri realizzati si reincarnano per aiutare gli altri a realizzarsi?

P.: Nessuno va, nessuno viene… Tutto è un sogno. Chi comprende si sbarazza di tutto. Potrà assomigliare ad una persona qualsiasi, ma il suo cuore è ben diverso.

Poonja

D.: Se tutto è illusione, anche lei è un’illusione?

M.: Oh! Sì, sono la più grande delle illusioni! Tutto ciò che dico con tanta passione è falso. Ma questa falsità è un ponte al raggiungimento di ciò che è.

L’indirizzo della persona non è reale, solo la persona è reale. Quando lei arriva a questa casa grazie all’indirizzo avuto, esso è vero fino a che lei non sia entrato. Appena lei è entrato, l’indirizzo sparisce. Le parole sono indicazioni, non sono reali in se stesse.

Per toglier l’ignoranza, è necessaria la conoscenza, ma entrambe devono dissolversi nella realizzazione. Lei è senza ignoranza, senza conoscenza.

Il maestro e il ricercatore sono illusioni, poiché sono un’unica cosa. Il falso non può essere soppresso che dal falso. Se lei conserva la seconda spina [quella che l’ha aiutata ad estrarre la spina dolorosa] la conoscenza, anche se essa è d’oro, la pungerà. L’ego è la sola illusione e l’ego è la conoscenza… è una bella cosa, ma non deve essere che un rimedio… per sopprimere l’ignoranza

Ranjit Maharaj

Non è possibile che non siate condizionati. Qualsiasi cosa facciate.

L’assenza di condizionamenti, di cui parlano i vari guru è solo un imbroglio. Il concetto che si possa non essere condizionati o che ci si possa spogliare dei vari condizionamenti, è solo un’altra idea in vendita al mercato della spiritualità. Non ha alcun valore. Tutto quello che fate è condizionato. L’unica cosa di cui dovreste veramente sbarazzarvi è il desiderio di liberarvi dai vostri condizionamenti.

U.G.

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cap 16

D.: Dio mio, che pasticcio! Come mi posso salvare? 
È un ben triste destino quello che ci sta davanti!
U.G.: Voi avete l’idea che dovete salvarvi. Ma è proprio da quest’idea che dovete salvarvi! Voi credete nei salvatori. Ma è proprio da loro che dovete salvarvi. Vi dovete redimere proprio dall’idea che qualcuno venga a redimervi.
Dimenticatevi i rosari, le Scritture, la cenere sulla fronte. Quando vi accorgete di quanto sia assurda la vostra ricerca, tutta la vostra cultura si tramuta in cenere dentro di voi. Allora ne siete fuori; la tradizione è finita per voi. Non giocate più.
D.: Lo stato di non conoscenza che lei descrive si riferisce ad un altro livello di coscienza. Che cosa ha a che fare con me, che sono una persona comune e nevrotica?
U.G.: Quali livelli di coscienza? Non ci sono livelli di coscienza. La consapevolezza non è diversa nello stato di veglia e nel sonno. Anche ora, mentre siete seduti qui, state sognando. Non ci possono essere sogni senza immagini. Quando dormite nel vostro letto, lo chiamate sognare; mentre se siete seduti da qualche parte con gli occhi aperti, lo chiamate in un altro modo. Tutto qui.
U.G.

… Ogni tentativo di liberazione viene dallo stesso ego, dalla struttura che controlla tutto, compreso e soprattutto il desiderio di liberazione La sola tattica che lei potrà utilizzare per togliersi dal vespaio, è ritirare la sua energia… ciò che don Juan chiama l’impeccabilità dell’energia liberata. Così, la sola linea di condotta valida consiste nel limitare il rapporto con la nostra immagine di noi stessi, ecco il “perché” dell’istruzione di un benefattore, d’un nagual, d’un maestro: non è rinforzare l’ego, ma distruggerlo per conservare questa preziosa energia, questa “pietra filosofale”, legata al “piccolo io”, la persona e le sue pompe.
B. Dubant

Loggia 14
Se digiuni, è uno sbaglio.
Se preghi, sei condannato.
Se fai l’elemosina, avveleni la mente.
Quando vai in un paese
… mangia ciò che ti mettono davanti.
… Ciò che entra nella tua bocca
non può sporcarti.
Ma ciò che esce dalla tua bocca,
è quello che può macchiarti.
… Vi è il pericolo di compiacersi nelle pratiche(religiose) e di credersi giustificati da esse. Se digiuni avendo coscienza di digiunare, questo non fa che gonfiare il tuo ego invece di liberartene. Il digiuno vero accade spontaneamente quando si è assorbiti dalla presenza di Dio.
Il vangelo di Tommaso

Poiché la Mente di Buddha è meravigliosamente illuminante, (spontaneamente) riflette le tracce di ciò che hai fatto. È quando tu ti attacchi a queste tracce riflesse che crei l’inganno. Noi tratteniamo le cose sentite e viste nel passato, e quando queste vengono alla luce, esse appaiono come tracce e sono riflesse.
All’origine i pensieri non hanno sostanza. Così se sono riflessi, lascia che si riflettano; se appaiono, lasciali apparire; se smettono, lasciali smettere. Finché tu non ti leghi a queste tracce riflesse, non c’è inganno. Finché non sei legato ad esse, non importa quante tracce vengano riflesse, è come se nulla fosse riflesso.
Possono venir a galla centinaia di pensieri, sarà come se nessun pensiero si fosse prodotto.
Bankei

E’ povero l’uomo che non vuole niente, non sa niente, non ha niente.
Alcuni non comprendono perché uomo povero è colui che non vuole niente: sono quelli che stanno attaccati alle penitenze e agli esercizi di pietà esteriore, che ritengono importanti, dato che essi cercano se stessi. Che Dio abbia pietà della loro poca conoscenza della verità divina.
Se l’uomo deve essere davvero povero, deve essere privo della sua volontà creata così come lo era quando non era ancora. Ve lo dico nella verità eterna: finché avete anche la volontà di compiere la volontà di Dio, con il desiderio dell’eternità e di Dio, non siete davvero poveri – perché è povero davvero solo l’uomo che non vuole niente e non desidera niente.
Essenziale è compiere le opere “a partire dal fondo dell’anima” – con le potenze, certo, che sono necessarie ad agire, ma partendo dal profondo del distacco, come una porta che si muove, ma che rimane ben ferma nei suoi cardini.
Io lodo il distacco anche più’ della misericordia. Infatti essa consiste nel fatto che l’uomo esce da se stesso, per andare verso le miserie del prossimo, e così il suo cuore si turba. Invece il distacco permane in se stesso e non si lascia turbare da nulla, perché quando l’uomo è turbato da qualcosa non è come deve essere.
Quando chiedo qualcosa, non sto pregando. Quando non chiedo niente, allora prego davvero. Quando sono unito là dove sono presenti tutte le cose – passate, attuali, future – tutte sono ugualmente vicine e uguali, tutte sono in Dio e tutte in me.
Meister Eckhart

D.: La meditazione può portare all’illuminazione?
P.: La meditazione è un’attività mentale. C’è un soggetto, il meditante, che manipola oggetti che sono pensieri. Sia il soggetto che l’oggetto dovranno sparire perché l’Illuminazione possa verificarsi.
La meditazione prolunga la loro esistenza.
D.: Molti hanno passato anni a cercar di acquietare la mente. Questo li ha avvicinati all’Illuminazione, o li ha aiutati soltanto a potersi concentrar meglio?
P.: Quelli che riescono a calmare la mente, si concentrano intensamente su un oggetto chiamato “silenzio”. Ma questo non è il silenzio dell’assenza di pensieri. È semplicemente l’esperienza di uno stato mentale dovuto ad un grande sforzo; quando lo sforzo e i pensieri cessano, avviene l’Illuminazione.
D.: A volte lei usa l’esempio di Buddha: Il Buddha è arrivato all’lluminazione attraverso la meditazione, ma lei pensa che vi sia un limite alla meditazione. Può parlarcene?
P.: Buddha tentò vari tipi di meditazione senza risultati. Poi si sedette sotto l’albero bodhi con la determinazione di liberarsi e di rimanere lì finché non si fosse risvegliato. Fu la sua determinazione alla libertà che gli valse la vittoria, non le sue pratiche precedenti.
D.: I nostri maestri ci hanno detto che è necessario un periodo di purificazione perché l’Illuminazione possa aver luogo…
P.: Non puoi purificarti con un’attività fisica o mentale. La purezza c’è quando non ci sono pensieri. La verità non è molto atletica. Non può acchiapparti se corri in giro. Può solo afferrarti e abbracciarti se non ti muovi.
D.: Avviene rapidamente (il risveglio) o piano piano?
P.: “Piano” è la mente che ti prende in giro. Che cosa occorre capire per essere esattamente qui? Per essere qui, dove sei già, non ti serve nessuna comprensione giusta o sbagliata.
Poonja

Se cerchi di arrestare l’attività per ottenere la passività
il tuo stesso sforzo ti riempie di attività.
Finché rimani in un estremo o nell’altro,
non troverai l’Unicità.
Hsin Hsin Ming

La consapevolezza senza sforzo e senza scelta è la nostra natura… ma non si può raggiungerla senza sforzo, lo sforzo della meditazione fatta con intenzione.
Ramana Maharshi

Correggi solo la tua attenzione e calma la mente dal momento che ti svegli e, qualunque cosa tu faccia o dica, osservala attentamente per vedere da dove viene e cosa la rende possibile. Dal momento che riesci a passare tranquillamente in mezzo alle situazioni della vita, allora che bisogno hai di toglierle?… così potrai produrre un santuario di purezza, senza alcuno sforzo… in mezzo al turbinìo della vita.
Huang Long

Che cosa deve fare l’individuo? … tenere sempre a mente il fatto che un’entità indipendente non può esistere …la sola cosa che rimane è di non “praticare” con sforzo deliberato, ma semplicemente lasciare che la nostra vera comprensione impregni profondamente il nostro vero essere, passivamente e pazientemente, cosicché tutte le illusioni e le ostruzioni gradualmente cadano da sole.
Ramesh Balsekar

Lascia libera la tua mente, non trattenerla, non permetterle di vagare.
Se la mente non ha scopi è mahamudra.
Portare a compimento ciò’ è l’ottenimento della suprema illuminazione. `
… il significato di mahamudra*… (è) grande simbolo. Il mondo intero è un simbolo – non simbolo nel senso di un segno che rappresenta qualcosa di diverso da se stesso, ma simbolo nel senso del culmine delle vivide qualità delle cose come sono.
Chögyam Trungpa

Nello scoprire l’Unica Realtà dietro i tanti riflessi, si vedrà che nessuna parola, pur sublime, renderà giustizia a Quello, e che benché le descrizioni diano un grande incoraggiamento, non hanno alcun ruolo nell’effettivo rovesciamento dell’attenzione, in modo che il Sé che si riflette, diventi invece Autoriflettente e consapevole della Propria Origine. Spesso questa consapevolezza si risveglia senza avvertimenti, quasi per caso. In tal modo e se non vi è alcuna preparazione spirituale, può esser interpretata assai negativamente o troppo positivamente; ogni esperienza del genere dà adito ad ogni sorta di problematiche, a meno di esser capaci di vagliare la Realtà dagli effetti collaterali che lo sbirciare nel suo intimo, può produrre.
L’esperienza negativa provoca il terrore della non-esistenza e della solitudine e ci fa capire la futilità del nostro tentativo di ritornare in un mondo che non ha alcuna realtà se separata dal Sé. Storditi dalla realizzazione che la vita – come la conoscevamo prima – è un sogno, e che veramente NON C’È CHE UN UNICO SÈ, siamo riconoscenti quando il sogno si ripresenta e la terribile visione svanisce.(Non è improbabile che essa possa ripetersi). Inversamente, la nostra “non-esistenza” o natura Vuota, può essere (retrospettivamente) intesa come un aspetto della perfezione delle cose, che ci ha permesso di vedere il mondo chiaramente, come per la prima volta: miracolosamente, si è stati capaci di essere assenti come sé e presenti come mondo. La consapevolezza di esser riuniti a tutte le cose senza intermediario ci sprofonda in una grande gioia, ma come per l’esperienza negativa, non è la Consapevolezza Stessa che è ricordata (Essa è inaccessibile alla memoria), ma le meravigliose intuizioni che ci ha procurato… Dal momento che possiamo ricordare solo la meraviglia del mondo che abbiamo intravisto e i nostri sentimenti al riguardo, ci rimane la forte impressione che la Realtà sia un particolare tipo di esperienza.
Anne Seward

… queste tradizioni nonduali non abbandonano necessariamente le emozioni, o i pensieri, o i desideri, o le inclinazioni. Il compito è semplicemente di vedere la Vacuità di ogni Forma, non di liberarsi effettivamente dalla Forma. E così le forme continuano a sorgere e tu impari a fluire. La liberazione è nella Vacuità, mai nella Forma, ma la Vacuità abbraccia tutte le forme come uno specchio tutti gli oggetti.
Ken Wilber

Dice Huang Po:- Non fate in nessun caso una distinzione tra l’Assoluto e il mondo senziente.- Non è altro che parcheggiare l’auto, vestirvi, fare una passeggiata.
Siate quel che esperimentate.
“Dall’albero secco sboccia un fiore”. “Ciò che tu semini non prende vita se prima non muore”. La pratica è un lento morire passo dopo passo, disidentificandoci gradualmente da tutto ciò a cui siamo aggrappati. Se manteniamo ancora una piccola presa non siamo morti. Tutti siamo identificati con la nostra famiglia, ma disidentificarci da essa non significa cessare di amarla. E’ difficile amare se c’è bisogno.
Stiamo remando sul lago nella nostra barchetta. All’improvviso dalla nebbia sbuca un’altra barca che si dirige verso di noi e… crash! … una scarica di rabbia: -Cosa fa quell’idiota? – Quand’ecco ci accorgiamo che la barca è vuota. Cosa succede alla nostra rabbia? Si affloscia. Ma se sulla barca ci fosse stato qualcuno come avremmo reagito?
Sapete benissimo come. I nostri scontri … con gli altri, con le situazioni sono paragonabili al venire urtati da una barca vuota. Ma la nostra percezione è diversa : sentiamo che la barca che ci è venuta addosso è guidata da “qualcuno” che ci vuole massacrare apposta.
Il Buddha non è altro che ciò che siete in questo preciso momento : udire il rumore del traffico, percepire il male alle gambe, ascoltare Ia mia voce. Ecco il Buddha. Non potete afferrarlo: appena cercate di prenderlo è già cambiato.
Essere ciò che siamo momento per momento significa per esempio essere totalmente rabbia quando siamo arrabbiati. E’ una rabbia che non danneggia nessuno, perché totale, completa. La viviamo pienamente, sentiamo il nodo allo stomaco, ma non la rivolgiamo a danno altrui.
Charlotte Joko Beck

Il nostro esser qui è l’essere eterno. Molti immaginano che il qui abbia un’esistenza propria, mentre il divino è là. È un’illusione popolare.
Meister Eckhart

D.: Quelli che praticano il kundalini yoga sono dunque degli illusi?
M.: Chi vuol intraprendere una pratica, qualunque essa sia, è libero di farlo, ma cosa rappresenta? Zero, niente.
Lasciali fare, questi desideri; essi non sono te. Tu non sei legato a loro, ne sei separato.
Nisargadatta Maharaj

D.: Come posso evitar di regredire?
B.: Rimani nella Mente Non-nata di Buddha. Se lo fai, non ti preoccuperai né di avanzare né di regredire. Infatti se rimani nel Non-nato, cercar di avanzare, significa istantaneamente regredire dalla sede del Non-nato… (esso)è come uno specchio lucente. Uno specchio riflette qualunque cosa ha di fronte. Non tenta deliberatamente di riflettere le cose… e poi se l’oggetto che era riflesso viene tolto, lo specchio non tenta deliberatamente di non rifletterlo, ma quando è tolta la cosa essa non appare più nello specchio. Ecco la Mente Non-nata di Buddha.
Bankei

Concediti un po’ di tempo, un po’ di momenti di chiusura totale. Prenditi qualche istante in cui nessuno invada il tuo spazio. Tutti possiamo dedicarci qualche momento. Hai dedicato tutta la vita agli altri, e nemmeno un minuto al Sé.
Sei proprietà degli altri. Nasci, e i genitori dicono “mio figlio”. Vai a scuola, e diventi “il mio studente”. Ti sposi, ed eccoti “mio marito”. Hai dei figli , ed eccoti “mio padre”. Rimuovi tutti questi possessi. Non essere proprietà di nessuno.
D.: Ci sono varie vie all’Illuminazione, anche quella dell’unione con un partner come via al Divino. Lei pensa sia possibile la vera liberazione in quel modo?
P.: Le attività fisiche producono risultati fisici. Le attività mentali producono attività mentali. Le attività sessuali producono bambini. L’illuminazione non è prodotta da nessuna di loro.
Poonja

Ecco cosa succede nel mondo: qualcuno riunisce vario materiale, giudizi del tale e del tal’altro… e … lo considera il suo bagaglio di conoscenza. Non fanno che scambiare opinioni. Shankara ha detto questo, Buddha quest’altro… scambiano punti di vista e lo chiamano jnana. Ma colui che trasmette questi giudizi degli altri, era presente?
Alla fine quando realizzi che tutto è inutile, che tutto è Brahman, allora sei a livello del Parabrahman, il livello assoluto. Quando sei a quel punto, tutto ti sembra inutile, incluso il Brahman perché anche Brahman è ridotto ad un’ “illusione”. Così tutti questi discorsi, incluso il mio, diventano illusioni, una volta che sei nel più alto.
Nisargadatta Maharaj

Dio non apprezza che fai di bene, ma solo come lo fai: non guardare ai frutti, solo alla radice e semi.
Silesius

Arrestare il dialogo interiore.
Fermare la nostra descrizione del mondo…
Agire senza credere.
Agire ..senza aspettarsi ricompense.
Cancellare la storia personale.
Togliere le proprie repliche… rendendosi indisponibile. Questo libera dall’attenzione che ci portano gli altri….e toglie l’autocommiserazione dal nostro mondo.
Perdere la nostra importanza personale.
Altro aiuto per eliminare l’autocommiserazione.
Cambiare la routine della vita.
La follia controllata.
Un uomo che ‘ vede’, sa che nulla è più importante di qualunque altra cosa…
Agire come se fosse importante, anche se si sa che non lo è.
La prima attenzione
L’attenzione del tonal. Usata per metter insieme il nostro mondo quotidiano.
La seconda attenzione
L’attenzione del nagual
La terza attenzione
L’attenzione che si sviluppa dopo aver bruciato col fuoco interiore.
Il Tonal e il Nagual
Il tonal non è che un riflesso di quell’indescrivibile sconosciuto riempito di ordine, il nagual un riflesso di quell’indescrivibile vacuità che contiene ogni cosa.
Il sognatore e il sogno
Il segreto del sognatore e del sogno è che il sogno sogna il sognatore, così come il sognatore sogna il sogno.
Il segreto degli esseri luminosi
Il segreto degli esseri luminosi è che siamo coloro che percepiscono, siamo una consapevolezza senza solidità né frontiere. Il mondo che crediamo di vedere è solo una descrizione del mondo che ci raccontiamo col nostro dialogo interno, una descrizione che ci è stata insegnata da altri. Siamo intrappolati nella bolla di percezione e ciò che osserviamo sulle sue pareti è un riflesso della nostra visione del mondo, la nostra descrizione.
La bolla di percezione
La bolla di percezione è il grappolo di sentimenti che sono stati raccolti nel nagual e tenuti insieme dalla forza della vita.
Carlos Castaneda

… coloro che continuavano… la meditazione… cozzavano contro un vuoto, o un sentimento di paura, ma erano a esortati a perseverare, tenendosi aggrappati a ciò che esperimenta quel vuoto o quella paura. La stessa risposta… a coloro che sperimentavano uno stato di beatitudine. Non ci può essere né paura né piacere, né visione del vuoto, senza qualcuno che ne faccia l’esperienza.
Ramana Maharshi

Generalmente è meglio mantenere (l’immaginazione) quieta… ma c’è uno strano sentimento che queste immaginazioni non sono te – sono meccaniche, della stessa natura del sogno. Non lasciarle troppo incontrollate, per poter aver l’attenzione fissa su nulla in particolare, che è Dio, naturalmente.
Dom John Chapman

Lo sforzo nasce quando uno proietta qualche fine da raggiungere. Ma ciò che fondamentalmente siete non potrà mai essere raggiunto, perché lo siete già. E allora perché sforzarsi? All’inizio le tecniche di rilassamento possono essere utili, poiché uno stato di rilassamento vi mette in grado di vedere che ciò che cercate è trovato nel preciso istante in cui cessa il cercare.
Jean Klein

D.: Che cosa non va nell’universo?
M.: L’oblio di sé è l’offesa più grave: tutte le disgrazie ne derivano. Bada al più importante, il meno importante ci penserà da sé. Non riordini una stanza al buio. Prima apri la finestra. Far entrare la luce rende tutto più semplice. Così, prima di migliorare gli altri, impariamo a vederci come siamo: e mutati.
Il Dio nato dalla paura e dalla speranza, modellato dal desiderio e dall’immaginazione, non può essere il Potere Che E’, la Mente e il Cuore dell’universo.
Mentre te ne stai tranquillo e ti osservi, ogni sorta di cose verranno alla superficie. Non occupartene, non reagire ad esse; come sono venute, così se ne andranno. Ciò che importa è la vigilanza, l’attenzione totale a te stesso, cioè alla tua mente.
… se ci tieni a fare qualcosa, non preoccuparti d’altro che di questo: medita, medita a lungo su questa conoscenza interiore “io sono”.
“Io sono” significa unicamente l’insieme della manifestazione e non l’apparato psicosomatico “corpo-mente” che porta il tuo nome. Rifiuta di identificarti al “corpo-mente” e semplicemente prendi stabilmente coscienza nell’ “io sono”, senza bisogno di specificare altro. Questa è la prima tappa. “Io sono questa coscienza dinamica di ciò che si manifesta”. Ma senza dirlo a parole, nemmeno interiormente.
Aggrappati a questa conoscenza, vivila.
Nisargadatta Maharaj

D.: I devoti che vivono vicino ad un grande maestro spesso pensano di essere gli eletti.
MM.: Tutti qui pensano di essere speciali. Ma per essere speciale dovete pensare che non siete niente.
D.: Come posso realizzare “chi sono io?”
MM.: Abbandona quell’ “io” e lo saprai.
D.: Che disciplina quotidiana ci aiuta a realizzare il Divino?
MM.: Ricordate il Divino in qualunque cosa voi facciate. Se avete tempo meditate. Offrite tutto al Divino, qualunque cosa buona o cattiva, pura e impura. Questa è la via migliore e la più rapida.
Mother Meera

Il solo sforzo efficace è un’istantanea percezione della verità. Vedete il falso come falso e ciò che rimane è vero.
Nessuno nasce, nessuno muore. C’è semplicemente l’inizio, la durata e la fine di un evento, oggettivato come tempo-vita nello spazio-tempo.
Ramesh Balsekar

L’intelletto è lo strumento che ti documenta sulle forme. Quando non può più distinguere alcuna forma, non ha più nulla da fare. Quindi ti informa che tutto è vuoto; ma questo vuoto è completamente pieno di ciò che è. E ciò che è, qualunque cosa sia, sei tu. Non è possibile parlarne perché a livello delle espressioni non si può constatare che il vuoto. Ciò che è, in realtà, è l’ignoto; nessuna parola può descriverlo.
Nisargadatta Maharaj

D.: Devo restare nella purezza della mente e aver fede che essa giunga a me?
P.: Non sprecare il tempo nella purezza della mente che non può essere pura. Anche il desiderio di essere puro è un trucco della mente. Trova la sorgente di questi concetti e sta lì. Questa è beatitudine, niente altro.
Sotto tre punti di vista la ricerca e la pratica sono follie ingannevoli, è solo la mente astuta che pospone la libertà.
Il primo è che crea un cercatore. Questo rinforza il concetto di un individuo che soffre separato dalla Libertà e che il Sé è qualcosa di diverso dal Qui ed Ora.
Il secondo è la ricerca. Cercare è una distrazione che provoca rinvii e inutili sofferenze. La ricerca promuove le religioni, le tradizioni e le vie a cui si aderisce, e ciò serve solo a ingannarti ancor di più. La verità è solo Qui ed ora, ma la ricerca dice che è per domani.
Il terzo punto di vista è che la ricerca crea un oggetto da trovare e questa è la trappola più sottile e ingannevole.
Non appena cominci la ricerca, inizi anche a concettualizzare quello che cerchi.
Poiché la natura di mâyâ, dell’illusione è che qualunque cosa tu pensi, lo diventi, qualunque traguardo tu pensi di raggiungere, lo puoi raggiungere.
Non c’è dubbio su questo. Quello che pensi si realizza. Così a causa della tua ricerca, creerai e poi otterrai ciò che tu pensi di stare cercando!
Qualunque paradiso o alto stato spirituale che desideri ardentemente raggiungere, lo otterrai dopo averlo concettualizzato e creato. Dopo di che ti rilasserai soddisfatto in questa TRAPPOLA, pensando di aver ottenuto il tuo “paradiso”.
Un’altra trappola è il pensare “sono vuoto” – che è l’ego, poiché è solo in relazione alla mancanza dell’ego-mente che il concetto di vacuità può sorgere. Perciò non c’è Beatitudine in questa vacuità. “Io sono” deve essere dissolto perché la Vacuità possa essere. Tutto è Vacuità, allora come ci può essere un processo verso di ciò?
Molti tentativi per rimuovere il muro servono solo a rinforzarlo. In tal modo, lo sforzo, il metodo, il fare e i processi sono solo la mente che inganna. Non è nemmeno il non fare questo, allora perché perder tempo a pulire la mente!
Poonja

La corteccia cerebrale funziona come un computer… controlla i livelli strutturali più bassi del sistema nervoso… (è) un biocomputer. Quando si impara a imparare, si sta “metaprogrammando” il computer umano. La religione si presenta come un metaprogramma potente, un gioco di simboli, che permette al biocomputer di comunicare con i livelli strutturali più bassi del sistema nervoso, i quali controllano il “costruttore di realtà”… Il sistema nervoso centrale è il “costruttore di realtà”.
Quando avviene una rottura in uno dei nostri sistemi (metaprogrammi), la reazione normale è un crollo emozionale… (ciò) non significa che il sistema non è buono… Per evitare il crollo emozionale bisogna… credere e non credere ad un certo insieme di regole. Ecco … il nirvana. La realtà è vuota e non-vuota allo stesso tempo.
Michael Talbot

C’è un al di là? Poiché non siete interessati alle cose quotidiane e a ciò che vi circonda, avete inventato una cosa come l’ “aldilà”, il “senza tempo”, o “Dio”… “la Realtà”… l’Illuminazione”… e poi la cercate. Può non esserci questo aldilà… qualunque cosa sappiate sull’aldilà, è qualcosa che vi è stato detto, è quello che sapete. Dunque proiettate questo sapere… e, qualunque cosa sappiate sull’aldilà, è quello che sperimenterete esattamente. Il sapere crea l’esperienza e l’esperienza rafforza il sapere.
U.G.

Chi pensa? … Per te l’io è un pensiero. Risali fino alla sua sorgente e scopri da dove nasce. Il pensiero deve arrestarsi. Per prima cosa, nessun oggetto, nessuna azione, nessun io.
Per questo non vi do’ alcun tipo di pratica. Potresti praticare la meditazione per un’ora o due, potresti fare un ritiro di dieci giorni o di un mese, ma per il resto del tempo? Deve occupare sessanta secondi al minuto, sessanta minuti all’ora, ventiquattr’ore al giorno.
Ecco il vero silenzio, la vera meditazione. La vera meditazione non conosce pause. Per questo non c’è niente da fare, non occorrono pratiche. Sii semplicemente ciò che sei qui.
Poonja

Capitemi bene, è il vostro stato che sto descrivendo, lo stato naturale, non il mio stato o di un uomo che ha realizzato Dio, o un mutante o qualcosa di simile. È il vostro stato naturale, ma ciò che impedisce quello che è lì dall’esprimersi a suo modo, è il vostro bisogno di raggiungere qualcosa, di esser qualcosa di diverso da ciò che siete.
Lo stato naturale … non è qualcosa da raggiungere con la volontà…; è lì, – è lo stato vivente. Questo stato è solo l’attività funzionale della vita. Per “vita” non voglio dire qualcosa di astratto; è la vita dei sensi, che funziona naturalmente senza l’interferenza del pensiero.
Avete adottato l’approccio negativo (non questo, non quello, neti neti) perché l’approccio positivo si è dimostrato frustrante. Pensate vi sia una differenza tra i due. Anche ciò che chiamate approccio negativo, l’avete trasformato in positivo – poiché il traguardo da raggiungere è positivo, volete ottenere qualcosa… magari lo stato di “non-conoscenza” attraverso un approccio negativo.
U.G.

D.: Ho letto che Maharshi diceva di dimorare costantemente nel Sé.
P.: Io invece direi: libera la mente da qualunque dimora. Non lasciarla abitare in nessun luogo.
… vedrai che i mezzi non servono a niente. Niente ha effetto. I mezzi sono la mente, e la mente non può portarti a ciò che sta oltre la mente. La mente guiderà, certo. I mezzi ti condurranno a qualcosa che è sempre collegato alla mente. Ma andare al di là della mente non ha nulla a che fare con i mezzi. Inoltre, i mezzi appartengono al passato…
Per essere ciò che sei in questo preciso istante, che cosa ci vuole?
Ogni volta che c’è dualità c’è stato di sogno. Ogni volta che vedete molteplicità state sognando.
Non ti do niente e non ti tolgo niente: ti indico soltanto ciò che sei qui. Non andartene con il pensiero: “Penso di fare esperienza del vuoto.”
Prima togli l’attività, il fare, che è pensare e sperimentare, poi togli l’io. Allora potremo incominciare. Allora ci sarà spazio per interessanti discussioni. Di lì racconta la tua realtà.
Il Dalai Lama parlava all’uomo ordinario che ha bisogno che il suo comportamento sia guidato dalla moralità. Gli illuminati sanno che la moralità è vuota, come tutto il resto. La retta azione, la retta parola e l’ottuplice sentiero del Buddha sono una conseguenza del vuoto, ma non potranno mai portare al vuoto. Perciò il ricercatore della verità cerca soltanto il vuoto, e tutto il resto ne consegue.
Poonja

… la nostra unica preoccupazione qui è di osservare le nostre miserie, semplicemente esserne coscienti, senza giudicarle o evitarle.
Se un sentimento sorge, ne siamo testimoni. Anche se l’odio per quel sentimento sorge, ne siamo testimoni.
… Cercar di evitare la nostra afflizione, non fa che perpetuarla. Ciò che ci turba così tanto non è l’afflizione stessa, ma il nostro attaccamento ad essa.
Se… diventate abili… in questa tecnica di testimonianza distaccata (ci vuole un po’ di tempo), guarderete gli eventi che riguardano il vostro corpo-mente con la stessa imparzialità con cui guardereste delle nuvole che vagano per il cielo..
In altre parole, la vostra relazione con il vostro corpo-mente diventa la stessa che la vostra relazione con tutti gli altri oggetti di coscienza.
Ken Wilber

Non cercate di liberarvi dalla sensazione dell’io: consideratela, finché dura, un aspetto o un gioco dell’intero processo, come una nuvola o un’onda, il sentir caldo o… freddo, e come qualsiasi cosa che accade da sola. Liberarsi dal proprio io è l’ultima possibilità che rimane all’invincibile egoismo. Finirebbe col… rafforzare la realtà di quella sensazione. Quando la sensazione di essere separati è vissuta come tutte le altre, svanisce dimostrandosi il miraggio che è in realtà. Quando (gli “esercizi spirituali”) sono praticati con lo scopo di raggiungere… il risveglio spirituale, rinforzano l’illusione che l’io possa essere strappato e gettato da qualche parte.
Alan Watts

Poiché non c’è nulla su cui meditare,
non c’è meditazione.
Poiché non c’è nessun luogo in cui smarrirsi
non c’è modo di smarrirsi.
Benché vi siano innumerevoli varietà
di profonde pratiche
esse non esistono per la mente
nel suo vero stato.
Dal momento che non vi sono due cose
come la pratica e il praticante,
se – da coloro che praticano o non praticano -
il praticante è visto come non-esistente,
allora il traguardo della pratica è raggiunto
e così è la fine della pratica stessa.
Padmasambhava

… Appena l’accettazione diventa fare, una tecnica, abbiamo il circolo vizioso. La vera accettazione non è una meta da raggiungere, la vera accettazione è accettarsi come si è ORA… prima di cominciare a rendersi diversi con l’accettarsi. Plotino dice(di questo): “Ciò che la mente quando si ripiega, pensa prima di pensare se stessa.”
Alan Watts

Saggi mi avete abbandonato
Ignoranti, vi ho abbandonato
Non essendo né saggio né ignorante,
Ho d’ora innanzi smesso di ascoltarvi
La notte cala, canto con la luna chiara
L’alba spunta, danzo con le nuvole bianche
Perché dovrei interrompere la mia bocca e le mie mani,
Per sedermi cerimoniosamente, mentre i miei capelli
S’incanutiscono?
Han Shan

A volte la mente è quieta, a volte no. A volte siamo sereni, a volte siamo agitati. Ma il lasciarsi andare in ciò che è consapevole di tutti questi stati, significa esser quieti, anche se i pensieri sopravvengono; esser tranquilli anche se c’è agitazione.
Usare la piccola mente condizionata della mappa per cercare il senza limiti, non potrà mai dare frutti, perché la mente può solo cercare nei confini limitati della mappa.
Eppure c’è una via d’uscita: lascia che la mente cerchi sé stessa. Se cerca sé stessa, non troverà nulla – e, per difetto, si cadrà nell’illimitato spontaneamente.
G.Bluestone

Come non pensare? È questa la sua domanda? Lei cerca un metodo, un sistema… ma poi continua a pensare. Le è possibile guardare un pensiero?
No! C’è un altro pensiero che osserva. Ecco il tranello: la mente è divisa, altrimenti come farebbe a prendere in considerazione il fatto di osservare un pensiero?
Quando un pensiero sembra guardarne un altro, in realtà non ci sono due pensieri, ce n’è soltanto uno solo… Se vuole osservare direttamente il pensiero e scoprire cos’è con i suoi mezzi, non può, perché lei non può sperimentare che attraverso la “conoscenza” che ne ha. E cosa succede se lei rifiuta la risposta data da altri? Qualcosa succede. La domanda “cos’è il pensiero” si consuma perché non c’è più altra risposta a parte quella che conosciamo. La risposta brucia provocando un’energia che prende il posto della risposta, un’energia che è la manifestazione della vita. Detto altrimenti vita e energia sono sinonimi.
U.G.

Scopri chi è che ha il libero arbitrio o la predestinazione e permani in quello stato. Allora entrambi sono trascesi.
Finché dura l’ego lo sforzo è necessario. Quando l’ego cessa di esistere, le azioni diventano spontanee.
Pensare di dover fare uno sforzo per sbarazzarsi del sogno, dello stato di veglia e fare sforzi per raggiungere la Realizzazione o risveglio reale, sono tutti parte del sogno. Quando raggiungerai la Realizzazione, vedrai che non c’erano né il sogno durante il sonno né lo stato di veglia, ma solo te stesso e il tuo stato reale.
D.: Dovrei ritirarmi dagli affari e mettermi a leggere libri sul Vedanta?
R.: Se gli oggetti avessero un’esistenza indipendente, cioè, se esistessero da qualche parte separatamente da voi, allora vi sarebbe possibile ritirarvi da essi. Quanto al leggere libri sul Vedanta, potete leggerne quanti ne volete… il Sé non si può trovare nei libri. Dovete trovarlo da solo in voi.
Ramana Maharshi

Tutte le strade devono sparire. Finché seguirete la strada di qualcuno, quel cammino è un prodotto del pensiero. Non è un cammino nuovo.
U.G

Tutti le strade portano all’irrealtà. Le strade sono creazioni all’interno della conoscenza. Perciò le vie e i movimenti non possono trasportarvi nella Realtà, poiché la loro funzione è di irretirvi nelle dimensioni del sapere, mentre la Realtà prevale, antecedente ad esso.
Nisargadatta Maharaj

Conservando l’energia sessuale, non migliorerete affatto. È assurdo. Astinenza, celibato… non vi aiuterà a mettervi in questo stato. Potete avere una relazione sessuale e “questo” potrebbe capitarvi il giorno dopo, magari anche attraverso il sesso. Se vi è solo un momento in cui non c’è nessuno che esperimenta qualcosa, ecco il momento in cui ha una possibilità di accadere. Non è il discorso di un santo… o il cader di una foglia… qualunque cosa accada, può farlo succedere – se voi non interpretate niente, potrà verificarsi da sé.
Voi cercate di catturare qualcosa che non può esser catturato dalla vostra struttura che sperimenta, così questa struttura non deve esserci, in modo che l’altra cosa possa entrare. Non saprete mai la verità, perché è un movimento.
U.G.

Caro amico, vedi
quest’uomo del satori
che ha cessato di studiare
ed è inattivo?
Egli non cerca né di fugare
le illusioni né di trovare la verità.

… Colui che ha realizzato il satori può smettere di studiare?… Fare qualcosa significa avere una meta.. L’autentico uomo del satori, non cerca più niente, (è) in armonia con la verità delle cose.
Ha abbandonato il proprio ego e segue in modo assoluto l’autentico sistema cosmico.

Yoka Daishi
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CAPITOLO 18

abbandono

D.: Quand’è che una persona è matura per l’illuminazione? C’è un periodo di gestazione che precede l’illuminazione, così come i nove mesi di preparazione e di crescita che precedono la nascita di un bambino?
P.: Sei maturo per l’illuminazione quando non vuoi nient’altro. Per poter nascere come bambino devi impiegare nove mesi per diventare sempre più grande. Per l’illuminazione devi diventare sempre più piccolo fino a scomparire completamente.
D.: Sono arrivato sull’orlo e la testa dice ai piedi di saltare, ma i piedi non lo fanno. Cosa posso fare, o non fare, per far arrivare il coraggio ai piedi?
P.: Nessuna delle due…, né fare né non fare. Non permettere alla tua mente di attaccarsi a nulla, neppure al nulla.
Qualunque pratica stiate seguendo, continuate finché non è la pratica a lasciarvi.
ll samsara è una sala d’aspetto. In esso niente è permanente, tutto scorre. Alcuni arrivano, altri aspettano di essere chiamati. Sei molto fortunato a sapere che ti trovi in una sala d’aspetto. Tienti pronto. Non afferrarti a niente. Devi tornare a casa.
Accogli la decisione di camminare sul filo del rasoio, gettando via ogni altra idea. Quanti ci riescono? Pochissimi.
Il filo del rasoio significa non far nascere nessun pensiero. Provalo e vedrai. L’assenza di pensieri ti condurrà al vuoto. Non con la comprensione, non con la discussione, ma essendo, gettandoti nel vuoto. Niente di meno. Senza capire, senza concettualizzare, ma saltando nel vuoto proprio adesso! Quando ci sei saltato dentro, puoi dire solo il Vero. Sei istantaneamente libero. Non posporre questa libertà. Non fare progetti per il futuro, e accadrà. Fare progetti è un trucco della mente. Nasce il pensiero “Farò un ritiro e ci riuscirò”. Il tempo significa sempre posporre.
Rifiutate tutto ciò che si può rifiutare, compreso questo suggerimento. Che cosa resta?
Non accettate nessuna parola, nessuna frase. Le mie parole sono dita che indicano l’inconoscibile che non si può descrivere. Rifiutate le mie parole e vedrete quello che c’è da vedere.
Poonja

… fra le tante idee precostituite che dovetti abbandonare ci fu l’idea stessa dell’abbandono: non ero io che avevo abbandonato il mio Sé a Dio, ma piuttosto Dio che aveva abbandonato del tutto il mio Sé … una volta superato il Sé, tutto svanisce, anche “quello” che mi sarei aspettata sarebbe rimasto.
Bernadette Roberts

D.: Come vedere Dio che è onnipervadente?
R.: Vedere Dio è essere Dio. Non c’è un tutto separato da Dio che lui debba pervadere. Esiste soltanto Lui.
D.: E’ possibile gioire il samadhi (consapevolezza della realtà) mentre si è occupati nel lavoro mondano?
R.: Il sentimento “io lavoro” è l’ostacolo. Chiedi a te stesso chi lavora?’ Ricorda chi sei. Allora il lavoro non ti vincolerà, procederà automaticamente. Non fare sforzi né per lavorare né per rinunciare; è il tuo sforzo che è schiavitù. Ciò che è destino che accada accadrà. Se non sei destinato a lavorare, il lavoro non può essere ottenuto nemmeno se lo cerchi. Se sei destinato a lavorare, non sarai in grado di evitarlo e sarai forzato ad impegnarti in esso. Così, lascia questo al potere più alto; non puoi rinunciare o trattenere a volontà.
Ramana Maharshi

Il vuoto è lo stato naturale. Se mi ci afferro, aggiungo al vuoto qualcosa. Perciò disfo ciò che ho fatto…
Poonja

Abbandona i tuoi piedi al polline*
Abbandona le tue mani al polline.
Abbandona la tua testa al polline.
Allora i tuoi piedi sono il polline,
Il tuo spirito è il polline,
La tua voce è il polline.
La pista è bella.
Stai tranquillo.
Canto navajo
[*il polline significa per gli indiani Navajo l’essenza delle cose]

… non è questo ciò che Cristo voleva facessimo: perdere questa vita (la nostra anima) per poter avere la vita eterna? “Colui che si annulla per me scopre chi è.”
A questo aggiungerei che nell’annullarsi, egli non soltanto scoprirà chi è, ma “che cosa è!”, poiché in Dio le cose non sono separabili.
Bernadette Roberts

La resa perfetta, totale e assoluta, è quella che accetta la possibilità che l’illuminazione possa non awenire in questo organismo corpo-mente. Accettare questa possibilità è la resa perfetta.
Tu non puoi cercare Dio. Al momento giusto, nel luogo giusto, Dio cercherà te.
Ramesh Balsekar

Anche comprendendo la propria natura, si può inciampare nei concetti di tempo o di paura.
E’ la paura di affrontare il vuoto, perché la tua vita si svolge tra tanti concetti e così tante cose. Quando incontri il vuoto a faccia a faccia, perdi tutto, tutti i concetti di passato, presente e futuro che consideravi così reali… “Questa è la mia vita”. Perché’ ti ci afferri? Perché è quella che credi la tua forza, il senso di essere vivo mediante i concetti. Quando i concetti ti abbandonano, hai paura. Paura di morire nell’oceano di nettare. Paura di annegare nel nettare. Quale nettare? L’eternità, il senza morte.
Ci afferriamo a qualcosa per sentirci al sicuro: al corpo, alla mente, ai sensi. Non capiamo che la vera pace è abbandonare tutto ciò. Quando passiamo dalla veglia al sonno, dobbiamo abbandonare tutto ciò che costituisce lo stato di veglia. Nel sonno, tutti i nostri rapporti e i nostri possessi scompaiono. Siamo costretti a lasciarli andare. Ma non abbiamo paura di addormentarci, ci piace, accogliamo volentieri il sonno. Ma abbiamo paura di questo balzo risvegliante nel vuoto perché non ne abbiamo mai fatto l’esperienza.
Poonja

Loggia 95
Gesù diceva: Se avete denaro,
Non prestatelo con interesse,
ma datelo a colui
che non vi darà nulla in cambio.
… il senso della gratuità. Dare il proprio profumo come la rosa, senza determinarne il prezzo.
Loggia 110
Gesù diceva: Colui che ha trovato il mondo
E si è arricchito,
Che rinunci al mondo.
Qualcuno domandò ad uno gnostico che viveva in modo… austero – mentre avrebbe potuto vivere altrimenti: -Perché e come avete fatto a rinunciare al mondo?-
Egli rispose: – Non ho mai rinunciato al mondo, ma poco a poco è il mondo che ha rinunciato a me.-
Meister Eckhart

Mi chiedi perché giro in torno a te?
Non intorno a te, ma attorno a me.

Non darmi un altro bicchier di vino.
Versalo nella mia bocca.
Ho perso la via alla mia bocca.

Vuoi la mia testa? Amico,
ti faccio un dono.

Il mio turbante, la mia veste, la mia testa, tutt’e tre
per meno di una lira.
Il mio sé, il mio nome, da non nominare,
è meno di niente.

Vagando nella pianura desolata
seguendo qualche indicazione sei qui;
trovo un corpo abbandonato,
una testa staccata.
Djalâl-ud-Din Rûmî

Un uomo giusto non ha bisogno di Dio. Di ciò che possiedo non sento bisogno.
Meister Eckhart

D.: Come ci si può abbandonare veramente?
P.: Ritornando alla sorgente e scoprendo che non c’è nessuno che si deve abbandonare e niente da abbandonare.
Poonja

Mi recai una sera, nella bottega dei soffiatori di vetro e domandai:
– O voi che fabbricate coppe, per caso avreste un vetro che abbia la forma di un cuore? – Si misero a ridere: – Tu cerchi invano, o Mîr: ogni coppa che vedi, ovale o tonda, ogni vetro, è stato un cuore che abbiamo fatto fondere nel fuoco e soffiato in una coppa. Ecco quanto qui vedi: e non c’è vetro.
Mistico sufi

Non andrai in cielo (perché agitarti tanto)
Se non sei tu prima un cielo vivente.
Angelus Silesius

Dimorare stabilmente nella coscienza porta con sé la rinuncia spontanea a tutto ciò che è fisico e materiale. Insisto su questo punto: si tratta di una rinuncia spontanea, che sopravviene per conto suo.
Nisargadatta Maharaj

Il saggio che vive la verità del Sé, recita la commedia della vita, ma non c’è somiglianza tra il suo modo di vivere e quello dell’uomo illuso che vive come una bestia da soma.
Ashtavakra Gita

C’è il bhakta, perché egli possa adorare, ci deve essere un Dio… Mediante la devozione egli si sviluppa fino a sentire che Dio solo esiste e che egli personalmente non conta. Arriva a uno stadio in cui dice: “non io, ma Tu” ; …nel bhakti marga si chiama abbandono completo… cancellare l’ego significa conseguire il Sé.
Il Jnani, uomo di Saggezza, realizza attraverso l’Amore che Dio non è altro che il Sé. Il Bhakta, sebbene consideri Dio come separato (da sé), nodimeno si fonde e dimora nel Sé.
Ramana Maharshi

Non c’è nessun io. Io è solo un pronome personale, la prima persona singolare. Tutto l’insieme dei pensieri, dei sentimenti, delle esperienze e delle speranze del genere umano, costituisce l’ “io”. È un prodotto del passato. Questo io è un simbolo della totalità della coscienza umana.
U.G.

In verità se un uomo abbandonasse un regno o il mondo intero e mantenesse se stesso, non avrebbe abbandonato nulla. Invece un uomo che abbandona se stesso, abbandona tutto, anche se mantiene ricchezza, onori e tutto quanto.
lo lodo il distacco più dell’umiltà. Infatti l’umiltà può esistere senza distacco, mentre il perfetto distacco non può esistere senza perfetta umiltà.
Meister Eckhart

Dimentica l’abbandonare qualcosa; compi tutti i tuoi normali affari al meglio delle tue possibilità, ma tutto ciò può continuare solo finché c’è la coscienza. Tieni solo a mente di non ferire gli altri.
Non fare null’altro eccetto questo: non identificare la coscienza con un corpo.
Non arrogarti nessuna azione – tutto sta accadendo da sé
Questa è la reale liberazione: sapere che non sei nulla.
… è solo questo stato mutevole che si è identificato con il corpo ad avere paura.
Nisargadatta Maharaj

Sogno, e come un soffio
Attizza il fuoco della brace,
Il cuore mio luccica di un passato
Che non riesco a ricordare.
Come il fiammeggiar delle braci
Non è il fuoco, ma un segno di fuoco,
Io disperdo il tesoro vuoto
Del mio senso di me stesso.
Come la pioggia nel mare
Io mi dissolvo dentro a me.
Fernando Pessoa

D.: Preghiamo Dio e tuttavia non siamo soddisfatti. Come possiamo fare?
R.: Confidare in Dio.
D.: Ci abbandoniamo, tuttavia non c’è aiuto.
R.: Sì. Se vi siete abbandonati, dovete essere in grado di conformarvi al volere di Dio e non lagnarvi di ciò che può non piacervi. Le cose possono risultare diverse da come possono sembrare in apparenza. Il dolore spesso conduce gli uomini alla fede in Dio.
D.: Ma noi siamo uomini mondani. C’è la moglie, ci sono i figli, parenti ed amici. Non possiamo ignorare la loro esistenza e affidarci al volere divino senza trattenere un po’ della nostra personalità.
R.: Ciò significa che non vi siete abbandonati come avete dichiarato. Dovete solo confidare in Dio.
Abbandonatevi a Lui e conformatevi alla Sua volontà sia che Egli appaia o svanisca. Aspettate il Suo piacere. Se gli chiedete di fare come piace a voi non è abbandonarsi a Lui, ma un dare ordini. Non potete averlo ai vostri ordini e tuttavia pensate di esservi abbandonati. Egli sa ciò che è meglio, quando e come farlo. Lasciate ogni cosa interamente a Lui. Il fardello è Suo, voi non avete più alcuna preoccupazione. Tutti i vostri pesi sono Suoi.
Tale è l’abbandono. Questa è la bhakti.
Ramana Maharshi
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CAPITOLO 19

pensiero – libertà – schiavitù

D.:. Continuo a credere di avere una scelta. 
Oggi infatti ho scelto di venire qui invece di andare in spiaggia
B.: Ciò che crediamo volontà e libertà di scelta sono solo concetti.
Quasi tutti una volta o l’altra hanno avuto l’esperienza personale del funzionamento di tutta la mente quando l’azione si verifica… come in un vuoto di perfezione… senza la riflessione.
… Lo stato senza mente non è lo stato di un idiota; è lo stato mentale libero dal disturbo di idee che distraggono.
Ramesh Balsekar

Ora che sono a Han Shan le diecimila faccende cessano
Più alcun pensiero fugace si aggancia al cuore
Ozioso, scolpisco poemi sulla roccia,
In accordo col fluire, come barca senza ormeggi.
Han Shan

Osserva i pensieri come il traffico per la strada. La gente va e viene: l’attenzione lo registra meccanicamente. All’inizio può non essere facile, ma con un po’ di pratica vedrai che la mente può funzionare allo stesso tempo a vari livelli, e che tu puoi esserne consapevole ad uno ad uno.
Nisargadatta Maharaj

Ciò che chiamiamo di solito mente, è la mente dispersa, un turbine di pensieri attizzati dal desiderio, la collera e l’ignoranza. Essa, al contrario della coscienza del risveglio, trae sempre in inganno… Pertanto, per quanto potenti siano questi pensieri, essi non sono che pensieri e finiscono per svanire. Una volta riconosciuta la natura intrinseca della mente, questi pensieri che sembrano apparire e scomparire senza sosta, non sono più capaci di ingannarci. Come nuvole che si formano, si soffermano un attimo e poi si fondono di nuovo nella vacuità del cielo, essi sorgono, durano un poco e si rituffano nel vuoto della mente. In realtà nulla è successo.
… Anche se la coscienza all’interno, non è ancora chiara, impedisci solo alla mente di vagabondare all’esterno. Ciò basterà, poiché la coscienza del risveglio risiede in fondo alla mente stessa. Entrambe sono, si dice, come il ghiaccio e l’acqua. Il ghiaccio non è del tutto identico all’acqua, dato che il ghiaccio è solido e può essere afferrato; ma poiché, sciolto, esso non è che acqua, di fatto il ghiaccio e l’acqua sono una sola cosa. Ugualmente la mente, essendo confusa, non è la coscienza del risveglio, ma la natura della mente, una volta realizzata, non è altro che la coscienza del risveglio.
Dilgo Khyentse

Se vuoi veder la verità
non aver opinioni pro o contro qualcosa.
Contrapporre ciò che ti piace a ciò che non ti piace
è la malattia della mente.
Hsin Hsin Ming

Pensiamo che non è per questo che i capi stregoni neri (capi di stato) proibiscono la droga, poiché tutto ciò che può essere nocivo all’uomo è scrupolosamente ordinato con cura da loro. Preferiscono abbrutire l’uomo con l’alcool o i discorsi politici e culturali imbecilli – piuttosto che far conoscere una pratica che potrebbe cambiare la visione del mondo di molti. Il loro scopo è di mantenere in schiavitù i popoli che amministrano… Ma come si può volergliene… sono essi i più illusi di tutti. Ciò che cerca il maestro, nelle piante, non è il dare al discepolo un “potere”, né delle sensazioni gradevoli – come i viaggiatori dell’LSD che C.Castaneda chiama “bambini che non sanno cosa fanno”. Ciò che cerca il maestro è fermare la rappresentazione del mondo, cioè il dialogo interno.
Le cose sono reali quando abbiamo imparato ad accettare la loro realtà.
Il mondo, che non è che una rappresentazione, si mantiene attraverso il dialogo interiore. Incessantemente parliamo a noi stessi, mantenendo questa rappresentazione, quella che abbiamo imparato.
Il “piccolo fumo” (humito o erba del diavolo) … ci permette di sentirci liberi… ma deteriora il corpo.
La prima attenzione è il primo anello di potere, la seconda attenzione, il secondo anello. La prima si attacca al tonal, la seconda al nagual. L’attenzione esclusiva al tonal è la ragione. ‘Noi pensiamo a proposito di tutto’ e questo ci rinchiude in questo mondo… Senza pensiero, l’attenzione al tonal diminuisce. Il mondo che non è che un pensiero, ci appare reale perché ci attacchiamo a questo pensiero. E questo pensiero è prodotto dall’attenzione esclusiva al corpo fisico, dall’identificazione al corpo fisico. Da lì nasce l’idea di “io” da cui parte la dualità
Non abbiamo che una sola schiavitù: il nostro pensiero. Non siamo schiavi del mondo né del diavolo: siamo schiavi di noi stessi. Questo mondo che creiamo e che ci crea è il nostro scudo. Ma invece che difensore diventa guardiano, ed il guardiano siamo noi, il pensiero erroneo: “io”.
Il compito essenziale del guerriero è di capire “la natura della coscienza” che è infinita libertà: la coscienza è il vero Sé, e non è né questo né quello. Capire questa natura significa non identificarsi a nulla…
Dubant-Marguerie

D.: Cos’è la mente? Cos’è la non-mente?
P.: La mente è un pacco di pensieri assieme all’ “io” (pensiero) che li porta in giro. Quando l’ “io” cade, non c’è mente. Quando la non-mente sprofonda nella propria sorgente, la realtà brilla in permanenza.
D.: Molti hanno paura di lasciar andare la loro mente perché credono di averne bisogno per funzionare nel mondo. Come portar avanti le faccende quotidiane, se non c’è nessuno che decide cosa fare e come fare?
P.: Prova e vedrai. Sei come un telefonista che crede di dover correre per collegare i fili da solo. Rilassati, non interferire e vedrai che tutto lo spettacolo va avanti da solo senza il tuo intervento.
P.: Quando vai a caccia di un pensiero, lo prendi?
D.: No, i pensieri scompaiono.
P.: E quando i pensieri sono scomparsi, chi sei?
silenzio

P.: E’ la risposta migliore che potevi darmi. Rimani così. Se esci dal silenzio, nascono i problemi. Non hai bisogno di niente. L’eternità è qui. La felicità è qui. La morte non ha accesso a questo silenzio. I problemi non possono entrarvi. Ma escine fuori, ed ecco il samsara il ciclo infinito di nascite e morti. Qui non possono entrare ne’ pensieri ne’ concetti. Tutti i desideri sono appagati qui nel vuoto. Se esci fuori per rincorrerli, i desideri non verranno mai esauditi.
Poonja

Come può fare l’esperienza del silenzio? Se esiste uno stato senza pensieri né lei né alcuna persona può farne l’esperienza. Ogni esperienza è creata dal pensiero.
Tutte le strade devono sparire. Finché seguirete la strada di qualcuno, quel cammino è un prodotto del pensiero. Non è un cammino nuovo.
U.G.

Quello di cui parliamo è al di là dei pensieri, al di là del livello cerebrale.
Nisargadatta Maharaj

Sono un guardiano del gregge
Il gregge sono i miei pensieri
E i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con le orecchie
E con le mani e coi piedi
E con il naso e con la bocca..
Pensare un fiore, è vederlo e respirarlo.
E mangiare un frutto è saperne il senso.
Ecco perché quando un giorno di caldo
Mi sento triste di goderne tanto,
E mi stendo completamente nell’erba,
E chiudo gli occhi che bruciano,
Sento che tutto il corpo è steso nella realtà,
So la verità e sono felice.

Tu dici, vivi nel presente;
Vivi solo nel presente.
Ma io non voglio il presente, voglio la realtà:
Voglio le cose che esistono, non il tempo
Che le misura.

Cos’è il presente?

È qualcosa di relativo al passato e al futuro.
È una cosa che esiste in funzione dell’esistenza
Di altre cose.
Ma io voglio la sola realtà, le cose senza presente.

Non voglio includere il tempo nel mio schema.
Non voglio pensare le cose in quanto presenti:
Le voglio pensare in quanto a cose.
Non le voglio separare da esse stesse,
Trattandole come presenti.

Non dovrei nemmeno trattarle come reali.
Non dovrei trattarle affatto.

Dovrei solo vederle, semplicemente vederle;
Vederle fino al punto di non poterle pensare,
Vederle fuori dal tempo, fuori dallo spazio,
Vederle con la facoltà di toglier tutto tranne il visibile.
Ecco la scienza del vedere, che non è scienza.
Fernando Pessoa

Se ci si rende consapevoli di non possedere questi pensieri che vengono a galla, la mente acquista un’altra qualità.
G.Bluestone

Quando la mente è calma, non c’è ruminar di pensieri. Poiché non è coltivata, cammini sulla Via ad ogni passo. Se non c’è ruminar di pensieri, non c’è mondo da trascendere. Poiché non è coltivata, non c’è Via da cercare.
Non rimanere preso dalle situazioni e non lasciar che i tuoi pensieri continuino a giudicare se una situazione è favorevole o avversa. Probabilmente arriverai all’imperturbabilità. Ma se hai solo il minimo desiderio di imperturbabilità, questo è diventato già una preoccupazione.
Huang Long

D.: Come maestro lei ha continuamente pensieri o solo quando è necessario? Può scegliere di star senza pensieri?
P.: I pensieri vanno e vengono, ma non sono “miei”. Lasciateli venire, lasciateli andare. Che importa? Non hanno niente a che vedere con me.
D.: Qual’è il senso della vita?
P.: Perché dovrebbe avere un significato? Ogni significato è solo un’idea nella tua mente. La vita non si spiega con le opinioni che ne puoi avere.
D.: Quando siamo sulla “soglia” tra due vite, scegliamo consciamente il corpo in cui ci reincarneremo, i nostri genitori, ecc. ? Se è così, in che modo?
P.: Non è un’agenzia di viaggi dove cerchi un bel posticino per la prossima nascita. I tuoi pensieri e i tuoi desideri di questa vita ti proiettano in una nuova forma e magari in una forma nemmeno tanto gradevole. Non puoi controllarlo. Ma puoi esercitare il tuo controllo nel vedere da dove vengono i tuoi pensieri e desideri. Dopo la tua morte sarà troppo tardi.
Poonja

E’ la mente che vede gli oggetti e fa esperienze e che trova un vuoto quando cessa di … sperimentare, ma quella mente non sei “tu”. Tu sei la costante illuminazione che illumina insieme l’esperienza e il vuoto. E’ come la luce di un teatro che non solo ti fa vedere il teatro, gli attori e il dramma, mentre si recita, ma che rimane accesa e che ti fa dire che non c’è nessuna recita in atto, quando tutto è finito.
Prima si vede il Sé come oggetti, poi si vede il Sé come vuoto, poi si vede il Sé come il Sé; solo in quest’ultimo caso non c’è vedere, perché vedere è essere.
Si può capire la frustrazione dei filosofi, che vogliono afferrare tutto con la mente, nel sentirsi dire che la Realtà sta dietro e al di là della triade di conoscitore-conoscenza -conosciuto; perché ovviamente, il miraggio non può penetrare in ciò che gli sta alla base.
(Commento) … parlare di Autorealizzazione è un’illusoria fuga da un’illusoria prigione.
D.: Come svanisce la mente?
R.: Solo mediante la ricerca “chi sono?” Sebbene… sia un’attività mentale, pure distrugge tutte le attività mentali, compresa se stessa, così come il bastone con cui si attizza il rogo funerario si riduce anch’esso in cenere dopo che sono arsi il rogo e i cadaveri.
Se la mente è calmata con altri mezzi, se ne sta quieta per un po’ e poi spunta di nuovo e riprende la sua primitiva attività.
D.: Quando saranno domati in noi tutti gli istinti e le tendenze come… l’autoconservazione?
R.: Più ci si ritrae nel Sé, più queste tendenze avvizziscono e alla fine cadono.
Ramana Maharshi

D.: Può dirci la differenza tra lei e una persona qualunque?
U.G.: Pochissima… lo spessore di un capello.
È uno stato dove il pensiero e la vita non sono due cose distinte, ma una sola cosa. Non è uno stato intellettuale; è piuttosto uno stato di sentimenti (uso questa parola in un senso un po’ diverso). Uno stato di non-ricerca.
È il pensiero che ha separato, creato i due punti della nascita e della morte. Il pensiero ha costruito lo spazio e il tempo. Ma in realtà la nascita e la morte sono due processi simultanei.
Non siete pronti ad accettare che dovete arrendervi. Una resa totale e completa.
Uno stato di disperazione che vi dica che non c’è via d’uscita da questa situazione.
U.G.

La mente del passato si neutralizza quando cerca i propri limiti. La mappa si richiude. Ricercare l’esistenza di una mente individuale significa arrivare all’innominato.
… La risposta finisce sempre per uccidere il lampo d’illuminazione – la mente poi torna alla conoscenza statica, e prima o poi si intrappola nella rete delle associazioni…
Quando possiamo guardare al fluire dei pensieri senza favoritismi, senza interessarci ad un pensiero in particolare, cominciamo a conoscere… noi stessi.
Quando il pensiero è visto distaccato dalla cornice, quando è visto nascere e morire nello spazio che lo circonda, allora non entra più nelle associazioni pesanti con altri pensieri. Quando possiamo arrivare allo spazio nel quale l’immagine di sé continuamente va a caccia, allora l’immagine di sé non interferisce più con la chiara visione. Quando c’è vigilanza senza volizione, allora il pensiero si distacca dalla reazione e vi è un acuto senso di vivere attraverso lo sconosciuto vitale. È la memoria e l’immaginazione che ci allontanano dal momento presente. Eppure non c’è nessun altro posto in cui poter vivere, tranne quello presente.
È assolutamente inutile cercar di smettere di pensare. È meglio invece chiedersi la validità o meno del pensiero -… la validità dei nostri adorati simboli… Rimettere in questione la validità di tutta la mappa, piuttosto che di uno o due componenti, significa fermare l’attaccamento al pensiero, che il pensiero si arresti o meno… Non significa diventare idioti.
G.Bluestone

D.: I miei pensieri non lo permetteranno.
M.: Trascurali. Non competere, non assumere iniziative che li riguardino, lascia che siano, quali che siano. E proprio il tuo combatterli che li suscita. Attraversali con lo sguardo. Ricordati di ricordare: -Qualunque cosa accada, accade perché io sono.- Non occorre arrestare il pensiero… Sospendi l’abitudine di accumulare, di tenere ai risultati, e la libertà dell’universo sarà tua. Sii senza sforzo.
Nisargadatta Maharaj

Certo, la memoria ha il suo posto ad un certo livello. Non potremmo funzionare nella vita quotidiana…ma c’è uno stato mentale dove ha poco posto. Una mente che non è paralizzata dalla memoria possiede la vera libertà.
J. Krishnamurti

Ci liberiamo dal pensiero concettuale quando grazie a un assidua osservazione vediamo l’irrealtà dei pensieri egoistici. Allora possiamo rimanere distaccati… Non diventiamo persone gelide ma non siamo più vinti e trascinati dalle circostanze.
Charlotte Joko Beck

D.: Ero immerso in una profonda esperienza, quando mi accorsi che la mia mente mi giocava una burla, creando un’esperienza spirituale.
P.: Quando sai chi ti gioca una burla, non ti può più prender in giro. Qualunque genere di esperienza è ancora un gioco della mente… Sarai felice di questa esperienza e la racconterai ad amici e Guru che l’apprezzeranno solo perché non hanno mai visto un luogo dove non c’è nessun tipo di esperienza!
D.: Noto che queste esperienze succedono quando sono tranquillo.
P.: Questo è sbagliato, perché se sei tranquillo, non ti succede niente. Cos’altro può succedere se sei tranquillo? Questo tuo notare che sei tranquillo è un trucco della mente. Se no, come lo avresti notato? Controlla i trucchi della mente non guardando da nessuna parte, né dentro né fuori!
Il desiderio di permanenza della chiarezza è un trucco della mente perché la permanenza è nel tempo e solo può posporre ciò che è qui adesso.
Quando vuoi mantenere questa esperienza di chiarezza della mente tutto il tempo, significa che vuoi portare questa esperienza nel tempo. Quando questa esperienza è avvenuta, era aldilà del tempo. Tutto ciò che avviene nel tempo non ha valore. Qualunque cosa tu ottenga nel tempo: felicità, pace, una persona che ami, un giorno sparirà. Allora perché vuoi che questo “senza tempo” entri nel tempo, per farti piacere? Se non desideri che essa entri nel tempo, potrà essere un’esperienza eterna.
Poonja

Non siamo noi che viviamo la vita, è la vita che vive in noi. In realtà, tuttavia, non c’è un “noi” separato dalla vita che la vita possa “vivere”. Non…siamo strumenti passivi… perché potremmo esserlo solo se fossimo qualcosa di diverso dalla vita.
Miracolo! Prodigio! Attingo acqua e porto legna da ardere.
Hokoji

Centinaia di fiori di primavera; la luna autunnale;
un fresco venticello estivo; la neve invernale;
libera la tua mente dagli oziosi pensieri
e per te sarà dolce ogni stagione.
Mumon

L’uomo libero… non ha esitazioni e non si guarda mai indietro, perché sa che non c’è nulla nel futuro e nulla nel passato che possa scuotere la sua libertà. La libertà non gli appartiene, …non la possiede e non ne è posseduto. E siccome non si guarda mai indietro, si dice che le sue azioni non lasciano traccia, come un uccello che attraversa l’aria.
… Un discepolo domandò a Gensha (maestro zen) come poter entrare nel Sentiero. Gensha disse: -“Senti il mormorio del torrente?”- “Sì, lo sento.”-“Ecco un modo di entrare”.-
Alan Watts

D.: Il celibato ci aiuta a realizzare il Sé?
P.: Non c’è questione di sesso nel Sé. Io ho bambini, nipoti e pronipoti e nessuno di loro mi è stato di impedimento.
D.: Allora la mente è il suo oggetto.
P.: Certo, sono la stessa cosa. Ogni oggetto è mente oggettivata. Se non la lasci aderire a nulla, c’è non-mente. La non mente è libertà. Quando la mente prende dimora, appare il samsara. Il samsara e’ una costruzione della mente.
La schiavitù nasce solo se ti frammenti. Divieni una parte, ti separi dal resto e poi cerchi di capirlo. E come se una goccia dell’oceano pensasse: “Io sono separata dall’oceano. Soffro e devo continuare a spostarmi sulla superficie dell’oceano”…
Poonja

… Un modo di vedere olografico (non) può… essere interpretato in termini di stimoli o di risposte. I nostri pensieri sono olografici in quanto tutti i pensieri si muovono tra infiniti segni di richiamo assieme a tutti gli altri pensieri.
Michael Talbot

D.: Perché non ricordiamo niente delle vite passate?
P.: Alcuni ricordano, molti no. Ricordare il passato ti mantiene nel passato. 
Meno passato ricordi e meglio starai.
Poonja

Deve essere fatto il vuoto, devono essere abbandonati i concetti: è il digiuno della mente, che prepara la venuta dell’ignoto.
Nisargadatta Maharaj

Il pensiero crea il tempo e lo spazio. Quando c’è il pensiero, ci sono il tempo e lo spazio.
Il pensiero ha creato il domani. Voi vi sentite disperati perché avete creato la speranza nel domani. L’unica possibilità che avete è ora; la speranza non è affatto necessaria. E non ha valore nemmeno l’idea del Sé, dell’atma. Ho fatto di tutto per trovare questo Sé. Ma è un’invenzione dei filosofi.
U.G.

D.: Cosi, alla fine è semplice e si riassume così: liberarsi semplicemente dai pensieri; è vero?
M.: … Puoi sentire di essere libero dal pensiero, ma ad un certo punto il pensiero balzerà improwisamente su di te. Molti cosiddetti saggi, sebbene abbiano conseguito lo stadio libero dal pensiero, hanno avuto ancora la loro caduta.
D.: Qual’è l’effetto della morte?
M.: L’effetto è su coloro che sanno che la persona è morta e se n’è andata. Non c’è effetto su colui che è morto e se n’ è andato. Egli non sa di essere morto e di essersene andato… Poiché stai pensando alla morte, la morte si cura di te, ma se sei il Sé, per te non si pone la questione della morte.
Nisargadatta Maharaj

Lasciate perdere l’ultima realtà. Non avete modo di sperimentare nessuna realtà. Poter sperimentare la realtà ‘di momento in momento’ è un’altra invenzione del pensiero.
La consapevolezza è una semplice attività del cervello. Non può essere usata per produrre alcun cambiamento e tanto meno per guarire. A questa consapevolezza naturale e fisiologica, che tra l’altro abbiamo in comune anche con gli animali, abbiamo sovrapposto un processo che attribuisce un nome alle cose.
Potreste diventare consapevoli di qualcosa, se non faceste ricorso alla memoria e al pensiero?
La memoria è conoscenza. Persino i vostri sentimenti sono memoria. Lo stimolo e la risposta costituiscono un movimento unitario; non possono essere separati in modo ben definito… a meno che non intervenga il pensiero e ne crei una. Il pensiero, in quanto memoria e conoscenza, ha creato questo meccanismo.
Il pensiero non potrà mai afferrare il movimento della vita; è troppo lento. Accade più o meno la stessa cosa col lampo e col tuono. Il lampo e il tuono avvengono contemporaneamente, ma il suono si muove più lentamente della luce. Per quel che io posso dire, noi diventiamo consapevoli di qualcosa solo attraverso la memoria, la conoscenza; altrimenti non può esserci alcuno spazio, né la consapevolezza separante che esso porta con sé.
Il pensiero e la vita sono un unico movimento. Ma sembra esserci in voi un movimento di pensiero parallelo al movimento della vita e che continua internamente di continuo.
U.G.

La mente vaga per sua natura. Tu non sei la mente. La mente sorge e poi affonda. È impermanente, transitoria, mentre tu sei eterno… bisogna rimanere nel Sé. Non dar importanza alla mente. Nell’uomo realizzato la mente può essere attiva o inattiva, solo il Sé rimane per lui.
Ying-an

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CAPITOLO 20

tutto OK

D.: Penso di fare esperienza del vuoto, ma è una sensazione pesante.
P.: Il vuoto non è pesante. Se lo è, non è vero vuoto. Chi pensa?
Gli uomini non vogliono la libertà. Quanti la desiderano davvero?
Ti dico che sei già libero, ma tu non lo accetti. Vuoi fare qualcosa.
La libertà non ha bisogno di sforzi. Le altre cose forse sì, ma la libertà è libera.
…Questo pensiero di libertà va contro corrente, va in direzione della sorgente.
Da dove nasce il pensiero? Dev’esserci una certa attività perché il pensiero possa nascere e andare dove va. Ma la sorgente non va e non viene: E’ quello che è. Com’è semplice! A volte mi fa ridere vedere un pesce nel fiume che urla: “Ho sete”. Dire: “Voglio l’illuminazione” è lo stesso.
Non facciamo attenzione a quello che è facile e vicino. Siamo attratti dal difficile, dal lontano: la luna, I’Everest. Ma nessuno è arrivato al Sé in questo modo.
Poonja

Se l’occhio non dorme, i sogni cesseranno naturalmente.
Se la mente non discrimina,
le diecimila cose
sono quel che sono, una singola essenza.
anonimo

La preoccupazione è la morte. Se sai che tutto è “io”, non ci saranno più preoccupazioni e non ci sarà nemmeno il passato. Non frammentarti in piccole parti. Amplia la comprensione oltre tutti i limiti. Io sono così e così è una limitazione sufficiente a farti soffrire.
Poonja

In realtà, si è sempre in samadhi, ma non lo si sa. Per saperlo, tutto ciò che si deve fare è rimuovere gli ostacoli.
Non c’è né passato, né futuro. C’è soltanto il presente. Ieri era il presente per te quando lo sperimentavi, e anche domani sarà il presente quando lo sperimenterai.
Ramana Maharshi

La Mente Intelligente non è responsabile se le cose funzionano. È la mente che vede quello che ha davanti, e segue la natura delle cose.
Quando lavori con Wu Wei allora metti il cuneo rotondo nel buco rotondo e il cuneo quadrato nel buco quadrato. Niente stress, niente lotte. Il Desiderio Egoistico cerca di forzare il cuneo rotondo nel buco quadrato e il cuneo quadrato nel buco rotondo. L’Astuzia cerca di immaginare vie più furbe per incastrare i cunei là dove non c’entrano. La Conoscenza cerca di capire perché i cunei rotondi entrano nei buchi rotondi e non in quelli quadrati. Wu Wei non prova. Non pensa alla questione. Agisce soltanto. E quando agisce sembra che non faccia praticamente nulla. Ma le Cose Vengono Fatte.
Benjamin Hoff

L’ultimo Nirvana si ottiene evitando tutte le azioni samsariche quali la ricerca del Nirvana, o di togliere l’impurità per attaccarsi alla purezza… Ma allora come si ottiene la liberazione? Non essendo mai stati schiavi, non avete bisogno di liberazione.
Hui hai

Se conosceste la pace che c’è sempre in voi, ecco lo stato naturale. È proprio il fatto che cerchiate di creare uno stato mentale di calma, che vi crea problemi.
Potete solo parlare di pace, creando uno stato mentale e dire che siete calmi, ma questa non è pace, è violenza. Non serve praticare la pace, non c’è ragione di praticare il silenzio. Il vero silenzio è esplosivo, non è uno stato di morte cerebrale che i cercatori pensano di ottenere. “Oh! Esperimento il silenzio!” Ciò non significa niente. In realtà “questo” è di natura vulcanica: come se ribollisse tutto il tempo – l’energia, la vita, – eccone le qualità. Come faccio a saperlo? Non lo so. La vita è consapevole di se stessa – potrei dire così.
U.G.

D.: L’Illuminazione è uno stato di continua felicità?… Quando si arrabbia… è felice all’interno? La differenza fra noi è il fatto che noi ci identifichiamo con le nostre emozioni che ci governano, mentre lei no?
P.: La felicità è permanente. È sempre lì. Ciò che va e viene è l’infelicità… Se ti identifichi con ciò che viene e va, sarai infelice. Se ti identifichi con ciò che è permanente, sei la felicità stessa… La collera è una mia buona amica. È là quando ne ho bisogno per trattare qualche affare. È utile: fa un buon lavoro senza disturbarmi, poi se ne va finché non ne avrò ancora bisogno.
Poonja

D.: … sento dire che la libertà dai desideri e dalle inclinazioni è il presupposto indispensabile per la realizzazione. Ma ritengo che attuarla sia impossibile. L’ignoranza di sé provoca i desideri i quali perpetuano l’ignoranza. E’ un circolo vizioso!
M.: Non c’è niente da fare né da abbandonare. Guarda, ricorda: qualunque cosa tu percepisca non è te né tua. E’ lì, nel campo della coscienza ma, tu non sei il campo, né il conoscitore del campo. E’ l’idea di dover fare, che t’intrappola nei risultati dei tuoi sforzi: la motivazione, il desiderio, il senso di frustrazione: tutto questo ti tira indietro. Limitati a guardare ciò che accade, e sappi che sei oltre.
D.: Dovrei astenermi dal fare qualsiasi cosa?
M.: Non puoi! Ciò che va avanti deve procedere! Se ti arresti di colpo ti schianti.
Tu sei la conoscenza dell’insieme della manifestazione, che è il corpo di mâyâ. Per tuo mezzo mâyâ anima il mondo, ma l’ “io sono”, in se stesso, è un inganno, una frode.
Ascolta bene questa affermazione: l'”io sono” è un’illusione e tutto il resto è vero.
Tornate nella società; il vostro lavoro costituirà il vostro migliore conforto; tornate a occuparvi delle vostre attività abituali. Non cercate di cambiare la minima cosa, evitate qualsiasi complicazione, qualsiasi discussione. Tutto ciò che deve compiersi viene per conto suo.
Nisargadatta Maharaj

Ho visto un documentario che riprendeva una mamma orsa mentre educa i piccoli.
Insegna loro a cacciare, a pescare, ad arrampicarsi, e tutto ciò che i cuccioli devono imparare per la sopravvivenza. Un bel giorno, li fa salire tutti in cima a un albero e, cosa fa? Se ne va, senza neppure voltarsi. Come si saranno sentiti gli orsetti? Spaventatissimi, ma la strada alla libertà passa dalla paura.
Charlotte Joko Beck

… le cose prendono sempre il loro corso naturale lo si voglia o no. Avere degli scopi non le influenza in un modo o nell’altro. Per di più, poiché nulla nel mondo della forma rimane per un solo attimo senza mutamento che differenza c’è tra la mortalità e l’immortalità? I succhi che dalla tua tomba nutriranno le erbe non saranno più tuoi ; perché dovrebbe essere altrimenti con qualsiasi residuo spirituale che tu potresti avere? Supponiamo che tu abbia uno spirito destinato a vivere per eoni; poiché il suo mutamento non può mai cessare, per quanto tempo sarà il tuo spirito? … con la speculazione non si ottiene nulla. Le cose sono sempre come sono. Imparare ad accettare ciò che si presenta è l’unica via per la tranquillità.
John Blofeld

Non arrogarti nessuna azione – tutto sta accadendo da sé. Se tu non sei, qual’è il bisogno di tutte le discipline, incluso Dio?
Nisargadatta Maharaj

Un giorno di pioggia è bello come un giorno di sole,
essi esistono entrambi, ognuno a suo modo.
Fernando Pessoa

Troppi passi ci vollero per fare ritorno alla radice e alla sorgente.
Magari fossimo stati ciechi e sordi fin da principio!
Abitare nella propria autentica casa,
senza curarsi di ciò che è fuori
Il fiume continua a scorrere placido
e i fiori sono rossi.
Kakuan

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CAPITOLO 21

il sogno

… ora ci deve venire il sospetto che ogni punto del cervello umano è connesso – attraverso la “schiuma quantica”, ad ogni altro punto dell’universo. Spesso ciò è paragonabile ad una realtà di sogno.
Possiamo sognare di vasti spazi, di stanze a tre dimensioni con sedie, tavoli e gente. Ma la dimensionalità del sogno non ha presenza al di fuori del sognatore.
Michael Talbot

D.: Cosa sono i sogni? Perché sogniamo?
P.: I sogni sono proiezioni mentali, la notte li proietti all’interno della testa, durante il giorno li proietti fuori dalla testa. Sognate questi mondi, perché avete un gran desiderio di goderli.
Poonja

Nel Libro tibetano dei Morti (vi sono)… alcune frasi che descrivono la natura illusoria delle proiezioni mentali che l’anima nel limbo prende per vere e che gli provocano una rinascita nel mondo. L’uomo morente diventa un embrione, mentre assiste alla copulazione dei suoi futuri genitori, e può meditare così:
– Ahimè… il padre e la madre… tutti questi apparenti fenomeni sono illusori nella loro vera natura… Sono tutte proiezioni della mia mente, e poiché la mente è essa stessa illusoria e non-esistente da principio, da dove viene tutto questo?… Ora sì vedo, sono tutti come sogni, come illusioni, come echi, come miraggi… come la luna riflessa nell’acqua; non sono reali, neanche per un momento…-
Wendy Doniger O’Flaherty

D.: Che cosa risponderebbe se le dicessero: “Ho una famiglia, dei figli. Troppe responsabilità. Che possibilità ho di risvegliarmi?”
P.: Costui dovrebbe risvegliarsi dal sogno di avere una famiglia. Si è sempre liberi, e si è sempre soli. Ma la mente sogna. Mi addormento e sogno di avere moglie e figli, in sogno inizio a preoccuparmi di non avere tempo per meditare o per chiudermi in una grotta. Tutte cose sostenute da chi sta vivendo in sogno. Non è meglio svegliarlo dal suo sogno? Niente lo ha mai toccato, è sempre stato solo. Ogni volta che vedi nomi o forme, è solo un sogno.
Poonja

E che succederebbe se la nostra vita nello stato di veglia, come il nostro sonno, non fosse che un sogno in questa vita eterna, in cui noi non ci sveglieremo che al momento della morte?… E tutta questa scena di teatro della nostra vita sulla terra, ove noi sembriamo essere degli attori così occupati, e i ruoli che interpretiamo non hanno più sostanza che l’ombra di un’ombra, e il fatto di sognare non è che un sogno all’interno di un sogno!
Pedro Calderon de la Barca

P.: Supponiamo che tu stia dormendo. Nel sogno vedi tantissime persone che aspirano alla liberazione. Seguono varie pratiche ed esercizi. Tu gli spieghi che cos’è la libertà… mentre gli stai parlando della libertà, improvvisamente ti svegli. Quando ti svegli dal sogno in cui sognavi persone che aspiravano alla libertà , che ne è di loro?
D.: Sono ritornate alla sorgente.
P.: Svegliandoti, non hai lasciato nessuno in catene. La schiavitù è soltanto una nostra immaginazione. Siamo tutti liberi. Coloro che sono schiavi stanno dormendo, sono tutti tue proiezioni…Quando ti risvegli, dove sono gli “altri”?
Poonja

Gli stati di sogno e di veglia non sono molto differenti l’uno dall’altro. Quando ci rendiamo conto che tutta l’esistenza è come un sogno, il divario fra il dormire e lo stare svegli non esiste più.
Una volta che ci rendiamo veramente conto che tutto è come un sogno, l’ego cambia con naturalezza. Non è necessario combattere con l’ego, poiché non ci identifichiamo più con esso.
Quando ci rendiamo veramente conto di ciò, non è più l’ego che agisce. Diventiamo l’energia stessa, in modo che ogni tipo di gioco non è personale.
La coscienza è molto simile a un sogno. Un sogno non c’è in realtà. Appare semplicemente, senza un fondamento o una causa. Nello stesso modo, anche se sperimento questa apparenza, in realtà non accade nulla.
E’ solo dopo che mi sono svegliato al mattino che mi rendo conto che l’intero programma del sogno era una parte di me. La stessa cosa accade quando si diventa illuminati: in quel momento ci si rende conto che l’intero samsara è parte della propria creazione, che noi creiamo le nostre esperienze.
Tarthang Tulku

D.: Lei mi dice: “Svegliati”‘ dato che sto sognando in questo momento. Quando vado a dormire la notte non ricordo nulla finché non mi sveglio l’indomani, e a volte ho dei sogni che sembrano veri quanto lo stato di veglia, come quello di esser qui seduto. Come sapere quello che è reale e quello che non lo è?
P.: Tutti i sogni sono irreali anche quello dello stato di veglia, la sola realtà è lo schermo in cui appaiono. Quando ti identifichi con lo schermo e non con le immagini, saprai cosa è reale e cosa non lo è.
Poonja

Una volta io Ciuang-tsu, sognai
Ch’ero una farfalla che volava di qui e di là,
Bottinando, soddisfatta della mia sorte e ignara
Del mio stato umano.
Bruscamente mi svegliai e mi ritrovai
Sorpreso di essere me stesso.
Ora non so più se fui un uomo
Che sognava d’esser una farfalla
O se sono una farfalla che sogna d’esser un uomo.
Tra la farfalla e me esiste una differenza:
Si chiama la mutazione costante.

Come potrei sapere se l’amor della vita
Non è un’illusione? Come potrei sapere se colui
Che teme di morire
Non è come un bimbo che ha perduto la strada
E piange, incapace di trovar la sua casa?
La signora Li, figlia dell’ufficiale di frontiera Ai Feng,
Pianse finché il fondo della sua veste fu inzuppato
Quando il duca di Tsin la portò con sé.
Ma quando arrivò al palazzo,
Ebbe condiviso il talamo e mangiato a sazietà,
Rimpianse di aver versato tante lacrime.
Come potrei sapere se,
Da morti non si ride dell’attaccamento alla vita?
Chuang Tzu

Castaneda in “Tales of Power” vede il proprio doppio, un’immagine spettrale di sé stesso, e domanda a don Juan se sta sognando o no. (Don Juan dice:) – Se tu non ti fossi perso in tutto ciò che ti procura piacere, avresti potuto sapere che tu stesso sei un sogno, che il tuo doppio ti sta sognando, così come l’hai sognato l’altra notte.-
Michael Talbot

Aveva in testa un alto berretto rosso con la nappa e se ne stava tutto raggomitolato come un mucchietto di cenci polverosi, russando così sonoramente da far temere “che gli scoppiasse la testa”, come osservò Piripipò.
Ho paura che prenderà il raffreddore a stare cosi sdraiato sull’erba umida,- disse Alice che era una bambina molto giudiziosa.
-Egli sogna adesso,- disse Piripipù. -E cosa credi che sogni?
-Nessuno lo può indovinare,- rispose Alice.
-Ma come, sogna di te, – esclamò Piripipù battendo le mani con aria di trionfo. – E se smettesse di sognare di te, dove credi che saresti tu?
-Dove sono ora, naturalmente,- ribattè Alice.
-Niente affatto,- disse Piripipù sprezzante; – non saresti in nessun luogo. Perché tu sei soltanto una cosa dentro il suo sogno.
-Se il Re dovesse svegliarsi, – aggiunse Piripipò, – tu ti spegneresti. ..puf… proprio come una candela.
-Non è vero! – esclamò Alice indignata. – E poi se io sono una cosa dentro il suo sogno, mi piacerebbe sapere che cosa siete voi.
-Idem, – disse Piripipò.
-Idem idem! – esclamò Piripipù.
– Dunque, micino, vediamo un po’ chi è stato a sognare. E’ una questione seria, mio caro, e tu non dovresti continuare a leccarti la zampa a quel modo… come se Dinah non ti avesse lavato questa mattina! Vedi, micino, o sono stata io o è stato il Re Rosso. Egli era parte del mio sogno, naturalmente, ma io ero parte del suo sogno anche. E’ stato il Re Rosso micino?…-
E voi chi credete che fosse?
Lewis Carrol

Nei sogni la mente soltanto crea il mondo. 
La stessa cosa avviene nello stato di veglia: non c’è differenza.
Shankara

Siamo fatti di quella materia
di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita
è circondata da un sonno.
Shakespeare ( La tempesta)

C’è un sogno che ci sta sognando.
Un boscimano del Kalahari

Che veniamo su questa terra per vivere non è vero: veniamo solo per dormire, per sognare.
Poesia azteca, anonimo

Il problema nasce proprio perché “lo spettacolo è cosi’ affascinante”. Il mondo è un incantesimo…, dalla trama così magnificamente intrecciata che le sue maglie ci attirano in uno stato di coinvolgimento tale da farci dimenticare che sia un gioco.
Dopo aver capito questo si può tornare al mondo degli affari concreti con nuovo spirito. Si è capito che il mondo è alla radice un’illusione magica, … dalla quale “tu” non sei separato e in grado di portare via qualcosa, come se la vita fosse una banca da cui si può rubare. L’unico vero “tu” è quello che viene e che va, manifestandosi e ritirandosi in e da tutti gli esseri coscienti.
Alan Watts

Lo stato naturale… non ha niente a che vedere con l’estasi, la beatitudine… che sono ancora esperienze. Sono stati ancora indotti dal pensiero, vengono e poi se ne vanno. La Coscienza di Buddha… di Cristo… sono viaggi nella direzione sbagliata: sono nel campo del tempo. Il senza tempo non potrà mai essere esperimentato, né afferrato… ancor meno espresso da nessuno. Questo sentiero battuto non vi porterà da nessuna parte. Non c’è oasi laggiù, siete bloccati in un miraggio.
U.G.

D.: Chi è Dio?
P.: Quando proietti un mondo di sogno per te e ci vivi dentro, allora proietti un Dio che se ne occupa. Quando smetti di proiettare, sia il mondo che Dio spariscono.
Poonja

Quel sonno che si alterna con la veglia non è il vero sonno. Quella veglia che si alterna con il sonno non è la vera veglia. Sei sveglio ora? No. Ciò che devi fare è svegliarti al tuo vero stato.
Perché pensi alle nascite future? La verità è che non c’è nascita né morte. Alla morte e ai suoi palliativi ci pensi colui che è nato.
Ramana Maharshi

C’è una differenza tra la veglia e il sogno?
La veglia ha un senso di durata, il sogno è evanescente, non c’è altra differenza per il fatto che tutti gli avvenimenti che appaiono durante la veglia “sembrano” reali, e così i sogni appaiono come veri al momento del sogno. Nel sogno la mente prende un altro corpo.
Michael James

B.: C’è un’illusione primaria e un’illusione secondaria. L’esempio classico del Vedanta è la corda scambiata per un serpente. Scambiare una corda per un serpente è l’illusione secondaria, che svanisce quando la luce ci rivela che non è un serpente. Ma la corda stessa è l’illusione primaria. L’illusione primaria è scambiare la corda per un oggetto.
D.: Per il fatto che invece è impermanente?
B.: È un apparizione nella Coscienza. Non possiede un’esistenza indipendente. Cammini nel sole e si produce un ombra. L ‘ombra c’è. È reale perché la puoi vedere, ma è un’illusione perché non ha un esistenza indipendente. Perciò l’ombra è un’illusione secondaria. Il tuo stesso corpo, che sembra così solido, è l’illusione primaria all’interno dell’illusione globale della manifestazione.
Non c’è sostanzialmente differenza tra lo stato di veglia e quello di sogno, a parte il fatto che… l’uno sembra più stabile dell’altro. Solo dopo il risveglio dell’illuminazione, il mondo dello stato di veglia appare solo come un lungo sogno che proviene da una disposizione mentale – un movimento della Coscienza, nel quale ciò che sembra un solido corpo e le sue sofferenze sono realmente un’illusione.
Ramesh Balsekar

È una coscienza di sogno. Tu sei irreale, quindi anche il mondo. La coscienza è illusione – mâyâ.
… viene il sonno. Sono io che vado a dormire o è l’inavvertenza, tipica del sonno, che viene a me? In altre parole, siamo svegli perché siamo addormentati, e lo stato a cui ci destiamo non è veramente di veglia… Non facciamo che sognare… Sogniamo di essere desti, sogniamo di essere nel sonno. Le tre condizioni non sono che varianti dello stato di sogno. Prendere tutto come un sogno, libera.
D.: Mi piacerebbe sapere che differenza c’è tra il sogno e la veglia.
M.: Sono la stessa cosa. La loro unica differenza consiste nella durata. Il mondo del sogno e quello della veglia provengono dalla stessa sorgente.
Voi soffrite perché siete coscienti.
ll credere che il mondo sia reale è la causa stessa delle vostre sofferenze.
Quando si sogna, c’è da principio il ricordo del senso di essere. È questo senso di essere che produce un universo per te reale e autentico. Quando questo universo scompare, ti ritrovi in questo mondo di sogno da sveglio. E allora dici: – Oh, era un sogno! Non era vero niente! -. E non ti sfiora nemmeno l’idea che il mondo in cui ti trovi da sveglio, possa essere ancora un mondo di sogno.
Con quali materiali hai costruito il mondo del sogno? Il ricordo “io sono” è apparso, e istantaneamente la sua comparsa ha provocato il sogno. Hai visto montagne millenarie, saggi ed eremiti centenari, e così via. Il sogno è durato una frazione di secondo, eppure ha compreso in sé la durata delle montagne, l’età centenaria dei saggi. Come puoi conciliare questi fatti? Nel sogno tu ti trovi sulla vetta di un’alta montagna, quando tutt’ad un tratto nel tuo letto un insetto ti punge e ti svegli. Dove sono finite le montagne, i saggi e tutto il resto? Questo mondo è sorto nella tua coscienza e anche se contiene cose grandiose e molto antiche, è fiorito soltanto nello spazio della tua coscienza. Si tratta semplicemente di una illusione.
Per quanto tempo mantiene la sua realtà? Finché tu sei cosciente; quando la tua coscienza scompare, anche il mondo scompare.
È necessario che tu consideri la coscienza come una soglia. In India c’è un detto: “Un’estremità è in strada, I’altra è in casa”. La coscienza – pur non essendo la realtà – è l’unico strumento che ti permetta di scoprire che cosa sei veramente; senza questo strumento non ti resta alcuna possibilità di capire. Quindi da una parte la coscienza è in contatto con la realtà e daIl’altra è in contatto con l’illusione, con mâyâ.
Tutti i nostri studi riguardano cose che stanno all’estremità che è in contatto con mâyâ. Questo rende totalmente impossibile la scoperta di qualsiasi cosa che abbia a che fare con l’altro estremo.
Nisargadatta Maharaj

Tutti dicono, tutti credono: risvegliarsi, è emergere dal sogno notturno, strofinarsi gli occhi… io so per esperienza che questa evidenza è una bugia… Ciò che chiamiamo lo stato di coscienza abituale è una specie di svenimento…
Non contenti di sognare, sognamo all’interno del sogno…
… la vera follia consiste nel non riconoscere le proprie creazioni personali per quello che sono. Di natura immaginaria e fondamentalmente irreali.
Stéphen Jourdain

Siamo fatti di morte. Questa cosa che consideriamo vita, è il sonno della vita reale, la morte di ciò che siamo veramente. I morti nascono, non muoiono. I due mondi per noi sono invertiti. Mentre crediamo di vivere, siamo morti; cominciamo a vivere quando siamo moribondi. Esiste lo stesso rapporto tra il sonno e la vita che tra ciò che chiamiamo vita e ciò che chiamiamo morte. Siamo addormentati, e questa vita è un sogno, non in senso metaforico o poetico, ma in senso vero…
Fernando Pessoa

L’estinzione è uno dei tuoi attributi. Tu sei già estinto, fratello mio, prima di essere estinto e niente prima di essere annientato. Tu sei un’illusione in un’illusione e una nullità in una nullità. Quando mai hai avuto un’esistenza così che tu possa essere estinto? Tu sei come un miraggio nel deserto che l’uomo crede sia acqua, finché arriva lì e si accorge che non è nulla, e dove credeva ci fosse (acqua), là trova Dio.(Q’ran 24,39)
Anche se tu ti esaminassi, troveresti che non sei niente, e là troveresti Dio; cioè, troveresti Dio invece di trovar te stesso, e non rimarrebbe niente di te tranne un nome senza forma.
Al Alawi

D.: Non si sogna nel suo mondo?
U.G.: Tutta la vita non è che un grande vasto sogno senza alcuna realtà quando la struttura dell’esperienza non manipola la coscienza…. Lei dà realtà a ciò che esiste, non solo agli oggetti, ma alle sensazioni, alle esperienze e li crede reali. Quando lei non li traduce in termini di conoscenza accumulata, dice che non è reale, cioè lei non sa di cosa si tratta.
Ciò che lei sa di quel che chiama sconosciuto, non può essere lo sconosciuto… ciò che lei chiama sconosciuto sulla base dell’esperienza non può essere lo sconosciuto poiché fa parte di ciò che conosce. Può lei aspirare a ciò che non conosce, di cui non sa niente? Adesso qui supponiamo che lei è illuminato, lei non potrà saperne niente, “quello” non farà parte del conosciuto.
U.G.

Esser coscienti è forse dimenticanza,
pensare forse è sogno, o sonno,
e il dormire forse, per un istante
il nostro spirito che riprende possesso di se stesso.
Fernando Pessoa
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CAPITOLO 22

illuminazione

Vedere nella propria natura è vedere nel nulla. Vedere nel nulla è vero vedere ed eterno vedere.
Shen-hui

… La ricerca della liberazione è sofferenza. Anche se provate qualcosa di ineffabile, volete sempre di più. Non esiste la permanenza nella natura delle cose.
L’illuminazione (ammesso che ci sia) non è affatto un’esperienza. Così realizzate che non c’è niente da realizzare… e questo è un duro colpo.
Non è che io sia in uno stato di non-conoscenza; quando dico “non so nulla” questa è l’espressione del mio stato. Non so niente riguardo al mio stato. Un giudizio negativo o positivo al riguardo è solo nel campo del pensiero.
U.G.

Tutta l’immensa terra non è altro che te.
Hsueh-feng

Le vie erano mie, il tempio era mio, le persone erano mie… così come i loro occhi luccicanti, l’incarnato chiaro e le loro guance vermiglie. I cieli erano miei, e così il sole, la luna e le stelle e tutto il mondo era mio.
Traherne

Perdendo, lasciando cadere corpo e mente, il Vostro Volto Originale brilla davanti a voi.
Sazen-gi

… “essere senza pensieri” significa vedere e conoscere tutte le cose con una mente libera da attaccamenti… ma il trattenersi dal pensare a qualunque cosa, così che tutti i pensieri siano soppressi, significa essere ossessionato dal Dharma (regole) e ciò è sbagliato.
Hui neng

È nella natura della mente il vagabondare. Tu non sei la mente. La mente salta su e poi sprofonda. È impermanente, transitoria, mentre tu sei eterno… rimani nel Sé! Non dar importanza alla mente… nell’uomo realizzato la mente può essere attiva o inattiva, solo il Sé rimane per lui.
Ramana Maharshi

D.: Un uomo che abbia conseguito la Realizzazione, può andare e venire, agire, parlare?
R.: Perché no? Credete che la Realizzazione significhi essere inerte come una pietra…?..
D.: Che cos’è il samadhi?
R.: Nello Yoga … è… un tipo di trance e ci sono vari tipi di samadhi. Ma il samadhi di cui parlo è differente. E’ il sahaja samadhi. In questo stato voi rimanete calmo e composto durante l’attività…. vi rendete conto che non c’è nulla che appartenga a voi come ego e che tutto è fatto da qualcosa con cui siete in conscia unione.
… un brav’uomo dice: -“Che sia pure l’ultimo uomo… a conseguirla (la Realizzazione) se così potrò aiutare gli altri a diventare Realizzati prima di me!”- Sarebbe come se il sognatore dicesse: – Che tutte le persone del sogno si sveglino prima di me! -
Ramana Maharshi

Niente. Questa è la scoperta. La cosiddetta realizzazione di sé è la scoperta per voi stessi e da voi stessi che non c’è sé da scoprire.
Ciò che chiamate sconosciuto, non esiste affatto. Qualunque cosa sappiate di quel che è chiamato “sconosciuto”‘ non è lo sconosciuto. Qualunque cosa voi sperimentiate di quel che è chiamato “sconosciuto”, non è lo sconosciuto, perché è diventato parte del conosciuto. Ciò che vi separa è il pensiero, esso crea i confini. E se non ci sono più confini, è senza confini, senza limiti. Non è che potete sperimentare questa immensità della vostra coscienza: il contenuto della vostra coscienza è talmente immenso che non potete dirne alcunché. Ecco perché uso le parole: “E’ uno stato non-conosciuto”. Davvero non potete sapere. Le droghe producono solo esperienze… e ciò di cui parlo non è un’esperienza. Ma (a) tutti i giovani nell’Ovest…. che hanno provato l’L S D, esso ha dato loro il sentimento che c’è qualcosa di più vasto che la coscienza ordinaria. Ma sono ancora esperienze… Vi viene il dubbio che nonostante siano esperienze profonde, non abbiano nessun valore. Gli avvenimenti sono nel tempo. Quando non c’è il tempo, non succede niente… L’ottenere è nel tempo. Volete un risultato, e questo non è un traguardo, non è un avvenimento.
L’illuminazione (se c’è qualcosa di simile) non è affatto un’esperienza. Così vi sfiora la realizzazione che non c’è nessun Sé da realizzare. La conoscenza di sé, o la realizzazione di sé è il realizzare che non c’è Sé da realizzare – e questo sarà un duro colpo.
… non è che io sia in uno stato di non-conoscenza; l’affermazione “Io non so nulla” è un’espressione di quello stato.
Non so nulla del mio stato. Non posso fare alcuna affermazione, perché sia l’affermazione che la negazione sono nel campo del pensiero.
U.G.

D.: Che cos’è l’illuminazione? Nel suo libro “Svegliati e ruggisci” è detto che una mente silenziosa è Illuminazione, non sarebbe più corretto dire che la completa assenza della mente è Illuminazione?
P.: Quando l’Io che sorge e reclama la proprietà delle azioni e dei pensieri è per sempre sradicato, l’Illuminazione rimane. Una mente silenziosa è una mente attiva che si riposa un momento… L’Illuminazione è il substrato di entrambi gli stati.
D.: Come posso sapere se sono illuminato o no?
P.: Apri gli occhi e guardati intorno. Se vedi ancora un mondo fuori separato da te, non sei illuminato. Perché no? Il mondo e colui che lo vede sono entrambe proiezioni della mente, e finché c’è la mente, l’Illuminazione è velata. Quando esperimenti e sai direttamente, senza bisogno degli occhi, che il mondo è apparso senza causa all’interno del tuo Sé, non avrai bisogno di chiedere se sei illuminato o se non lo sei.
D.: Quando si è illuminati si potranno conoscere le nostre vite passate?
P.: Quando si è illuminati, si saprà che non sono mai avvenute.
Poonja

L’Assoluto non è nessuna delle cose di cui è la Sorgente; la Sua natura è tale che non si può dir nulla di Lui – né esistenza, né essenza, né vita. Trascende tutte queste cose. Ma se tu Lo possiedi, attraverso l’eliminazione dell’essere, allora custodisci una meraviglia.
Plotino

… il Sesto Patriarca disse..: – Concentrerai i tuoi pensieri per un momento ed eviterai di pensare in termini di bene e di male.(Ming) fece come gli era stato detto e il Sesto Patriarca proseguì: -Mentre non stai pensando al bene e non stai pensando al male, in questo preciso momento, ritorna a ciò che eri prima che tuo padre e tua madre fossero nati.-
Proprio mentre le parole venivano pronunciate, Ming giunse a un’improvvisa e tacita comprensione. Di conseguenza si inchinò fino a terra e disse: – Sono come un uomo che beve dell’acqua e sa personalmente quanto è fresca.-
Di una cosa sono certo: un esperienza mistica che sia vaga o intensa, è sempre una diretta intuizione della Realtà Ultima. All’improvviso I’universo è visto per così dire in un altra messa a fuoco; le miriadi di oggetti sono riconosciuti contemporaneamente come molti e Uno; ogni tipo di contraddizione cade; sopravvengono gioia e tranquillità.
La nascita e l’eliminazione dell’illusione sono entrambe illusorie. L’illusione non è un quaIcosa radicato nella Realtà; esiste a causa del vostro pensiero dualistico. Se voi cesserete soltanto di lasciarvi andare a concetti opposti quali ordinario e Illuminato, l’illusione cesserà da sola. E quindi, se vorrete ancora distruggerla ovunque possa essere, scoprirete che non vi è un alcunché dello spessore di un capello di cui impadronirsi.
John Blofeld

D.: Il risveglio porta una consapevolezza che dura tutte le ventiquattr’ore del giorno?
B.: Sì, ma senza “nessuno” che sia conscio di quella consapevolezza.
D.: Allora chiunque può diventare illuminato. Anche se è imperfetto, se prova desideri, se agisce male, basta convincersi di non essere l’agente delle proprie azioni, di essere un semplice strumento?
B.: L’illuminazione non rende l’organismo perfetto. È un tutto, e il tutto abbraccia gli opposti. La caccia alla perfezione è la peggiore follia… il fondamento (è): qualunque cosa accada fa parte dell’attività della Totalità.
D.: E questo dona la pace interiore?
B.: Tranquillità, pace interiore… sono tutte parole.
Come sono percepiti gli oggetti da un Jnani…? gli oggetti sono realmente il percepirli.
L’illuminazione non può essere conseguita, sé è forzata. Può soltanto accadere quando le viene data l’opportunità di farlo, quando l’ostruzione da parte dei concetti cessa. Può apparire soltanto quando ottiene uno spazio vacante in cui apparire.
Ramesh Balsekar-

… Tutti i pensieri e Sunyata, la vacuità all’interno di ogni pensiero, diventano inseparabilmente uniti. Lo spirito è non-dualità aldilà del pensiero… Lo spirito non vaga più. L’andirivieni, il nascere e la sparizione delle cose esterne e dei pensieri si fermano. Tutto è calmo.
Come descrivere l’indescrivibile? Possiamo dire che è questo o è quello? Le cose sono e non sono. Vi è un’irrealtà, una vacuità, un’illusione di tutto ciò che è. Come il cielo che tutto copre: passato, presente e futuro sono la stessa cosa, aldilà del pensiero.
Come possiamo spiegare che lo spazio è l’essenza delle cose?
Questo è o non è; non così o come qualcos’altro. Lontano perfino dalla trascendenza… Improvviso come un fulmine. Con un significato aldilà del pensiero: dunque senza significato. Ora tutto è finito. Le parole sono menzognere…
Tutto è puro nello stato di nudità, non prodotto dalla mente. Questa realizzazione è lo stato di illuminazione dei Buddha dei Tre Tempi…
Il XVI Gyalwa Karmapa

Agitata o calma, l’acqua è sempre acqua. Che differenza può fare l’incarnazione o la disincarnazione a coloro che sono Liberati? Che sia calmo o agitato dalla tempesta, l’oceano non subisce cambiamenti.
Yogavashista

Ho dimenticato il mio nome, la mia età, il viso del presente, la mia storia… la nozione del tempo come si può abbandonare il panno sporco di un altro…
L’estasi non è che uno stato e questo stato necessariamente passa.
… Ma prima dell’estasi, è il risveglio che ne comanda l’entrata… Il risveglio è non- attaccamento al risveglio.
Più volte ho incontrato la nozione di risveglio, e ho dimenticato il risveglio, questo ultimo e sottile miraggio, quest’ultima e sottile alienazione, con una violenza particolare…
Quando emergi dal sogno, la mattina, hai davvero l’impressione di una fine? Io ho piuttosto quella di un inizio. Infatti vi è una fine nel risveglio, ma è la fine di ciò che non è mai stato, e l’inizio della realtà… Vi è un errore che incontro spesso in persone intelligenti e profonde che si interessano al risveglio. Per loro, il risveglio equivale ad una dissoluzione, ad un’estinzione.
Dico che questa “cosa” è inesprimibile, perché la sento come sfondo, a monte di qualunque impresa della mente.
Stéphen Jourdain

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CAPITOLO 23

prima della coscienza

… il mondo degli avvenimenti quantici e subquantici è completamente diverso da quello a cui siamo abituati. L’unità delle contraddizioni sembra regnare in questo nuovo mondo: le entità quantiche sono particelle e onde allo stesso tempo. L’avvenimento quantico non è separabile in quanto oggetto: il nuovo mondo è quello dell’interconnessione universale… dell’interazione. La discontinuità e la continuità coesistono armoniosamente (cioè “contraddittoriamente”): l’energia varia con salti, ma il nostro mondo “visibile” resta tuttavia quello della continuità. Il vuoto è “pieno” – esso contiene potenzialmente tutti gli avvenimenti. Il nuovo mondo è quello di un “ribollimento” perpetuo, dall’annullamento alla creazione, a velocità vertiginose, non paragonabili ai nostri razzi. L’energia concentrata su scala dell’infinitamente piccolo raggiunge valori favolosi, appena immaginabili col nostro metro. Decisamente il mondo quantico ha il suo posto nella “valle dello stupore” (una delle sette valli ne La conferenza degli uccelli di Attar) dove la contraddizione e l’indeterminato spiano il viaggiatore.
Basarab Niculescu

La conferenza degli uccelli di Attar
-Vogliamo essere annientati dal fuoco- dissero gli uccelli… Tutto quanto anticamente avevano potuto commettere fu purificato… cancellato…: il sole della prossimità dardeggiò su loro i propri raggi e la loro anima ne risplendette. Allora nel riflesso del loro viso quei trenta uccelli (sîmurgh )del mondo contemplarono il volto del Sîmurgh * spirituale… Caddero quindi nello stupore: ignoravano se erano rimasti se stessi o se erano divenuti il Sîmurgh e il Sîmurgh era in realtà i trenta uccelli (sîmurgh). Infine se guardavano contemporaneamente dalle due parti erano sicuri che loro e il Sîmurgh non formavano in realtà che un solo essere. Allora il Sîmurgh diede questa risposta:
– Il sole della mia maestà è uno specchio: colui che guarda vi si vede dentro, vi vede la propria anima e il proprio corpo; vi si coglie tutt’intero. Benché voi siate molto cambiati vedete voi stessi come eravate prima…
Quando avete varcato le valli del cammino spirituale, quando avete fatto buone opere, non avete agito che per mia azione. E così avete potuto vedere la valle della mia essenza e delle mie perfezioni. Annientatevi dunque in me gloriosamente e deliziosamente, al fine di ritrovare voi stessi in me….-
E infatti gli uccelli alla fine si annientarono per sempre nel Sîmurgh. L’ombra si perse nel sole ed ecco tutto.
*Simurgh= uccello favoloso simbolo del Re, cioè Dio.

Il vuoto fluttua in modo aleatorio tra essere e non-essere. Su scala quantica il vuoto è pieno!
Basarab Niculescu

Da principio bisogna mantenere il senso dell’ “io sono”. Bisogna adorare questa presenza dell’ “io sono”, bisogna gioirne, farsela amica. Devi diventare una cosa sola con lei e allora spontaneamente finisce per apparire in te il senso: “Io non sono questo” “io sono”.
Realtà significa il primo e l’ultimo stato. Ma noi siamo emotivamente attaccati a questo stati… siamo convinti di essere questo “io sono”.
Quindi, affinché questo stato illusorio, legato al tempo, possa dissolversi, bisogna trascendere il nostro attaccamento emozionale a questa conoscenza “io sono”. Finché la nuvola non se ne andrà, lo stato primordiale non potrà apparire. Lo stato primordiale non è qualcosa da conquistare. È già li; bisogna semplicemente eliminare lo schermo che lo nasconde.
Nisargadatta Maharaj

D.: La vacuità ha due significati?
K.W.: Da un lato,… è uno… stato identificabile di coscienza, cioè un assorbimento non manifesto (nirvikalpa samadhi, ayin, jnana samadhi, nirodh, nirvana classico). Questo è lo stato causale, uno stato discreto.
Il secondo significato è che la Vacuità non è uno stato particolare in mezzo ad altri stati, ma piuttosto la realtà di cio-che-è o condizione di tutti gli stati.
Non è uno stato particolare che prescinde da altri stati, ma la condizione di tutti gli stati, che siano alti o bassi, sacri o profani, ordinari o straordinari.
… Il tuo Volto Originale non è qui dentro. È la più pura Vacuità o trasparenza di questo spettacolo scintillante. Se il Cosmo sorge, tu sei quello. Se nulla sorge, tu sei quello. In entrambi i casi, tu sei quello.
Questo stato non- dualistico, questo stato di Un solo Gusto, è proprio la natura di ogni esperienza prima di tagliarla. Questo è prima dello sforzo, prima di afferrarla, prima di evitarla. È il mondo reale prima che tu gli faccia qualcosa, incluso lo sforzo di “vedere non-dualisticamente”… prima dello sforzo e del non-sforzo in egual misura.
Tutte quelle dualità continuano a sorgere, ma esse sono verità relative, non assolute o verità primordiali.
Ken Wilber

Tutti sanno che la goccia si perde nell’oceano, ma pochi sanno che l’oceano si perde nella goccia.
Ramana Mabarshi

… (“Questo”)non può essere capito con l’attenzione. Non può esser raggiunto dai discorsi, può esser capito col silenzio.
Ying An

Non potrete mai capire “questo”, potete solo capirlo rispetto ad esperienze passate. Questo non c’entra con l’esperienza. Lo stato naturale è acausale: succede soltanto.
La sola realtà per voi è il modo in cui funzionate; è futile collegare ciò che sto dicendo alla maniera in cui voi funzionate. Quando smettete di paragonare, ecco il vostro stato naturale. A quel punto non ascolterete più nessuno.
C’è un al di là? Poiché non siete interessati alle cose quotidiane e a ciò che vi circonda, avete inventato una cosa come “l’aldilà”, il “senza tempo”, o “Dio”… “la Realtà” “l’illuminazione”… e poi la cercate. Può non esserci questo aldilà… qualunque cosa sappiate sull’aldilà, è qualcosa che vi è stato detto, è quello che sapete. Dunque proiettate questo sapere… e, qualunque cosa sappiate sull’aldilà, è quello che sperimenterete esattamente. Il sapere crea l’esperienza e l’esperienza rafforza il sapere.
Quel che sapete, non potrà mai essere l’aldilà. Qualunque cosa sperimentiate non è l’aldilà. Se mai ci fosse un aldilà, questo movimento detto “io” è assente.
L’assenza di questo movimento è probabilmente l’aldilà, ma l’aldilà non potrà mai essere esperimentato da voi; c’è solo quando il “voi” è assente.
U.G.

Che il problema sia insolubile è di per sé la soluzione.
Ramesh Balsekar

… finché si è consci, ci sarà piacere e dolore a livello della coscienza. Per andar oltre questi, devi andar oltre la coscienza, il che è possibile solo se guardi la coscienza come qualcosa che capita a te e non in te, come qualcosa di sovrapposto ed esterno… A quel punto improvvisamente sei libero dalla coscienza… e quello è il tuo vero stato. La coscienza è un’eruzione cutanea pruriginosa. Non puoi voler saltar fuori dalla coscienza, perché l’idea stessa è all’interno della coscienza. Ma se impari a guardare alla coscienza come a una febbre, che ti è propria e in cui ti chiudi come un pulcino nel guscio, è da quest’atteggiamento che verrà la crisi che ti farà rompere il guscio.
Nisargadatta Maharaj

Quando si raggiunge la consapevolezza priva di oggetto non rimane traccia dell’io e dell’altro. Il fiume e le sue rive sono una sola cosa.
La goccia di pioggia è entrata nello specchio d’acqua. La fiamma è stata ingoiata dal fuoco. Non si può nemmeno dire che c’è beatitudine, perché si trascende la beatitudine e la non-beatitudine; solo che quando si ritorna da quella condizione è con un ricordo di questa beatitudine che nulla a essa paragonabile esiste sotto l’immenso cielo… L’universo ha perso i suoi terrori. Nel cuore c’è un sentimento di riverenza e tutto – pozzanghere, mensole della cucina, una padella arrugginita, un erba comune irradia bellezza.
John Blofeld
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CAPITOLO 24

non fine – non inizio

M.: “Consapevolezza” significa puro. Poiché la consapevolezza conosce “l’Io sono”, essa è altro, è più dell’ “Io sono”. Ciò è il più alto; non ci sono gradi nella consapevolezza. Nell’Assoluto, lo stato Parabrahman, non c’è questione tra consapevolezza impura e consapevolezza pura.
D.: C’è amore nella pura consapevolezza?
M.: Fino allo stato di essere, di “Io sono”, di coscienza, c’è l’amore… l’amore di essere. Questo “amore di essere” non è lo stato perfetto, ma se è trasceso, lo diventa.
In questo “amore di essere” voi volete ottenere qualcosa vero?… C’è un desiderio, quello di continuare ad essere. Nel Parabrahman, non c’è amore di essere, perché è uno stato perfetto.
Nisargadatta Maharaj

Nel movimento di cui parlo… non c’è nulla dentro che debba uscire fuori e nulla fuori verso cui protendersi.
Non c’è più neppure un’unione d’amore, perché quando non c’è un sé‚ non resta nulla che debba unirsi!
Bernadette Roberts

D.: Nello stato naturale si è compassionevoli?
U.G.: Questa è la vostra proiezione. “Sono indifferenti,… duri!!” La “compassione” è di nuovo un trucco del mercato spirituale. Credete che quell’individuo sia cosciente di esser pieno di compassione? Se lo è, non è compassione.
U.G.

Solo quando interpreto ciò che è nella mente, divento felice o infelice… tutto… dipende solo dal significato delle parole;… e questa è la mente.
Io sono e non sono, e non sono nessuno dei due! Né la presenza né l’assenza, ecco perché dico qualunque cosa mi venga in mente.
Alla fine quando realizzi che tutto è inutile, che tutto è Brahaman, allora sei a livello del Parabrahman, il livello assoluto. Quando sei a quel punto, tutto ti sembra inutile, incluso il Brahman perché anche Brahman è ridotto ad un’illusione. Così tutte questi discorsi, incluso il mio, diventano illusioni, una volta che sei nel più alto.
… voi venite qui per incenerirvi! Qualunque identità abbiate o qualunque idea abbiate di voi stessi, sarà incenerita. Questo amore di essere, questa coscienza non sollecitata, è spontaneamente venuta per nessuna ragione. Ma da allora si intrattiene con mille attività. Tutte queste attività mondane sono dovute all’amore di sé, all’amore dell’essere. Ma l’amore di sé non è reale. Non può essere eterno, è una fase passeggera.
Nisargadatta Maharaj

Perciò preghiamo Dio di diventare liberi da Dio e di concepire e godere eternamente la verità, là dove l’angelo più alto e la mosca e l’anima sono uguali; là dove stavo e volevo quello che ero ed ero quel che volevo.
Egli (I’uomo) deve essere così “vuoto di ogni sapere” da non sapere né conoscere né sentire che Dio vive in lui; più ancora deve essere privo di ogni conoscere che vive in lui.
Infatti, quando l’uomo stava nell’eterna essenza di Dio, niente altro viveva in lui; cosa là viveva quello era lui stesso… Perciò io sono causa originaria di me stesso secondo il mio essere, che è eterno, e non secondo il mio divenire, che è temporale. Perciò io sono non nato, secondo il mio modo del mio non esser nato, non posso mai morire. Nella mia nascita eterna nacquero tutte le cose ed io fui causa originaria di me stesso e di tutte le cose, e se non lo avessi voluto, né io né le cose sarebbero; ma se io non fossi, neanche Dio sarebbe: io sono causa originaria dell’esser Dio da parte di Dio; se io non fossi, Dio non sarebbe Dio.
Quando ero nella mia causa prima, non avevo Dio ed ero causa di me stesso; allora non volevo niente, non desideravo niente, perché ero un essere libero e conoscevo me stesso, godendo della verità. Volevo me stesso e non volevo altro; quel che volevo, lo ero, e quello che ero, lo volevo. Allora ero privo di Dio e di tutte le cose. Ma quando, per mia volontà libera, sono uscito e ho ricevuto il mio essere creato, allora ho avuto un Dio. Infatti Dio non era Dio prima che vi fossero le creature: era quello che era. Quando ci furono le creature, che ricevettero il loro essere creato, Dio non era Dio in se stesso, era Dio nelle creature.
Meister Eckhart

Non era Dio, ovvero la vita, a essere nelle cose. Era esattamente l’opposto: le cose, ogni cosa, erano in Dio… fintanto che non riusciremo a superare i nostri concetti sulla vera natura della vita, non potremo renderci conto di quanto in realtà siamo totalmente al sicuro e di come tutta la lotta per la sopravvivenza e la sicurezza individuale sia un assoluto spreco di energia.
… lo stato di non-sè è la rottura di un sistema di autocoscienza…, dato che quando non c’è il Sé, non c’è neppure l’altro.
… la mente non è mai stata in grado di vedere se stessa come soggetto; questo sarebbe altrettanto impossibile quanto che l’occhio vedesse se stesso.
Chi può capire cosa significhi scoprire che la realtà ultima non è un fuggevole momento di beatitudine,… né un’esperienza… ineffabile, ma è invece qualcosa vicino come i tuoi occhi, semplice come un sorriso,…? Essendo tutti proiettati nell’aspettativa di un gran finale di amore e beatitudine, è un fallimento scoprire che queste risposte sono le risposte del sé a un oggetto, mentre ciò che E’ non può essere un oggetto né niente di simile.
… noi vediamo in continuazione questa Realtà, durante la nostra vita, ma non la riconosciamo perché è così normale, comune e ordinaria… Così, quando riusciremo a fissare lo specchio senza provare una gran delusione, ma potendo dire invece: – Tutto è come sempre e non è cambiato niente – forse allora sapremo cos’è l’intenso trionfo dell’essere comuni.
Qui si rivela che Dio è un tutto, i cui atti non possono essere divisi né separati dalla sua esistenza. Perciò, da qui in poi, agire è farlo inconsciamente, in quanto è la tua stessa natura ad agire e tu non puoi fare diversamente. Quel che è più importante, non c’è nessun sé da impegnare nell’atto perché il sé era l’energia sperimentata in precedenza: era colui che faceva. Ma senza sé (colui che fa), l’atto coincide con l’esistenza.
Bernadette Roberts

Lo stato anteriore alla coscienza è permanente. L’apparizione e la scomparsa spontanee, sono una qualità della coscienza.
Se ti addormenti con la consapevolezza che sei la coscienza, questo pensiero regnerà durante tutta la giornata seguente. Addormentati con la certezza che il tuo corpo è spazio. Tu soffri perché ti credi un corpo. Tieni a mente giorno dopo giorno che non sei il corpo, che sei la conoscenza, la coscienza. Dopo la morte il corpo si trasforma in spazio. Di conseguenza, perché non supporre che esso lo è già fin d’ora.
Tu non sei il corpo. Tutto ciò che appare e poi sparisce non sono che proiezioni mentali.
L’Assoluto non cessa mai d’essere. Quando si tratta della co-esistenza dell’Assoluto e della mâyâ, il tempo non interviene; al di là dell’illusione non c’è tempo.
Quando sei nelle profondità dell’oceano, dove sono le onde? È solo quando esci dall’acqua che le onde appaiono. Quando non sei né felice né infelice e senza il sentimento “io sono”, il tuo stato è quello di Nirguna. Torna indietro, fino allo stato che precede il pensiero.
Non fingere di amare gli altri come te stesso. A meno che non li abbia resi tutt’uno con te, non puoi amarli.
… Nel tuo vero stato, di che cosa avresti bisogno? Di niente. Tu sei colmo, intero, indifferenziato. Non ti può essere chiesto nulla. Ma non appena appare la coscienza, ecco che diventi un miserabile mendicante.
Prima di svegliarti al mattino, proprio un momento prima, tu sei nell’Assoluto, nel Parabrahman. Ti svegli e la coscienza comincia il suo gioco, la sua danza; ma essa è lì soltanto grazie al corpo. Senza corpo, niente coscienza. Capisci bene questa coscienza, comprendila con una chiarezza assoluta… Quando ne avrai completamente assimilato il significato, quando vivrai in questa coscienza, allora potrai risvegliarti allo stato supremo. Questo stato, una volta raggiunto, non è cosciente di esistere. L’Assoluto non è mai cosciente della sua esistenza.
Io mi riferisco continuamente a questo principio che non conosce se stesso, nel quale non c’è alcun “io sono”, il principio che è il più profondo voi stessi, che è l’unico vero voi stessi.
Ritrova lo stato della prima infanzia. Immergi il tuo essere nel non essere. La tua vera natura è senza nascita. Tu sei quello che ignori, sei lo stato di non-conoscenza.
Nisargadatta Maharaj

Quando il “risveglio” sorge, non è altro che valore infinito… Ma… non è la felicità. Certo questo zampillare è accompagnato da una vampata di gioia inaudita! Ma nella sua essenza, questo valore è indipendente da qualunque stato beatifico… diciamo che vi è Dio e il paradiso. Se è naturale che Dio induca il paradiso, non bisogna confondere le due cose… (Il valore divino) non ci dà nulla e non ci ripaga in moneta di felicità.
Stéphen Jourdain

La parola “consapevolezza” è fuorviante La consapevolezza non è uno stato in cui ci possa essere divisione. Non ci sono due stati: la consapevolezza e qualcos’altro… Non è che voi siate consapevoli di qualcosa. La consapevolezza è semplicemente l’azione del cervello… non può essere usata per produrre un cambiamento in voi stessi o nel mondo intorno a voi.
Che cosa intendete esattamente quando parlate di coscienza? Voi siete consci, siete consapevoli solo attraverso il pensiero.
Non arriverete al vostro vero essere, finché non sarete liberi dal concetto del sé e da tutto quello che l’accompagna.
Essere realmente sé stessi implica che vada distrutta la base stessa della vita spirituale, che è sbagliata. Questo non significa…, che dobbiate bruciare i templi, distruggere i libri sacri… No, non è assolutamente così. Un grande fuoco si accende dentro di voi. Tutto quello che l’uomo ha pensato e sperimentato deve andarsene…
Voi diventate consci solo con l’aiuto del pensiero. Purtroppo esso è sempre lì, così il suggerimento che non è possibile esperimentare nulla, quando questo punto di riferimento non c’è, non ha alcun senso per voi. Non avete punto di riferimento quando manca questo momento di pensiero: così tutte le domande (sulla coscienza o incoscienza) svaniscono. Si spendono milioni di dollari per trovare la sede della coscienza che è senza limiti! Non esiste nessuna sede della coscienza. Voi create dunque un punto e riferendovi a quel punto, voi esperimentate le cose. Quando non c’è pensiero, è possibile esperimentare qualcosa o riferirsi a qualcosa di non-esistente? Ogni volta che un pensiero nasce, voi nascete.
Quando il pensiero non c’è più…è la fine! È inutile parlare romanticamente di estinzione e di beatitudine… voi non avete la possibilità di esperimentare cosa c’è tra due pensieri, e così il mondo che esperimentate attorno a voi fa parte di quel punto di vista. Ci deve essere un punto di riferimento che crea uno spazio, ma se non c’è un punto di riferimento, non c’è spazio, allora tutto quello che esperimentate da questo punto di riferimento è un’illusione; non che il mondo sia un’illusione (come dicono i vedantini e gli allievi di Shankara), ma tutto ciò che esperimentate in relazione a quel punto – esso stesso un’illusione- diventa automaticamente un’illusione. Mâyâ significa misura in sanscrito. Voi non potete misurare nulla a meno di avere un punto di riferimento: se il centro è assente, non c’è circonferenza. E’ aritmetica elementare! Questo punto non ha continuità, esso appare in risposta ad una situazione data che crea questo punto: il soggetto non esiste, ma è l’oggetto che crea il soggetto… un fenomeno fisiologico. Se non c’è luce, è impossibile vedere i fenomeni. Il riflesso della luce attiva il nervo ottico che a sua volta attiva le cellule della memoria.. .che una volta attivate, portano a galla tutta la conoscenza che avete del fenomeno. Non vi è mai un soggetto che crea un oggetto. Tutte le sensazioni lavorano insieme istante dopo istante dando un’idea di continuità, ma non vi è nessuna entità permanente: ciò che chiamiamo IO è solo un pronome, la prima persona al singolare…! Ma quando parliamo di vivere il momento presente, questo è di nuovo uno stato mentale indotto da un pensiero e non ha alcun senso. Se il pensiero è davvero assente, allora questo è vivere il momento presente.
UG..

Qualunque sia lo stato in cui non conoscevamo nulla quello è il nostro vero stato quella è la Realtà. In quello stato non conoscevamo nemmeno la nostra esistenza. Allora spontaneamente, arrivò il messaggio … “io sono!” … (che) diede inizio al senso di dualità, soggetto ed oggetto, peccato e merito …
Qualunque cosa ci fosse prima della conoscenza “io sono” è la verità; qualunque cosa segua la conoscenza o la coscienza “io sono” è falsa…
Tu sei quello che è precedente all’arrivo dell’io sono.
Ramesh Balsekar

Quando sarò dichiarato morto? Quando l’Atman avrà lasciato il corpo. Ma io non sono quell’Atman, dov’è la mia morte allora? Non sono influenzato dal cancro, perché qualunque cosa accada, qualunque sia l’esperienza, io abbandono tutto questo all’Atman. Tutte le azioni e i frutti delle azioni sono abbandonate all’Atman dal Parabrahman, l’Assoluto.
Non potete mai avere conoscenza circa il vostro Sé, perché il Parabrahman non può essere testimoniato. Sapete ciò che non siete; ciò che siete non potete conoscerlo.
D.: Una persona che ha realizzato il Sé, è sempre in uno stato di beatitudine?
M.: Colui che ha trasceso l’idea del corpo non ha bisogno dell’ananda (beatitudine). . Quello stato che è precedente alla tua nascita non può essere descritto come sonno profondo, ne è al di là. L’esperienza dell’jnani è la stessa del tuo stato precedente alla nascita, è uno stato completo.
… Ananda significa beatitudine e questa è una qualità della mente… (l’Jnani è) trascendenza della capacità di conoscere e del non-conoscere.
Nisargadatta Maharaj

D.: La mia realizzazione è di aiuto agli altri?
R.: Si’ certamente. E’ il miglior aiuto possibile. Ma in realtà non ci sono “altri” da aiutare, perché un Essere Realizzato vede soltanto il Sé, cosi’ come un orefice vede soltanto l’oro.
Ramana Maharshi

La beatitudine è l’ultima guaina che va rifiutata… c’è ancora l’intervento di qualcuno che gode qualcosa. C’è separazione…
La volontà di essere liberi… ti condurrà dove deve condurti, e poi svanirà. Il desiderio si consumerà da sé, e ciò che resta è la tua vera natura.
Poonja

-L’ultima verità?-
-Il canto d’un pescatore
Che si allontana tra i canneti.-
Wang Wei

Chi è non-pensiero?(munen)
Chi è non-nato?(musho)
Se il non-nato esiste realmente,
non può neppure nascere.

Che cos’è musho? Né un’illusione né una imitazione o un -ismo. Ma un fatto reale.
Yoka Daishi

… Dal Tao Te King fu letto: -Con la non-azione il saggio governa tutto. -
R.: Non-azione significa attività incessante. La sua (del saggio) calma è come l’immobilità apparente di una trottola che giri vorticosamente. Essa si muove troppo velocemente perché gli occhi possano vedere, perciò’ appare immobile. Cosi’ è l’apparente inazione del saggio.
Ramana Maharshi

Muori mentre vivi;
vivi mentre muori,
e sii assorto nel Silenzio.
Se nell’impurità rimani puro,
non tornerai nell’oceano del mondo.
Djalâl-ud-Din Rûmî

M.: … quando dici “io non so niente”, hai accettato dall’inizio questo fatto. Adesso ti sto indicando l’ “o”, quello che dice “non so niente”, quella è la tua vera natura, tu sei Quello. E quello invece che sai, quello che percepisci con i tuoi occhi, non è vero. E quello che dice “non so niente”, quella è la tua vera natura. Tu sei Quello, e non potrai mai trovarlo come oggetto. Il momento che diventa oggettivo, è impermanente, così non è vero.
Nisargadatta Maharaj

Finché sono questo o quello non sono tutte le cose.
Meister Eckhart

Mezzanotte. Non onde,
non vento, la barca vuota
è inondata dalla luce lunare.
Dogen

Come onde, schiuma e bolle non sono diverse dall’acqua, così alla luce della conoscenza, l’Universo nato dal Sé, non è diverso dal Sé.
Ashtavakra Gita

Note fine-pagina:
*quanta è il plurale di quantum. Un elettrone è un quantum. Alcuni elettroni sono un gruppo di quanta. La parola quantum è anche sinonimo di ‘onda-particella’, un termine per designare qualcosa che possiede l’aspetto sia di particella che di onda. (N.D.A)
*ologramma (olografia)= metodo fotografico senza lenti nel quale il campo ondulatorio di luce diffusa da un oggetto è registrato su una placca secondo uno schema di interferenza. Quando la registrazione fotografica = l’ologramma – è posta sotto un raggio di luce coerente (laser), lo schema ondulatorio originale viene rigenerato. Appare allora un’immagine tridimensionale. Se non c’è lente di messa a fuoco, la placca appare come un pattern turbinoso senza significato. Qualunque parte dell’ ologramma ricostruisce l’immagine intera.
Il cervello è un ologramma che interpreta un universo olografico. (N.D.A)
* wormholes – letteralmente ‘buco di verme’ (così li nomina Wheeler a causa della loro forma o ‘ bolle, vortici del ribollimento quantico’)- uniscono due regioni dello spazio euclideo. La distanza attraverso i due poli e la distanza attraverso uno spazio a tre dimensioni hanno due grandezze totalmente diverse. Essi formano dei buchi nello spazio-tempo…creano un’interconnessione quantica che mette in contatto ogni punto dello spazio con tutti gli altri. (N.D.A)

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COME SFATARE IL MITO DEL LIBERO ARBITRIO

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Il sistema di controllo cognitivo è un artificio usato dal cervello per sentirsi protetto e libero di decidere autonomamente quale regola seguire o trasgredire. L’insieme di convinzioni della torre di Babele del Super io, il tribunale mentale, è un’auto-inganno involontario e tramandato dalla notte dei tempi, un trucco evolutivo di sopravvivenza e salvaguardia dai pericoli. Eliminando il sentimento (concetto) ingannevole del libero arbitrio elimini anche i sensi di colpa (giusto o sbagliato), il senso d’inferiorità ad esso collegato. La Cura radicale è accettare la natura delle cose… per gli storici abbiamo solo il potere di accettare o rifiutare quindi farsi trascinare dal nostro destino. Senza libertà di scelta non hai alcuna colpa ma neppure alcun merito. Questo è un duro fendente per l’Ego, sovente dilaniato tra il complesso di superiorità (prestigio) e d’inferiorità (colpevolezza). Facciamo parte della natura, siamo sottoposti alle leggi che governano l’universo: l’uomo non è in grado di prender decisioni autonomi e indipendenti dalle forze esterne-interne (visibili-invisibili) che ne determinano l’esistenza. Potenti emozioni, con il diritto di veto sulla ragione, intervengono per mantenere lo status quo psichico che include la certezza (falsata dall’evidenza) di essere o sentirsi liberi e autonomi nel decidere -> avere la presunzione di incidere con la propria volontà personale sul corso degli eventi (cioè sulla volontà della corrente del divenire, fiume della vita su cui galleggiano tutte le creature). Noi possiamo scegliere soltanto ciò che rientra nella nostra particolare (provvisoria, limitata, superficiale) sfera di interesse (benessere estemporaneo). E’ importante imparare ad allentare la pressione delle super-io, dell’ego. ” Non si muove foglia che Dio non voglia” Noi non siamo padroni di neppure uno dei nostri capelli. La maggioranza delle nostre azioni tendono a mete che non abbiamo potuto scegliere-programmare. Sono state predeterminate da necessità biologiche-genetiche-storiche-sociali-emotive-psicologiche-evolutive-cosmiche… il nostro agire è frutto di spinte – pulsioni vitali della necessità universale; tali spinte non sono in nostro potere. L’illusione di nobili cause (sacrificarsi per…) è generata dalla mancanza di alternative meno orrende… è un modo per alleviare i rimorsi di coscienza. Il miraggio del libero arbitrio opera in questo modo:

- fornisce emotivamente un senso di identità, aumenta l’autostima e il senso di importanza personale
– ci dà l’impressione (erronea) di scegliere senza essere influenzati-condizionati… scelgo l’utile, il bene, il giusto anziché l’inutile, il male, l’errore.
– crediamo ci dia la coscienza di chi siamo e di cosa dovremmo fare in questo pianeta
– ci consente di provare gioia per i meriti o dispiacere dei fallimenti-colpe… ci stimola a diventare migliori, o almeno dovrebbe
– da la consapevolezza di avere un controllo, un potere (seppur parziale) sulla realtà… E’ un rimedio inconscio (forse derivato da un arcaico lavorio cellulare) per salvaguardare (mentalmente-emotivamente) un minimo senso di autonomia e protezione.
– dovrebbe reggere la responsabilità verso di noi e gli altri
– Per i cattolici, il lib. arb. è il potere dell’uomo di sollecitare, ottenere la grazia divina, la salvezza eterna, tramite buone opere-azioni… Invece per i protestanti non esiste alcun modo di intervenire nel disegno di Dio
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Ad ogni modo, l’ingenuità più grave di coloro che parlano di questo argomento è l’ignoranza linguistica dei vocaboli stessi, i quali già di per sé esplicano egregiamente l’assurdità di molti dibattiti.
L’aggettivo “libero” che precede arbitrio vuol qui etimologicamente dire “LIBERO DA CAUSA” -> quindi qualifica una decisione che non è stata condizionata, determinata da una causa antecedente. Per non avere alcun nesso, vincolo o condizionamento dovrebbe logicamente e necessariamente essere privo di rapporti o legami con la realtà esterna o con le motivazioni interne, cioè dovrebbe nascere dal nulla, in quanto solo così si potrebbe definire “libero da altre cause”, completamente indipendente dalla concatenazione della legge causa-effetto. Questo è il vero ed unico significato di “Libero Arbitrio”.
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Ma naturalmente NIENTE E NESSUNO SI PUO’ RITENERE COMPLETAMENTE LIBERO DA CAUSE PREGRESSE, eccetto la “CAUSA PRIMA”, LA CUI ORIGINE RIMANE UN DILEMMA SOFISTICO, UNA PURA SPECULAZIONE FILOSOFICA, senza capo né coda.
La causa prima viene sarebbe l’indeterminato per antonomasia, l’incondizionato, il Non-Creato, il Non-Nato, o quello che nasce dalla Vacuità… In pratica si parla di nulla, e come ci si può immaginare, quando si parla del niente, ciò che si dice è sempre misero.

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Per il solo fatto di nascere con dei tratti caratteristici predeterminati dal DNA dei genitori o di sottostare alle leggi dell’universo, l’uomo è privo di libero arbitrio. L’Evidenza storica ci dimostra che trascuriamo tale verità oggettiva non per ignoranza ma per appariscente rimozione collettiva.
Es. di rimozione o alterazione percettiva sono le illusioni ottiche, la percezione dell’arto fantasma, la limitatezza delle nostre capacità di percezione del reale (i nostri sensi riconoscono solo una minima percentuale dello spettro elettromagnetico)

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Spinoza: gli uomini si credono liberi solo perché sono consapevoli dell’effetto delle loro azioni e inconsapevoli delle cause che le determinano.

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Le nostre azioni in realtà sono condotte obbligatorie dovute a reazioni del sistema nervoso che non necessitano di una coscienza… tuttavia i membri della società sono portatori convinti di potere creativo, ritenendosi artefici di ogni evento, responsabili del continuo gioco al massacro Colpa mia vs. Colpa tua).

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Nessuna scelta è libera, bensì è obbligata-vincolata-determinata da una causa precedente che non era nelle nostre mani. Tale causa esiste anche se non la percepiamo.
Il paladino del lib. arbitrio si comporta come una mosca che crede di essere l’unico essere senziente nell’universo perché ha vissuto tutta la vita in uno sgabuzzino.
Esiste un intreccio di sottili concatenazioni che sono fuori dalla nostra portata e dalla nostra capacità di comprensione.

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Le percezioni, da sole, non danno conto della realtà.
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L. da Vinci –> intendi la ragione e non ti bisogna esperienza.
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—> La logica induce a prendere atto della potente menzogna del libero arbitrio… Il buon senso è più che sufficiente per mistificare sulla presunta sacralità del sentimento di libero arbitrio.
Esso è il dogma dei dogmi, l’istruzione, l’avvertenza, l’ammonimento reso sacro dalla voce dei genitori
–> ” crei la tua realtà, sei il responsabile di ciò che è accaduto”
-> questi modi di dire sono metafore della presunta maturità, liberazione, espressione escatologica del bimbo interiore che si sente finalmente indipendente, in grado di sopravvivere fuori di casa, senza genitori. Si tratta di una chiave di lettura che va sempre contestualizzata.

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In verità, nonostante l’apparenza e l’impressione generale del ” sarebbe stato meglio se avessi fatto-detto…”, NESSUNO PUO’ FARE SCELTE DIVERSE DA QUELLE CHE FA.

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Il presunto agente, decisore, amministratore (delegato) con mansioni di coordinamento interno e di risposta nei confronti degli stimoli esterni, cioè l’io, deve eseguire e portare a buon fine le richieste che prevalgono, di momento in momento, nella micro e macro società (da una parte il corpo-psiche-cellule-ormoni… e dall’altra il mondo, la comunità, le norme)… L’io deve operare in collaborazione con innumerevoli soci, per lo più sconosciuti (emozioni represse, pulsioni inconsce, abitudini acquisite, forze di causa maggiore, virus, memi, energie extrasensoriali, calamità naturali…).
L’io, per quanto sia forte-abile-scaltro, rimane un semplice ESECUTORE… Non può elevarsi dal nulla, come un periscopio metafisico, in grado di prendere decisioni senza altra causa che se stesso. È al servizio della società o della natura e finisce sempre per eseguire le indicazioni del socio (forza alleata o nemica) più potente in quel momento.

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Agirà in un modo o in un altro a seconda che prevalga una oppure l’altra potenza (Eros-Pan, attrazione-repulsione, vicinanza-allontanamento, unione-separazione, attacco-fuga).

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Anche la ragione è al servizio di Eros (Forza di attrazione/ Creatrice) o Pan (Forza Distruttrice)

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Tutto quel che facciamo è la conseguenza ineludibile di una causa Pre-esistente, fuori dal nostro controllo.

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Il Lib. Arb. è il desiderio subcosciente della Perfezione; una qualità dell’uomo ideale, il creatore per eccellenza. Inconsciamente è proprio questo ideale, questa utopia, che guida il nostro sentimento di autonomia o di superiorità.

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Platone: … quanto più un essere è PERFETTO, tanto meno è suscettibile di alterazioni-corruzioni-turbamenti-degradamenti-intaccamenti dal tempo o da agenti aggressivi, tanto più uno è perfetto tanto meno tende a trasformarsi-modificarsi per effetto di qualcun altro… Bensì muterebbe DA SE’ (non per fattori esterni) la propria natura.

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E’ dura ammetterlo, ma in un modo o nell’altro tutti vorremmo sentirci Perfetti in senso Platonico, tuttavia dobbiamo accettare la Realtà: NESSUNO E’ PERFETTO.

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In conclusione, il DELIRIO del SACRO LIBERO ARBITRIO (Delirio di Onnipotenza) è l’ENTITA’ SUPREMA che tiene in piedi il TRIBUNALE della mente, il Super-io, il giudice interiore… Tale morale è una favola escatologica, un’allucinazione collettiva, un mito etico-religioso, una farsa creata (maldestramente) dall’uomo per “provare a se stesso” la sua intelligenza sopraffina, per dare un senso, un significato a una realtà di cui non conosce neppure l’1% delle leggi e dei principi fondamentali.

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Per lenire, debellare questo delirio e vivere decentemente occorre immergersi ogni tanto nella Consapevolezza Redentrice-Liberatoria della UNIVERSALE INNOCENZA di TUTTO e TUTTI (Non esiste alcun Colpevole, nessun peccato originale… La vita è quel che è, va accettata anche se non ci piace e non ritoccata con degli immaginari sistemi di credenza).

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Questa nuova consapevolezza (l’innocenza) è soltanto un modo come un altro per lenire, attenuare, smorzare quel SENSO DI COLPA che alimenta la nostra PRESUNTA INADEGUATEZZA, ovvero:

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– La Sofferenza per le sconfitte, gli insuccessi, gli sbagli della vita, di cui ci sentiamo o crediamo UNICI RESPONSABILI
– Il RIMORSO per aver fatto-detto qualcosa che viene reputato (dai dettami comportamentali, dai comandamenti, dai codici convenzionali…) come Negativo-offensivo-impuro-malsano-VERGOGNOSO
– L’ANSIA per aver agito (a detta degli altri o della comunità a cui si appartiene)
CONTRO Natura ———> Facendoci sentire dei mostri
CONTRO DIO ———> Se un INFEDELE, un demone
CONTRO LA VERITA’ ———> Sei un millantatore, un disinformatore
CONTRO I PIANI – il PROGRAMMA ———> Sei un’ANOMALIA
CONTRO LA GIUSTIZIA ———> Sei un Criminale-maniaco
CONTRO UN ORDINE ———> Sei uno SQUILIBRATO
CONTRO LA FAMIGLIA ———> Sei un capriccioso immaturo
CONTRO I VALORI ———-> Sei un TRADITORE, un’ipocrita vigliacco
CONTRO LA SOCIETA’ O LO STATO ——> Sei un Ribelle, un trasgressore, un disertore, un terrorista
CONTRO LE ASPETTATIVE —-> Sei un’incapace, inetto, incompetente
etc…

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Siamo dei manichini la cui ridotta materia grigia si identifica con delle etichette create ad hoc, e ogni tanto, come passatempo, ci inventiamo nuove etichettatrici che consentano di sostituire le vecchie etichette con delle nuove targhette.

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La vendita di pensieri e sentimenti è la peggior forma di prostituzione, persino più degradante di quella corporea che si vede ai lati della strada.
La prostituzione psicologica viene spesso innescata dallo stesso sistema educativo in cui si è inseriti (scuola, famiglia, parrochia…), il quale – approfittando dell’inconsapevolezza di giovani ed ingare vittime – si avvale di alcuni procedimenti per penetrare nella loro vergine psiche e modellarla a propria immagine e somiglianza.

Un’altra forma di subdola prosituzione intelletuale, questa volta con vittime mature e consapevoli, è quella che si consuma nel mondo del lavoro, della politica, del giornalismo:
– è il tipico teatrino per mantenere il proprio posto di lavoro IN CAMBIO DI…
– è il NON perdere qualche euro IN CAMBIO DI…
– l’avere successo o vendere un libro, un giornale, IN CAMBIO DI….
– apparire in televisione IN CAMBIO DI…

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Certo, nulla di eclatante, a volte è necessario scendere a compromessi: anche noi nel nostro piccolo ci prostituiamo giornalmente per ottenere dei piccoli vantaggi o per evitare alcune magagne.
Questo intervento infatti non vuole essere una reazione moraleggiante o un attacco al servilismo estremo, ma soltanto un invito a riconsiderare i piccoli meccanismi attraverso cui ogni giorno ci viene sottratta una fettina di libertà individuale, un pezzetto di dignità umana ;
concedi una fettina qua , una fettina là e poi si finisce con l’azzerare del tutto la propria dignità e i propri diritti !

Questo è un invito a riflettere con i vostri neuroni, svincolati dal giro di lucro e sfruttamento a cui sono stati sottoposti:
la mente e il cuore non sono propietà o beni immobili che potete vendere a destra e manco in vista di un ritorno materiale o trascendentale (salvezza, paradiso); se oggi perdete la testa e domani perdete il cuore, alla fine avrete perso anche la vostra vita!

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L’emancipazione dalla sfruttamento psicologico è un processo lungo e difficile, che pochi scelgono di intraprendere e che ancor più pochi riescono ad attuare. La stragrande maggioranza non metterà mai in discussione le proprie convinzioni; non cambia nè vuole cambiare la propria indole, preferisce millantare immensi valori e farsi portavoce di grandi verità.

Passi pure per gli ignoranti (quelli che NON SANNO o hanno problemi di comprensione), ma è orribile vedere gente che SA, ma fa finta di non capire, di non sapere. Questa è la cosa che inorridisce e spaventa di più…

 

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IN TE C’E’  UN  DIAMANTE PURISSIMO

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Ognuno di noi arriva alla vita sotto forma di un purissimo, luccicante, splendente, bellissimo DIAMANTE, e durante la crescita però, per i dolori e le delusioni della vita la bellezza del nostro diamante viene come nascosta da uno strato p

iù o meno spesso di materiale impuro; quello che noi chiamiamo in certe occasioni corazza o armatura. Questo strato ci protegge ma allo stesso tempo impedisce al diamante di brillare.
Da adulti esposti alla conquista della vita, per farci vedere felici, forti, emotivamente evoluti, siamo obbligati a dipingere lo strato di materiale impuro con una bella e brillante vernice bianca. Quindi il nostro diamante si troverà soffocato non solo dalle impurità della vita, ma anche da uno strato impermeabile di trucco per coprire i difetti o quelli che noi adesso consideriamo tali. Così ce ne andiamo in giro a mostrare questo bello strato di vernice lucida che ogni tanto si scrosta e che noi ritocchiamo alla meglio.
Si fa più fatica a ritoccare sempre la maschera e indossarla tutta la vita o non sarebbe più semplice abbatterla per sempre e mostrare la nostra naturale brillantezza e purezza, anche se questo significherebbe emozionarsi di più alla vita o mostrarsi vulnerabili in certe occasioni agli occhi magari di alcuni ancora ben imbrattati nella vernice bianca ?
Lascio a te la risposta a questa domanda.

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APPLICA QUOTIDIANAMENTE IL MANIFESTO DELLO SPIRITO SOPRAELEVATO:
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In un mondo che corre, RALLENTA
In un mondo rumoroso, sìì SILENZIO
In un mondo stressato, CALMATI

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In un mondo grossolano, sii SOTTILE

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In un mondo rigido, sii FLESSIBILE e MORBIDO
In un mondo grigio, usa tutti i COLORI
In un mondo confuso, cerca EQULIBRIO

In un mondo volgare e aspro, sii NOBILE D’ANIMO e DOLCE di SPIRITO

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In poche parole:
In un mondo che è sotto(messo), sìì SOPRAELEVATO

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LA BANCA DEL TEMPO

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Immagina che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di 86.400 sul tuo conto.
Ogni notte però cancella qualsiasi quantita’ del tuo saldo che tu non sia stato in grado di utilizzare durante il giorno.

Che faresti?

Ritireresti o spenderesti tutto fino all’ultimo centesimo ogni giorno, ovviamente!!!!
Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca.
Il suo nome? TEMPO.
Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi.
Ogni notte questa Banca cancella e da come perduta qualsiasi quantita’ di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito.
Questa Banca non conserva saldi ne’ permette trasferimenti. Ogni giorno ti apre un nuovo conto.
Ogni notte elimina il saldo del giorno.
Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita e’ tua.
Non si puo’ fare marcia indietro.
Non esistono accrediti sul deposito di domani.
Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.
Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, nella felicita’, nel successo.
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L’orologio continua il suo cammino.
Ottieni il massimo da ogni giorno.
Ottimizza il tuo tempo!
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Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio.
Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.
Per capire il valore di una settimana, chiedi all’editore di un settimanale.
Per capire il valore di un ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi.
Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.
Per capire il valore di secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.
Per capire il valore di un milionesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi.
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Dai valore ad ogni momento a tua disposizione… Il tempo non aspetta nessuno !
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( tratto da ” se solo fosse vero” di Marc Levy)

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..Muoviti con la mente e pensa con il corpo….

A Primavera bisogna tagliare i “rami secchi”….le cose che tolgono energia ; le cose inutili che fanno parte del mondo finto, anzi che contribuiscono a crearlo.
[Che ogni giorno sia una nuova Primavera…]

Non permettere che altri vivano la tua vita

Se non sai cosa è la notte come fai a sapere cosa è il giorno?

l’ossessivo bisogno di stabilità è un indice del proprio disequilibrio…mentale
[…….quanto poco equilibrio nell’ossessionante ricerca della sicurezza, della fissità delle cose o delle situazioni. Chi non vede l’eterno mutamento è destinato ad una vita in affanno e ad una morte precoce…]

Non potete arrivare al soprannaturale senza passare attraverso la natura

 “Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose a cui può permettersi di rinunciare”…

C’è gente che pagherebbe per vendersi” Victor Hugo

… cerca di non essere prigioniero della tua tecnica, della tua visione, del tuo credo / idea / impressione, qualunque essa sia…

Spesso ci giustifichiamo cercando nemici laddove non esistono. Il più delle volte la prima causa delle nostre disgrazie siamo noi, con le nostre scelte facili e codarde…

“Ogni tanto rallenta e …aspetta la tua anima e vedrai che quel senso di vuoto sparirà…dove aspettarla? Nei luoghi giusti, quelli che fanno vibrare le corde dell’anima stessa .”

..parlando della Natura..”Viviamo in mezzo a lei, e le siamo stranieri. Essa parla continuamente con noi, e non ci tradisce il suo segreto.Agiamo continuamente su di lei e non abbiamo, su di lei, nessun potere.”  (j.W.Goethe)

..che il tuo corpo non sia solo un sostegno per la testa…o viceversa!!

Alcuni disprezzano talmente tanto da rimanere con il niente…ed è purtroppo con quello che cercano di costruire…

“L’evoluzione consiste nel graduale manifestarsi delle potenzialità latenti”

a volte siamo talmente assuefatti e abituati alle emozioni virtuali che anche le nostre azioni tendono ad essere talmente inconsistenti da passare inutilmente dalla nostra vita

..”buonismo di maniera”, “politicamente corretto”..termini che solo a pronunciarli già corrompono l’anima nobile…..

la cosa paradossale della nostra società è che si ha più paura ad entrare in un bosco che in una stazione della metropolitana…

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1 – CHI VOLA VALE,
2 – CHI VALE VOLA,
3 – CHI NON VOLA NON VALE !(ed è un vile).

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1 – Colui che sa usare la fantasia, l’mmaginazione attiva, la creatività, è come se facesse sbattere le ali dell’Anima e s’innalzasse in volo, scorgendo con occhi sempre nuovi la Bellezza del panorama che lo circonda.

2 – Chi è valoroso, audace, e ha superato gli opposti del meschino dualismo, sarà altresì in grado di scalare cime tempestose, ergersi tra mille vette e da là slanciarsi verso nuove frontiere, ampliare le prospettive, scavalcando le ristrettezze e i gretti limiti imposti dalle catene mentali.

3 – Per converso, chi striscia nei bassifondi (da bravo lecchino), si sottomette (ai miseri dettami di un sistema politico o religioso) ed esegue remissivamente qualunque ordine dell’autorità, è un Vile che spinto dalla gelosia ostacola chi è intento a volare verso altezze a lui inaccessibili, è un codardo invidioso che strattona per le caviglie coloro che contemplano la realtà da dimensioni superiori, è un vigliacco che non sopporta l’idea che possa esistere qualcuno che non strisci al suo stesso livello o non si metta in ginocchio come fa lui , costantemente, idolatrando vitelli d’oro.

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Ed ora  qualche assaggio di saggezza celtica.

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” Nelle vite degli infiniti esseri vi sono infinite vie.
Così nel cuore di queste infinite vie risiede il cuore degli infiniti esseri.
Infinite volte in un giorno gli infiniti esseri scelgono infinite vie.
Alcuni esseri imparano, lungo il corso di molteplici esistenze,
che l’infinito è Uno e che tutte le vie sono la Via.
Costoro, diffondendo il sapere e la concordia,
consolando e astenendosi dal giudizio,
scelgono per sè stessi e per gli altri il più nobile dei sentieri.
In questo modo essi trovando perdono e perdendo trovano;
guadagnano la libertà e sovrastano l’intero universo
con la luce dei loro cuori”.

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“Noi siamo soltanto pollini nel vento. L’essenza delle cose è il mutamento e tutto è mutamento. Chi si aggrappa alle consuetudini è solamente un pazzo. Il cuore dell’eterno è il non desiderare situazioni eterne. Non avere timore di nulla e vivi l’inafferrabile tempo presente. La Regola determina che ogni cosa nasca, viva e muoia e che questa è la sua eternità. Se ciò non ti aggrada, è meglio per te abbandonare il sentiero. Non temere alcunché e vivi la magnificenza della vita quanto della morte, con compassione e coraggio”.

 -

“Il misurare le cose con il proprio limitato punto di vista è un comportamento che conduce all’egoismo. Nell’oceano nessuna onda si muove da sola. Quindi se vuoi essere saggio attingi alla saggezza che ti circonda e se vuoi che la tua saggezza perduri confrontala continuamente con gli altri”.

 -

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la tua fiammella latente
è molto potente
per accenderla
non serve la patente
basta accordare il cuore e la mente
transitare nella luce immanente
e Dolcemente…
RinGraziare la Grazia Splendente
Eternamente
nello Specchio
della SORGENTE

Niente è esclusohttp://sphotos-a.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/c70.0.403.403/p403x403/223113_468493629837972_1865329699_n.jpg
il suo pulsare ri-anima tutto e tutti,
il suo flusso scorre nelle nostre vene

Sentire il Tutto in Tutti
è questo che siamo venuti a “Ri-membrare”

… palpitando in sintonia
risuoniamo al ritmo della magia

il fuoco
divampa
sulle acque
incessantemente

e noi siamo le lingue di fuoco che danzano sull’oceano

ogni dì un fiammifero brucia
e va ad alimentare il Grande Falò

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“Migliaia di spiriti eccelsi hanno percorso questa Via prima di noi. Non gettiamo vergogna su di loro e su noi stessi dimostrandoci indegni dinanzi al loro esempio, ma riconosciamo la loro opera e ringraziamo la benedizione della loro esperienza. Essi vegliano continuamente su di te con benevolenza e ti sono accanto lungo le asperità del sentiero, sempre. Il ringraziarli più volte durante il giorno e la notte è un comportamento saggio. Non affidarti troppo, però, al loro intervento. Ricorda che la tua esperienza personale è più preziosa di qualsiasi racconto o di qualsiasi sapere. Le cose hanno le loro stagioni e queste spesso non vengono comprese. Facendo troppo affidamento sulle parole altrui potresti restare deluso, oltre che agire nel modo sbagliato. Gli Antichi e i nostri antenati nello spirito sono la nostra memoria e la nostra carne”.

 -

“Se soffri, non incolpare nulla o nessuno. Se proprio vuoi incolpare qualcuno, prenditela con te stesso a causa della tua incapacità ad ignorare la sofferenza. Le difficoltà sono una grande benedizione. Esse sono come le asperità del monte che salvano la vita allo scalatore. Come potresti raggiungere la cima di un monte liscio come l’olio? Più asperità incontrerai, più esse ti condurranno in alto nella scalata, divenendo il tuo appoggio. Piuttosto che perdere tempo ad imprecare contro l’oscurità, fa’ la cosa più saggia: va’ ad aprire la finestra”.

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“La via del druido esige che tra la parola e il pensiero, i sentimenti e le azioni vi sia totale unità. Metti quindi in pratica i concetti di neutralità, di astensione dal giudizio, disamore per la ricchezza, sterminio dell’egoismo, ricerca della verità, amore per tutti gli esseri, con coraggio, perseveranza e fiducia”.

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Ed ora una Raccolta di aforismi dal Sutta Nipata:

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AVENDO COMPRESO LA NATURA DI TUTTI I LEGAMI
E NON BRAMANDONE PIù ALCUNO

SPOGLIATO DALL’EGO
LIBERO DAL DESIDERIO SMODATO , DAGLI AFFANNI E DALL’AGITAZIONE DEL CORPO

DOTATO DI AUTODOMINIO
SALDO NEL CARATTERE
SUPERATA OGNI CONFUSIONE MENTALE
AVENDO LA CHIARA VISIONE DEI FENOMENI
ASTENENDOMI DAGLI ORNAMENTI DELLA CONCUPISCENZA DEI SENSI

NON ABBRACCIANDO ALCUNA OPINIONE
OSSERVANDO IL RETTO COMPORTAMENTO
IMMUNE DA CUPIDIGIA, IRA E GELOSIA
RISOLUTO E INTENTO AL SOMMO BENE
AVENDO SPERIMENTATO LA VANITà DELLE VARIE FORME DI ESISTENZA

NON VI è PIù ALCUN ASTIO NEL MIO CUORE

A NULLA ASPIRO
POICHé HO RAGGIUNTO L’OPPOSTA RIVA (… quella del DISTACCO e del NON-ATTACCAMENTO)

HO RAGGIUNTO LA PACE IMPERITURA
SALDO NEI PERICOLI E INTREPIDO DI FRONTE ALLA MORTE
PROCEDO LIBERO E SERENO PER LA VIA DEL CIELO

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SE CREDETE DI AVER CAPITO IL SENSO DELLA VITA,  VUOL DIRE CHE NON L’AVETE CAPITO

…  il bello della vita è proprio il suo “Essere” “Non Sense” …

La vita se ne sbatte altamente dei dogmi assoluti e delle verità universali

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IL MIGLIOR VIAGGIO  …   E’ QUELLO INTERIORE :

Quale miglior viaggio, a volte, di allontanarci da noi stessi EPPUR PROFONDAMENTE RITROVARCI

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“Un MAPPAMONDO CHE NON RIPORTI L’ISOLA DI UTOPIA
non merita nemmeno uno sguardo
poiché tralascia una regione a cui l’Umanità tende sempre.

E quando vi approda guarda fuori e,
scorta una regione migliore, vi fa vela.

Il progresso è la realizzazione delle utopie”.
(O. WILDE)

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Non importa che tu creda di potercela fare o di non potercela fare …

Di certo stai PENSANDO, SCRIVENDO o PARLANDO TROPPO e “AGENDO TROPPO POCO”

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 scopri quanto è bello lasciarti andare e farti trascinare da quello splendido fiume interno che possiedi… 

ti porterà sicuramente in posti splendidi a meno che tu non voglia modificare il corso dell’acqua… 

cosa molto difficile” ;-) 

se senti di voler fare qualcosa… falla… evita di pensarci, fidati di quelle sensazioni nello stomaco… evita di passarle in rassegna con la testa… non funziona quasi mai ;-)))  

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CAMBIAMENTO – EVOLUZIONE

  1. - Il cambiamento in un individuo comporta inevitabilmente anche un cambiamento nella collettività.

  2. Non parlare mai di te senza concederti la possibilitá di cambiare. – Gurdjieff 

  3. - “la vita è un flusso che noi cerchiamo di arrestare in forme stabili e determinate … dove la realtà ti disperde e disintegra oppure ti vincola e ti incatena fino a soffocarti.”” ( L.Pirandello )

  4. - “Ciò a cui opponi resistenza persiste. Ciò che accetti può essere cambiato..” (C.Jung)

  5. - “Soltanto cambiando l’istante cambia ciò che è il fluire della vostra vita” (Eros Poeta)

  6. - Per comprendere e vivere l’oggi, è necessario dimenticare tutto ciò che riguarda ieri. Muori continuamente a ogni esperienza recentemente acquisita, mantenendoti in uno stato di consapevolezza di CIO’ CHE E’  (B. Lee)

  7. Le due principali regole che stanno alla base della vita stessa sono: 1) il cambiamento è inevitabile2) tutti cercano di resistere al cambiamento (Deming William Edwards)

  8. - Essere padroni di sé di fronte al cambiamento equivale a trovare il nirvana – Shunryu Suzuki

  9. - Il significato della vita è nel fatto che essa dev’essere “vissuta”, non tramandata e concettualizzata, né irrigidita in un modello di sistema (B. Lee)

  10. - Lo spirito e la mente non potranno mai svilupparsi se permettiamo ad altri di subentrare al posto nostro, giudicare le nostre esperienze e decidere che cosa deve essere giusto o sbagliato… (B. Lee)

  11. - Il cambiamento può essere semplice e rapido…

  12. - “Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la vecchia realtà obsoleta” – Richard Buckminster Fuller

  13. - “Come posso cambiare? Se mi sento depresso canterò. Se mi sento triste riderò. Se provo paura mi butterò nella mischia. Se mi sento inferiore indosserò vestiti nuovi. Se mi sento incerto alzerò la mia voce. Se provo povertà penserò alla ricchezza futura. Se mi sento incompetente penserò ai passati successi. Se mi sento insignificante ricorderò le mie mete. Oggi sarò padrone delle mie emozioni.”  (Og Mandino)

  14. < GALLEGGIAMO IN UN MODO CHE CONSISTE  SOLO ED ESCLUSIVAMENTE NEL CAMBIAMENTO […]  E L’UNICA COSA CHE NOI POSSIAMO FARE  E’ CERCARE DI RESTARE A GALLA IN UN MONDO  PARADOSSALE > (G.Bateson)

  15. - Non c’è niente di costante, tranne il cambiamento… – La Realtà è un processo dinamico in continua ed irreversibile evoluzione caratterizzata da cambiamenti… – Buddha

  16. - “Quando cambiate il vostro modo di guardare le cose….le cose che guardate cambiano…”

  17. - Sei giovane solo tanto quanto l’ultima volta che hai cambiato idee. – T. Leary

  18. - SE VUOI CAMBIARE IL TUO DESTINO CAMBIA IL TUO ATTEGGIAMENTO (Amy Tan)

  19. - Non cercare di cambiare la tua vita, cambia il tuo atteggiamento verso la vita. – Lama Gangchen

  20. - Un uomo non può cambiare il mondo ma piò diffondere un messaggio che cambierà il mondo (D. Icke)

  21. - Se non cambiamo direzione, probabilmente finiremo dove siamo diretti» proverbio cinese

  22. - Ogni cambiamento dei nostri stati mentali è riflesso nel respiro e poi nel corpo. Tale fenomeno funziona anche all’inverso: cambiando gli schemi di respirazione viene allo stesso modo alterato anche lo stato emotivo. ( Deepak Chopra )

  23. - Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nei bambini, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi. –  Jung

  24. - Il più grande errore è credere che l’uomo abbia un’unità permanente. Un uomo non è mai uno. Continuamente egli cambia. Raramente rimane identico, anche per una sola mezz’ora. – Gurdjieff

  25. - “Nella vita bisogna avere tre cose:
    1- La “serenità” di accettare le cose che non si possono cambiare
    2-Il “coraggio” di cambiare quelle che si possono cambiare
    3- La “saggezza” di distinguere le due cose”

  26. - L’evoluzione può essere necessaria soltanto a colui che si renda conto della sua situazione e della possibilità di cambiarla, e si renda conto che ha dei poteri che non usa e delle ricchezze che non vede. Ed è nel senso della presa di possesso di questi poteri e di queste ricchezze che l’evoluzione è possibile – Gurdjieff

  27. La maggior parte delle persone si tira indietro di fronte al cambiamento. Non lo ama, perché cambiare significa fare un passo in un terreno inesplorato. (Neale Donald Walsch)

  28. Qualunque cosa sia appena finita… è anche un inizio.  (Neale Donald Walsch

  29. Esiste sempre una via d’uscita, anche nei momenti peggiori.  (Neale Donald Walsch)

  30. Ogni cambiamento è positivo. Non esistono cambiamenti negativi. Tutti i cambiamenti avvengono per il tuo bene. (Neale Donald Walsch)

  31. - immaginiamo il rapporto esistente tra una cellula microscopica e il nostro corpo intero. La presenza o l’assenza di una cellula non cambia niente nella vita del corpo. Noi non possiamo esserne coscienti e questo non può avere influenza sulla vita e le funzioni dell’organismo. Esattamente nello stesso modo un individuo distinto è troppo piccolo per influenzare la vita dell’organismo cosmico, con il quale egli si trova (per quanto riguarda le dimensioni) nello stesso rapporto che una cellula ha con il nostro intero organismo – Gurdjieff

  32. -Dedicato agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane,a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso:  

    Costoro non hanno le regole, ne’ i regolamentii e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro,potete glorificarli  o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare e’ ignorarli, perche’ riescono a cambiare le cose, perche’ fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perche’ solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo LO CAMBIANO DAVVERO

     

  33. - In una società migliore, formata da persone più comprensive, nessuno vorrà cambiarti.  – Osho

  34. - La vita è qualcosa per cui non esiste risposta, che dev’essere compresa di momento in momento: la risposta che potremmo trovare sarebbe inevitabilmente conforme allo schema di ciò che pensiamo di sapere (B. Lee)

  35. - « Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo… In fondo è cosi che è sempre andata » (Margaret Mead)

  36. - “Il cambiamento è una legge della vita e coloro che si ostinano a guardare sempre solo al passato o si concentrano unicamente sul presente possono essere sicuri di perdersi il futuro” – J.F. Kennedy

  37. Qual’è la forma più flessibile di un parassita?Un’idea… Un’idea ha il potere di costruire una città… di cambiare il mondo e di riscrivere le regole. (Christopher Nolan)

  38. Il mondo non deve essere messo in ordine, il mondo é l’ordine incarnato. Sta a noi trovare la maniera di inserirci armoniosamente in esso. (Henry Miller)

  39. - “non c’è nessun sé da realizzare e non c’è nulla da cambiare o trasformare. Tutti i tentativi messi in atto per liberarci dalla morsa del pensiero non fanno che perpetuare il sé, intrappolandoci sempre di più; tutti gli sforzi che compiamo per migliorarci mediante la rinuncia, il pensiero positivo o negativo, la conoscenza, la meditazione, la ricerca spirituale o religiosa, le riforme sociali, politiche non fanno che rafforzare il sé: l’unica libertà possibile è quella di liberarsi dell’idea stessa di libertà” – Gopala Uppala Krishnamurti

  40. - Dovreste comprendere che ciò che state facendo è totalmente privo di significato. Potete cambiare le tecniche, potete cambiare i maestri, ma di base ed essenzialmente gli insegnamenti che state usando per raggiungere la vostra meta sono essi stessi l’ostacolo; non importa quale sia il maestro che state seguendo. Se voi mettete in discussione gli insegnamenti, sfortunatamente dovete mettere in discussione anche i maestri stessi, – ma a quel punto sorge il dubbio: “Sono io che sto sbagliando qualche cosa, un giorno riuscirò a capire”. Io dico che se non vi è possibile capire oggi, non capirete nulla neanche domani. La vera comprensione è l’assenza della richiesta di comprendere – ora o domani. Gopala Uppala Krishnamurti

  41. - …. tutto dipende da tutto, tutte le cose sono collegate, non vi è niente di separato. Tutti gli avvenimenti seguono dunque il solo cammino che possono prendere. Se le persone potessero cambiare, tutto potrebbe cambiare. Ma esse sono quelle che sono, e di conseguenza le cose, anche esse sono quelle che sono – Gurdjieff

  42. - Quando conosci la verità solo nella tua testa, non cambi. Quando la percepisci anche nel corpo e nello spirito, inizi a cambiare. – Anthony de Mello

  43. - “Soltanto una cosa deve cambiare nella nostra vita affinché possiamo raggiungere la felicità: ciò su cui poniamo la nostra ATTENZIONE.” – Greg Anderson

  44. se Dio ci ha dato gli occhi solo davanti è forse perchè nella vita non dobbiamo guardare mai indietro..!! – Ettore Leone

  45. La vita comincia alla fine della tua zona di tranquillità.

  46. La vita è cambiamento e quando non c’è niente che cambia, non c’è niente che vive. Tutto ciò che vive si muove . Il cambiamento pertanto è inevitabile. È la natura della vita stessa.  (Neale Donald Walsch)

  47. - La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze. – A. Jodorowsky

  48. - Il vero cambiamento, la vera rivoluzione avviene abbandonando il noto per l’ignoto… dove non esiste alcuna autorità e dove potreste andare incontro al fallimento completo; sostituire al noto qualcos’altro che conosciamo non è un cambiamento. – J. Krishnamurti

  49. - I nostri pensieri, seppur buoni, sono perle false finchè non si trasformano in azioni. Agisci se speri nel cambiamento! … Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. – Gandhi

  50. Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare sé stesso. (Gandhi)

  51. - Le persone vanno e vengono, pertanto conta su di te… e su pochi altri

  52. Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. (Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero. (Proverbio Arabo)

  53. - “Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”Denis Waitley

  54. elenco approsimativo delle cose per cui la gente si preoccupa:
    – cose che non succedono mai = 40%;
    – cose che appartengono al passato e che non si possono cambiare = 30%;
    – preoccupazioni insensate circa la nostra salute = 12%;
    – preoccupazioni varie, insignificanti = 10% – problemi veri, legittimi = 8% in breve ben il 92% delle cose di cui la persona media si preoccupa sono uno spreco di tempo prezioso

  55. - Questo messaggio lo dedichiamo ai folli.
    A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
    Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.
    Potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potete fare è ignorarli.
    Perché riescono a cambiare le cose.
    E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio.
    Perché solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero. (Steve Jobs)

  56. - Coloro che non cambiano mai le proprie opinioni si amano più di quanto amano la veritàJoseph Joubert

  57. “Il cambiamento dovrebbe essere un amico. Dovrebbe accadere perché programmato, non a seguito di un incidente”Crosby Philip B.

  58. “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente” Giuseppe Tomasi

  59. Pochi sono grandi abbastanza da poter cambiare il corso della storia. Ma ciascuno di noi può cambiare una piccola parte delle cose, e con la somma di tutte quelle azioni verrà scritta la storia di questa generazione. (Robert Francis Kennedy)

  60. - Ciò che non c’è nella memoria è come se non ci fosse mai stato, perché la memoria è semplicemente una registrazione… e la registrazione può anche essere cambiata (Y. Ueda)

  61. * Perche’ cambiare il mondo quando possiamo cambiare noi stessi?

  62. - Non cambiate voi stessi: amatevi come siete. Non cercate di cambiare gli altri: amate tutti così come sono. Non tentate di cambiare il mondo: esso è nelle mani di Dio e Lui lo conosce. E se così vi comprenderete, tutto cambierà meravigliosamente a suo tempo e a suo modo. Lasciatevi trasportare dalla corrente della vita con un bagaglio leggero – Anthony de Mello

  63. La vita si evolve raggiungendo livelli sempre più alti di complessità. La vita non potrebbe regredire, neanche se volesse. E’ incapace di farlo. Ora, è vero che può sembrare che stia regredendo. E può sembrare anche che i cambiamenti non siano “in meglio”. Ma, di fatto, il cambiamento può essere solo in meglio, altrimenti non avverrebbe. (Neale Donald Walsch)

  64. -“Cambia prima di essere costretto a farlo” – Jack Welck

  65. “Non è la specie più forte a sopravvvivere, e nemmeno quella più intelligente ma la specie che risponde meglio al cambiamento” – Charles Darwin

  66. - “Solo quelli che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero” – A. Einstein

  67. - chi si lamenta è chi vuole evitare di cambiare se stesso, ma pretende che siano gli altri o la Realtà a cambiare – F. Marchesi

  68. - Esistono vari gradi di apprendimento: 1. Acquisire nuove informazioni 2. Acquisire nuovi concetti 3. Imparare a fare qualcosa 4. Imparare ad agire in modo più efficace 5. Cambiare visione della realtà 6. Trasformarsi. Scopri fino a quale grado ti senti a tuo agio nell’apprendere e poi fai un piccolo passo verso il grado più alto.” Alessandro Carli .

  69. - Le circostanze esterne non sono così difficili da cambiare, ma la letargia interiore è vecchia di secoli. L’incoscienza è così primitiva, le sue radici così profonde, che c’è bisogno di una determinazione totale da parte tua, una tremenda determinazione, un impegno, un profondo coinvolgimento. Devi rischiare il tutto per tutto. Altrimenti non ti sarà possibile trasformare te stesso, rimarrai sempre lo stesso. – Osho

  70. “In ogni organismo, uomo compreso, c’è un flusso costante teso alla realizzazione costruttiva delle sue possibilità intrinseche, una tendenza naturale alla crescita.” Carl Rogers

  71. “Chi rifiuta il cambiamento è un vero e proprio architetto della decadenza e del disfacimento. La sola istituzione umana che può rigettare il progresso è il cimitero” – Harold Wilson

  72. “Un uomo che si vanta di non cambiare mai opinione è uno che si impegna a camminare sempre in linea retta, un cretino che crede all’infallibilità.In realtà, non esistono principi, ci sono soltanto avvenimenti; non esistono leggi, ci sono soltanto circostanze: l’uomo superiore sposa gli avvenimenti e le circostanze per guidarli.” – Johann Wolfgang Goethe

  73. - Se tiri troppo la corda di una chitarra la romperai, ma se la lasci troppo allentata non suonerà… Imparare è Cambiare… la strada dell’Illuminazione sta nella via di Mezzo… è la linea che sta tra tutti gli opposti estremi. ( Buddha)

  74. - L’essenza della vita è il libero movimento dello spirito (B. Lee)

  75. - Dal momento che la vita è un processo in continua evoluzione, si deve fluire in questo processo e scoprire come realizzarsi ed espandersi (B. Lee)

  76. Ecco i pazzi.I Disadattati.I contestatori.Quelli sempre al posto sbagliato.Quelli che vedono le cose in modo diverso.Non amano le regole.E non rispoettano lo status quo.Puoi lodarli, disapprovarli, puoi non credere loroPuoi glorificarli o denigrarli.Ma ciò che non potrai fare è ignorarli.Perché loro sono quelli che cambiano le cose…Inventano.Immaginano.Curano.Esplorano.Creano.Ispirano.Mandano avanti l’umanità.Forse devono per forza essere pazzi.Altrimenti come potresti guardare una tela vuota e vederci un opera d’arte?O sedere in silenzio e sentire una musica che non è mai stata composta?E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio.Perché le persone cosi pazzeDa pensare di cambiare il mondoSono quelle che lo cambiano. (Steve Jobs)

  77. Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai. (Salvador Dalí)

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CONVINZIONI / CREDENZE

Non ho dubbi… perchè non ho certezze

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..ogni certezza della mente è un giogo per la coscienza.. …porsi delle domande apre le porte tramite le quali la coscienza può Vedere al di là delle illusorie e momentanee certezze che la mente ama fissare…

…le risposte sono rilevanti solo per la mente umana…
..e sono un’arma a doppio taglio perché possono a loro volta rifissare altre certezze che limiteranno la libertà della coscienza..

(Stefano Senni)

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le certezze sono semplicemente i vessilli che l’individuo medio mette in mostra per illudersi dell’importanza che la sua autoimmagine riveste sul tessuto socio-politico-religioso-spirituale… (Zewale Rovesta)

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  1. < L’UOMO E’ CIO’ IN CUI CREDE … L’uomo è l’immagine dei suoi pensieri quindi spesso l’uomo diventa quello che crede di essere.> Buddha

  2. - Posso credere a tutto, purché sia sufficientemente incredibile – O. Wilde

  3. - Le persone credono di essere libere, ma sono solo libere di crederlo. – Jim Morrison

  4. “Niente di grande è stato mai realizzato, se non da coloro che hanno osato credere che qualcosa dentro di loro fosse superiore alle circostanze.” Bruce Barton

  5. Credere è il più forte potere dell’uomo. E.Blumenthal

  6. Quando vedrai la complessità di quello che credevi semplice, allora vedrai anche la semplicità di quello che pensavi complicato. – Jamey Andreas

  7. Se per un attimo riuscissimo a vedere con mente incondizionata quel che ci hanno insegnato a credere, riusciremmo a vedere che non solo non è vero, ma è anche assurdo..

  8. L’errore più grande che si possa fare è credere di essere vivo… quando invece stai dormendo nella sala d’attesa della vita… (Waking Life)

  9. Le credenze sono in sé stesse una barriera; non importa di che tipo siano, vere o false. (Osho)

  10. “Il modo in cui noi categorizziamo qualcosa determina cosa è secondo noi nella nostra neurologia. Come noi incorniciamo così noi diventiamo. Ciò che organizziamo internamente ci in-forma. Siamo organizzati psicologicamente tramite le nostre cornici di credenza, le nostre cornici di valori, le nostre cornici di identità, le cornici di decisione. Le cornici mentali che mettiamo sono i giochi che giochiamo” – Michael Hall

  11. Abbiamo più fede in ciò che imitiamo che nelle nostre creazioni – B. Lee

  12. Vivere per l’amore della vita: Devi realizzare il fatto che tu semplicemente “vivi” e non “vivi per” . (Bruce Lee)

  13. - L’ultima illusione è la convinzione di avere perso ogni illusione. – Maurice Chapelan

  14. - < LA NOSTRA VITA E’ IL RIFLESSO DELLE NOSTRE  CREDENZE,  UN SUCCESSO ILLIMITATO VIENE DA  CREDENZE ILLIMITATE >

  15. - “La suprema felicità della vita è la convinzione di essere amati; amati per quello che siamo, o meglio, malgrado quello che siamo.” Victor Hugo

  16. - Nella ricerca della verità, è necessario che investighiate in modo autonomo, non affidandovi alle opinioni di qualcun altro o a un semplice libro – B. Lee

  17. “Non si ama mai qualcun altro; si ama ciò che c’è di se stessi in lui, o che si crede ci sia” – F. Pessoa

  18. Non la convinzione, non il metodo, ma la percezione è la via della verità. E’ uno stato di consapevolezza naturale, duttile e non critico (B. Lee)

  19. Pensa al passato in termini di ricordo di eventi e risultati piacevoli, proficui e soddisfacenti. Pensa al presente in termini di sfide e opportunità, e di ricompense che otterrai con l’applicazione dei tuoi talenti e delle tue energie. Quanto al futuro, è un tempo e un luogo in cui ogni ambizione meritevole che possiedi sarà alla tua portata. (B. Lee)

  20. - – La convinzione che la felicità è un sentimento che dura poco è sbagliatissimo. La felicità non sono attimi, ma è una condizione eterna (Fabio Volo)

  21. - Le convinzioni (o sistemi di credenze) permettono alla mente di smettere di funzionare. Una mente non funzionante è clinicalmente morta. Credi in nulla. – T. Leary

  22. - # La parola credere è una cosa difficile per me. Io non credo. Devo avere una ragione per certe ipotesi. Anche se conosco una cosa non è detto che debba crederci.  – Jung

  23. A ogni pezzo delle antiche credenze che cade giù come una vecchia e arrugginita armatura, diventi sempre più leggero e più capace di celebrare la tua vita liberamente; proprio in questo momento, stai puntando a un incontro diretto con la verità. Meno bagaglio hai e più facile è che accada. – Osho

  24. - Nessun vincitore crede al caso. Nietzsche

  25. - Credere è una bellissima cosa, ma porre in atto le proprie convinzioni significa dare prova di vigore. Molti sono coloro che alzano la voce come la furia delle onde, ma vivono una vita vuota e stagnante come una fetida palude. Molti sollevano il capo al di sopra delle vette mentre lo spirito giace addormentato nel buio delle caverne – Kahlil Gibran

  26. - Osservate le vostre reazioni a ogni episodio della giornata, osservate le vostre convinzioni. Interrogatevi! Siete disposti a mettere in discussione le vostre convinzioni? Se la risposta è negativa, allora siete pieni di preconcetti e reagite meccanicamente. – A. De Mello

  27. L’illusione suprema dell’uomo è la sua convinzione di poter fare. tutti pensano di poter fare, … , ma nessuno fa niente. Tutto accade. – Gurdjieff

  28. Ti chiedo di non credere a nulla che non puoi verificare in prima persona.” – Gurdjieff

  29. - Non credere a nulla, non importa dove l’hai letta o chi l’ha detto, neppure se l’ho detto io, a meno che non sia affine alla tua ragione e al tuo buon senso. – Buddha

  30. - La Bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l’una sull’altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l’eternità. – O. Wilde

  31. - L’unicità di tutta la vita è una verità che può essere pienamente compresa solo quando viene eliminata per sempre la falsa nozione di un sé individuale, con un destino separato dal Tutto! (B. Lee)

  32. - “Devi scoprire te stesso, quello che vuoi fare, e crederci.” Barbra Streisand

  33. - Sperate nel presente. Ci sono momenti in cui è difficile credere nel futuro, quando non si ha abbastanza coraggio. Quando accade, concentratevi sul presente, coltivate la felicità delle piccole cose finchè non tornerà il coraggio. Aprite il cuore alla bellezza del momento successivo, dell’ora seguente, della promessa di un buon pasto, di un buon sonno, di un libro, di un film, della possibilità che stanotte le stelle risplendano e che domani ci sarà il sole. Affondate le radici nel presente finchè non sentirete in voi la forza di pensare al domani. ARDIS WHITMAN

  34. “Nella provincia della mente, ciò che si crede vero o lo è, oppure lo diventa entro limiti stabiliti per via empirica e sperimentale. Tali limiti sono convinzioni da trascendere… quindi qualunque convinzione non è che un limite che è possibile superare, perché la mente umana non ha limiti.”
    ——>  “Qualunque cosa crediamo essere vera, è vera o lo diventa nella propria mente, entro certi limiti che si possono determinare in modo sperimentale ed esperienziale. Questi limiti, a loro volta, sono credenze che devono essere trascese. I limiti delle proprie credenze determinano i confini della propria possibile esperienza. Dunque ogni volta che raggiungi e riconosci una credenza limitante, devi esaminarla ed andare oltre. Nelle province della mente non ci sono limiti.” (John Lilly)

  35. Sii pronto a capire, ad ascoltare, a mettere in discussione il tuo intero sistema di convinzioni. – A. De Mello

  36. L’uomo è una macchina. tutto ciò che fa, tutte le sue azioni, tutte le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze e impressioni esterne. – Gurdjieff

  37. Da dove nascono le scoperte? Nascono da delle menti che cercano altre strade, che rompono gli schemi e “spaccano” le cose per vedere come sono fatte dentro.  Se vuoi veramente scoprire cose nuove devi abbandonare i sentieri battuti e avventurarti nell’inesplorato. Devi lasciar perdere tutti i libretti di istruzioni e le indicazioni per usare quello che possiedi in modo originale. Uno scopritore segue si delle regole, ma sono mutevoli, inaspettate e apparentemente senza senso. In musica questo principio si chiama regula absurda, e viene usato dai compositori per imporsi regole “assurde”, al di fuori delle normali concezioni di armonia e melodia in modo da battere nuove strade che altrimenti non sarebbero mai venute in mente. - (M. Paccagnella)

  38. Non date fede ai vecchi manoscritti, non credete una cosa perché il vostro popolo ci crede o perché ve l’hanno fatto credere dalla vostra infanzia.Ad ogni cosa applicate la vostra ragione; quando l’avrete analizzata, se pensate che sia buona per tutti e per ciascuno, allora credetela, vivetela, e aiutate il vostro prossimo a viverla a sua volta. – Buddha

  39. Chi crede solo a quello che vede o che è stato visto dai “molti” blocca la sua evoluzione e si costringe a vivere un futuro limitato a ciò che ha visto o è stato visto nel passato.

  40. - In un gruppo di persone che lavano in team, le credenze limitanti
    di una sola persona fortemente pessimista possono avere
    effetti estremamente limitanti sulle esperienze che vivrà tutto il team.
    E viceversa…

  41. - la speranza è la triste consolazione di chi è incapace di credere.

  42. La Realtà partecipa alla realizzazione di qualunque desiderio di chiunque, purché entri in comunione di intenti con la Realtà, purché sia allineato con le proprie credenze e le credenze di chiunque ne possa venire coinvolto – F. Marchesi

  43. La Realtà è possibilista, è questo che la rende Fantastica, Intrigante, Misteriosa, Bellissima, Entusiasmante, Divina! Ognuno può fare della sua Realtà ciò che sa scegliere, che sa volere, che sa essere e credere. – F. Marchesi

  44. - Chi disse che l’amore è un sogno fu il primo a dire che ai sogni non bisogna mai credere… Jim  Morrison

  45. - L’uomo ha assolutamente bisogno di idee e convinzioni generali che diano significato alla sua vita e che gli permettano di individuare il suo posto nell’universo. – Jung

  46. “Desidero veramente che voi non prendiate le mie parole come vengono abitualmente prese e capite – come se avessero un significato, come se vi trasmettessero delle informazioni. Io non ho nulla da dirvi, ma ho molto da condividere con voi. Lo Zen afferma: considera tutte le parole sublimi e i grandi insegnamenti quali tuoi nemici mortali. Evitali, poiché devi trovare la tua fonte. Non devi essere un seguace, un imitatore. Devi essere un individuo originale; devi trovare da solo la tua essenza più intima, senza guida, senza l’ausilio di testi sacri. È una notte oscura ma, sostenuto dall’intenso fuoco della ricerca, giungerai inevitabilmente all’alba. Chiunque abbia bruciato del fuoco intenso della ricerca, ha visto alla fine sorgere il sole. Gli altri si limitano a credere. Coloro che credono non sono religiosi, semplicemente evitano la grande avventura della religione, limitandosi a credere”. – Osho

  47. - La verità di un’affermazione non ha niente a che vedere con la sua credibilità, e viceversa.

  48. - Le convinzioni, più delle menzogne, sono nemiche pericolose della verità. – Nietzsche

  49. - L’affermazione costante di credere è un indizio di paura. – Krishnamurti

  50. - Non sa niente, e crede di saper tutto. Questo fa chiaramente prevedere una carriera politica. – G. B. Shaw

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ABITUDINI

  1. - “Essere infelice è un’abitudine. Essere felice è un’abitudine. La scelta è tua.” Tom Hopkins

  2. Le vostre abitudini mostrano chi siete. (Wayne W. Dyer)

  3. - “La nostra felicità dipende dalle ABITUDINI mentali che coltiviamo. Quindi esercitati nei pensieri felici OGNI GIORNO. Sviluppa l’abitudine della felicità, e la vita diventerà una festa continua.” Norman Vincent Peale

  4. - ogni singolo atto che facciamo per abitudine acquisita è una porta per una qualsiasi volontà esterna alla nostra. – ogni volta che pensiamo di aver capito tutto diventiamo completamente ciechi. – ogni volta che diamo le cose per scontate ci mettiamo completamente in balia degli eventi… occorre rivedere in profondità tutto ciò che si è deciso di essere e di avere, e staccarsene del tutto, per riuscire a proseguire il viaggio. (anonimo)

  5. - ” Semina un pensiero e potrai raccogliere un’azione; semina un’azione e potrai raccogliere un’abitudine; semina un’abitudine e potrai raccogliere una personalità; semina una personalità e potrai raccogliere un destino.”

  6. - Siamo ciò che facciamo ripetutamente, pertanto l’eccellenza non è un’azione, bensì un’abitudine – Aristotele

  7. - L’amore che non si rinnova ogni giorno diventa un’abitudine e si trasforma in schiavitù – (Gibran)

  8. “Cercare di cambiare le abitudini delle persone e il loro modo di pensare è come scrivere nella neve durante una tormenta. Ogni 20 minuti dovete ricominciare tutto da capo. Solo con una ripetizione costante riuscirete a creare il cambiamento” – Donald L. Dewar

  9. “Le buone abitudini, una volta assimilate, sono difficili da cambiare esattamente come le cattive” – Robert Puller

  10. -< E’ STRANA LA VITA, SE TI RIFIUTI DI ACCETTARE  QUALSIASI COSA TRANNE IL MEGLIO, SPESSO LO OTTIENI > (S. Mougham)

  11. Perché non sappiamo pensare?
    Il pensatore pensa per abitudine, ripete, copia; tutto questo genera ignoranza e dolore. Qualsiasi abitudine implica mancanza di sensibilità. La consapevolezza genera ordine, non crea abitudini. Tendenze tenacemente radicate possono generare solo insensibilità. Perché siamo insensibili? Perché non siamo capaci di riflettere? Perché si fa fatica a pensare, si turbano delle abitudini, si incontrano delle resistenze, si può essere spinti ad agire contro modelli ormai istituzionalizzati. Pensare è sentire sul serio, scoprire una consapevolezza senza scelta, può condurre a profondità sconosciute: è la mente, posta di fronte all’ignoto, si ribella. Così si rifugia nel canpo del conosciuto e qui passa da una cosa nota ad un’altra cosa nota, da un’abitudine ad un’altra abitudine, da uno schema di pensiero ad un altro schema di pensiero. La mente che si aggrappa al conosciuto non lo abbandonerà mai per scoprire l’ignoto. Rendendosi conto che si fa fatica a pensare sul serio, il pensatore si rifugia nell’abitudine, nella copiatura di vecchi schemi; ha paura di pensare e quindi crea modelli che giustifichino la sua indolenza. Siccome il pensatore ha paura, anche le sue azioni nascono dalla paura; e quando il pensatore vede che le sue azioni sono scadenti, vorrebbe modificarle. Il pensatore teme le sue stesse creazioni; ma siccome egli non è diverso da queste, in realtà teme se stesso. Il pensatore è paura, è la causa dell’ignoranza e del dolore. Il pensatore può suddividersi in infinite categorie di pensiero, ma il pensiero rimane comunque una cosa sola col pensatore. Gli sforzi che  il pensatore compie per essere o per diventare sono la vera causa del conflitto e della confusione. – J. Krishnamurti

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APPRENDIMENTO

  1. - Non si può insegnare nulla. Si può solo aiutare a trovare la saggezza dentro di sé – G.Deckter

  2. - L’esperienza è il tipo più difficile di insegnante: prima ti fa l ‘esame, poi ti spiega la lezione. – O. Wilde

  3. - Il mio insegnamento è semplicissimo, dritto al punto essenziale: vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro… godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento. – Osho

  4. - Per interiorizzare gli insegnamenti di crescita personale, non basta metterli in pratica, ma bisogna saperli anche insegnare…

  5. - Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna. – Socrate

  6. - Tutti coloro che sono incapaci di imparare si sono messi a insegnare. – O. Wilde

  7. - L’esperienza mi ha insegnato questo: se attendi il momento ideale, nel quale tutto è sicuro e garantito, può darsi che quel momento non arrivi mai. E allora non si scalano montagne, non si vincono le corse e non si raggiunge la felicità. (Maurice Chevalier)

  8. - “Un bambino può sempre insegnare 3 cose ad un adulto: 1) ad essere contento senza motivo 2) ad essere sempre occupato con qualcosa 3) a pretendere con ogni sua forza ciò che desidera” Paulo Coelho

  9. - Insegnando agli altri, imparerai su te stesso – Gurdjieff

  10. - Chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna.

  11. “Molte persone sono solite prendere la vita, le situazioni, le persone, con eccessiva serietà; esse tendono a prendere tutto in tragico. Per liberarsi dovrebbero coltivare un atteggiamento, più sciolto, più sereno, più impersonale. Si tratta di apprendere a vedere dall’alto la commedia umana, senza troppo parteciparvi emotivamente; di considerare la vita del mondo come una rappresentazione teatrale in cui ognuno recita la propria parte. Questa va recitata nel miglior modo, ma senza identificarsi del tutto col personaggio che si impersona” (Roberto Assagioli)

  12. La vita ci educa: la vita stessa è il nostro maestro, e noi siamo in uno stato di continuo apprendimento (B. Lee)

  13. - “Il mio insegnamento non ha copyright. Siete liberi di riprodurlo, diffonderlo, interpretarlo, fraintenderlo, distorcerlo, alterarlo. Potete farne quel che vi pare; potete anche pretendere di essere voi gli autori, senza bisogno di chiedere né il mio consenso, né il permesso di chiunque altro. ” – Uppala Gopala Krishnamurti

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ENGLISH VERSION

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CHANGE – EVOLUTION

- The change in an individual inevitably involves a change in the community.
Never speak of yourself without give you the opportunity to change. – Gurdjieff
– “Life is a stream that we try to stop in certain forms stable and … where you actually disperses and disintegrates or bind you and binds you to choke. “” (L.Pirandello)
– “What we oppose resistance persists. Accept What can be changed ..” (C.Jung)
– “Only by changing the instant change what is the flow of your life” (Eros Poet)
– To understand and live today, you must forget everything about yesterday. Continually die each Recent experience, keeping you in a state of awareness of CIOs ‘THAT’ (B. Lee)
The two main rules that are the basis of life itself are: 1) the change is inevitabile2) all try to resist change (Deming William Edwards)
– To be masters of themselves in front of the change is equivalent to finding nirvana – Shunryu Suzuki
– The meaning of life lies in the fact that it must be “experienced”, not handed down and conceptualized nor stiffened in a model system (B. Lee)
– The spirit and the mind will never grow if we allow others to take over our place, to judge our experiences, and decide what needs to be right or wrong … (B. Lee)
– The change can be quickly and easily …
– “To change something, build a new model that makes the old reality obsolete” – Buckminster Fuller
– “How can I change? If I feel depressed I will sing. If I feel sad laugh. If I feel fear I will throw into the fray. If I feel inferior I will wear new clothes. If I feel uncertain I will lift up my voice. If I feel poverty I will think to the future prosperity . If I feel incompetent I will think to past successes. If I feel insignificant I will remember my goals. Today I will be master of my emotions. ” (Og Mandino)
(G.Bateson)
– Nothing is constant except change … – Reality is a dynamic process in continuous and irreversible evolution characterized by changes … – Buddha
– “When you change the way you look at things …. the things you look at change …”
– You’re young only as much as the last time you changed your ideas. – T. Leary
– IF YOU WANT TO CHANGE YOUR DESTINY CHANGE YOUR ATTITUDE (Amy Tan)
– Do not try to change your life, change your attitude towards life. – Lama Gangchen
– A man can not change the world but Pius spread a message that will change the world (D. Icke)
– If we do not change direction, you probably will end up where we’re headed “Chinese proverb
– Any change in our mental states is reflected in the breath and the body. This phenomenon also works in reverse: changing the patterns of breathing is altered in the same way also the emotional state. (Deepak Chopra)
– If there is anything we wish to change in the child, we should first examine it well and see if it is something that we had better change ourselves. – Jung
– The biggest mistake is to believe that man has a permanent. A man is never one. He constantly changes. Seldom remains the same even for one hour. – Gurdjieff
– “In life you have to have three things:
1 – The “peace” to accept the things I can not change
2-The “courage” to change what can be changed
3 – The “wisdom” to distinguish the two “
– Evolution may be needed only one who is aware of his situation and the possibility of change, and realize that he does not use the powers and wealth can not see. And it is in the sense of taking possession of these powers and these riches that evolution is possible – Gurdjieff
Most people pulls back the face of change. Does not love him, why change is to take a step in unfamiliar terrain. (Neale Donald Walsch)
Whatever it is just over … is also a beginning. (Neale Donald Walsch
There is always a way out, even in the worst moments. (Neale Donald Walsch)
Every change is good. There are no negative changes. All changes are made for your own good. (Neale Donald Walsch)
– Imagine the relationship between a microscopic cell and our entire body. The presence or absence of a cell does not change anything in the life of the body. We can not be conscious of it and this can have an influence on the life and bodily functions. Exactly in the same way a distinct individual is too small to affect the life of the organism cosmic, with which he is located (as regards the size) in the same ratio that has a cell with our whole organism – Gurdjieff
Dedicated to-conformists, the rebels, the troublemakers, to all those who see things in a different way:
They do not have the rules, will ‘regolamentii and have no respect for the status quo. You can quote them, disagree with them, glorify or vilify you, but the only thing that you can never do ‘ignore them’ cause they can change things, ’cause they do human progress. And while some may call them crazy it we see genius, because ‘only those who are crazy enough to think they can change the world REALLY CHANGE THE

- In a better society, made up of people more understanding, no one will change you. – Osho
– Life is something for which there is no answer, which must be understood from moment to moment: the answer that we could find would inevitably conform to the schema of what we think we know (B. Lee)
– “Never doubt that a small group of citizens aware and determined to change the world … At the bottom is so that has always gone “(Margaret Mead)
– “Change is the law of life and those who insist on always look only to the past or focus only on the present can be sure to miss the future” – JF Kennedy
What is the most flexible form of a parasite? Idea … An idea has the power to build a city … to change the world and rewrite the rules. (Christopher Nolan)
The world must not be put in order, the world is order incarnate. It’s up to us to find a way to insert ourselves harmoniously in it. (Henry Miller)
– “There is no self to be made and there is nothing to change or transform. All attempts made to free us from the grip of thought merely perpetuate itself, trapping us more and more, and all the efforts we make to improve ourselves by forgiving, positive thinking or negative awareness, meditation, the spiritual or religious, social reforms, policies only reinforce the self: the only freedom possible is to get rid of the idea of freedom “- Gopala Krishnamurti Uppala
– You should understand that what you are doing is totally meaningless. You can change the techniques, you can change the teachers, but the basic teachings and essentially you are using to reach your destination are themselves the obstacle, no matter what the teacher you are following. If you put the teachings into question, unfortunately you have to question even the teachers themselves – but then the question arises: “It is I who am mistaken something one day be able to understand.” I say that if you can not understand today, you will not understand anything tomorrow either. True understanding is the lack of understanding of the request – now or tomorrow. Gopala Krishnamurti Uppala
– …. everything depends on everything, all things are connected, there is nothing to separate. All events follow so the only way they can take. If people could change, everything could change. But they are those that are, and accordingly things, they are also those which are – Gurdjieff
– When you know the truth in your head, does not change. When you perceive in the body and spirit, begin to change. – Anthony de Mello
– “Only one thing has to change in our lives so that we can achieve happiness: that on which we place our ATTENTION.” – Greg Anderson
If God gave us eyes only front is perhaps because in life we ​​must not ever look back ..! – Hector Leone
Life begins at the end of your area of ​​tranquility.
Life is change and when there is nothing that changes, there is nothing that lives. Everything that lives moves. The change is therefore inevitable. It is the nature of life itself. (Neale Donald Walsch)
– People want to stop suffering, it is true, but is not prepared to pay the price, to change, to cease to be defined as a function of his beloved suffering. – A. Jodorowsky
– The real change, the real revolution is abandoning the known for the unknown … where there is no authority and where you could go to meet the complete failure, replace the well-known something that we know is not a change. – J. Krishnamurti
– Our thoughts, though good, are false pearls until they become actions. Take action if you hope for change! … Be the change you want to see in the world. – Gandhi
A better planet is a dream begins to be realized when each of us decides to improve himself. (Gandhi)
– People come and go, so counting on you … and a few others
Honest is the one who changes his mind to tune the truth. (Dishonest is the one who changed the truth to tune your thought. (Arabic proverb)
– “There are always two choices in life: to accept conditions in which we live or take responsibility for changing them” Denis Waitley
approsimativo list of the things that people care about:
– Things that never happen = 40%;
– Things that belong to the past and you can not change = 30%;
– Senseless concerns about our health = 12%;
– Various concerns, insignificant = 10% – real problems, legitimate = 8% in short as much as 92% of the things the average person worries are a waste of valuable time
– This message dedicate it to idle.
To all those who see things differently.
You can quote them. Disagree with them.
You can glorify or vilify them, but the only thing you can not do is ignore them.
Because they can change things.
And while some may call them crazy, we will see genius.
Because only those who are abbastastanza crazy enough to think they can change the world, change it really. (Steve Jobs)
– Those who never change their opinions you love more than love veritàJoseph Joubert
“The change should be a friend. Should happen as planned, not as a result of an accident,” Philip B. Crosby
“We need to change anything not to change anything,” Giuseppe Tomasi
Few are large enough to change the course of history. But each of us can change a small part of things, and the total of all those acts will be written the history of this generation. (Robert Francis Kennedy)
– What’s in the memory is not as if there had never been, because the memory is simply a recording … and the recording can also be changed (Y. Ueda)
* Why ‘change the world when we change ourselves?
– Do not change yourself, love one another as you are. Do not try to change others: Love all as they are. Do not try to change the world: it is in God’s hands and He knows it. And if you understand that, everything will change beautifully in his time and in his way. Let yourself be carried away by the current of life with light baggage – Anthony de Mello
Life evolves reaching ever higher levels of complexity. Life could not go back, even if he wanted. It ‘unable to do so. Now, it is true that it may seem that he is regressing. It might seem that the changes are not “the better.” But, in fact, change can only be for the better, otherwise would not occur. (Neale Donald Walsch)
– “Change before being forced to do it” – Jack Welck
“It is not the strongest species in sopravvvivere, nor the most intelligent, but the species that responds better to change” – Charles Darwin
– “Only those who are crazy enough to think to change the world, change it really” – A. Einstein
– Those who complain are those who want to avoid changing himself, but pretends to be the other to change or Reality – F. Marchesi
– There are varying degrees of learning: 1. Acquire new information 2. Acquire new concepts 3. Learning to do something 4. Learn to act more effectively 5. Change view of reality 6. Transform. See to what degree you feel comfortable in learning and then make a small step towards the highest degree. “Alexander Carli.
– The external circumstances are not so difficult to change, but the inner lethargy is centuries old. Unconsciousness is so primitive, its roots so deep, that we need a total determination on your part, a tremendous determination, commitment, deep involvement. You have to risk it all out. Otherwise it will not be possible to transform yourself, you will always be the same. – Osho
“In all organisms, including humans, there is a constant flow aimed at the realization of construction of its intrinsic possibilities, a natural tendency to growth.” Carl Rogers
“He who rejects change is a real architect of decay and decline. The only human institution which can reject progress is the cemetery” – Harold Wilson
“A man who prides himself on never changing opinion is one that is committed to always walk in a straight line, a fool who believes infallibility. Actually, there are no principles, there are only events, there are no laws, there are only circumstances: the superior man marries the events and circumstances to guide them. ” – Johann Wolfgang Goethe
– If you pull too much will break the string of a guitar, but if you leave it too loose will not play … Learning is Changing … the path of enlightenment lies in the Via di Mezzo … is the line between all opposite extremes. (Buddha)
– The essence of life is the free movement of the spirit (B. Lee)
– Since life is a continuous process, it must flow in this process and find out how achieve and expand (B. Lee)
Here are pazzi.I Disadattati.I contestatori.Quelli always in place sbagliato.Quelli who see things so diverso.Non love regole.E not rispoettano status quo.Puoi praise, disapprove, you can not believe loroPuoi glorify or vilify them. But what we can not do is ignorarli.Perché they are the ones who change things … Inventano.Immaginano.Curano.Esplorano.Creano.Ispirano.Mandano mankind forward. Maybe necessarily have to be pazzi.Altrimenti how you look at a blank canvas and see a work of art? Or sit in silence and hear a music that has never been made? If some see crazy, we see the genio.Perché people so pazzeDa consider changing mondoSono those that change. (Steve Jobs)
Have no fear of perfection. I do not ever reach. (Salvador Dali)

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BELIEFS / BELIEFS
I have no doubt … because I have no certainty

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.. Any certainty of the mind is a yoke for the conscience .. Asking questions … opens the door through which consciousness can see beyond the momentary and illusory certainties that the mind likes to fix …

… The answers are only relevant for the human mind …
And .. are a double edged sword because they can in turn reschedule other certainties that limit the freedom of conscience ..
(Stefano Senni)

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certainties are just the flags that the average individual showcases the importance to delude himself that his self-image plays in the socio-political-religious-spiritual … (Zewale Rovesta)

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Buddha
– I can believe anything provided it is incredible enough – O. Wilde
– People think they are free but are only free to believe it. – Jim Morrison
“Nothing great was ever achieved except by those who dared believe that something inside them was superior to circumstances.” Bruce Barton
Believe is the strongest power of man. E.Blumenthal
When you see the complexity of what you thought was simple, then you will see the simplicity of what to expect complicated. – Jamey Andreas
If for a moment we could do with unconditioned mind that we have been taught to believe, we could see that not only is not true, but it is also absurd ..
The biggest mistake you can make is to believe he is alive … when in fact you’re sleeping in the waiting room of life … (Waking Life)
Beliefs are in themselves a barrier, no matter which kind they are, true or false. (Osho)
“The way we categorize something determines what we believe in our neurology. Incorniciamo Like us so we become. What we organize internally in-shape. Psychologically We are organized through our frames of belief, our frames of values, our frames of identity, decision frames. frames of mind that we are the games we play “- Michael Hall
We have more faith in what we imitate than in our creations – B. Lee
Living for the love of life: You have to realize the fact that you simply “live” not “live with”. (Bruce Lee)
– The last illusion is the belief that they have lost all hope. – Maurice Chapelan

– “The supreme happiness of life is the conviction that we are loved, loved for who we are, or rather, in spite of what we are.” Victor Hugo
– In the search for truth, it is necessary that investighiate independently, not relying on the views of someone else or just a book – B. Lee
“Do not you ever love someone else, you love what’s themselves in him, or who believes there is” – F. Pessoa
Not the conviction, not the method, but the perception is the way of truth. It ‘a state of awareness of natural, flexible and non-critical (B. Lee)
Think about the past in terms of memory of events and pleasant, fruitful and satisfying. Think of this in terms of challenges and opportunities, and rewards you will get with the application of your talents and your energies. As for the future, it is a time and a place where every worthy ambition that is going to have at your fingertips. (B. Lee)
– The belief that happiness is a feeling that does not last long is totally wrong. Happiness are not moments, but it is a eternal (Fabio Volo)
– The belief (or belief systems) allow the mind to stop functioning. A non-functioning mind is clinically dead. Believe in nothing. – T. Leary
– # The word believe is a difficult thing for me. I think not. I have to have a reason for certain assumptions. Even if I know one thing does not mean that one has to believe it. – Jung
Each piece of ancient beliefs that falls down like an old and rusty armor, getting lighter and lighter and more able to celebrate your life freely, right now, you’re pointing to a direct encounter with the truth. Less luggage you have and the easier it is to happen. – Osho
– No victor believes in chance. Nietzsche
– Faith is a beautiful thing, but to implement their beliefs means giving proof of force. Many are those who raise their voices as the fury of the waves, but they live a life of emptiness and stagnant as a stinking swamp. Many raise his head above the peaks while the spirit lies dormant in the darkness of the caves – Kahlil Gibran
– Observe your reactions to each episode of the day, look at your beliefs. Ask yourself! Are you willing to question your beliefs? If the answer is no, then you are full of prejudices and react mechanically. – A. De Mello
The supreme illusion of man is his belief that he could do. everyone thinks they can do, … , But nobody does anything. Everything happens. – Gurdjieff
I ask you not to believe anything that you can not verify it for yourself. “- Gurdjieff
– Do not believe anything, no matter where you read it or who said it, even if I told you, unless it is related to your reason and your common sense. – Buddha
– Beauty is the only thing which the power of time can not harm. The Philosophies fall away like sand, beliefs succeed one another, but what is beautiful is a joy for all seasons and a possession for all eternity. – O. Wilde
– The oneness of all life is a truth that can be fully understood only when it is eliminated forever the false notion of an individual self, with a destiny separate from everything! (B. Lee)
– “You have to discover yourself, what you want to do, and believe it.” Barbra Streisand
– Hope in the present. There are times when it is difficult to believe in the future when you do not have enough courage. When this happens, concentrate on the present, grown happiness of small things will not return until the courage. Open your hearts to the beauty of the next moment, next time, the promise of a good meal, a good night’s sleep, a book, a film, the possibility that tonight the stars will shine and tomorrow it will be sunny. Sink roots into the present until you hear in you the strength to think about tomorrow. ARDIS WHITMAN
“In the province of the mind, what is believed true or it is, or it becomes within the limits established by empirical and experimental. These limits are beliefs to be transcended … so any belief that is not a limitation that can be overcome because the human mind has no limits. “
——> “Whatever you believe to be true is true or becomes in his mind, to some extent that can be determined experimentally and experiential. These limits, in turn, are beliefs to be transcended. The limits of their beliefs determine the boundaries of possible experience. So every achievement and recognize a limiting belief, you have to examine it and move on. In the provinces of the mind there are no limits. ” (John Lilly)
Be prepared to understand, to listen, to question your entire belief system. – A. De Mello
The man is a machine. everything he does, all his actions, all his words, thoughts, feelings, beliefs, opinions, habits, are the result of influences and external impressions. – Gurdjieff
Where do the findings? Born from the minds that seek other avenues that break the mold and “split” to see how things are done there. If you really want to discover new things you off the beaten track and venture nell’inesplorato. You have to let go of all instruction booklets and directions to use what you have in an original way. A discoverer follows the rules, but they are changing, unexpected and seemingly meaningless. In music, this principle is called regula absurda, and is used by composers to impose rules “absurd”, outside of the normal conceptions of harmony and melody in order to open new perspectives that otherwise would never have come to mind. – (M. Paccagnella)
Do not give faith to the old manuscripts, do not believe a thing because your people believe it or because you have to believe everything from your infanzia.Ad apply your reason, when you have analyzed, if you think it’s good for all and for each, then credetela, live it, and live it to help your neighbor in turn. – Buddha
He who believes only what he sees or has been seen by “many” stops its evolution and is forced to live a future limited to what he has seen or been seen in the past.
– In a group of people who wash in teams, limiting beliefs
one person may have strongly pessimistic
extremely limiting effects on the experiences that will live the whole team.
And vice versa …
– Hope is the sad consolation of those who are unable to believe.
Reality participates in the realization of any desire for anyone as long as you enter into communion with the Reality of intent, provided that is aligned with their own beliefs and the beliefs of anyone who may be involved – F. Marchesi
Reality is possibilist, this is what makes the Fantastic, Intriguing, mysterious, beautiful, exciting, Divine! Everyone can do what he knows of his Reality choose, who knows how will that be know and believe. – F. Marchesi
– Who said that love is a dream was the first to say that dreams should never believe … Jim Morrison
– The man has absolutely no need of general ideas and beliefs that give meaning to his life and allowing him to find his place in the universe. – Jung
“I really want that you do not take my words as they are commonly taken and understood – as if they had a meaning, as if you trasmettessero information. I have nothing to say, but I have much to share with you. Zen says: consider all the words sublime and great teachings as your deadly enemies. Avoid them, because you have to find your source. You do not have to be a follower, an imitator. You must be an individual original you have to find your own innermost being, without guidance, without the use of sacred texts.’s a dark night, but supported by the intense focus of research, you will come inevitably dawn. Anyone who has burned the intense focus of research, saw the sun rise at the end. Others simply believe . those who believe are not religious, simply avoiding the great adventure of religion, but merely to believe. ” – Osho
– The truth of a statement has nothing to do with its credibility, and vice versa.
– Beliefs, most of the lies are dangerous enemies of truth. – Nietzsche
– The constant assertion of belief is an indication of fear. – Krishnamurti
– He knows nothing and thinks he knows everything. This is clearly predict a political career. – G. B. Shaw

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HABITS

- “Being miserable is a habit. Being happy is a habit.’s Your choice.” Tom Hopkins
Your habits show who you are. (Wayne W. Dyer)
– “Our happiness depends on the mental HABITS that we grow. Then exercised in happy thoughts EVERY DAY. Develop the habit of happiness, and life becomes a continuous party.” Norman Vincent Peale
– Every single act we do for acquired habit is a port for any external will to ours. – Every time we think we have understood everything become completely blind. – Every time we take things for granted we put ourselves at the mercy of events … be thoroughly reviewed all that you have decided to be and to have, and break away altogether, to be able to continue the journey. (Anonymous)
– “Sow a thought and you reap an action, sow an action, you reap a habit, sow a habit and you reap a character, sow a character and you reap a destiny.”
– We are what we repeatedly do, therefore excellence is not an act, but a habit – Aristotle
– The love that renews itself every day becomes a habit and becomes slavery – (Gibran)
“Trying to change people’s habits and way of thinking is how to write in the snow during a blizzard. Every 20 minutes you have to start all over again. Only constant repetition will be able to create change” – Donald L. Dewar
“Good habits, once assimilated, are difficult to change just as bad” – Robert Puller
– <E ‘STRANGE LIFE, IF YOU REFUSE TO ACCEPT ANYTHING EXCEPT THE BEST, THE OFTEN GET> (S. Mougham)
Why do not we think?
The thinker thinks habit, repeat, copy, all this generates ignorance and pain. Any habit implies lack of sensitivity. Awareness generates order, does not create habits. Trends tenaciously rooted can generate only numbness. Why are we indifferent? Because we are not able to think? Why it is hard to think, get upset habits, meet resistance, you may be tempted to act against models now institutionalized. Thinking is feeling seriously, find a choiceless awareness can lead to unknown depths: the mind, placed in front of the unknown, rebels. So he took refuge in canpo the known and goes from one thing to note here another well-known, from a habit with another habit, a pattern of thought to another thought pattern. The mind that clings to the known will never abandon him to discover the unknown. Realizing that it is hard to think seriously about the thinker takes refuge in the habit, in the copying of old patterns, afraid to think, and then creates models that would justify his indolence. As the thinker is afraid, his deeds are born from fear, and when the thinker sees that his actions are bad, would like to change them. The Thinker fears its own creations, but as he is no different from them, in fact fear itself. The thinker is fear, and ignorance is the cause of the pain. The thinker may be subdivided into endless categories of thought, but the thought is still one with the thinker. The efforts that the thinker takes to be or to become are the real cause of conflict and confusion. – J. Krishnamurti

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LEARNING

- You can not teach anything. It can only help you find the wisdom within themselves – G.Deckter
– Experience is the most difficult type of teacher: Before you do the ‘test, then you learn the lesson. – O. Wilde
– My teaching is simple, straight to the point: live from moment to moment, you die in the past, do not project any future … enjoy the silence, the joy, the beauty of this moment. – Osho
– To internalize the teachings of personal growth is not enough to put them into practice, but also must know how to teach …
– The fact that men do not learn much from history is the most important lesson that history teaches us. – Socrates
– All those who are unable to learn they began to teach. – O. Wilde
– Experience has taught me this: if you wait for the perfect moment, where everything is safe and secured, it may be that that moment never comes. And then you do not climb mountains, you do not win races and you reach happiness. (Maurice Chevalier)
– “A child can always teach an adult three things: 1) to be happy for no reason 2) to always be busy with something 3) to demand with all his might that want to” Paulo Coelho
– Teaching others, you will learn about yourself – Gurdjieff
– Who knows how to do, do. Those who can not do, teach.
“Many people are used to taking life, situations, people, too seriously, they tend to take everything into tragic. To get rid should cultivate an attitude, more free, more peaceful, more impersonal. It is learning to see from ‘high human comedy without too emotionally participate, to consider the life of the world as a play in which everyone plays their part. This should be recited in the best way, but without identifying completely with the character who personifies “(Roberto Assagioli )
Life teaches us: life itself is our teacher, and we are in a constant state of learning (B. Lee)
– “My teaching has no copyright. You are free to reproduce, disseminate, interpret, misinterpret, distort, alter it. You can make what you like, you can also claim to be the authors and do not need to ask or my consent, or the permission of anyone else. “- Uppala Gopala Krishnamurti

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The sale of thoughts and feelings is the worst form of prostitution, even more degrading than the body can be seen on the sides of the road.
Prostitution is often triggered by the same psychological education system in which one lives (school, family, parish …), which – taking advantage of unawareness of young victims and ingare – uses various methods to penetrate their virgin psyche and shape in his own image and likeness.
Another form of subtle intellectual prosituzione, this time with victims mature and aware, is the one that consumes the world of work, politics, journalism:
– Is the typical theater to keep their jobs IN EXCHANGE FOR …
– Is NOT lose some € IN EXCHANGE FOR …
– The success or sell a book, a newspaper, IN EXCHANGE FOR ….
– Appear on television IN EXCHANGE FOR …

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Of course, nothing dramatic, sometimes you need to compromise: we in our little prostituiamo us daily to get some small benefit or to avoid some flaws.
This intervention does not want it to be a reaction moralizing or an attack on the extreme servility, but only an invitation to reconsider the small mechanisms through which every day there is subtracted a slice of individual freedom, a bit of human dignity;
grant a slice here, a slice there and then you end up with entirely nullified their dignity and their rights!
This is an invitation to reflect your neurons, released from the round of profit and exploitation to which they were subjected:
the mind and heart are not property, or property that you can sell to the right and needless in preparation for a return material or transcendental (salvation, heaven), and if you lose your head today and tomorrow lose heart in the end you will also lose your life!

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The psychological emancipation from exploitation is a long and difficult process that few choose to take, and that few are able to implement even more. The vast majority will never question their own beliefs, does not change nor want to change their nature, prefers to boast of immense value and convey the great truths.
Distance as well for the ignorant (those who DO NOT KNOW or have problems understanding), but it’s horrible to see people SA, but pretends not to understand, not to know. This is the thing that horrified and scared more …

WERE YOU THERE ‘A DIAMOND PURE
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Each of us comes to life in the form of a pure, shimmering, shining, beautiful DIAMANTE, and while growing up, however, for the sorrows and disappointments of life, the beauty of our diamond is hidden by a layer as p
IU or less often impure material, what we call in some occasions armor or armor. This layer protects us but at the same time prevents the diamond to shine.
As adults exposed to the conquest of life, to show us happy, strong, emotionally evolved, we are obliged to paint the layer of impure material with a beautiful and brilliant white paint. So our diamond will be suppressed not only by the impurities of life, but also by an impermeable layer of makeup to cover flaws or what we now consider such. So we go around to show this nice layer of varnish that every now and then peels off and we ritocchiamo the better.
It’s harder to touch up the mask and always wear life or it would be easier to break it down and always show our natural brilliance and purity, even if this would mean more to life or emotions show vulnerable on occasion even in the eyes of well some still smeared in white paint?
I leave you the answer to this question.

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APPLY DAILY THE MANIFESTO OF THE SPIRIT RAISED:
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In a world that is, SLOW
In a noisy world, Yeah SILENCE
In a world stressed, calm down
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In a world of coarse, be THIN

In a world hard, be FLEXIBLE and SOFT
In a gray world, use all COLORS
In a confusing world, seeking Equlibrio
In a world vulgar and harsh, be NOBLE and MOOD SWEET SPIRIT of

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In a nutshell:
In a world that is below (put), Yeah RAISED

THE BANK OF TIME
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Imagine there is a bank that every morning the sum of 86,400 credits to your account.
Each night will erase any amount ‘of your balance that you were not able to use during the day.
What would you do?
Ritireresti or spend it all to the last penny every day, of course!!
Well, each of us has an account in this bank.
His name? TIME.
Every morning this bank credits you with 86,400 seconds.
Every night this Bank cancels and how lost any amount ‘of this credit that you have not invested in a good purpose.
This bank does not maintain balances it ‘allows transfers. Every day you open a new account.
Every night eliminates the balance of the day.
If you do not use the daily deposit, loss and ‘yours.
You can not ‘back down.
There are no credits to deposit tomorrow.
You must live in the present with the filing today.
Invest in this way to get the best in health, happiness’, in success.
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The clock continues on his way.
Get the most out of every day.
Optimize your time!
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To realize the value of one year, ask a student who has lost a year of study.
To realize the value of one month, ask a mother who gave birth prematurely.
To realize the value of one week, ask the editor of a weekly.
To realize the value of one hour, ask the lovers who are waiting to meet.
To realize the value of one minute, ask someone who has just lost his train.
To realize the value of a second, ask someone who just avoided an accident.
To realize the value of one millisecond, ask an athlete who won the silver medal at the Olympics.
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From the value at any time at your disposal … Time waits for no one!
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(From “if only it were true” by Marc Levy)

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Move with the mind .. and thinks with the body ….
A Spring need to cut the “dead wood” …. things that take away energy, unnecessary things that are part of the world fake, even helping to create it.
[May each day be a new Spring …]
Do not allow others to live your life
If you do not know what the night how do you know what is the day?
the obsessive need for stability is a measure of their mental imbalance …
[……. How little balance nell’ossessionante search for security, the fixity of things or situations. Who does not see the eternal change is destined to a life in trouble and an early death …]
You can not get to without going through the supernatural nature
“A man is rich in proportion to the number of things he can afford to give up” …
There are people who would pay to sell “Victor Hugo
… try not to be a prisoner of your technique, your vision, your belief / idea / impression, whatever it is …
We often justify looking enemies where none exist. Most of the time the first cause of our misfortunes we are, with our choices easy and cowardly …
“Every now and then slows down and … wait your soul, and you’ll see that that sense of emptiness will disappear … where waiting ‘in the right places, those that vibrate the strings of the soul itself.”
Speaking of .. Nature .. “We live in the midst of her, and we are strangers. It speaks continually with us, and there betrays his segreto.Agiamo constantly about her and do not have, about her, no power.” (J.W.Goethe)
.. That your body is not only a support for the head … or vice versa!
Some despise so much to stay with nothing … and unfortunately with what we are trying to build …
“The evolution is gradual manifestation of latent potentialities”
sometimes we’re so accustomed and used to the virtual emotions that our actions tend to be so inconsistent as to pass from our lives unnecessarily
.. “Way of doing good”, “politically correct” terms .. only to pronounce them already corrupted the noble soul …..
the paradoxical thing is that our society is no longer afraid to go into a forest in a metro station …

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1 – WHO FLY, IS POWERFUL
2 – WHO IS POWERFUL CAN FLY
3 – WHO DO NOT FLY IS  A COWARD
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1 – One who knows how to use imagination, mmaginazione active, creativity, as if it were flapping their wings and Soul s’innalzasse in flight, seeing with new eyes always the Beauty of the landscape that surrounds it.
2 – Who is brave, bold, and has passed the opposites of petty dualism, will also be able to scale wuthering, stand among a thousand peaks and throw from there to new frontiers, broaden perspectives, bypassing the petty constraints and limitations imposed by mental chains.
3 – Conversely, those who strip in the slums (like a good lick), submits (to the poor dictates of a political or religious) and performs submissively any order of authority, which is a Vile driven by jealousy hinders those who are intent on flying to heights inaccessible to him, he’s a coward envious that pulls the ankles those who contemplate the reality of higher dimensions, is a coward who can not stand the idea that there might be someone who does not drag on the same level or do not put on their knees as he does, constantly, worshiping golden calves.

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And now some taste of Celtic wisdom.

-
“In the lives of countless beings there are infinite ways.
So the heart of these infinite ways lies at the heart of the infinite beings.
Countless times in a day the infinite beings choose infinite ways.
Some beings learn, over the course of many lives,
infinity is one, and all the streets are the Way.
They, spreading knowledge and harmony,
consoling and refraining from judgment
choose for themselves and for others the noblest of paths.
In this way they are losing and finding forgiveness;
gain freedom and dominate the entire universe
with the light of their hearts. “
-
“We are only pollen in the wind. The essence of things is changing and everything is changing. Whoever clings to the customs is only a fool. The heart of the eternal is not eternal desire situations. Do not be afraid of anything and live the elusive present time. The Rule determines that everything is born, lives and dies, and that this is his eternity. If this is not your own terms, it is better for you to leave the path. Do not fear anything and experience the magnificence of life as death, with compassion and courage. “
-
“The measure things with your limited point of view is a behavior that leads to selfishness. No wave in the ocean moves alone. So if you want to be wise scoopin wisdom around you and if you want your wisdom endures continually compare it with others. “
-
-
your flame latent
is very powerful
to turn
do not need a license
just give your heart and mind
transition into the light immanent
Softly and …
Thank Grace Shining
Eternally
in the Mirror
the SOURCE
Nothing is
his pulse re-animates everything and everyone,
its flow flowing through our veins
Feeling the All in All
this is what we have come to “re-member”
… Palpitating in harmony
resonate with the rhythm of magic
fire
blazes
Water
incessantly
and we are the tongues of fire dancing on the ocean

every day a match burns
and goes into the Great Bonfire
-

-
“Thousands of lofty spirits have come this Way before us. Do not throw shame on them and ourselves unworthy before showing us by their example, but we recognize their work and appreciate the blessing of their experience. They constantly watch over you with kindness and you have beside you along the uneven path, always. The thank several times during the day and night is a wise behavior. Do not rely too much, though, for their work. Remember that your personal experience is more valuable than any story or any knowledge. Things have their seasons and these are often not included. Taking too much reliance on the words of others you may be disappointed, as well as act in the wrong way. The Ancients and our ancestors in the spirit are our memory and our flesh. “
-
“If you suffer, do not blame anything or anyone. If you really want to blame someone, blame yourself because of your inability to ignore the suffering. Difficulties are a great blessing. They are like the roughness of the upstream life-saving to the climber. As you reach the top of a mountain without a hitch? More rough encounter, the more they will lead in the top of the climb, becoming your support. Rather than waste time cursing the darkness, is ‘the wisest thing to do: go’ to open the window. “
-
“The way of the Druid requires that between the word and the thoughts, feelings and actions there is total unity. Then put into practice the concepts of neutrality, refraining from judgment, indifference to wealth, extermination of egoism, pursuit of truth, love for all beings, with courage, perseverance and confidence. “

-

———————
And now a collection of aphorisms from the Sutta Nipata:

-
HAVING UNDERSTANDING OF THE NATURE OF ALL LINKS
AND NOT ANY MORE BRAMANDONE
STRIPPED FROM SELF
FREE against lust, from the worries and agitation BODY
EQUIPPED of self-control
BALANCE IN CHARACTER
OVER ALL MENTAL CONFUSION
HAVING A CLEAR VIEW OF THE PHENOMENA
Refraining lust ORNAMENTS FROM THE SENSES
NOT EMBRACING NO OPINION
LOOKING AT THE RIGHT BEHAVIOUR
FREE, greed, ANGER AND JEALOUSY
Resolute and INTENT TO SUPREME GOOD
HAVING EXPERIENCED THE VANITY OF VARIOUS FORMS OF EXISTENCE
THERE is NO MORE hatred IN MY HEART
A NOTHING ASPIRO
BECAUSE I HAVE REACHED THE OPPOSITE RIVA (… that and the POSTING NON-ATTACHMENT)
I HAVE REACHED THE PEACE imperishable
BALANCE IN THE DANGERS AND INTREPID IN FRONT OF THE DEATH
FREE AND FAIR proceed FOR THE ROAD TO HEAVEN
-

———————

.
IF YOU BELIEVE YOU HAVE UNDERSTOOD THE MEANING OF LIFE, THAT MEANS YOU’VE GOT IT
The beauty of life … is his “Being” “No Sense” …
The life he slams highly dogmas absolute and universal truths

.
THE BEST TRAVEL … AND ‘THE INTERIOR:
What better journey, at times, to turn away from ourselves and yet find ourselves DEEPLY

.
“A GLOBE THAT DO NOT CARRY THE ISLAND OF UTOPIA
not even worth a look
because it omits a region that humanity tends.
And when you look out and lands,
spare a region better, makes you sail.
Progress is the realization of utopias. “
(O. Wilde)

.
No matter what you think you can do or can not do it …
Of course you’re THINKING, WRITING or SPEAKING TOO and “DOING ENOUGH”

-

.
discover how good it feels to let you go and get carried away by the beautiful river which they have …
you will surely be amazing places unless you do not want to alter the course of the water …
very difficult thing “;-)
+
If you feel you want to do … something … flaw … avoid thinking about it, trust that feeling in my stomach … avoids browse them with head … almost never works ;-)))

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About these ads

2 Risposte to “più di 500 RIFLESSIONI, PILLOLE DI SAGGEZZA E FRASI MOTIVAZIONALI SUL CAMBIAMENTO, L’EVOLUZIONE E L’APPRENDIMENTO DI NUOVE CONVINZIONI-ABITUDINI VINCENTI”

  1. gloria Says:

    ciao, grazie del dono di queste pillole di saggezza…e poi così parie nelle interpretazioni profumano di rispetto e libertà,
    superarsi è il punto essenziale della vita, qualcuno dice che dobbiamo sviluppare il nostro fiore che è unico e sono
    d’accordo, ma se fossimo la forza che può produrre nuovi fiori quante varietà vivremmo? Il vuoto è lo spazio necessario
    tra un atto ed un altro, ma è il terreno fertile eterno di ricarica. Bello davvero il vostro lavoro, grazie.

  2. zew Says:

    ok


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